Il Circuito del Fuji, noto anche come Fuji International Speedway, è un'icona dell'automobilismo giapponese e mondiale, situato alle pendici dell'imponente Monte Fuji, precisamente a Oyama, nella prefettura di Shizuoka, in Giappone. Questo tracciato, inaugurato nel 1966 e attualmente di proprietà di Toyota, ha una storia ricca e complessa, caratterizzata da ambizioni iniziali, sfide ingegneristiche, tragici incidenti e significative trasformazioni.

Le Origini: Un Ovale Mai Completato
La genesi del Fuji Speedway risale al 1963, quando la Japan NASCAR Corporation concepì l'idea di creare un circuito in Giappone capace di ospitare gare di tipo NASCAR. Il progetto iniziale era ambizioso: un ovale di 2,5 miglia, un vero e proprio "superspeedway" con due curve fortemente sopraelevate, ciascuna con un'inclinazione trasversale di 30°. Come tutti i circuiti ovali, il senso di percorrenza previsto era antiorario. I lavori presero il via nel giugno 1964, ma furono interrotti prematuramente a causa di una carenza di fondi. A quel punto, era stata completata solo la sopraelevata posta all'estremità orientale della pista, conosciuta come curva Daiichi.
La Nascita del Circuito Ibrido
La crisi finanziaria portò a un cambio di proprietà: nuovi finanziatori rilevarono la società, rinominandola Fuji Speedway Corporation. Con l'ingresso di nuove risorse, l'impianto venne completato non più come un ovale puro, ma come un circuito "stradale". Questa trasformazione seguì un'idea già espressa da Stirling Moss, il quale aveva visitato il cantiere e ne aveva suggerito un layout diverso. Tuttavia, la caratteristica curva sopraelevata, la Daiichi, fu mantenuta, dando vita a un tracciato "ibrido". Questo circuito, lungo 5999 metri e disegnato da Don Nichols, veniva percorso in senso orario e presentava il rettilineo di partenza nella parte alta del tracciato. Questo rettilineo, lungo circa 1,5 km, era seguito dalla velocissima curva sopraelevata Daiichi. In questa curva, le vetture più performanti piombavano a oltre 300 km/h dopo aver scollinato, una combinazione di fattori che, purtroppo, si rivelò rischiosa e fu la causa di gravi incidenti, spesso fatali.
LA TRAGEDIA DEL FUJI: il GP del Giappone 1977 ||| GARE DIMENTICATE
Le Modifiche per la Sicurezza e la F1
I pericoli legati all'ingresso ad alta velocità nella Daiichi portarono a una revisione del layout. Già alla fine del 1968, la CanAm, per un evento fuori campionato, decise di gareggiare in senso opposto per evitare i rischi maggiori. Le modifiche successive furono fondamentali per l'ingresso del circuito nel calendario della Formula 1. Nel 1976, il Fuji International Speedway ospitò la prima edizione del Gran Premio del Giappone di Formula 1, un evento storico che segnò il debutto della massima serie motoristica in Asia. Questa gara, vinta da Mario Andretti su Lotus, è celebre anche per il "gran rifiuto" di Niki Lauda. A causa delle pessime condizioni atmosferiche e nonostante si stesse giocando il mondiale contro James Hunt, Lauda scelse di ritirarsi per non rischiare nuovamente la vita dopo il terribile incidente al Nürburgring dello stesso anno. James Hunt, arrivando terzo, si laureò campione del mondo. Il Fuji ospitò la Formula 1 anche nel 1977, ma fu poi abbandonato dalla massima serie motoristica per quasi trent'anni.
Anni di Gare Nazionali e Resistenza
Dopo l'uscita dal calendario di Formula 1, il Circuito del Fuji si concentrò principalmente sull'ospitalità di gare nazionali. Tuttavia, la sua vocazione internazionale non si spense del tutto. Divenne sede del Campionato del mondo sportprototipi, ospitando la 6 Ore del Fuji nel 1982 e successivamente la 1000 km dal 1983 al 1988. Queste gare di resistenza richiesero ulteriori modifiche per migliorare la sicurezza e l'attrattiva del tracciato. Nel 1986, fu inserita la Dunlop Chicane a metà dell'ultimo curvone, un tratto privo di via di fuga, che immetteva sul rettilineo. L'aggiunta di questa chicane allungò il circuito fino a 4.440 metri, contribuendo a rendere il tracciato più tecnico e meno pericoloso in quel punto specifico.

L'Acquisizione Toyota e la Riprogettazione di Tilke
Dopo aver attraversato una crisi economica negli anni ottanta, il circuito fu rilevato dalla Toyota nel 2000. L'obiettivo della casa automobilistica giapponese era chiaro: strappare l'organizzazione del Gran Premio del Giappone ai rivali della Honda, il cui autodromo, il Circuito di Suzuka, aveva ospitato la gara di Formula 1 dal 1987. Per preparare il ritorno della Formula 1, il circuito subì una radicale riprogettazione ad opera del celebre architetto Hermann Tilke, noto per aver ridisegnato numerosi circuiti moderni. Questa trasformazione, pur rendendo il tracciato più sicuro e conforme agli standard attuali, fu accolta con pareri contrastanti. Molti appassionati e piloti lamentarono la perdita di gran parte dell'attrattiva del layout originale. Le lunghe curve veloci, tanto amate e temute, scomparvero, sostituite da curve più lente e accompagnate da ampi spazi di asfalto, una tendenza comune nei circuiti moderni progettati con un'enfasi sulla sicurezza in caso di uscite di pista.
Il Ritorno della Formula 1 e le Ultime Edizioni
Il Gran Premio del Giappone fece il suo ritorno al Fuji International Speedway nel 2007, sulla pista rinnovata. Questa edizione si concluse con la vittoria di Lewis Hamilton su McLaren, davanti a Heikki Kovalainen su Renault e a Kimi Räikkönen su Ferrari. La gara fu caratterizzata dalla pioggia e partì dietro la safety car, evidenziando le difficoltà del tracciato in condizioni avverse. Da segnalare furono anche l'errore della Ferrari nella scelta delle gomme e l'incidente di Fernando Alonso. L'edizione del 2008 vide la vittoria del pilota spagnolo, al volante della Renault, davanti a Robert Kubica su BMW Sauber e a Kimi Räikkönen su Ferrari. I due contendenti al titolo di quell'anno, Felipe Massa e Lewis Hamilton, chiusero rispettivamente al 7º e 12º posto dopo un contatto al 2º giro. Dopo queste due edizioni, il Fuji lasciò nuovamente il calendario della Formula 1, concludendo il suo secondo ciclo nella massima serie.

L'Assetto Attuale del Circuito
La versione attuale del Fuji International Speedway misura 4.563 metri, un leggero incremento rispetto ai 4.359 metri della configurazione in cui si corse nel 1976 e nel 1977. Il layout moderno presenta un lungo rettilineo iniziale, seguito dalla First Corner, una curva a destra. Da qui si snoda un tratto molto impegnativo, compreso tra la curva 2 e la curva 9, che precede la Dunlop Corner. La parte più lenta della pista inizia proprio dalla Dunlop Corner e comprende le curve dalla 11 alla 14, la Netz Corner e la Panasonic Corner, le quali reimmettono sul lungo rettilineo di partenza. Questo design, pur con le sue critiche, ha permesso al circuito di continuare a ospitare importanti eventi motoristici a livello nazionale e internazionale, garantendo elevati standard di sicurezza.
Non Solo Formula 1: Motomondiale e Altri Eventi
Oltre alla Formula 1, il Fuji International Speedway ha ospitato altre prestigiose competizioni internazionali. Il Circuito del Fuji ha accolto due edizioni del Gran Premio del Giappone del Motomondiale, precisamente nel 1966 e nel 1967, dimostrando la sua versatilità e capacità di ospitare anche le gare motociclistiche più importanti. Ancora oggi, il Fuji Speedway è un punto di riferimento per le serie giapponesi, come la Super Formula e la Super GT, consolidando la sua posizione come uno dei circuiti automobilistici più famosi e attivi del Giappone. La sua conformazione attuale, che rispetta i più elevati standard di sicurezza, lo rende idoneo per un'ampia varietà di eventi motoristici, continuando a scrivere la sua storia tra le vette dell'automobilismo.
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Il Circuito del Fuji nel Contesto Olimpico
Il Fuji International Speedway ha anche esteso la sua influenza oltre il motorsport. In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo, riprogrammati per il 2020 (ma disputati nel 2021 a causa della pandemia), il circuito è stato scelto come sede per alcune delle competizioni ciclistiche. Le gare su strada di ciclismo, sia maschili che femminili, così come le gare su strada di ciclismo paralimpico, hanno utilizzato le infrastrutture e il paesaggio circostante il Fuji Speedway, offrendo uno scenario mozzafiato con il Monte Fuji a fare da sfondo. Questa scelta ha evidenziato non solo la versatilità del sito ma anche la sua importanza come infrastruttura sportiva di livello mondiale, capace di adattarsi a diverse discipline e di ospitare eventi di portata globale.
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