Class Action Volkswagen: Un Precedente Italiano di Tutela dei Consumatori

La storia delle class action in Italia è spesso stata connotata da un percorso lungo e tortuoso, che ha portato molti a dubitare della loro effettiva efficacia. Tuttavia, l'accordo transattivo siglato tra Altroconsumo e il Gruppo Volkswagen, a seguito della class action sulle emissioni auto Diesel, rappresenta una prova concreta che la tutela dei diritti dei consumatori è possibile e può portare a risultati tangibili. Questo accordo segna un momento significativo nel panorama giuridico italiano, dimostrando che, nonostante le lungaggini processuali, la perseveranza e il lavoro delle organizzazioni di consumatori possono fare la differenza.

Bilancia della giustizia con loghi Volkswagen e Altroconsumo

L'Origine della Contesa: Il Dieselgate e le Emissioni Manipolate

La vicenda ha avuto inizio nel 2015, quando è emerso lo scandalo noto come "Dieselgate", che ha rivelato come il Gruppo Volkswagen avesse installato software in milioni di veicoli diesel per manipolare i risultati dei test sulle emissioni. Questa pratica ha portato a veicoli che, in condizioni di guida reali, emettevano livelli di ossidi di azoto (NOx) significativamente superiori ai limiti consentiti. A fronte di tale scoperta, numerose organizzazioni di consumatori a livello europeo, tra cui Altroconsumo in Italia, hanno avviato azioni collettive per tutelare i proprietari dei veicoli coinvolti. I veicoli coinvolti in questa class action sono riconducibili ai marchi Volkswagen, Seat, Skoda e Audi.

Il Percorso Giudiziario e i Risultati Iniziali

La class action italiana, promossa da Altroconsumo, ha visto un lungo e faticoso cammino nelle aule dei tribunali. Il Tribunale di Venezia, con una sentenza iniziale, aveva riconosciuto la sussistenza di pratiche commerciali scorrette e ingannevoli da parte del Gruppo Volkswagen, condannando al risarcimento del danno patrimoniale, quantificato in 3.000 euro per ciascun consumatore.

Tuttavia, la Corte d'Appello di Venezia, decidendo sull'appello delle società del Gruppo Volkswagen e sull'appello dell'Associazione Altroconsumo, ha confermato la sussistenza delle pratiche scorrette e ingannevoli, ma ha limitato la condanna al solo danno non patrimoniale, liquidato in 300 euro. La Corte non ha ritenuto provato il danno patrimoniale, tenuto conto degli interventi correttivi gratuiti offerti dalla casa costruttrice, e ha escluso la possibilità di una nuova quantificazione del danno non patrimoniale in assenza di un'impugnazione ammissibile sul quantum da parte di Altroconsumo. Dei motivi di appello relativi alle adesioni dei consumatori, la Corte ha accolto solo alcuni di quelli proposti da Altroconsumo e rigettato tutti quelli del Gruppo Volkswagen.

L'Accordo Transattivo tra Altroconsumo e Volkswagen: Un Punto di Svolta

A fronte di un processo giudiziario che si preannunciava ancora lungo e incerto, Altroconsumo e il Gruppo Volkswagen hanno siglato a maggio del 2024 un accordo transattivo, un contratto con il quale le due parti chiudono una lite in corso facendosi reciproche concessioni. Questo accordo è il risultato di nove anni di lavoro senza sosta da parte di Altroconsumo e dei suoi avvocati, impegnati a sostenere le ragioni degli aderenti, tra richieste, perizie e trattative. L'ultima trattativa ha finalmente visto il gruppo tedesco impegnato a mettere a disposizione fino a 50 milioni di euro a favore dei consumatori coinvolti.

L'accordo consente di far ottenere agli automobilisti ammessi di più di quanto aveva deciso la Corte d'Appello di Venezia e, inoltre, evita altre lungaggini giudiziali, assicurando un risultato certo agli aderenti ammessi.

Dieselgate: vinta da Altroconsumo la class action contro Volkswagen © Mario Amendola Press

Benefici per i Consumatori: Risarcimenti e Dettagli dell'Accordo

Grazie all'accordo siglato, i 60.000 consumatori aderenti alla class action ammessi dal Tribunale e dalla Corte d'Appello di Venezia potranno ricevere un pagamento da parte di Volkswagen che varia a seconda dei casi da 550 euro fino a 1.100 euro. Questo rappresenta un risultato significativo, considerando che la Corte d'Appello aveva riconosciuto solo 300 euro per il risarcimento da danni morali. È la prima volta in Italia che, grazie a una class action e a un accordo preso da un'organizzazione di consumatori, i cittadini ottengono fino a 1.100 euro per ogni proprietario coinvolto.

A fronte del pagamento dell’importo transattivo, l’aderente rinuncia a qualsiasi ulteriore pretesa nei confronti del Gruppo Volkswagen e dei soggetti ad esso collegati (dipendenti, concessionarie, altre società del Gruppo Volkswagen, ecc.) per le vicende di cui alla class action sulle emissioni diesel, compreso il pagamento dell’importo risarcitorio (€ 300, oltre interessi) liquidato nella sentenza della Corte di Appello di Venezia.

Grafico a barre: Comparazione risarcimenti Corte d'Appello vs Accordo Altroconsumo

Chi ha Diritto al Pagamento e Come Accettare l'Offerta

Hanno diritto ad essere pagati i 60.000 aderenti alla class action che sono stati ammessi dal Tribunale e dalla Corte d'Appello di Venezia. Ogni aderente ammesso ha la libera scelta di accettare o non accettare l’accordo transattivo, richiedendo o meno di ricevere l’offerta transattiva del Gruppo VW.

Per sapere se si è tra coloro che riceveranno i soldi da Volkswagen, gli aderenti dovrebbero aver già ricevuto una comunicazione da Altroconsumo che li informava della decisione dei giudici in merito all'ammissione del loro caso.

In base all'Accordo con Altroconsumo, si hanno a disposizione 8 mesi di tempo per accettare l’offerta transattiva del Gruppo Volkswagen a partire dal 10 aprile 2025, ovvero dal momento del lancio della piattaforma dedicata, disponibile all'indirizzo web www.classactionemissioni.it. Per garantire la corretta identificazione degli aderenti è previsto l’utilizzo di SPID o di carta d'identità elettronica (CIE). Per chi non avesse lo SPID o la CIE sarà prevista una procedura alternativa che assicuri la corretta identificazione dell’aderente.

Il fascicolo di alcune adesioni non ha consentito di accertare il possesso dei Requisiti Sostanziali. Gli aderenti interessati potranno dimostrare il possesso di tali requisiti seguendo l’apposita procedura sulla piattaforma che sarà messa a disposizione da Altroconsumo a fine 2024.

Cosa Fare se l'Adesione non è Stata Ammessa

Se non si è tra gli aderenti ammessi alla class action, non si può ricevere l’offerta transattiva del Gruppo Volkswagen in base all’Accordo né richiedere il pagamento del risarcimento di 300 euro stabilito nella sentenza della Corte d'Appello di Venezia. Se si intende chiedere il risarcimento di 300 euro in base alla sentenza, non si avrà più diritto a ricevere l’offerta transattiva. È importante valutare attentamente le proprie opzioni, tenendo conto dei termini e delle condizioni dell'accordo transattivo.

Diagramma di flusso: Processo di accettazione dell'offerta transattiva

I Numeri del Successo e il Ruolo di Altroconsumo

La conclusione di questa azione collettiva ha portato a numeri record: ben 46.740 consumatori ammessi all’azione collettiva hanno aderito all’accordo raggiunto da Altroconsumo, ottenendo risarcimenti pari a 42.844.354,11 euro. Questo risultato dimostra che la tutela collettiva dei consumatori può essere efficace e portare risultati concreti anche al di là della via giudiziale, quando c’è dialogo e positiva collaborazione tra le parti.

Federico Cavallo, Responsabile Corporate Affairs & Public Relations di Altroconsumo, ha dichiarato che la fiducia dei consumatori rende merito al lavoro dell'organizzazione, portato avanti per oltre 10 anni e conclusosi con la gestione della piattaforma per l’adesione all’accordo transattivo. Altroconsumo si conferma così un punto di riferimento nella rappresentanza dei consumatori, con un risultato concreto e del tutto inedito nel nostro Paese: oltre 42,8 milioni di euro riconosciuti a decine di migliaia di consumatori.

È importante notare che i servizi relativi ai prodotti assicurativi sono erogati da Altroconsumo Connect S.r.l., società commerciale di intermediazione assicurativa, e non da Altroconsumo Edizioni S.r.l. e Associazione Altroconsumo. Altroconsumo Connect S.r.l. è il broker assicurativo costituito dalla Fondazione Altroconsumo, iscritto al Registro degli Intermediari Assicurativi (Sez. B n. B000525056) e soggetto al controllo di IVASS. Altroconsumo Connect S.r.l. opera nel mercato e, tenendo conto dei risultati dei test comparativi e delle indagini sui prodotti assicurativi pubblicate da Altroconsumo, ha negoziato per i soci e i fan di Altroconsumo questa polizza, gestisce i passaggi necessari per l’eventuale acquisto della polizza e la raccolta delle adesioni nel caso sia stato costituito un gruppo di acquisto. L’attività svolta da Altroconsumo Connect S.r.l. è a pagamento e remunerata dalle provvigioni ricomprese nel premio delle polizze stipulate.

Implicazioni Future per le Class Action in Italia

Il successo della class action Volkswagen-Altroconsumo ha importanti implicazioni per il futuro delle azioni collettive in Italia. Dimostra che, con la giusta organizzazione e perseveranza, è possibile ottenere risultati concreti per i consumatori anche in casi complessi e di portata internazionale. Questo precedente potrebbe incoraggiare una maggiore fiducia nelle class action come strumento di tutela dei diritti e incentivare un dialogo più costruttivo tra le parti coinvolte in future controversie.

La capacità di Altroconsumo di negoziare un accordo che superasse quanto stabilito dalla Corte d'Appello sottolinea l'importanza delle trattative stragiudiziali e della collaborazione tra organizzazioni di consumatori e aziende. Questo approccio può portare a risoluzioni più rapide ed efficaci, evitando ulteriori lungaggini giudiziali e garantendo ai consumatori risultati certi in tempi più brevi.

L'uso di piattaforme digitali per la gestione delle adesioni e dei pagamenti, come quella realizzata da Altroconsumo, rappresenta un modello efficiente per la gestione su larga scala di azioni collettive, facilitando l'accesso alla giustizia e ai risarcimenti per un numero elevato di persone. La richiesta di SPID o CIE per l'identificazione, sebbene possa presentare delle sfide per alcuni, mira a garantire la sicurezza e l'accuratezza del processo.

In sintesi, la class action Volkswagen promossa da Altroconsumo non è solo una vittoria per i singoli consumatori coinvolti, ma un'importante lezione per il sistema giuridico italiano e per il futuro della tutela dei consumatori attraverso le azioni collettive. Ha dimostrato che le class action possono essere uno strumento potente ed efficace, capace di generare cambiamenti significativi e di ristabilire la fiducia dei cittadini nella giustizia e nelle organizzazioni che li rappresentano.

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