I Colori Originali delle Volkswagen degli Anni '70: Un Viaggio nella Storia del Maggiolino e Oltre

Gli anni '70 rappresentano un periodo iconico per il design automobilistico e, per Volkswagen, un decennio di transizione e consolidamento. Sebbene l'immortale Maggiolino continuasse a dominare la scena, l'azienda si stava già preparando per una nuova era con l'introduzione di modelli come la Golf. Esplorare i colori originali delle Volkswagen prodotte in questo periodo significa immergersi in una palette che rifletteva le tendenze dell'epoca, dai toni vivaci e audaci a quelli più sobri e funzionali, spesso associati alla robustezza e praticità che da sempre contraddistinguono il marchio.

Volkswagen Maggiolino anni '70 con palette colori

Il Maggiolino: Un'Icona in Continua Evoluzione

La storia del Maggiolino è intrinsecamente legata all'evoluzione dell'automobile e alla sua accessibilità. La sua produzione iniziò per volere di Adolf Hitler, che nel 1934 annunciò l'intenzione di mettere sul mercato un veicolo accessibile a tutta la popolazione tedesca. I progettisti interpellati furono Ferdinand Porsche e Jakob Werlin della Mercedes-Benz, e fu il progetto di Porsche a vincere. Porsche aveva già in mente un progetto simile dal 1929 e aveva sviluppato prototipi come la Porsche Typ 12 e la Typ 60, con caratteristiche tecniche e di design che avrebbero poi influenzato il Maggiolino.

Il veicolo, inizialmente chiamato KdF-Wagen (Kraft durch Freude-Wagen, "auto della Forza attraverso la Gioia"), era pensato per trasportare cinque persone o tre soldati e un mitragliatore, viaggiare oltre i 100 km/h consumando in media 7 litri per 100 km e non superare i 1000 Reichsmark. Questi requisiti erano ambiziosi per l'epoca, considerando che un operaio guadagnava in media 130 Reichsmark al mese.

Ferdinand Porsche con il prototipo del Maggiolino

Il Maggiolino è stato un'auto tecnologicamente avanzata per i suoi tempi, vantando una meccanica semplice e robusta. La sua disposizione con motore posteriore longitudinale a sbalzo e trazione posteriore, unita a un motore boxer a quattro cilindri raffreddato ad aria, lo rendeva unico. Il design tondeggiante e aerodinamico, sebbene spesso soprannominato affettuosamente con termini come "Käfer" in Germania o "Beetle" nel Regno Unito, era il frutto di una progettazione attenta.

Il primo modello era caratterizzato da un piccolo lunotto posteriore separato in due parti, noto in Italia come "due vetrini", mentre in azienda era identificato come "Typ 1". La sua longevità è impressionante, detenendo il record di auto più longeva del mondo, prodotta ininterrottamente per sessantacinque anni.

Dalle Origini ai Primi Anni di Produzione

Dopo la fine della guerra, gli edifici di Wolfsburg erano quasi completamente distrutti dai bombardamenti. Le forze alleate, seguendo il piano Morgenthau, miravano a impedire alla Germania di costruire armamenti, e l'opinione negli Stati Uniti non era lusinghiera riguardo alle auto tedesche. Alla Ford fu addirittura offerta gratuitamente l'intera Volkswagen, ma l'offerta fu rifiutata con il commento "quello che viene prodotto qui, signor Ford, non vale un accidente!".

Il salvataggio dell'azienda fu proposto da Ivan Hirst, un maggiore dell'esercito britannico ed esperto di automobili. Hirst ipotizzò di rimettere in funzione la fabbrica per costruire automezzi per l'esercito britannico. Nonostante l'idea fosse stata poi abbandonata, il suo piano di ricostruzione e avviamento della produzione fu approvato, impiegando la manodopera esistente, inclusi gli operai italiani per la ricostruzione muraria. La produzione riprese tra mille difficoltà, riuscendo a stabilizzarsi sul migliaio di Maggiolini al mese, il "break even point" produttivo.

Nel 1947, il Maggiolino fece il suo debutto alla fiera di Hannover, ricevendo un'accoglienza entusiasta. In precedenza, la maggior parte delle vetture era destinata all'uso militare, con poche eccezioni per i civili. Nello stesso anno, la produzione raddoppiò rispetto all'anno precedente, e vennero incaricati due carrozzieri, Hebmuller e Karmann, di costruire una versione cabrio.

Nel luglio del 1949, fu lanciato il Maggiolino "export", pensato con specifiche diverse e più attraenti per i mercati esteri, con paraurti curvi cromati, coppe ruota cromate, ghiere fari cromate e maniglie porta cromate. La qualità complessiva dei materiali, sul modello export, era migliore. Anche il resto della gamma ricevette modifiche, come nuovi comandi del riscaldamento e modifiche al retrotreno. Nel 1951, VW esportò 35.742 Maggiolini in 29 paesi.

Nel 1952, fu introdotto il deflettore apribile e regolabile, e i cerchi passarono da 16" a 15". Il 10 marzo 1953, fu prodotto l'ultimo Maggiolino "due vetri", lasciando il posto al modello con lunotto ovale, il 23% più grande. Il 3 luglio 1953, il 500.000esimo Maggiolino uscì dalla linea di produzione, e ai dipendenti VW fu dato un bonus di 2,5 milioni di marchi tedeschi. Nel 1955, fu prodotto il milionesimo Maggiolino, e Nordhoff annunciò una riduzione di prezzo.

Le Modifiche degli Anni '60 e l'Avvicinarsi degli Anni '70

Gli anni '60 videro ulteriori affinamenti per il Maggiolino. Nel 1958, i tecnici Volkswagen si rivolsero a Battista Farina per rinnovare il veicolo. Suo figlio Sergio, dopo un'attenta analisi, suggerì solo di ampliare il lunotto posteriore per migliorare la visibilità.

Nell'agosto 1961 (MY 1962), furono introdotte nuove luci posteriori a tre parti. Nel 1963, venne eliminato il piccolo stemma di Wolfsburg dal cofano anteriore e il tettuccio apribile in tela gommata fu sostituito da un tettino in metallo. Ad agosto 1965, fu introdotto, come optional, il nuovo motore 1300cc 50 hp. Un anno dopo, ad agosto 1966, arrivò il motore 1500cc, 53 hp, equipaggiato con freni a disco sull'asse anteriore.

Ad agosto 1967, per il model year 1968, avvennero importanti modifiche: i fari anteriori furono ridisegnati e divennero verticali, i segnalatori posteriori più grandi, i paraurti più moderni e robusti, e l'impianto elettrico fu portato da 6 a 12 V. Queste modifiche preparavano il Maggiolino all'ingresso nel nuovo decennio.

Tutta la verità sul Maggiolino Volkswagen - Parte 1

I Colori e i Modelli Volkswagen negli Anni '70

Gli anni '70 videro il Maggiolino continuare a evolversi, ma anche l'introduzione di nuovi modelli che avrebbero ridefinito il futuro di Volkswagen. La gamma di colori rifletteva il gusto dell'epoca, con una prevalenza di tonalità terrose, metallizzate e a volte audaci, che si distinguevano dalle palette più sobrie dei decenni precedenti.

Per cercare il codice colore per una AUDI / VOLKSWAGEN è semplice: basta individuare la targhetta nell'auto dove è scritto il codice. Il codice originale è formato solo da tre cifre (lettere e/o numeri) ed è molto spesso preceduto da una lettera che non fa parte del codice colore. Ad esempio, se si trova scritto nella targhetta LD5Q, si dovrà considerare come codice solo D5Q.

Il Maggiolino negli Anni '70: Varianti e Tonalità

Nel 1970, cessò la produzione della versione cabriolet del Maggiolino e del motore 1500 cm³. La versione berlina, invece, continuò a essere prodotta ancora per molti anni, sempre con motori 1200 cm³ e 1300 cm³. Nello stesso anno, il Maggiolino fu affiancato dal modello 1302, conosciuto anche come Maggiolone (agosto 1970 - luglio 1972), prodotto sia in versione berlina che cabriolet. Il Maggiolino e il Maggiolone si differenziavano nell'avantreno, a barre di torsione nel primo e con il moderno schema MacPherson con molle e ammortizzatori nel secondo.

Nell'agosto 1971 (MY 72), per adeguare le auto alle norme di sicurezza, il cruscotto fu rifinito con un materiale antiurto e fu montato un nuovo volante a 4 razze su tutti i modelli. Nel settembre 1972, il modello 1302 fu sostituito dal modello 1303, molto simile al precedente, ma caratterizzato da un nuovo parabrezza curvo, un nuovo cruscotto in materiale antiurto e una nuova tappezzeria. Anche le luci posteriori furono ridisegnate, più ampie, tonde e moderne.

Sul mercato nordamericano, il Maggiolino riscosse grande successo. La sua carriera statunitense, divenuto anche un fenomeno di costume della nascente cultura hippie, durò fino al 1977, raggiungendo il suo apice nel 1968 con 423.008 esemplari immatricolati, un record di vendite tuttora ineguagliato per la Volkswagen in Nord America.

I colori disponibili per il Maggiolino negli anni '70 spaziavano da tonalità pastello a colori più saturi e metallizzati. Ad esempio, si potevano trovare tinte come il "Texas Yellow", il "Bright Orange", il "Marina Blue" o il "Forest Green", affiancati da classici come il "L90D Pastel White" o il "L282 Sierra Yellow". Questi colori contribuivano a dare al Maggiolino un'immagine più moderna e adatta ai gusti dell'epoca.

Altri Modelli Volkswagen degli Anni '70

Se la Volkswagen, fin dalla sua fondazione, vendeva quasi esclusivamente il Maggiolino, sul finire degli anni '60 la flessione della domanda e la mancanza di nuovi modelli (e lo scarso successo di altri basati sempre sulla meccanica del Käfer) misero in crisi l'azienda. Tuttavia, questo decennio fu cruciale per l'introduzione di veicoli che avrebbero segnato una svolta.

Per far spazio alla nuova arrivata, nel 1974 la produzione del Maggiolino si spostò a Emden. Due anni dopo, la versione berlina uscì dal mercato europeo (la cabrio continuò fino al 1980, affiancata e poi sostituita dalla Golf cabriolet), e nel 1978 tutta la produzione venne affidata alle catene di montaggio presenti a Guadalajara, in Messico, ed a São Bernardo do Campo, in Brasile. Il 30 luglio 2003, l'ultimo Maggiolino uscì dal montaggio messicano, terminando la sua carriera con oltre 21 milioni di esemplari prodotti e 65 anni di produzione. Il suo erede fu la Volkswagen New Beetle, costruita dal 1997 al 2012 sulla base della Golf IV serie.

Accanto al Maggiolino, altri modelli Volkswagen degli anni '70 includevano:

  • Volkswagen Type 4 (411/412): Una berlina di fascia media-alta, anch'essa con motore posteriore raffreddato ad aria.
  • Volkswagen K70: Il primo modello Volkswagen con motore anteriore raffreddato ad acqua, originariamente sviluppato da NSU.
  • Volkswagen Passat (B1): Introdotta nel 1973, rappresentò un'importante svolta per Volkswagen, adottando la trazione anteriore e il motore raffreddato ad acqua, ponendo le basi per la futura gamma.
  • Volkswagen Scirocco (Mk1): Lanciata nel 1974, era una coupé sportiva basata sulla piattaforma della Golf.
  • Volkswagen Golf (Mk1): Forse il modello più significativo del decennio, introdotta nel 1974, la Golf ha rivoluzionato il segmento delle compatte, diventando rapidamente un successo mondiale e l'erede spirituale del Maggiolino.

Volkswagen Golf Mk1 con colori distintivi anni '70

I colori per questi nuovi modelli tendevano a seguire le tendenze più contemporanee, con tonalità metallizzate e pastello che si adattavano alle linee più squadrate e moderne. Tra i colori comuni si potevano trovare il "Mars Red", il "Miami Blue", il "Diamond Silver Metallic" o il "Viper Green Metallic".

Trovare il Codice Colore Originale

Per chi desidera restaurare una Volkswagen d'epoca o semplicemente effettuare un ritocco, trovare il codice colore originale è fondamentale. Cercare il codice colore per la tua AUDI / VOLKSWAGEN è semplice: ti basta individuare la targhetta nella tua auto dove è scritto il codice. Il codice originale è formato solo da tre cifre (lettere e/o numeri) ed è molto spesso preceduto da una lettera che non fa parte del codice colore. Quindi se trovi scritto nella targhetta LD5Q, dovrai considerare come codice solo D5Q.

Questa targhetta si può trovare in diverse posizioni a seconda del modello e dell'anno di fabbricazione del veicolo. Tipicamente, la si individua nell’interno cofano posteriore o nel vano motore. In pagine specializzate, come VerniciSpray, si trovano più di 150.000 codici colori auto per tutte le marche e modelli, inclusi quelli storici.

Esempio di targhetta codice colore Volkswagen

La Tecnologia del Colore e il Ritocco

Le vernici moderne, come quelle offerte da marchi premium della divisione Coatings di BASF come R-M, si impegnano a fornire soluzioni che non solo migliorano l'aspetto delle auto, ma che sono anche ecologicamente sostenibili. Questi prodotti sono progettati per offrire applicazioni più semplici, un migliore potere coprente, una maggiore lucentezza, tempi di essiccazione più rapidi e finiture eccezionali.

Un elemento chiave nel ritocco professionale è il trasparente 2K, o vernice trasparente bicomponente. Questo prodotto ha due componenti da miscelare: la vernice e il suo catalizzatore, che la rende meccanicamente molto dura e lucente. Le vernici trasparenti 1K, invece, sono monocomponenti e non hanno catalizzatori, risultando meno performanti e meno resistenti. I trasparenti bicomponenti 2K forniscono una finitura di alta qualità in termini di durata, resistenza chimica e protezione UV, disponibili in opzioni lucide o opache.

Il ritocco auto è un processo che consiste nel riparare o migliorare l'aspetto estetico di un'auto, includendo la riparazione di graffi, ammaccature, scheggiature e altri danni alla carrozzeria, così come la verniciatura e la lucidatura. Questo processo è importante non solo per ripristinare l'aspetto originale del veicolo dopo danni accidentali, ma anche per mantenere il valore dell'auto nel tempo.

Il processo di ritocco inizia con la valutazione dei danni e la determinazione delle riparazioni necessarie, che possono includere la rimozione di graffi e ammaccature, l'applicazione di stucco per riempire le imperfezioni e la verniciatura delle zone riparate. Dopo le riparazioni, si procede con la lucidatura e la protezione della vernice, ad esempio con una cera protettiva o un sigillante.

La disponibilità di vernici su misura, preparate a campione secondo il codice colore originale dell'auto, permette di affrontare efficacemente questi interventi. Siti specializzati offrono un'ampia gamma di prodotti, dalle bombolette spray professionali alle vernici liquide per vari settori, con la possibilità di trovare tinte per auto, moto, macchine agricole e altri veicoli, sia nuovi che storici. Questo permette di eliminare strisci, ripristinare ammaccature e sistemare fanali ingialliti, preservando l'autenticità e il valore di questi veicoli iconici, inclusi i colori originali delle Volkswagen degli anni '70.

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