Guida Completa all'Ibridazione del Cardellino

L'allevamento degli uccelli, in particolare quello che include l'ibridazione, è un campo affascinante e ricco di sfide, dove la creatività e la pazienza sono componenti essenziali. Per ibridazione si intende un incrocio tra individui appartenenti a due popolazioni distinte e diversificate nella loro struttura genetica, tanto da costituire o una varietà o addirittura una specie diversa. Nell'allevamento degli uccelli, tale fenomeno è quanto mai comune, offrendo agli appassionati l'opportunità di esplorare nuove combinazioni di colori, canti e forme. A differenza dell'allevamento in purezza, dove l'obiettivo è avvicinarsi il più possibile a uno standard prefissato, nell'ibridazione non si ha alcuno standard predefinito da seguire. Ci si lascia piuttosto guidare dalla creatività, avendo come obiettivi criteri differenti che hanno come fattore comune, il bello. L'allevamento dell'ibrido è sempre un percorso in cui nulla è scontato all'origine, e tutto quello che ne deriva è sempre una piacevole sorpresa.

Il Cardellino: Carattere e Adattamento

I cardellini, essendo molto forastici, impiegano moltissimo tempo, anche anni, a tollerare la presenza dell'uomo. Per avere cardellini molto domestici, cosa difficilissima ma non impossibile, è necessario tenerli sempre nello stesso posto molto tranquillo, avere pazienza, non guardarli mai direttamente se non per brevissimi istanti e non prenderli in mano se non in casi eccezionali. È anche utile portargli tutti i giorni qualcosa di buono, come un biscotto, una fetta di frutta, un cucchiaino di semi di cardo o cicoria, un capolino di cardo mariano fresco o un capolino di tarassaco. È fondamentale sottolineare che l'addomesticamento e la riproduzione in cattività sono due cose ben distinte.

Cardellino domestico

Le Femmine Ideali per l'Ibridazione

Tra i vari livelli di difficoltà nell'ibridazione, quelli più semplici sono quelli che utilizzano femmine di canarino, più tranquille e semplici nella gestione dei piccoli. Si può ricorrere sia a canarine lipocromiche, che origineranno ibridi pezzati, sia a canarine melaniniche che daranno vita ad ibridi nero-bruno.

La Canarina: Una Scelta Versatile

La canarina, per il suo carattere molto versatile, è un ottimo esemplare per l'ibridazione. Tutti i canarini a fattore rosso oggi allevati, nelle tantissime varietà codificate, discendono dall'ibridazione con il Cardinalino del Venezuela maschio. Per tentare un'ibridazione relativamente facile da conseguire, come quella tra cardellino e canarina, è fondamentale essere in possesso di un cardellino particolarmente docile e di una canarina lipocromica, a fondo chiaro, se si desidera tentare di produrre incardellati pezzati o chiari, questi ultimi ritenuti più attraenti e pregiati. È preferibile che la canarina sia alla sua prima riproduzione.

Preparazione della Coppia per l'Ibridazione

Alloggiare la coppia in una gabbia preferibilmente di tipo inglese, chiusa su tre lati e con frontale in grigliato metallico. È importante lasciarli affiatare per alcuni giorni, inizialmente divisi da una griglia separatrice. Fornire alla femmina un cestino-nido e sfilacce. Non appena si noterà che la canarina avrà iniziato a imbottire il cestino-nido, si potrà unirla al cardellino.

Gabbia di tipo inglese per l'allevamento

Gestione delle Uova e della Covata

Quando si reputa la canarina prossima a deporre, è opportuno separarla dal cardellino con l'apposito separatore in tardo pomeriggio, per evitare che il cardellino possa danneggiare l'uovo deposto a prima mattina. Una volta sostituito l'uovo con quello artificiale di plastica, si riuniscono i partner e si procede in questo modo ogni giorno, sino al termine della deposizione delle uova. A quel punto, si separerà stabilmente il cardellino dalla canarina, lasciando il cardellino nello scomparto opposto a quello della canarina, così che possano continuare a vedersi senza però venire a contatto diretto.

Dopo qualche giorno dalla schiusa delle uova, nel caso si rivelassero tutte o parte fertili, si può provare a riunire il maschio alla femmina e a sondare se per caso importuni la canarina o invece si dimostri buon padre, cooperando all'imbecco dei nidiacei e/o solo della canarina. È un processo in cui c'è un po' da ammattire, ma i risultati possono essere sorprendenti e gratificanti.

L'Importanza della Docilità del Cardellino

Per ottenere ibridi, è fondamentale che il cardellino sia molto domestico e accetti facilmente la canarina. L'addomesticamento è un processo lungo e richiede molta pazienza. I cardellini vanno in estro dopo i canarini, e questo aspetto può essere sfruttato per aumentare il numero di uova e di conseguenza le possibilità di avere uova fecondate. È importante considerare che un cardellino che si ferisce sul becco per cercare di entrare e uscire dalle sbarre, come menzionato in un caso specifico, indica un forte istinto forastico e una difficoltà ad adattarsi alla cattività, rendendo l'ibridazione ancora più complessa.

Alimentazione e Benessere dei Cardellini

L'alimentazione dei cardellini è cruciale, specialmente quando si mira all'ibridazione. È importantissimo curare l'intestino dei cardellini. Un errore comune è pensare che più semi si diano, migliore sia l'alimentazione; al contrario, più semi si danno e peggio è. Questo aumenta i rischi di problemi intestinali. L'ideale è fornire solo scagliola e pastoncino sempre a disposizione. La germinazione è un aspetto critico: un seme che non germoglia è pericolosissimo e deve essere evitato. Un'alimentazione corretta contribuisce alla buona salute e alla fertilità dell'uccello.

Semi di scagliola e pastoncino per cardellini

La Scelta del Nido e la Gestione del Maschio

Un aspetto da considerare è che una canarina non fa rispettare il nido come lo fa una cardellina. Questo può influire sulla stabilità della covata. Quando la canarina ha deposto le uova, si può passare il cardellino ad un'altra canarina. Successivamente, si rimetterà il cardellino alla prima femmina dopo aver separato i piccoli. È possibile ottenere una ventina di incardellati in una stagione di cove con una gestione attenta.

Casi Specifici di Ibridazione e Risultati Sorprendenti

Un allevatore di solo canarini lipocromici racconta di aver passato un cardellino ad una canarina. La canarina preparò il nido e depose 4 uova. Inizialmente, si pensava sarebbero state infeconde. Invece, con sorpresa, erano tutte feconde. Al 13° giorno, nacquero tutti e quattro i pulli, scuri come dei comuni verdi. Questo esempio dimostra come, nonostante le difficoltà, l'ibridazione possa portare a risultati inaspettati e gratificanti. Successivamente, il cardellino fu passato ad un'altra canarina che depose 5 uova. Il risultato complessivo fu tre maschi e due femmine R1. Questo stesso allevatore ha poi sperimentato con femmine isabella (tutti mosaico) e ha incrociato gli R1 con i maschi agata e satinè, cercando di ottenere specifiche caratteristiche.

Un altro caso evidenzia le sfide: un allevatore si chiedeva perché delle 46 uova deposte, una grande percentuale fosse infeconda. La causa fu individuata nel patrimonio genetico (da parte di madre) delle femmine che erano state cedute. Questo sottolinea l'importanza di una selezione accurata dei riproduttori.

Domande e Risposte sull'Ibridazione

Gentile Lettore, per tentare un'ibridazione relativamente facile da conseguire, come quella tra cardellino e canarina, è anzitutto necessario essere in possesso di un cardellino particolarmente docile e di una canarina lipocromica (a fondo chiaro se desidera tentare di produrre incardellati pezzati o chiari, questi ultimi ritenuti più attraenti e pregiati), meglio se alla sua prima riproduzione.

Alloggi la coppia in una gabbia preferibilmente di tipo inglese, chiusa su tre lati e con frontale in grigliato metallico. La lasci affiatare per alcuni giorni, divisa dalla griglia separatrice, rifornisca la femmina di un cestino-nido e di sfilacce e, non appena vedrà che la canarina avrà iniziato a imbottire il cestino-nido, la unisca al cardellino. Allorché reputasse la canarina prossima a deporre, sarebbe opportuno separarla dal cardellino con l'apposito separatore in tardo pomeriggio, per evitare che il cardellino possa danneggiare l'uovo deposto a prima mattina. Una volta sostituito l'uovo con quello artificiale di plastica, riunisca i partner e proceda in questo modo ogni giorno, sino al termine della deposizione delle uova, allorché separerà stabilmente il cardellino dalla canarina, lasciando il cardellino nello scomparto opposto a quello della canarina, così che possano continuare a vedersi senza però venire a contatto diretto.

Dopo qualche giorno dalla schiusa delle uova, nel caso si rivelassero tutte o parte fertili, provi a riunire il maschio alla femmina e a sondare se per caso importuni la canarina o invece si dimostrasse buon padre, cooperando all'imbecco dei nidiacei e/o solo della canarina. Questo approccio è stato riproposto da Francesco Chieppa, già collaboratore della rivista "Uccelli", e si basa su anni di esperienza e quesiti tecnici dei lettori.

Considerazioni Finali sull'Ibridazione

L'ibridazione del cardellino, pur essendo un processo che può presentare difficoltà genetiche e richiedere grande impegno, offre agli appassionati l'opportunità di creare esemplari unici con caratteristiche desiderate come un bel canto o una particolare colorazione. La chiave del successo risiede nella pazienza, nell'osservazione attenta e nella cura meticolosa di ogni fase, dalla selezione dei riproduttori all'alimentazione, fino alla gestione della covata. L'obiettivo non è solo la riproduzione, ma anche la scoperta e la meraviglia che ogni nuova covata può portare.

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