La Jeep Renegade rappresenta un capitolo importante nella storia del marchio, essendo il primo modello Jeep a essere costruito fuori dagli Stati Uniti, precisamente nello stabilimento di Melfi, in Basilicata, dove viene tuttora assemblata per il mercato europeo. Basata sulla piattaforma Small Wide, condivisa con altri modelli del gruppo Stellantis, come la FIAT 500X, la Renegade ha saputo negli anni rinnovarsi con aggiornamenti estetici, tecnologici e, soprattutto, sotto il profilo delle motorizzazioni, segnando un passaggio progressivo verso l’elettrificazione. Pur restando una delle più compatte del suo segmento, la Renegade mantiene proporzioni robuste, un design originale e una buona altezza da terra, elementi che ne fanno un’alternativa unica tra i B-SUV urbani.

Questo SUV, che solo nel 2017 ha immatricolato 36.700 unità sul mercato italiano, ha dimostrato un percorso ricco di soddisfazioni commerciali, meritando un aggiornamento concentratosi sulla vita di bordo. L'attuale generazione, aggiornata più volte dal lancio, propone oggi una gamma che abbraccia le versioni ibride (chiamate rispettivamente e-Hybrid e 4xe), ma anche le motorizzazioni tradizionali, come il 1.6 MultiJet II da 120 CV con cambio manuale a 6 marce o automatico a doppia frizione Ddct, che vanta sempre 6 marce, hanno avuto un ruolo fondamentale nel suo successo.
Design Esterno: Icona di Robustezza e Avventura
La Jeep Renegade ha un’estetica immediatamente riconoscibile, quasi iconica, che si discosta nettamente dalla maggior parte dei SUV compatti urbani. Le forme squadrate e la silhouette verticale le conferiscono un aspetto robusto e solido, quasi militare, ispirato direttamente alle Jeep più classiche. Nonostante le dimensioni compatte, con una lunghezza di 4,24 metri, riesce a comunicare un’impressione di sostanza e presenza su strada. L’altezza da terra, le protezioni in plastica nera sui parafanghi e i dettagli off-road le danno un aspetto avventuroso nella piena tradizione del Marchio, che solo da 10 anni a questa parte è per l’appunto “sceso” nei segmenti inferiori dimostrando che questa scelta ha avuto successo.
Il frontale è dominato dai fari circolari, ora disponibili anche full LED, e dalla calandra a sette feritoie, segni distintivi della casa madre. Il posteriore è caratterizzato dai gruppi ottici con il disegno a X, ispirato alle taniche militari, un tocco stilistico originale che ne rafforza l'identità. I passaruota pronunciati e l’altezza da terra superiore alla media trasmettono immediatamente un’idea di avventura, anche in città. I colori disponibili spaziano dai più sobri ai più vivaci, e le versioni Trailhawk (disponibili sul mercato dell’usato) o speciali come la North Star Edition offrono anche dettagli estetici dedicati, permettendo al cliente di personalizzare al meglio la propria Renegade.

Interni e Abitabilità: Funzionalità e Comfort Jeep
Gli interni della Jeep Renegade sono coerenti con l’immagine esterna: solidi, funzionali e con alcuni richiami al mondo dell’off-road. La vera differenza del Model Year 2018, ad esempio, spetta proprio agli interni, dove presenziava la multimedialità griffata Uconnect. La plancia e i comandi interni dominano i colori scuri, ravvivati da dettagli color alluminio; materiali e montaggi convincono, inclusi i morbidi inserti in vinile nei pannelli porta specifici per la Limited, e ci sono tanti richiami alla storia della Jeep, come la classica mascherina disegnata nelle cornici degli altoparlanti.
Le plastiche sono per lo più rigide, ma l’assemblaggio è curato e c’è ancora spazio per tanti comandi fisici, nonostante il nuovo schermo che offre una diagonale maggiore e maggiore chiarezza delle informazioni. Lo spazio anteriore è abbondante, con una seduta alta che favorisce la visibilità e una posizione di guida dominante. Persino col tetto apribile in vetro, un optional che riduce lo spazio verticale disponibile, l’agio sopra la testa rimane generoso: in quattro si viaggia bene, e in cinque non si sta scomodi. Ben profilati i sedili, sebbene non eccelsi come su certe tedesche o alcune giapponesi, si sta comodamente seduti in alto e ci sono ampie regolazioni, cinture di sicurezza incluse; optional, quelle elettriche delle poltrone.
Le tasche nelle porte sono poco capienti, ma il numero dei vani portaoggetti è abbondante e il cassetto destro è abbastanza ampio e ha la serratura a chiave; non è refrigerabile. Inoltre i comandi, quasi tutti grandi, sono facili da trovare e da azionare. Il bagagliaio, tuttavia, è nella media ma penalizzato nelle ibride. Il vano della Jeep Renegade è piccolo, dispone di poco spazio sotto la cappelliera e la situazione peggiora con la ruota di scorta, un optional che elimina la possibilità di posizionare il fondo 13 cm più in basso. A seconda della motorizzazione, il bagagliaio varia tra 330 e 351 litri, con la riduzione evidenziata nella versione 4xe.
Tecnologia e Infotainment: Connettività a Bordo
La tecnologia a bordo della Jeep Renegade ha subito un'evoluzione significativa nel corso degli anni, concentrandosi sull'esperienza utente e sulla connettività. L’infotainment Uconnect è stato disponibile con schermi da 5, 7 o 8,4 pollici sui pre-restyling. Quelli di dimensioni maggiori sono due elementi ad alta definizione con tecnologia capacitiva e hanno in dote sia il protocollo Android Auto, sia quello Apple CarPlay. Il nuovo sistema di infotainment della Jeep Renegade (MY24) rappresenta un significativo passo avanti in termini di tecnologia, connettività e esperienza utente. I display sono ora più grandi e nitidi, con un aumento del 40% della superficie visiva. Il sistema comprende uno schermo centrale da 10,1 pollici e un quadro strumenti digitale da 10,25 pollici, entrambi con risoluzione Full HD, offrendo immagini nitide e colori vivaci.

La connettività è uno dei punti di forza del nuovo sistema: è completamente connesso grazie al supporto 4G, che consente l’accesso continuo a servizi online e agli aggiornamenti over-the-air, mantenendo il veicolo sempre aggiornato con le ultime funzionalità software. Le possibilità offerte dall’applicazione Uconnect Live, scaricabile sul proprio smartphone e collegabile alla vettura tramite Bluetooth, sono valide per tutti gli allestimenti. Questa applicazione permette l'accesso a una serie di realtà come Tune In Internet, una web-radio con più di 100.000 stazioni da tutto il mondo; a Deezer Internet music; a Reuters, per essere sempre aggiornati con notizie dal mondo. Solo la versione da 8,4 pollici vanta particolari specifiche, come l'icona Jeep Skills, che apre a una serie di schermate dedicate appositamente alla guida in off-road, da cui è possibile visualizzare informazioni che riguardano, tra gli altri, la tensione della batteria, la pressione dell’olio, l’angolo di sterzata e la forza G.
A livello di dotazioni, il sistema include anche una nuova telecamera digitale ad alta definizione e porte USB di tipo A e C, per garantire la massima compatibilità con i dispositivi più moderni. La strumentazione può includere un display digitale centrale da 7 pollici, e nelle versioni più recenti troviamo anche aggiornamenti over-the-air, navigazione integrata e gestione dei flussi energetici per le versioni ibride. Il cruscotto, dalla grafica chiara e giovanile, è riuscito: tra i due elementi a lancetta c’è uno schermo di 7’’ (di serie per la Limited) ben definito e configurabile.
Motorizzazioni: Dal Diesel 120 CV all'Ibrido 4xe
Le motorizzazioni della Jeep Renegade sono sempre state un punto di forza, solide e collaudate, tenendo conto sia delle esigenze di chi si muove prevalentemente in ambito urbano sia di chi invece ci tiene a sporcare le ruote lungo qualche tracciato in fuoristrada, o più semplicemente vive in zone in cui la neve fa spesso visita. Ecco perché la trazione anteriore oppure quella integrale, sono parte del corredo messo a disposizione dalla più piccola delle Jeep.
In passato, la gamma diesel era ben rifornita. Si partiva dal 1.6 MultiJet II da 95 CV che faceva coppia con il cambio manuale a 6 marce. Salendo poi di potenza, trovavamo il 1.6 MultiJet II da 120 CV, che oltre al cambio manuale poteva essere dotato di trasmissione automatica a doppia frizione Ddct, che vanta sempre 6 marce. Questa versione in particolare, pur non cambiando granché con la versione benzina in termini di sensazioni generali, si faceva rispettare a spinta e silenziosità. Rispetto alla precedente, dicevano i ragazzi che la usano, non consuma niente. La clientela più esigente e avida di coppia poteva optare per una delle motorizzazioni più importanti all’interno del panorama Fiat Power Train: il 2.0 MultiJet II, disponibile in tre livelli di potenza: 120 CV con cambio manuale a 6 marce, 140 CV (cambio manuale a 6 marce o automatico a nove marce) e 170 CV abbinata al cambio automatico a nove marce.
Jeep Renegade (2018) | Perché comprarla... e perché no
La realtà delle unità a benzina si conformava a partire dal 1.6 E-Torq da 110 CV con cambio manuale a 5 marce. Poi il 1.4 MultiAir2 Turbo da 140 CV, che poteva essere equipaggiato con trasmissione manuale oppure automatica a doppia frizione Ddct, entrambe a 6 marce. Per chi puntava alla prestazione pura, il 1.4 MultiAir2 da 170 CV, dotato di cambio automatico a nove marce. Ovviamente spazio pure per chi è un affezionato della doppia alimentazione: il Gpl era ben rappresentato dal 1.4 Tjet da 120 CV, disponibile con cambio manuale a sei marce.
Con l'ultimo listino, la Jeep Renegade ha detto addio alle motorizzazioni tradizionali per sposare esclusivamente l’ibrido, segnando il passaggio progressivo verso l’elettrificazione. L’attuale gamma offre due tipologie di motorizzazioni ibride:
- Renegade e-Hybrid: Spinta da un motore 1.5 turbo benzina da 130 CV abbinato a un piccolo motore elettrico integrato nel cambio automatico a doppia frizione. Questo sistema mild hybrid consente partenze silenziose in elettrico, parcheggi a zero emissioni e veleggiamento, nonché recupero dell’energia in frenata. La guida è fluida, soprattutto in città, ma non particolarmente brillante nelle accelerazioni così come nei passaggi di marcia. I consumi dell’e-Hybrid Jeep si attestano intorno ai 18 km/l come dichiarato dalla Casa costruttrice nel severo test WLTP.
- Renegade 4xe plug-in hybrid: Dotate di motore 1.3 turbo benzina e motore elettrico sull’asse posteriore, offrono trazione integrale reale e potenze di 190 o 240 CV. L’autonomia in elettrico sfiora i 50 km reali, ed è possibile ricaricare da presa domestica o colonnina. La guida in modalità solo elettrica è piacevole e silenziosa, mentre in modalità ibrida le prestazioni sono più vivaci. Il peso elevato, circa 300 kg in più rispetto a una Renegade mild hybrid, si sente in curva, ma la tenuta è sempre sicura. Ottime le capacità in fuoristrada leggero, specie nella versione Trailhawk che è diventata molto ricercata per chi cerca un SUV capace di percorrere sentieri impervi pur mantenendo contenute le dimensioni.
In futuro è lecito aspettarsi una Renegade completamente elettrica, magari su una nuova piattaforma STLA Small o Medium, visto il forte orientamento del gruppo Stellantis alla mobilità sostenibile.
Comportamento su Strada: Tra Comfort e Doti Off-Road
La Jeep Renegade si comporta bene alla guida, anche se presenta caratteristiche diverse a seconda della motorizzazione e degli pneumatici. La posizione di guida alta conferisce un buon controllo della strada e aiuta a vedere lontano. I sensori di distanza, di serie anche davanti, danno una mano in manovra. Nelle svolte strette a sinistra, però, il montante anteriore spesso disturba parecchio. Valide le sospensioni, che "incassano" con efficacia le buche, contribuendo a un buon livello di comfort. Le poltrone sono comode e l’abitacolo arioso.
Per quanto riguarda la versione 1.6 da 120 CV, che è un buon motore e molto affidabile, il cambio automatico (se presente) è comunque morbido nelle cambiate anche se non è rapidissimo. Tutto sommato la macchina si muove bene in città. Tra le curve, il rollio in curva non è tanto, un po' beccheggia però. Questo potrebbe dipendere anche dalle gomme invernali, sconosciute almeno ad alcuni utenti, e dalla spalla altissima. Con le sue estive, si crede sia facilmente migliorabile. Fuori città, lo sterzo della Jeep Renegade, non molto diretto ma preciso, risponde in modo apprezzabile. Forzando il ritmo si manifesta un progressivo ma evidente rollio in curva, che sconsiglia di “correre”. In ripresa dai bassi giri il motore è pronto ma non spinge molto: spesso è necessario scalare, ma il cambio è ben manovrabile. La frenata si modula con facilità.
Un problema, cronico del modello, a detta dei ragazzi che la usano giornalmente, è un eccessivo fruscio d’aria in autostrada anche a meno dei limiti imposti che assorda letteralmente. Personalmente, alcuni l'hanno guidata solo in tangenziale un paio di volte e questo motore si fa rispettare a spinta e silenziosità. La carrozzeria squadrata della Jeep Renegade, però, è causa di evidenti fruscii e fa lievitare i consumi. A 130 km/h in sesta marcia, il 1.0 turbo lavora in silenzio a 3100 giri, ma si percorrono appena 9,8 km/l. Il cruise control adattativo (di serie su alcuni allestimenti) si gestisce facilmente, con i grandi tasti nel volante.

Le versioni 4xe plug-in hybrid, pur avendo un peso elevato (circa 300 kg in più rispetto a una Renegade mild hybrid) che si sente in curva, mantengono una tenuta sempre sicura. Le capacità in fuoristrada leggero sono ottime, specie nella versione Trailhawk che è diventata molto ricercata per chi cerca un SUV capace di percorrere sentieri impervi pur mantenendo contenute le dimensioni. Certo, non è il tradizionale 4x4 con albero di trasmissione ma, alla resa dei conti, il 4x4 elettrificato, da qui 4xe, si comporta bene e ha dimostrato le sue doti anche sui terreni meno congeniali.
Allestimenti e Sicurezza: Una Scelta Vasta e Protettiva
In tema di conferme, anche la questione allestimenti della Jeep Renegade. Ecco perché le denominazioni di Jeep Renegade Model Year 2018 sono le stesse che avevamo lasciato in precedenza: si tratta degli allestimenti Sport, Longitude, Business, Limited e Trailhawk. Una gamma che, tra scelta di motorizzazioni, tipo di trazione e cambi, consente al cliente di personalizzare al meglio la propria Renegade. La Jeep Renegade Limited provata, ad esempio, offre materiali migliori nell’abitacolo, “clima” bizona e tanti sistemi di sicurezza.
La dotazione di sicurezza della Renegade è piuttosto completa, in linea con i migliori standard del segmento, specie dopo l’ultimo aggiornamento. La versione più aggiornata include anche il sistema di parcheggio automatico e una visione a 360 gradi tramite telecamere. Solo in opzione sull’allestimento base il cliente Jeep può richiedere uno specifico pacchetto che aggiunge cruise adattivo, monitoraggio angolo cieco e di manovra posteriore in fase di parcheggio, parcheggio automatico e controllo remoto dei finestrini tramite la chiave, che si può lasciare in tasca godendo dell’avviamento senza necessità di inserirla nel quadro.
I risultati nei crash test Euro NCAP hanno evidenziato una buona protezione per adulti e bambini, anche se la piattaforma è ormai datata rispetto a modelli più recenti. Il telaio è solido e trasmette sicurezza, anche grazie alla posizione di guida rialzata e alla visibilità ampia. La Renegade aveva ottenuto 5 stelle nei test effettuati al lancio del modello, nel 2014, ma c’è da dire che il giudizio era meno severo di quello attuale. La Renegade è quindi adatta anche ai neopatentati o a chi cerca un’auto robusta per la famiglia, con la garanzia di una buona dotazione tecnologica per la prevenzione degli incidenti.
Prezzi e Considerazioni Finali: Pro e Contro della Renegade
Per la Jeep Renegade, secondo l’ultimo listino che ha detto addio alle motorizzazioni tradizionali per sposare esclusivamente l’ibrido, i prezzi partono da circa 33.600 euro per la versione e-Hybrid. Le versioni 4xe plug-in hybrid, invece, hanno un prezzo che può superare i 45.600 euro, escluse eventuali promozioni.

Perché scegliere la Renegade:La Jeep Renegade può continuare a essere, in questa che è la fase discendente della sua lunga carriera, una scelta azzeccata per chi cerca un SUV compatto con uno stile definito e tanta tecnologia a bordo. Nei suoi 4,24 metri riesce a essere diversa da tutte le altre grazie al design da piccola Wrangler, la sua guida alta e confortevole, senza dimenticare la gamma motori interamente orientata all’ibrido, su due livelli, specialmente di prezzo. La produzione a Melfi aggiunge un valore simbolico per chi cerca un’auto prodotta in Italia. Inoltre, la Renegade è uno dei pochi B-SUV che conserva capacità in fuoristrada reale nelle versioni 4xe, aspetto quasi unico nella categoria. Sicuramente, chi ha avuto un'Alfa Mito e, con un figlio in arrivo, ha trovato la soluzione nella Renegade, ricomprerebbe la vettura, magari optando per il 2.0 per avere la trazione integrale e renderla più sfruttabile su più fronti.
Perché non scegliere la Renegade:Tuttavia, non è esente da difetti. Oltre ad avere l’età che le gioca contro, lo spazio posteriore non è il più generoso, il bagagliaio è nella media ma penalizzato nelle ibride. I consumi delle versioni benzina tradizionali erano superiori rispetto ad alcune concorrenti. Anche il listino può risultare elevato in rapporto alla dotazione di serie, soprattutto nelle versioni plug-in. Si pensi che a poco più di 45.600 euro il cliente può comprare la Renegade 4xe, escluse eventuali promozioni: un prezzo superiore della nuova Compass e che difficilmente viene riassorbito anche caricando sempre a casa con la propria wallbox nel corso degli anni. Inoltre, la piattaforma è ormai datata e si sente nella dinamica di guida rispetto a SUV più recenti. Chi cerca un’auto moderna, elettrica al 100% e tecnologicamente all’avanguardia potrebbe voler attendere la prossima generazione, attesa nei prossimi anni.