L'impegno per una migliore qualità dell'aria nel territorio veneto è un tema centrale che coinvolge numerosi Comuni, spinti dalla necessità di adottare misure efficaci contro l'inquinamento atmosferico. In questo contesto, si è svolta una significativa riunione dei sindaci e delegati al tavolo tecnico zonale provinciale (TTZ) presso la sede di piazza Bardella della Provincia di Padova. A questa riunione, che ha visto la partecipazione di sindaci o loro delegati di 55 Comuni, rappresentando un totale di 718.183 abitanti su 932.704, e di Arpav, sono state delineate le nuove disposizioni regionali che impatteranno sulle limitazioni del traffico veicolare e altre attività inquinanti. Un aspetto di rilievo emerso dall'incontro è stata la posizione del Comune di Cadoneghe, che, insieme a Noventa Padovana, ha espresso un voto contrario alle misure proposte, sollevando un dibattito sulle strategie più appropriate per affrontare la problematica dell'inquinamento.
Il Contesto Provinciale e la Posizione di Cadoneghe
Nel corso degli ultimi anni, si è registrato un aumento costante del numero dei Comuni che hanno aderito alle misure di contenimento dell'inquinamento, passando da 31 nel 2022 ai 71 nel 2023, fino a raggiungere gli 80 nel 2024. Questo trend evidenzia una crescente consapevolezza e un impegno diffuso tra le amministrazioni locali. Tuttavia, l'esito della votazione odierna ha fatto registrare due Comuni astenuti, due contrari - Cadoneghe e Noventa Padovana - e il resto favorevole.
Le voci dissenzienti, rappresentate dai sindaci di Cadoneghe, Marco Schiesaro, e di Noventa Padovana, Marcello Bano, hanno espresso una forte critica, ritenendo le misure prese troppo lesive per la collettività in termini di libertà di movimento. In una nota rilasciata subito dopo l'incontro in piazza Bardella, i sindaci hanno dichiarato che, dopo anni, dispiace constatare che si ripropongano a modalità “copia incolla” provvedimenti di limitazione della circolazione e quindi della libertà dei cittadini con l’intento di contenere il PM10. Essi hanno sostenuto che è ampiamente dimostrato in questi anni di tentativi che il PM10 non è calato con questi interventi, citando come esempio il periodo della pandemia, quando, a loro dire, tutti erano costretti a casa ma il PM10 era alle stelle. Per i due sindaci, le auto non sono la causa principale del PM10, incidendo solo tra il 12 e il 15%. Essi hanno affermato che si sta limitando la vita della gente per tentare di ridurre quel 15% senza nemmeno prendere in considerazione il restante 88%/85% del problema, costituito dai riscaldamenti e dalle grandi emissioni industriali. Si aspettavano proposte più incisive in termini di volontà di affrontare seriamente il problema dell’inquinamento e ritengono che bloccare la Panda del 2009 non risolva il problema, paragonandolo a un’aspirina quando si ha la febbre. A loro avviso, queste ordinanze servono solo a scaricare le responsabilità e ad evitare che i sindaci di oggi non paghino le scelte scellerate e miopi di ieri.

Le Nuove Disposizioni Regionali e le Tempistiche per i Comuni
Tra le novità introdotte dalle disposizioni regionali di quest’anno, si segnala un cambiamento rilevante rispetto alle tempistiche di adesione da parte dei Comuni. A differenza degli anni precedenti, in cui i Comuni potevano adottare le misure contro l’inquinamento anche in un momento successivo, per il 2025 è richiesto che le ordinanze vengano adottate entro il primo ottobre. Questo impone una maggiore urgenza e coordinamento da parte delle amministrazioni locali. Per agevolare l’attività amministrativa dei Comuni, la Provincia ha comunicato la disponibilità a fornire supporto e affiancamento agli uffici comunali nella predisposizione delle bozze di ordinanza. Questo supporto terrà conto della tipologia di limitazioni da adottare in base alla collocazione geografica (agglomerato urbano o area extraurbana) e alla dimensione demografica (Comuni con popolazione superiore o inferiore ai 10 mila abitanti).
Le Novità Nelle Misure di Contenimento dell'Inquinamento
Le nuove direttive introducono specifiche restrizioni che mirano a ridurre ulteriormente le emissioni inquinanti.
Restrizioni Generali e Combustioni all'Aperto
Fin dal livello “verde” e per tutti i Comuni, sono previste novità contenute nelle disposizioni di quest'anno. Tra queste, la combustione all’aperto, i falò e i fuochi d’artificio sono tra le attività soggette a nuove regole. È stato introdotto un divieto assoluto di sosta in auto a motore acceso, una misura volta a limitare le emissioni anche in situazioni di fermo veicolare. Il divieto assoluto riguarda anche la combustione all’aperto di residui vegetali, anche di modiche quantità. È inoltre vietato accendere falò tradizionali e fuochi d’artificio, sia pubblici che privati, ad eccezione di un massimo di due eventi complessivi in occasione di festeggiamenti tradizionali, qualora promossi o autorizzati dal Comune. Queste eccezioni sono valide purché il livello di inquinamento sia “verde” e si assicuri che la biomassa utilizzata per il falò sia ben stagionata e priva di residui. Un'altra novità riguarda la possibilità di derogare al blocco degli Euro 5 categoria M1 (auto fino a 9 posti) quando il livello di inquinamento è “verde”.
Misure per i Livelli di Allerta "Arancione" e "Rosso"
Quando il livello di allerta raggiunge “arancione” e “rosso”, le restrizioni si intensificano. In queste condizioni, è vietato per tutti i veicoli la sosta a motore acceso. Per le attività economiche, è vietato accendere barbecue e bracieri per caldarroste all’aperto per i quali sia impiegato combustibile solido. Non sono previste limitazioni se vengono utilizzati, ad esempio, barbecue a gas, anche all'esterno. Similmente, non ci sono limitazioni per le attività economico commerciali, come i ristoranti, se l'attività di cottura con griglia è svolta all’interno dei locali.
Il Potenziamento dei Controlli
L’aggiornamento del PRTRA (Piano Regionale di Tutela della Qualità dell'Aria) stabilisce inoltre il potenziamento dei controlli. Questi si concentreranno soprattutto per quanto riguarda le limitazioni del traffico, l’utilizzo degli impianti termici a biomassa legnosa, le combustioni all’aperto e lo spandimento dei liquami. Questo rafforzamento dei controlli mira a garantire l'efficacia delle misure adottate e il rispetto delle normative vigenti.
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Le Misure Confermate per la Qualità dell'Aria
Oltre alle novità, alcune misure già in vigore sono state confermate, rappresentando pilastri delle politiche antinquinamento.
Limiti di Temperatura negli Edifici
Con livello “verde” si stabilisce il limite di 19° centigradi per le temperature medie negli edifici, che scende a 18°C con livello “arancio” e “rosso”. Per gli edifici destinati ad attività industriali e artigianali, il limite è di 17° centigradi. In entrambi i casi, la tolleranza prevista è di due gradi Celsius e sono fatte salve le eccezioni di legge. Sono esonerati dalle limitazioni asili nido, scuole materne e scuole dell’infanzia, riconoscendo le loro specifiche esigenze.
Obbligo di Chiusura delle Porte degli Esercizi Commerciali
È stato confermato l’obbligo di chiusura delle porte comunicanti con l’esterno per gli esercizi commerciali e per gli edifici con accesso al pubblico, in presenza di impianti. Questa misura riguarda anche i condizionatori e sarà in vigore anche nel periodo estivo per consentire il risparmio energetico, evidenziando un approccio integrato tra la lotta all'inquinamento e l'efficienza energetica.
Le "Domeniche Ecologiche" e lo Strumento Digitale
Le “domeniche ecologiche” sono state confermate per diverse date: il 5 ottobre, il 9 novembre, il 7 dicembre, il 25 gennaio, il 22 febbraio, il 22 marzo e il 26 aprile (domenica della Padova Marathon). Queste giornate prevedono specifiche limitazioni al traffico per promuovere la mobilità sostenibile e ridurre le emissioni. Come accaduto nella stagione precedente, la Provincia di Padova attiverà uno strumento digitale per fornire aggiornamenti in tempo reale relativamente ai livelli di inquinamento atmosferico registrati e alle ordinanze adottate nei Comuni d’interesse. Si tratta del sito internet laprovinciarespira.it, che sarà online secondo le nuove disposizioni a partire da fine ottobre.
Restrizioni sui Generatori di Calore a Biomassa
In presenza di un impianto di riscaldamento alternativo, è vietato l'utilizzo di generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa (legna, cippato, pellet) con una classe di prestazione emissiva inferiore alle “2 stelle”. È vietato anche installare generatori di calore domestici alimentati a biomassa con una classe di prestazione emissiva inferiore alle “3 stelle”. Queste misure sono contenute nella Disposizione n. specifica e mirano a promuovere l'uso di impianti più efficienti e meno inquinanti.
Le Deroghe alle Limitazioni
L’elenco delle deroghe è contenuto all’interno della disposizione provinciale e mira a bilanciare la necessità di ridurre l'inquinamento con esigenze sociali ed economiche. Fra le voci elencate, sono esclusi dalle limitazioni i veicoli delle ditte impegnate nei cantieri collegati ai lavori che rientrano nell’ambito del PNRR. Anche i veicoli afferenti il commercio per il carico/scarico godono di esenzione. Una deroga è prevista per i veicoli dei privati dal livello “verde” all’allerta “arancio” nel periodo che va dal 13 dicembre al 6 gennaio. È inoltre prevista una deroga per tutti i veicoli e per tutti i livelli nei giorni 25 e 26 dicembre. Le altre deroghe alle limitazioni alla circolazione rimangono valide solo per casi specifici di interesse pubblico o sociale, come ad esempio per il trasporto di persone con disabilità o sottoposte a terapie indispensabili, riconoscendo l'importanza di tali servizi essenziali.
La Relazione ARPAV sulla Qualità dell'Aria
In merito agli inquinanti, Arpav ha presentato la relazione 2024 dei dati relativi ai livelli in atmosfera registrati sia a livello regionale sia dalle sette centraline collocate in territorio provinciale (Padova Arcella, Padova Granze, Padova Mandria, Alta Padovana Santa Giustina in Colle, Monselice, Este, Parco Colli Euganei). Secondo quanto riportato nelle conclusioni della relazione, i risultati presentati evidenziano che nel 2024, analogamente agli anni precedenti, le principali criticità per la qualità dell’aria in Veneto sono state rappresentate dal superamento diffuso sul territorio regionale del valore limite giornaliero per il PM10 e dal superamento generalizzato dell’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute umana dell’ozono. Il valore limite annuale per il PM10, invece, come accade dal 2018, non è stato superato in alcuna stazione della rete. Anche il PM2.5, negli ultimi quattro anni, non ha fatto registrare superamenti del valore limite annuale, a differenza di quanto accadeva in precedenza. Le misurazioni di Arpav segnalano nel comune della cintura urbana un abbassamento dei livelli di PM10 nell'aria, con conseguente ritorno al livello verde (allerta bassa). Semaforo verde anche per quanto riguarda le limitazioni agli impianti termici, anche alimentati a biomasse e combustioni all’aperto.

Le Ordinanze Specifiche e l'Evoluzione Normativa
Le misure di limitazione del traffico veicolare e altre azioni per la qualità dell'aria sono inquadrate in un complesso sistema normativo e programmatico che si evolve continuamente.
Riferimenti Normativi e Piani Integrati
Le limitazioni al traffico per i mezzi più inquinanti, previste dal PAIR (Piano Aria Integrato Regione Emilia Romagna 2030), scatteranno dal 1° ottobre 2025. Il Piano conferma le misure di limitazione alla circolazione dei veicoli più inquinanti già vigenti per l’alimentazione diesel Euro 4. La promozione della sostenibilità ambientale, attraverso la riduzione di emissioni inquinanti nell’aria, si sostanzia attraverso quattro macro azioni: limitazione al traffico per i veicoli più inquinanti dal lunedì al venerdì, domeniche ecologiche, adozione delle misure emergenziali in caso di sforamento dei limiti di legge del PM10 e gestione impianti di riscaldamento.
Il D.Lgs. 152/2006, il decreto-legge 13 giugno 2023, n. 69, convertito con la legge 10 agosto 2023, n. 103, hanno stabilito norme specifiche riguardanti la combustione all’aperto di materiale vegetale. Le disposizioni si applicano nelle Regioni del Bacino padano, nelle zone interessate nell’anno precedente dai superamenti dei valori limite di PM10, pubblicate sul proprio sito istituzionale entro il 30 settembre di ogni anno, con esclusione delle zone montane ed agricole svantaggiate. Il D.L. 69/2023 fa comunque salve le disposizioni di cui all’articolo 182, comma 6bis del D.Lgs. n. 152/2006. I divieti stabiliti dal D.L. 69/2023 sono quindi integrati dalle disposizioni della DGR n. 836/2017, la quale ha previsto l’impegno ad adottare sul territorio regionale provvedimenti di sospensione, differimento o divieto della combustione all’aperto del materiale vegetale di cui all’articolo 182 comma 6-bis del decreto legislativo n. 152/2006.
Il Sistema Move-In come Alternativa
Per chi possiede un’auto soggetta a limitazioni, è possibile aderire al servizio Move-IN. Questo sistema offre la possibilità di avere a disposizione un chilometraggio di percorrenza limitato, in base alle categorie dei veicoli, per muoversi. Tuttavia, è importante notare che il servizio Move-In non permette la circolazione nelle condizioni di Allerta 1 (Arancio) e 2 (Rosso).
Limitazioni per i Veicoli più Inquinanti (dal 2025)
Dal 1° ottobre 2025 al 31 marzo 2026, dal lunedì al venerdì, dalle 08:30 alle 18:30, eccetto che nelle giornate festive del 25 dicembre 2025, 26 dicembre 2025, 1° gennaio 2026 e 6 gennaio 2026, è istituito il divieto totale di circolazione in tutta l’area interna alle tangenziali, come da planimetria allegata, per le seguenti categorie di veicoli:
- Veicoli alimentati a benzina EURO 0, EURO 1 ed EURO 2.
- Veicoli alimentati a GPL/benzina o metano/benzina EURO 0, EURO 1 ed EURO 2.
- Veicoli diesel EURO 0, EURO 1, EURO 2, EURO 3 ed EURO 4.
- Ciclomotori EURO 0, EURO 1 ed EURO 2.
- Motocicli EURO 0, EURO 1 ed EURO 2.
La novità sostanziale per il 2025 è la restrizione per i veicoli alimentati a GPL/benzina o metano/benzina fino all’EURO 2 (fino all’anno scorso il divieto era per gli Euro 1), i ciclomotori fino all’EURO 2 (in passato il divieto era per gli Euro 1) e i motocicli fino all’EURO 2 (in passato il divieto era per gli Euro 1).
Per le domeniche ecologiche, previste ogni domenica dal 1° ottobre 2025 al 31 marzo 2026, dalle 08:30 alle 18:30, ad eccezione del 2 novembre 2025, il divieto totale di circolazione è esteso anche ai veicoli diesel EURO 5.
Misure Emergenziali
Nel periodo 1° ottobre 2025 - 31 marzo 2026, è prevista l’adozione di misure emergenziali. Queste scattano nel caso in cui il bollettino emesso da Arpae nei giorni di controllo (lunedì, mercoledì e venerdì) indichi la necessità di attivare tali misure nell’ambito territoriale della Provincia di Parma, a partire dal giorno seguente all’emissione del bollettino e fino al successivo giorno di controllo incluso. In particolare, in tutta l’area interna alle tangenziali, si istituisce dalle 8:30 alle 18:30 il divieto totale di circolazione per le categorie di veicoli già menzionate per le limitazioni strutturali, con l'aggiunta dei veicoli diesel EURO 5.
In tutto il territorio comunale, è disposto il divieto di spandimento dei liquami zootecnici e il divieto di concessione delle deroghe a tale divieto previste dalla normativa regionale, fatte salve quelle per sopraggiunto limite di stoccaggio, verificato dall’autorità competente. Sono esclusi dal divieto di spandimento dei liquami zootecnici le tecniche di spandimento con interramento immediato dei liquami, quelle con iniezione diretta al suolo e quelle specificate al paragrafo 11.1.3.7 della Relazione generale PAIR 2030. Dell'attivazione di tali misure emergenziali sarà data notizia alla cittadinanza attraverso l’apposito Bollettino, gli organi di informazione e pubblici avvisi.
Sono esclusi dal divieto di circolazione alcuni veicoli, tra cui:
- Autoveicoli con almeno 3 persone a bordo (car pooling) se omologate a 4 o più posti, e con almeno 2 persone se omologate a 2/3 posti.
- Autoveicoli elettrici o ibridi dotati di motore elettrico.
- Autoveicoli immatricolati come autoveicoli per trasporti specifici e autoveicoli per uso speciale.
- Solo relativamente alle limitazioni strutturali, veicoli che hanno aderito al sistema Move-In, nel rispetto delle caratteristiche del servizio e secondo le modalità operative descritte negli Allegati A, B e C alla Deliberazione di Giunta regionale n. 1493 del 22 settembre 2025.
Dettagli Specifici sulle Misure Ambientali Aggiuntive
Altre misure di tipo ambientale sono incluse nell’ordinanza, con particolare riferimento alla gestione del riscaldamento. Nel periodo dal 1° ottobre 2025 al 31 marzo 2026, in tutto il territorio comunale, vige il divieto di utilizzare, nelle unità immobiliari con impianto di riscaldamento alternativo, generatori di calore domestici alimentati a biomassa legnosa aventi prestazioni energetiche ed emissive che non sono in grado di rispettare i valori previsti almeno per la classe “4 stelle” e focolari aperti o che possono funzionare aperti.
È inoltre presente il divieto di qualsiasi tipologia di combustione all'aperto a scopo intrattenimento, quali, ad esempio, falò tradizionali o fuochi d'artificio (ad eccezione dei barbecue). In deroga al divieto, sono consentiti due eventi, promossi o autorizzati dall’amministrazione comunale, nell'ambito di festeggiamenti tradizionali, nel caso in cui non siano state attivate le misure emergenziali o i provvedimenti di dichiarazione dello stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi e alle condizioni previste dall’articolo 10, comma 1, del Decreto-legge 13 giugno 2023, n. 69.
È altresì in vigore il divieto di abbruciamento, ai sensi dell’art. 182, comma 6 bis, del decreto legislativo 3 aprile 2006 n.152 e dell’articolo 10 comma 1 del D.L. n. 69 del 13 giugno 2023 convertito con L. n. 103 del 10 agosto 2023, dei residui vegetali di cui all’articolo 185, comma 1, lettera f) del D. Lgs. n. 152/2006, incluse le stoppie e le paglie anche per le superfici investite a riso.
Durante la stagione termica 2025-2026, in tutto il territorio comunale, è obbligatorio mantenere le temperature fino a un massimo di 19° C nelle case, negli uffici, nei luoghi per le attività ricreative associative o di culto, nelle attività commerciali, e fino a un massimo di 17° C nei luoghi che ospitano attività industriali ed artigianali. Sono esclusi da queste indicazioni gli ospedali e le case di cura, le scuole ed i luoghi che ospitano attività sportive.
Sono inoltre previste le seguenti misure, da applicarsi in via strutturale per tutto l’anno: l’obbligo di utilizzare, nei generatori di calore a pellet di potenza termica nominale inferiore ai 35 kW, pellet che, oltre a rispettare le condizioni previste dall’allegato X, Parte II, sezione 4, paragrafo 1, lettera d) alla parte V del decreto legislativo n. 152/2006, sia certificato conforme alla classe A1 della norma UNI EN ISO 17225-2 da parte di un Organismo di certificazione accreditato. È stabilito altresì l’obbligo per gli utilizzatori di conservare la pertinente documentazione. Infine, l’obbligo di chiusura delle porte di accesso al pubblico da parte di esercizi commerciali e degli edifici con accesso al pubblico per evitare dispersioni termiche nelle fasi di riscaldamento e raffrescamento.
Le Critiche di Cadoneghe e Noventa Padovana: Una Prospettiva Alternativa
Le scelte della Provincia in tema di limitazioni per contrastare l'inquinamento atmosferico non sono state gradite dai sindaci di Cadoneghe Marco Schiesaro e di Noventa Padovana Marcello Bano, i quali hanno votato contrario ritenendo le misure prese troppo lesive per la collettività in tema di libertà di movimento. I due sindaci della cintura padovana hanno proseguito affermando di aver assistito ad una riunione a tratti imbarazzante, dove hanno sentito parlare di divieti di ogni genere. Hanno evidenziato che la cosa incredibile è che ormai pare non fare più scalpore, motivo per cui hanno votato contro a queste future iniziative.
Hanno criticato la proposta alternativa al blocco dell’auto, ovvero l'adesione al progetto “Move-IN”, che richiede di attaccare una scatola nera all’auto per verificare il tragitto della persona, definendolo un controllo sociale puro per dimostrare di essere uscito di casa per andare a lavorare o a fare la spesa. Hanno anche sottolineato la complessità delle norme, con falò autorizzati solo in zona verde e una serie di divieti e prescrizioni già al primo livello di allerta. A loro parere, alla gente per comprendere le prescrizioni e i divieti servirà un termotecnico, tanto sono complesse le norme. Tutte queste misure, secondo i sindaci, sono impossibili da applicare a meno che non si chieda un controllo sociale “domestico” cui si rifiutano di assecondare. Hanno citato l'esempio del livello arancione, dove vi è il divieto per le attività commerciali di cucinare le caldarroste o il pollo con combustibili fossili all’aperto (legna), chiedendosi come un’attività economica dovrà consultare i bollettini periodici dell’Arpav per capire se potrà lavorare.
In conclusione, Cadoneghe e Noventa Padovana sono contrarie a queste misure, ritenendo che non siano soluzioni serie ma normative nate da uno scaricabarile che l’Europa, dopo aver sanzionato la Regione Veneto, a catena scarica sui territori per risolvere l’inquinamento dell’aria. Hanno affermato che se i cittadini potessero avere tutti auto elettriche o Euro 6 e 7, pannelli solari e riscaldamenti di ultima generazione, lo farebbero. Nessuno vuole inquinare e nessuno sottovaluta il problema. Tuttavia, nessuno vuole perdere tempo con misure che non servono e che, dopo il voto, diventeranno obbligatorie per tutti i comuni. Hanno proposto di lavorare su incentivi, almeno di tre anni, per efficientare gli impianti domestici e industriali, che rappresentano l’80% dell’inquinamento dell’aria. Hanno anche suggerito di rafforzare la creazione di spazi urbani alberati con incentivi ad hoc per i comuni in grado di assorbire CO2 e le polveri sottili già dai primi impianti, di puntare sul lavaggio delle strade per controllare le polveri depositate e di incentivare il trasporto pubblico locale con passaggi più frequenti e capillari nelle aree dell’agglomerato urbano, sostenendo che se il trasporto è capillare il cittadino lo utilizza.

Un Confronto con Altri Contesti: Le Misure della Città Metropolitana di Venezia
Dal primo ottobre tornano le limitazioni al traffico in chiave antismog anche a Venezia, con il blocco dei veicoli più datati e inquinanti. La novità più importante, contemplata nella delibera del Comune già in vigore, è che già col colore verde, senza allerta inquinamento arancione o rossa, nei giorni feriali dovranno fermarsi anche i diesel Euro 4. Questi, in realtà, già nella passata stagione invernale erano stati ricompresi tra i divieti, ma poi era scattata la deroga in virtù dello stato di emergenza per il Covid. Finito quello, la deroga viene meno. C'è chi spinge per replicarla, stavolta con la giustificazione della crisi energetica, dell’inflazione e dei rincari che stanno colpendo le famiglie.
Per ora, il dato di fatto è questo: stop anche agli Euro 4 e non solo. Se dovesse scattare l’allerta arancione o, peggio ancora, la rossa, dovrebbero fermarsi pure gli Euro 5. Secondo l’ACI (Automobile Club Italiano) di Venezia, già col colore verde, almeno sulla carta e al netto delle possibili deroghe previste dal provvedimento del Comune, sono 218.255 i veicoli sul territorio della Città metropolitana che col cambio del mese non potranno più circolare: quasi uno su due dei 478.363 che fanno il totale delle immatricolazioni sui 44 comuni dell’ex provincia.
Lo stesso presidente dell’ACI di Venezia, Giorgio Capuis, chiede di rivedere il sistema dei divieti. Egli sottolinea che si avvicina il momento di attuazione dei blocchi del traffico per quei veicoli che la normativa europea ritiene maggiormente inquinanti. Le Regioni hanno purtroppo le mani legate, trattandosi di un provvedimento comunitario, ma, altre volte, si è riusciti a differire l’attuazione dei blocchi. Rivolge un appello alle istituzioni affinché si possa anche per l'anno in corso arrivare a una proroga, poiché la difficoltà del momento congiunturale attuale, inasprita da situazioni globali, sicuramente consiglia di non penalizzare l’utenza, in particolare quei mezzi che non hanno un impatto così importante sulla qualità dell’aria. Capuis prosegue affermando che l’ACI è da sempre in prima fila per svecchiare la normativa nazionale e comunitaria che consente in taluni casi la circolazione di veicoli inquinanti, che sono solo vecchi. È necessario separare quelle vetture che hanno un valore storico, e conservarle, dalle vetture che invece vengono utilizzate quotidianamente, sono poco sicure e molto inquinanti. Con razionalità, l’invito del presidente è di individuare quelle sacche di vetture realmente inquinanti e garantire un incentivo alla rottamazione magari acquistando un usato di qualità e omologato con le nuove normative, così da svecchiare il parco circolante, dare un supporto all’imprenditoria di settore e fare del bene all’ambiente.
Le limitazioni a Venezia saranno in vigore dal primo ottobre al 17 dicembre e poi dal 7 gennaio al 30 aprile del prossimo anno. Col colore verde nei giorni feriali, dalle 8:30 alle 18:30, non possono circolare i ciclomotori e motoveicoli Euro 0, i veicoli a benzina Euro 0 e 1, e i diesel privati da 0 a 4 compresi. L’allerta arancione scatterà, come di consueto, con quattro giorni consecutivi con la concentrazione del PM10 - le polveri sottili - superiore al limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo d’aria. Si fermeranno anche i veicoli diesel privati Euro 5, sempre dalle 8:30 alle 18:30 ma in questo caso tutta la settimana. Non, invece, i veicoli commerciali, che vengono ricompresi se l’allerta diventa rossa, dopo 10 giorni di superamento consecutivo del PM10, con il divieto per essi in vigore ogni giorno, ma solo fino alle 12:30. Ben trenta sono le deroghe previste dall’ordinanza, compresa la libera circolazione per le persone residenti in Comune che abbiano 70 e più anni, le persone con disabilità con relativo contrassegno, i veicoli alimentati a gas o elettrici, quelli impiegati per motivi di lavoro, di servizio o sanitari. Quanto già previsto dal PRTRA del 2016 e dall’Accordo di Bacino Padano è stato ulteriormente integrato e rafforzato dal pacchetto di misure straordinarie approvato dalla Giunta regionale con deliberazione.
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