La figura di Dacia Maraini, una delle più eminenti scrittrici italiane contemporanee, si intreccia profondamente con il panorama culturale e letterario dell'Abruzzo, in particolare attraverso il suo ruolo di promotrice e sostenitrice di diversi concorsi e iniziative letterarie. Questo legame si manifesta non solo nella sua partecipazione attiva come presidente onoraria e di giuria in vari premi, ma anche nella sua visione della cultura come "materia prima più preziosa" per l'Abruzzo interno, capace di raccontare la storia, i valori e di infondere fiducia per il futuro.

Dacia Maraini e il Premio Sirente Awards al MuDi di Goriano Valli
A Goriano Valli, frazione di Tione degli Abruzzi, in provincia dell'Aquila, Dacia Maraini è stata insignita del prestigioso Premio Sirente Awards, simbolo del MuDi, il museo diffuso del Parco Sirente Velino. In questa occasione, la scrittrice fiorentina, ma abruzzese di adozione, ha ricevuto la statuetta riproduzione del Guerriero di Capestrano, emblema di un territorio ricco di storia e significato. La sua commozione nel visitare le stazioni del museo diffuso testimonia il suo profondo apprezzamento per "l'amore per il territorio, la voglia di raccontare la sua storia, i suoi valori, di fiducia per il futuro". Maraini ha sottolineato come "L'Abruzzo interno ha qualità straordinarie, ha una purezza che altrove si è persa, e deve puntare sulla cultura, la sua vera e preziosa materia prima."
Il MuDi, ideato da Fausto Di Giulio come atto di restituzione al territorio della sua famiglia e come progetto filantropico di REX Roundtables Emea, è un museo diffuso con 16 stazioni che offre un'esperienza unica, promuovendo una visione del futuro e la conoscenza di personaggi storici che hanno segnato le sorti della regione. La visita della Maraini a queste stazioni, in particolare alla "Cantina Annonnasè" dedicata alle donne gorianesi, ha evidenziato il legame tra la cultura e le tematiche sociali, spesso al centro delle opere della scrittrice.
La Presentazione di "Diario degli Anni Difficili" e il Ruolo delle Donne
Dopo la visita al museo diffuso, in un gremito circolo della Vallese asd, Dacia Maraini ha presentato il suo ultimo libro, "Diario degli anni difficili - con le donne di ieri, oggi e domani", edito da Solferino. Il volume affronta tematiche di grande attualità e importanza sociale, quali gli abusi, i femminicidi e, più in generale, la condizione di inferiorità a cui le donne sono state condannate per troppo tempo, "private di libertà e sottomesse, introiettando il loro stato di inadeguatezza arrivando a considerarlo un fatto biologico."
Il tema del libro ha toccato profondamente gli organizzatori del MuDi, che non a caso hanno dedicato una delle stazioni del museo alle donne di Goriano Valli, considerate "esempio di resilienza e coraggio". Donne che, in tempi difficili, "sono state in grado di tenere saldo il fronte domestico e sostenere le famiglie, lottando anche loro per l'emancipazione e parità".
Durante la presentazione, moderata dal giornalista Luca Tomassoni, Dacia Maraini ha ribadito con forza la sua posizione sul ruolo della donna nella società. Ha affermato che "Il problema nasce quando l'uomo pensa che la donna sia una sua proprietà privata. Il femminicidio è la reazione di alcuni uomini che identificano virilità con il possesso, ma l'amore mai giustifica possesso. Una donna deve essere libera, di dire ‘vado via’, ‘non ti amo più’."
Maraini ha inoltre richiamato l'attenzione sulle "grandi donne artiste e scrittrici dimenticate, non valutate per il loro talento, riscoperte solo molto tempo dopo la loro morte", citando esempi come Frida Kahlo, Artemisia Gentileschi e Camille Claudel. Ha evidenziato come "la misoginia è in essenza il non voler riconoscere l'autonomia intellettuale delle donne, la volontà da parte degli uomini di rimanere aggrappati ai privilegi, alle loro posizioni di potere". Il messaggio che la scrittrice intende veicolare con il suo libro non è un proclama, ma un invito a "far riflettere senza imporre nulla, con la forza della scrittura."
Dacia Maraini - Contro la violenza sulle donne
Il MuDi: Un Progetto di Rilancio Culturale e Sociale per l'Abruzzo Interno
Il MuDi, il Museo Diffuso del Parco Sirente Velino, è un progetto filantropico e di "give back" al territorio, ideato da Fausto Di Giulio. La sua struttura è composta da diverse "stazioni", ognuna con una propria identità e un focus specifico, che insieme offrono un percorso culturale e di riscoperta delle tradizioni e della storia locale.
Tra le stazioni più originali, la numero uno, il "Me-To-Me, il REX Leader Museum for The Future", è ispirata dall'Institute for the Future di Palo Alto nella Silicon Valley e si propone come "luogo speciale d'introspezione per attirare visitatori dall'estero in cerca di luoghi autentici dove distaccarsi dal frenetico ritmo quotidiano, riconnettersi con sé stessi e la natura, migliorare personale e contribuire a costruire un mondo migliore." Questa stazione è ospitata in una vecchia bottega alimentare, con l'arredo originale degli anni '50.
Altre stazioni significative includono la "Casa Medievale più piccola al mondo", una dimora di appena 8 metri quadrati che restituisce un ritratto fedele della vita di secoli fa, e la "Cancella Rinascimentale", dedicata agli artigiani gorianesi. La "Bottega del Dopoguerra" è incentrata sull'economia circolare, mentre la "Stalla dell'asino" è dedicata a Celestino V e al suo viaggio verso il soglio papale. La "Stalla delle pecore e delle capre" celebra la transumanza, e "Il pagliaio" è dedicato alla "restanza", un termine elaborato dal sociologo Vito Teti, che indica la scelta di non emigrare per un atto d'amore e fiducia verso la propria terra d'origine. La "Stalla di Regina e Pupetta" è dedicata agli animali, con splendide foto del fotografo naturalista di Goriano Valli, Luca Di Vincenzo.
Non mancano le "Cantine": la "Cantina Annonnasè", ricca di oggetti e suggestioni che raccontano le storie delle donne gorianesi; la "Cantina del Vino", dedicata al condottiero Braccio Fortebraccio da Montone; la "Cantina del grano e del pane", dedicata ad Antonuccio Camponeschi, nobile aquilano del XV secolo, noto per il suo impegno contro la dominazione esterna; e un altro "Pagliaio", dedicato a Jacopo Caldora, nobile e capitano di ventura italiano del XV secolo.

Nel corso della giornata in cui Dacia Maraini ha ricevuto il premio, si sono svolti anche laboratori e workshop sul tema "La Cultura per i leader e i leader per la cultura", una tavola rotonda che ha utilizzato i metodi del "Futures Studies & Corporate Foresight" e del "Rex Peer Advisory Board". L'obiettivo era "co-creare scenari di futuri desiderati per Abruzzo 2035, e progettazione nuove prospettive per l'intero Abruzzo Interno, con un focus particolare sulla lotta allo spopolamento." Tra i casi studio presentati, quello di Assunta Perilli, archeologa e fondatrice della Fonte della Tessitura a Campotosto, che ha riportato in vita le tradizioni di lavorazione a mano di lana, lino e canapa, e quello di Adriana Tronca, imprenditrice agricola che dalla Lombardia si è trasferita a Goriano Valli, fondando Vigna di More e impiantando vitigni trentini. L'evento ha visto la partecipazione di numerose personalità del mondo accademico, imprenditoriale e istituzionale, tra cui Sergio Galbiati e Raimondo Castellucci della fondazione Hubruzzo, Gino Bucci ("L'Abruzzese fuori sede"), Jolanda Ferrara (giornalista de Il Centro), Davide D'Angelo (Museo civico di Castel del Monte), Rubino Tomassetti (generale di Brigata dei Carabinieri), Stefania Mariani (sindaco Tione degli Abruzzi), e operatori turistici locali. L'evento è stato patrocinato dal Parco Regionale del Sirente-Velino e dal Comune di Tione degli Abruzzi, realizzato in collaborazione con Rex Roundtables Emea, Cooperativa Cuore delle Valli, Vallese Asd e con il sostegno di associazioni di categoria ed enti del territorio e della Fondazione Hubruzzo.
Il Premio Letterario Nazionale Città di Grottammare "Franco Loi"
Dacia Maraini ricopre anche la carica di presidente onoraria del 14° Premio Letterario Nazionale Città di Grottammare "Franco Loi", organizzato dall'Associazione Pelasgo968 di Grottammare. La sua partecipazione alla cerimonia di premiazione, prevista nel maggio 2023, sottolinea l'importanza di questo evento per il panorama letterario italiano. Il concorso gode del patrocinio del Comune di Grottammare, della Provincia di Ascoli Piceno, del Centro Nazionale di Studi Leopardiani, di Omphalos Autismo e Famiglie, dell'Università degli Studi di Teramo, dell'Abruzzo Book Festival e dell'associazione I Luoghi della Scrittura.
Il regolamento del premio è dettagliato e prevede diverse sezioni per la partecipazione. Gli autori possono inviare una o più poesie o racconti (fino a un massimo di sette) per le sezioni A, B e C. Per la Sez. D. LIBRO EDITO e ALLA SEZ. E-BOOK DA EDITORE O IN SELF-PUBLISHING, IN VOLUME, ANCHE COLLETTIVO, i partecipanti devono rispettare specifici criteri. Le poesie non devono eccedere preferibilmente i 50 versi, mentre i racconti e i saggi brevi non devono superare le 15.000 battute. Le opere teatrali hanno una sezione dedicata.
Per le sezioni A-B-C-F-G, è richiesta una dichiarazione dell'Autore che attesti l'inediticità e la propria creatività delle opere. Per la sezione H, è necessaria una copia di un documento di identità valido che attesti un'età massima di 35 anni.
La partecipazione al concorso implica l'accettazione del regolamento. Ai sensi del D.L. 196/2003 e della Legge 675/1996, i Partecipanti acconsentono al trattamento, diffusione e ufficializzazione dei dati personali da parte dell'Organizzazione o di terzi per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al concorso. Le opere inviate in forma cartacea non verranno restituite.
La partecipazione al Concorso comporta il versamento di un contributo di lettura di euro 20,00 a opera e di 10,00 euro per ogni opera successiva alla prima, per ciascuna delle sez. A-B-C. La Partecipazione alla Sez. D1, D2, E, F, COMPORTA UN CONTRIBUTO di euro 30,00 a opera e di 15,00 euro ciascuna per ogni opera successiva alla prima. Le quote possono essere inviate tramite bonifico bancario all'Associazione "Pelasgo968", presso Banca Popolare di Bari, Filiale di San Benedetto del Tronto, coordinate IBAN: IT54A0542424400000000000213.
I vincitori (1° classificato di ciascuna sezione) saranno premiati. Tutti i premi vanno preferibilmente ritirati di persona dai vincitori nella giornata di premiazione. Sono ammesse deleghe per il solo diploma. La sezione 5 titoli. indirizzi di cui al successivo art. “Pelasgo 968” C/O Dott. senza aver nulla a pretendere. l’accettazione del presente regolamento. sensi del D.L. opere inviate in forma cartacea non verranno restituite. ciascuna delle sez. A-B-C. D. LIBRO EDITO e ALLA SEZ. opera successiva alla prima. coordinate IBAN: IT54A0542424400000000000213. Grottammare. VINCITORI (1° classificato di ciascuna) SEZ. VINCITORI (1° classificato) DELLA SEZ. i premi, di cui all’art. 8 e quelli previsti nel successivo art. DI NUMERO DI BATTUTE. CARTACEO, N. ottenuto dall’Opera nella partecipazione alle sezioni: A-B-C-D.

Il Premio John Fante alla Carriera Vini Contesa
Dacia Maraini è stata anche insignita del premio John Fante alla carriera Vini Contesa 2024, assegnato nell'ambito del John Fante festival "Il dio di mio padre", che si tiene a Torricella Peligna. La motivazione del premio è un tributo alla sua "straordinaria capacità di farsi interprete delle voci marginalizzate e delle questioni sociali più urgenti." La giuria ha riconosciuto come Maraini, attraverso le sue opere letterarie, abbia "esplorato con profondità e sensibilità temi come l’emancipazione delle donne, la violenza di genere, l’ingiustizia sociale promuovendo una comprensione interculturale che la rende una figura di spicco nella letteratura contemporanea internazionale." La sua "scrittura potente e coinvolgente ha influenzato generazioni di scrittori e scrittrici e affascinato lettori e lettrici di tutto il mondo, lasciando un’impronta indelebile nel panorama culturale italiano e internazionale."
Il John Fante festival, giunto alla XIX edizione, si svolge dal 22 al 25 agosto a Torricella Peligna. Per il secondo anno consecutivo, in collaborazione con la casa di produzione Superotto Film Production, viene attribuito il Premio John Fante Opera Prima Cinema a un romanzo d’esordio opzionabile per il grande schermo. La giuria di questa sezione, presieduta dal regista e produttore Stefano Odoardi e composta da esperti del settore cinematografico e letterario, ha scelto il romanzo "Il nostro grande niente" di Emanuele Aldrovandi (Einaudi, 2024). Tutti gli appuntamenti del festival sono ad ingresso gratuito, fino a esaurimento posti e non è necessaria la prenotazione.
Dacia Maraini e la Scrittura: Un Monito alla Professionalità e alla Lettura
Dacia Maraini, presidente di giuria del concorso del Messaggero "Donne che fanno testo", ha espresso un'opinione chiara sull'entusiasmo per la scrittura in Italia: "Gli italiani hanno la mania di scrivere, ormai questo lo so bene. La cosa strana però è che poi invece leggono poco." Questo paradosso evidenzia una delle sfide principali per chi si avvicina al mondo della letteratura.
La scrittrice non è contraria ai concorsi letterari, riconoscendo che "Spesso dai concorsi sono emerse delle personalità interessanti, degli scrittori che si sono rivelati di valore." In particolare, riguardo a un concorso dedicato alle donne, Maraini ha osservato una "diversità nel modo in cui le donne affrontano la scrittura." Ha spiegato che "Le donne sono state escluse dalla conoscenza alta, dallo studio, dalla scienza, dalla letteratura, per talmente tanto tempo nel corso della storia, che adesso c'è una gran voglia di recuperare. Una specie di riscossa."
Tuttavia, ha sottolineato che l'entusiasmo e la curiosità per la lingua non sono sufficienti. Il vero problema, secondo Maraini, è la "professionalità." "Vuole dire che non sempre il livello della scrittura è all'altezza della passione?" le è stato chiesto. La sua risposta è stata netta: "Certo. Bisogna dire chiaramente che la letteratura è una competenza. Non è semplicemente la trasposizione della parola parlata. Molti credono che si possa scrivere come si parla, e siccome sanno parlare, allora pensano che sia semplice anche scrivere. Ma non è così."
Maraini ha insistito sull'importanza di tirare fuori "la capacità di esprimersi in modo adeguato, significa porsi il senso del ritmo, della musicalità, dei tempi. E significa porsi la questione dello stile." Riguardo alla critica che nella letteratura italiana ci si sia posti troppo il senso dello stile trascurando la trama, ha ammesso che "C'è qualcosa di vero in questo." Ha osservato che "Nei paesi anglosassoni c'è molta attenzione alla storia, all'intreccio, e questo vale soprattutto nella letteratura commerciale. Ma in qualsiasi opera scritta, in qualsiasi scrittore degno di questo nome, c'è sempre il problema dello stile."
Per affinare lo stile, il consiglio fondamentale di Maraini è "Leggere. È quello che dicevamo prima: troppe persone scrivono ma non leggono abbastanza. Gli italiani, infatti, non sono dei forti lettori. Le donne però leggono più degli uomini…" Ha precisato che "leggere non significa un libro all'anno. Leggere significa dedicare ai libri almeno tre-quattro ore al giorno. I classici vanno conosciuti, bisogna confrontarsi con loro, vanno studiati. Altrimenti è come se si volesse dipingere senza conoscere la pittura, le grandi opere di Giotto, Raffaello, Leonardo."
Ha fornito indicazioni concrete per i lettori, dando per scontati i classici del passato, ma raccomandando di conoscere anche gli scrittori del Novecento, "da De Roberto a Calvino." Tra le donne, ha evidenziato "innanzitutto Elsa Morante. Da lei si imparano tante cose, nella sua scrittura c'è ricchezza e una grande originalità. E poi ci sono Lalla Romano, Grazia Deledda, Anna Maria Ortese, Natalia Ginzburg." Anche tra i più giovani, ha riconosciuto molti autori interessanti, citando un libro di Albinati, Mario Desiati, la Mazzucco, la Murgia.
Infine, un consiglio alle aspiranti scrittrici: "Parlare di sé non è male. Può essere un buon punto di partenza. Però è importante capire che non si può buttare lì sul foglio la prima cosa che ci viene in mente. È quello che dicevo prima: oltre alla passione è importante la professionalità. Quindi bisogna leggere libri che siano formativi e poi coltivare la tecnica di scrittura. Ci vuole senso del ritmo e tanta sapienza."

Il Festival dei Luoghi della Scrittura e i Temi Contemporanei
"Sentire il respiro di una piazza in ascolto, in un piccolo centro di montagna dà sicurezza e fiducia", ha affermato Dacia Maraini in occasione di un altro evento letterario. "Solo ragionando insieme si crea un futuro comune, una progettualità basata sullo scambio di emozioni etiche ed estetiche." Questa filosofia guida anche la nuova edizione che "terrà presente le grandi questioni che abitano le nostre menti in questi tempi: guerre, vendette, odio, cambiamenti sociali. Credo che la letteratura debba occuparsi di ciò che interessa i cittadini e lo faccia in maniera complessa e dialettica."
Il festival ha previsto un programma ricco di incontri con autori e personalità di spicco. Il 6 agosto, Mario Tozzi ha presentato il suo ultimo saggio "Prove tecniche di estinzione" (Touring Club), interrogandosi sulle emergenze del nostro pianeta e sulla presunzione dell'homo sapiens, sottolineando la complessità della nostra relazione con l'ambiente. Il 7 agosto, Nadia Terranova ha parlato di memoria familiare e disagio mentale nel suo romanzo, finalista al Premio Strega, "Quello che so di te" (Guanda edizioni), un racconto intimo e potente sulla maternità, le fragilità e la capacità di affrontare il passato per costruire il presente.
L'11 agosto, nella chiesa dei SS., si è tenuto un altro appuntamento. Dopo la pausa di Ferragosto, gli incontri sono ripresi il 17 agosto con Giuseppe Antonelli, uno dei massimi filologi italiani, e il suo "Il mago delle parole" (Einaudi), un'opera che fonde saggistica e narrativa per raccontare la bellezza e il potere della lingua italiana. Il festival si è chiuso il 18 agosto con "L'algoritmo della vita. Etica e Intelligenza Artificiale" (Piemme) di Mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia della Vita. Il saggio ha affrontato la sfida dell'intelligenza artificiale e dello sviluppo tecnologico, evidenziandone vantaggi e pericoli senza trascurare la dimensione etica. L'obiettivo del libro è indicare un approccio umano affinché le nuove tecnologie possano avere un impatto positivo sulla vita delle persone. L'autore ne ha discusso con Dacia Maraini e il Cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI e arcivescovo di Bologna.
