Il Caso Aldo Braibanti e le Sfide della Memoria Collettiva

La storia è intessuta di eventi che, pur avendo segnato profondamente la società, tendono a scivolare nell'oblio collettivo. Il caso Aldo Braibanti, un intellettuale processato in Italia alla fine degli anni '60, rappresenta un esempio emblematico di questa dinamica, rivelando le complessità della memoria, le persistenti sfide legali e i profondi mutamenti culturali. La sua vicenda, sebbene non sempre riconosciuta, continua a interrogare la nostra capacità di confrontarci con il passato e di comprendere le radici di certi pregiudizi.

Il Processo del "Plagio": Una Legge Assurda e le Sue Vittime

Il 1968, un anno di fermenti e rivoluzioni culturali, vide Aldo Braibanti, scrittore, filosofo ed ex-partigiano, finire sotto accusa per "plagio". Questo reato, previsto dall'articolo 603 del Codice Penale Rocco del 1930, e inspiegabilmente transitato nel codice repubblicano, definiva il "plagio" come "l'assoggettamento di qualcuno in proprio potere, privandolo di ogni libertà di giudizio e di iniziativa". Una formulazione vaga e ambigua, invocata raramente e senza successo in altre occasioni, che in questo caso specifico si rivelò uno strumento di repressione.

La vera ragione dietro l'accusa era la relazione omosessuale di Braibanti con il giovane Giovanni Sanfratello. Il ragazzo, maggiorenne e in fuga da una famiglia ultraconservatrice, aveva scelto di vivere con Braibanti a Roma di sua spontanea volontà, una decisione che non rinnegò mai durante il processo. Tuttavia, le sue parole, così come quelle dello scrittore accusato, rimasero inascoltate. La società dell'epoca, pienamente rappresentata dal tribunale romano, condannava la sua propensione sessuale.

Il professor Leopoldo Piccardi e l'avvocato Ivo Reina, difensori di Braibanti, sottolinearono invano che l'ultimo processo in Europa per omosessualità era stato quello di Oscar Wilde, nell'Inghilterra vittoriana. Nonostante ciò, il "piccolo e stortignaccolo Braibanti", come lo definì l'avvocato di parte civile, fu condannato il 14 luglio 1968 a nove anni di reclusione. Prima del processo, Sanfratello fu rapito dai parenti e rinchiuso in una clinica privata di Modena, dove, sebbene non risulti ufficialmente, fu presumibilmente sottoposto a una serie di elettroshock.

Tribunale del 1968 in Italia

La "Rimozione" del Caso Braibanti: Mito o Realtà?

Molti, compresi attori come Elio Germano e Luigi Lo Cascio del film "Il Signore delle Formiche" di Gianni Amelio, hanno dichiarato di non conoscere la vicenda prima di girare il film. Questa apparente ignoranza ha suscitato reazioni vivaci tra coloro che ne conservavano memoria, che hanno protestato contro una presunta "rimozione" del caso.

Tuttavia, è difficile sostenere che la vicenda sia stata "rimossa" nel senso specifico del termine. Durante il processo, Braibanti fu difeso da intellettuali del calibro di Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Umberto Eco e Marco Pannella, con interventi che spaziavano da deposizioni in aula ad articoli su quotidiani e periodici, poi riuniti in volumi come "Sotto il nome di plagio" (Milano, 1969) e "La sentenza Braibanti" (Bari, 1969). Anche negli anni successivi, la figura di Braibanti è stata oggetto di trasmissioni televisive e radiofoniche, drammi teatrali e convegni.

Il caso Braibanti | Clip | HD | The Film Club

Le Cause di un Apparente Dimenticanza: Pudore, Fraintendimenti e il Non-Pensiero Unico

Se la vicenda non fu mai realmente "rimossa", come mai tante persone ancora oggi dichiarano di non saperne nulla? Diverse cause, convergenti, contribuiscono ad attutire la percezione degli eventi e a farci dimenticare cose che non dovrebbero essere dimenticate.

Innanzitutto, le vittime di questa dolorosa storia hanno più volte chiesto di non parlarne. Sanfratello, ad esempio, fece ricorso al tribunale per impedire la trasmissione di un documentario sul processo nel 1996. Questa reazione è comprensibile: chi ha subito traumi devastanti spesso non ha piacere di esibirli, non solo per pudore, ma anche per l'esigenza di non essere fraintesi o strumentalizzati.

Braibanti stesso era un personaggio estremamente schivo e visse il dramma come una vicenda irreale, estranea alla sua vita. Essere finito in prigione gli sembrava una specie di sogno senza fondamenti reali, una follia a confronto con le brutalità del fascismo che aveva vissuto in gioventù. Anche Piegiogio Bellocchio, sostenitore di Braibanti, espresse la difficoltà di concepire una condanna per un reato inesistente, volendo uscire da quell'incubo.

Un'altra causa è il fenomeno del "Non-Pensiero Unico", che ci spinge a interessarci solo dell'effimero e a "rottamare" la storia, ignorando le lezioni del passato per focalizzarci su ciò che è superficiale e di breve durata.

Aldo Braibanti al processo

Superare i Preconcetti: Il "Plagio" non era solo "Medievale"

Alcuni, tra cui anche "gli spiriti più illuminati", hanno liquidato la vicenda di Braibanti come "medievale", "senza senso", "un processo montato dalla destra più reazionaria del Paese in combutta con esponenti del clero e della 'psichiatria di regime' per un 'delitto inesistente'". Massimiliano Palmese, autore di un dramma e un documentario sul tema, ha parlato di una "cricca" di avvocati, psichiatri e preti che trasformò una storia d'amore in un "Romeo e Giulietta" omosessuale.

Tuttavia, considerare la legge di allora solo un residuo medievale è un pregiudizio illuministico che ci porta fuori strada. Sebbene la Corte Costituzionale nel 1981 abbia giustamente definito l'articolo 603 un'assurdità, eliminando il principio del "plagio" si è creata un'involontaria carenza giuridica. Diverse proposte di legge sono state avanzate nel tempo per reintrodurre norme sulla manipolazione mentale, simili al vecchio "plagio", per contrastare fenomeni criminali che sfuggono alle leggi vigenti.

Esempi lampanti sono la prostituzione minorile internazionale, dove minori di entrambi i sessi vengono "venduti" dalle famiglie senza che ciò sia considerato reato nei paesi d'origine, o il traffico di prostitute "consenzienti" reclutate in paesi dove l'autodeterminazione è un concetto estraneo. Il caso di Bibbiano, con il sistema illecito di affidamento di minori sottratti alle famiglie estorcendo presunte confessioni di abusi mai avvenuti, è un altro esempio aberrante.

Questi casi, pur non giustificando affatto il ricorso a uno strumento assurdo come il "plagio", evidenziano la difficoltà di agire in questo campo. Una difficoltà che ha impedito a giudici e politici del passato di sbarazzarsi completamente del reato di "plagio". Molti giuristi hanno avvertito che il rischio di nuove norme liberticide, simili nella sostanza al plagio, non è impossibile, proprio perché si fatica a contrastare reati complessi da circoscrivere.

Simbolo della giustizia

Le Lezioni di Nanni Moretti: Il Cinema come Riflessione e Critica Sociale

Il cinema, attraverso opere come "Il Sol dell'Avvenire" di Nanni Moretti, offre uno sguardo profondo sulle dinamiche sociali e politiche, permettendoci di riflettere su questioni complesse e di confrontarci con la nostra storia. Il film di Moretti, pur affrontando il 1956 e la storia del movimento comunista italiano, solleva interrogativi che vanno ben oltre la politica.

Il film è "un bel film intanto proprio come film. Che significa fotografia, scenografie, sceneggiatura, attori che recitano bene. Il che fa già una bella differenza con tutta la mondezza in circolazione." Ci sono scene che sono "da antologia, incredibilmente mai citate, a proposito di ottusità non dichiarate, a differenza della mia, in nessuna delle furiose recensioni tutte incentrate sulla personalità di Moretti e non sul film, che parlano di cinema e costituiscono una delle critiche più sensate mai viste e sentite al mercato delle immagini che ci circonda."

La satira sul mondo di Netflix, che "scavalca a sinistra la satira di Boris sull’algoritmo e il pubblico", e la riflessione sulla rappresentazione della violenza attraverso il tentato sabotaggio del film prodotto dalla moglie cinematografica di Moretti (Margherita Buy), sono solo alcune delle tematiche che "meriterebbe da sola di essere sviluppata in un altro film o in un corso d’arte drammatica con Tarantino, che pure amo, e tanti suoi emuli, Sollima compreso, sul banco degli imputati."

La politica nel film, secondo un'analisi, è "poca". Il 1956 non è solo l'anno della rivolta d'Ungheria, ma anche del rapporto sui crimini di Stalin al XX congresso del PCUS. Quel momento, a febbraio, rappresentava un bivio cruciale per il movimento comunista italiano, un'occasione persa per una svolta. "Così non è stato. Solo la finzione cinematografica può riscrivere la storia, esattamente come fa Tarantino in C’era una volta Hollywood, paradossalmente il riferimento è quello."

Il film sottolinea che "gli invasori, i sopraffattori, i prepotenti, gli imperialisti di sinistra o “socialimperialisti” (come, ricordava ieri su fb Chicco Galmozzi, i comunisti di sinistra e libertari definirono la politica dei carri armati di Mosca) hanno sempre torto. Non capirlo, non stare dalla parte degli oppressi, allora come oggi, segna una differenza esistenziale che va molto oltre la politica." Il rimpianto che traspare è per "un’epoca di coinvolgimento civile fortissimo delle persone nella vita pubblica, ormai perduto per sempre."

Il finale, con il suo "riferimento a Fellini" e "tutti gli attori di tutti i suoi film che sfilano", potrebbe essere "un auto presa in giro del regista, forse per l’addio di Moretti al cinema, forse per semplice gioco di una leggerezza ritrovata, voglia di stare insieme a quelli con cui stiamo bene."

Nanni Moretti sul set de Il Sol dell'Avvenire

L'Ombra della Sconfitta e la Ricerca di un Senso

"La sconfitta politica e umana, dentro o fuori al Pci, ci riguarda tutti. Tutti quelli che comunisti si sono definiti o si definiscono, chi è rimasto fedele nei secoli alla linea del partito come chi ha creduto, con varie declinazioni, da quelle elettorali a quelle lottarmatiste passando per quelle movimentiste, che un altro comunismo non autoritario fosse possibile, è stato sconfitto dalla storia. Ma ci ha provato, ha messo al centro soprattutto la propria convinzione che con l’impegno personale fosse possibile cambiare il mondo. Ed è stato giusto provarci."

Questo è ciò che "manca oggi, è questa l’elegia, il rimpianto che esprime Il Sol dell’avvenire, il rifugio dalla sconfitta politica nella mediocrità di vite borghesi in cui nemmeno ti accorgi delle esigenze e dell’insoddisfazione della compagna che ti sta accanto da decenni, rendendola oggetto delle tue nevrosi."

Il film ripropone anche "l’omofobia del Pci", a testimonianza di "un fortissimo limite umano oltre che politico, l’insopportabile bigottismo e perbenismo piccolo borghese che ha caratterizzato la visione della vita di quell’organizzazione."

In definitiva, "c’è davvero tanta roba di cui discutere nel film di Moretti. Spostare il dibattito sulla persona Moretti, perché queste sono le recensioni prevalenti del film in giro, dimostra da quanta povertà siamo circondati, esattamente la tesi di Moretti."

Le Avventure di Viaggio e la Corolla in Irlanda: Una Deviazione Inaspettata

L'articolo affronta anche un'esperienza di viaggio in Irlanda, descrivendo un'esperienza di dieci giorni di sole inaspettato. Questo resoconto, pur non direttamente collegato al caso Braibanti o al film di Moretti, offre uno spaccato interessante sulla percezione culturale e le dinamiche di viaggio.

Il viaggio, nato quasi per caso, ha visto Francesco, Paolo, Laura e Marco esplorare le strade e i luoghi dell'Irlanda. La scelta di Ryanair ha permesso di ottenere un biglietto di andata e ritorno a 230€, nonostante le tasse aeroportuali.

Toyota Corolla su strada irlandese

All'arrivo all'aeroporto di Orio al Serio, un "ritardo sfrenato" e una "fila spaventosa" al check-in hanno anticipato un primo imprevisto. Il controllo di sicurezza all'aeroporto di London Stansted ha rivelato le "fameliche e famose forbicine" di Paolo, dimenticate nel bagaglio a mano. Questo episodio ha generato un motto umoristico nel gruppo: "Ah non lo so, guarda nello zaino di Paolo".

La conoscenza dell'inglese del gruppo era variabile. Laura, "l'ariete", ha gestito le situazioni più complesse, mentre Francesco, Paolo e Marco si sono affidati a gesti e risate. Questa difficoltà linguistica ha reso il viaggio più divertente, soprattutto durante le interazioni con i proprietari dei bed & breakfast.

A Dublino, il cielo "non sembra promettere nulla di buono", ma la pioggia, stranamente, non è arrivata. La Toyota Corolla, noleggiata da AVIS per 450€ per 9 giorni con doppia guida, ha dato i primi problemi con un telefono cellulare che non funzionava correttamente.

Gli impiegati dell'ufficio turistico all'aeroporto si sono dimostrati "molto disponibili", fornendo indicazioni e una sistemazione per la notte a Bennetsbridge, a 8 km da Kilkenny. La guida a destra è stata una sfida iniziale, con "il primo marciapiede è nostro: rumori di copricerchi in sottofondo". Tuttavia, è stato un episodio isolato.

Le strade irlandesi sono state trovate "piuttosto scorrevoli, meglio così", "tenute benissimo, niente buche, niente lavori in corso e niente pedaggi (unica eccezione all’altezza dell’uscita 4 della M50, dove bisogna pagare 1,30 €)." I paesaggi, con "le prime mucche, le prime pecore", sono diventati un'immagine costante.

A Bennetsbridge, la signora Greer, padrona di casa, ha accolto il gruppo in una "casa bellissima, una delle migliori tra tutte quelle che vedremo", strapiena di "oggettistica proveniente dall’Africa".

La sera, i tre uomini del gruppo hanno fatto la loro prima esperienza in un pub irlandese, dove hanno sperimentato la convivialità e la facilità di fare conoscenza con la gente del posto. "Mentre vado ad ordinare le birre sento che Paolo e Marco sono stati coinvolti in una discussione che verte sul calcio…mitico calcio, se non ci fossi tu!" Paolo ha anche fatto la sua "prima conquista con una donna attempata (sui 45 circa…), il fascino latino non manca mai di colpire!"

La mattina successiva, un errore con l'ora ha portato Francesco a presentarsi "scoppiettante nella sala della colazione alle 7.00 ora locale, puntuale come stabilito." La signora Greer, dopo un iniziale contrarietà, ha sorriso e indicato l'orologio.

Le colazioni irlandesi sono state descritte come "pantagrueliche", con una varietà di cibi che andavano dalle salsicce alle uova, dalla pancetta al pudding, dai pomodori ai toast. Questo pasto abbondante ha permesso di tirare avanti per gran parte della giornata.

Il viaggio è proseguito verso Kilkenny, con una passeggiata per le strade della cittadina e una visita alla Cattedrale di St. Canice e al castello. L'Heritage Card, che permette l'ingresso a vari siti e monumenti, è stata considerata solo se acquistata come studenti, cosa che il gruppo non era più. I tentativi di Laura, Marco e Paolo di usare tessere studentesche o della biblioteca sono stati infruttuosi, suscitando divertimento e il pensiero: "Questi italiani!!!!"

La visita guidata al castello, in inglese, ha permesso di comprendere solo "a senso" la maggior parte delle spiegazioni. La presenza di molti italiani in vacanza in Irlanda è stata notata.

Nel pomeriggio, il gruppo si è diretto alle rovine della Rock of Cashel, una fortezza medievale dove hanno passeggiato tra i resti della cattedrale, scattato foto e riposato sull'erba. Hanno poi visitato le rovine dell'abbazia cistercense di Hore e osservato una coppia di americani giocare a hurling.

Il viaggio è continuato verso Cork, con una sosta al castello di Cahir. Cork, tuttavia, "non ci fa una bella impressione", a causa del "cielo coperto", dei "quartieri da tipica città di mare", della "tinta grigia dei palazzi", della "sporcizia e l'odore forte di salsedine e petrolio dei porti". La ricerca dell'ostello, il Kinlay House Hostel, è stata lunga e ha portato a un incontro inaspettato con un ragno, scatenando la fobia di Francesco.

L'ostello si è rivelato una delusione, con una camera da quattro persone con vista su un cimitero antico e bagni in comune nel corridoio. Laura, temendo infezioni, "non si cambierà e dormirà vestita dopo aver ricoperto il letto di asciugamani." Nonostante le docce e i bagni poco igienici, la colazione è stata "modesta ma più che dignitosa."

Mappa dell'Irlanda con itinerario di viaggio

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