La Sardegna si conferma un palcoscenico vibrante e dinamico per le corse automobilistiche, con un calendario fitto di appuntamenti che spaziano dal karting ai rally, dagli slalom alle cronoscalate, garantendo un'offerta variegata per piloti e appassionati di tutte le discipline. L'isola, con i suoi paesaggi mozzafiato e i percorsi impegnativi, si presta perfettamente a ospitare eventi di caratura regionale, nazionale e persino internazionale, attirando l'attenzione del mondo motoristico.

La Stagione Sportiva: Un Ventaglio di Discipline
La stagione sportiva in Sardegna si apre tradizionalmente con il karting, la prima prova è in programma già il 23 febbraio. Subito dopo, nel weekend successivo, una delle novità che animerà la stagione è l'Ittiri Rally Arena Show, un evento organizzato dall'Ittiri Arena Group che promette emozioni e spettacoli.
Marzo: Tra Rally e Karting Regionale
Il mese di marzo vede in scena la terza edizione del Rally del Sulcis e dell'Iglesiente, un appuntamento imperdibile che si svolge il 22-23 marzo, organizzato dalla Mistral Racing. Questa competizione rappresenta la prima prova della decima zona dedicata alla Sardegna. Il weekend successivo sarà poi la volta della seconda prova del campionato regionale di karting, evidenziando il forte radicamento di questa disciplina nell'isola.
Aprile: Novità e Tradizioni
Il mese di aprile si apre con una novità assoluta: il 1° Slalom di Teulada, organizzato dall'Ichnusa Motorsport e previsto per domenica 6 aprile. Successivamente, l'11-12 aprile, si terrà un doppio appuntamento a cura dell'ACI Sassari, con la Regolarità e il Rally Storico Costa Smeralda, un evento di prestigio valido per il campionato italiano della specialità. L'edizione di quest'anno del Rally Costa Smeralda Storico, la nona, vedrà l'equipaggio al via su Porsche 911 Gruppo B Team Guagliardo nel quarto Raggruppamento e Classe J1c. Lunedì 20 aprile il rally storico organizzato dall'Automobile Club Sassari sarà presentato ad autorità, media e sponsor all’Hotel Cala di Volpe. A poche ore dalla chiusura le iscrizioni sono vicine ai 150 equipaggi. La ASD K 4 Mori, compagine sassarese capitanata da Antonio Dettori, istruttore federale Aci Sport kart e auto, sarà impegnata su diversi fronti. Per le squadre, l'arrivo è suggerito il giovedì mattina, procedendo o al parcheggio rimorchi ad Abbiadori o per iniziare l'allestimento del Parco Assistenza della Tappa 1 a Olbia. L'Automobile Club Sassari, Ente organizzatore del Rally Internazionale Storico Costa Smeralda - Trofeo Martini, comunica che sono disponibili online tutte le informazioni relative alla nona edizione della gara in programma il 24 e 25 aprile. La Guida Spettatori Digitale ufficiale è disponibile sul sito internet della gara, al cui interno si trovano mappe dettagliate delle Prove Speciali.
Il 27 aprile è un'altra data da segnare sul calendario per il 2025, con lo Slalom Cuglieri La Madonnina, organizzato dal Team Osilo Corse. Questo evento è un gradito ritorno, come sottolineato dal Delegato Fiduciario regionale Aci Sport per la Sardegna, Giuseppe Pirisinu, il quale ha espresso grande soddisfazione per le novità e i ritorni nel calendario. Per i rally di regolarità è consigliabile avere la FIA HTP.

Maggio: Velocità e Rally Raid
Domenica 4 maggio vedrà in scena la terza prova del campionato kart. Nel fine settimana dell'11 maggio, è iscritta a calendario la San Gregorio-Burcei, organizzata dall’ACI Cagliari, una cronoscalata che non si è potuta disputare nel 2024 a causa di problemi logistici. Il 18 maggio segnerà il debutto del Sardegna Rally Raid, organizzato dall’ACI Sassari, un evento che promette di esplorare i suggestivi paesaggi interni dell'isola. La domenica successiva, il 25 maggio, il campionato italiano slalom farà tappa a Loceri, sotto l'organizzazione dell'Ogliastra Racing. Il Campionato Regionale ACI Sport Sardegna Slalom 2026 - istituito dalla Delegazione regionale ACI Sport Sardegna - partirà il 2 e 3 maggio con il 3° Slalom Cuglieri-La Madonnina.
Giugno: Tra Slalom e Rally Internazionali
Il 22 giugno si terrà il 14° Slalom Guspini Arbus, valido per il Trofeo Italia Nord e organizzato dall’Arbus Pro Motors. Il fine settimana successivo sarà dedicato al Rally Internazionale Golfo dell’Asinara e al suo Storico, a cura dell'ACI Sassari.
Estate: Il Regno degli Slalom
L'estate sarda è tradizionalmente dedicata agli slalom. Si comincia con il Città di Bultei (Gruppo Motori Tula) e il Città di Bono, valido per il Trofeo Italia Nord e organizzato dalla Bono Corse il 20 luglio. Ad agosto, gli appuntamenti con le gare tra i birilli includono Cossoine (Gruppo Motori Tula) il 3 agosto e il 21° Slalom di Osilo della Osilo Corse il 24 agosto. Il 7 settembre, ancora slalom a Villanova Monteleone, organizzato dal Gruppo Motori Tula.
Settembre: Kart, Regolarità e Rally Terra
La domenica successiva al 7 settembre è dedicata alla quinta prova del campionato sardo kart. Il 20-21 settembre, spazio alla regolarità dell’ACI Sassari con il Baia delle Ninfee. Il 27-28 settembre, l'attenzione si sposta a Berchidda per il Rally dei Nuraghi e del Vermentino della Rassinaby Racing, un evento significativo valido per il Campionato Italiano Rally Terra.
Ottobre: Un Mese Intenso
Ottobre si presenta come un mese particolarmente intenso. Il 6 ottobre, la 34ª Iglesias Sant’Angelo, tappa del campionato italiano velocità montagna organizzata dall’Ichnusa Motorsport, attira gli appassionati delle cronoscalate. La domenica successiva, il 10° Slalom Città di Dorgali, organizzato dall’Autosport Dorgali e valido per il Trofeo Italia Nord, offre un'altra occasione per gli specialisti degli slalom. Il 18-19 ottobre si terrà il 13° Rally Terra Sarda della Porto Cervo Racing e la sesta tappa del campionato regionale kart. Nel weekend successivo, la Ittiri Arena ospiterà una tappa del Campionato italiano Rallycross.
Novembre: Finali di Stagione
Il 2 novembre sarà il momento della cronoscalata Alghero-Scala Piccada, valida come finale del CIVM e organizzata dall’ACI Sassari. Novembre, come da tradizione, sarà anche il mese dedicato alla Cronoscalata su Terra di Tandalò, una gara spettacolare e unica nel suo genere, iscritta a calendario il 23 novembre.
Il Gran Premio della Sardegna di Motocross
La Sardegna è anche un punto di riferimento per il motocross. Un brusco calo delle temperature ha caratterizzato la giornata conclusiva del Gran Premio della Sardegna MXGP 2026, con vento e nuvole a fare da protagonisti sul circuito “Le Dune” di Riola Sardo. Nonostante le condizioni meteo instabili, lo spettacolo in pista non è mancato, regalando gare combattute e grande coinvolgimento per il pubblico presente. Sotto un bellissimo sole che ha baciato il tecnico e selettivo circuito internazionale “Le Dune” di Riola Sardo, gestito dal Moto Club Motorschool Riola e guidato dal presidente Fulvio Maiorca, si sono accesi i motori del quarto Gran Premio stagionale. La conferenza di presentazione del Gran Premio della Sardegna di Motocross si è svolta sabato 11 aprile 2026, presso la Sala Stampa del Circuito Le Dune di Riola Sardo, alla presenza di oltre 60 giornalisti, emittenti televisive e radiofoniche, con apprezzamenti espressi da tutti i relatori presenti. Domani scatterà il quarto round del Campionato del Mondo FIM di Motocross sulla sabbia profonda del Crossodromo Comunale “Le Dune” di Riola Sardo. Il primo di due GP consecutivi in territorio italiano, il Gran Premio di Sardegna, è il sesto evento di questo tipo ospitato dal circuito oristanese. Dopo le prove corse a Riola Sardo e Siniscola, domenica 19 aprile il Campionato Sardo Motocross e Minicross fa tappa sul crossodromo comunale di Villacidro per la terza prova di Campionato sotto l’egida FMI Federazione Motociclistica Italiana.
Rally d'Italia Sardegna: Un Evento Mondiale
Il Rally d'Italia Sardegna è un pilastro del calendario motoristico internazionale, con una storia ricca e complessa che ne ha plasmato l'identità. In Italia, l'appuntamento iridato veniva ospitato ininterrottamente dal 1970 a Sanremo, che però negli ultimi anni fu notevolmente ridimensionato, prima con l'addio alle tappe sterrate in Toscana e Umbria dopo l'edizione 1996, e poi con l'uscita di scena del Basso Piemonte dopo il 1999, circoscrivendo così la gara ai soli asfalti liguri. Questa situazione, unita poi alle nuove regole sulla sicurezza, creò problemi sempre maggiori riguardo alla gestione del pubblico sulle oramai poche prove speciali rimaste, sia per la loro conformazione, arroccate sui monti e con pochissimi spazi da offrire a bordo strada, sia per i pochi punti di accesso presenti lungo il loro percorso.
Le Origini Sarde del Rally Mondiale
Le prime voci riguardo ad un possibile spostamento della tappa iridata cominciarono a circolare nel 2001, e fin da subito fu la Sardegna ad essere considerata come la candidata principale. La prima edizione sull'isola, che si disputò con il nome di Supermag Rally Italia Sardinia in seguito ad un accordo di sponsorizzazione con l'azienda sarda Plastwood, si svolse dal 1° al 3 ottobre 2004 ed ebbe come base operativa la città di Olbia, con il parco assistenza ubicato al molo Cocciani nella zona industriale di Cala Saccaia, il quartier generale e sala stampa al Museo Archeologico, mentre la cerimonia di partenza e arrivo vennero ospitate a Porto Cervo, rinomata località turistica nel comune di Arzachena, nel cuore della Costa Smeralda.
A capo dell'organizzazione c'era Antonio Turitto, in precedenza responsabile della comunicazione del Rallye Sanremo, mentre il direttore di gara fu Simo Lampinen, con Lucio de Mori come direttore di gara aggiunto. Il percorso del rally, interamente su terra, venne curato da Tiziano Siviero e Carlo Cassina, mentre ad occuparsi degli allestimenti delle prove speciali fu Nicolò "Nicola" Imperio, capo della Logistic Rally Testing Sardinia, la società organizzatrice dei test pre-evento sull'isola per i team del Mondiale. L'itinerario di gara, composto da 19 prove speciali suddivise in tre giorni per complessivi 383.23 km cronometrati, ricalcò le zone del Monteacuto e della Gallura, all'interno delle piste forestali dell'Ente Foreste della Sardegna.

Evoluzione e Consolidamento del Rally in Sardegna
Già dall'anno successivo l'organizzazione mise a punto un gran numero di novità e migliorie, soprattutto dal punto di vista del percorso di gara, che per il 75% era completamente nuovo. La decisione fu presa per far fronte ad alcune richieste dei team e piloti, che chiesero prove speciali più veloci e con carreggiate più larghe rispetto a quelle impiegate nella prima edizione. Tra le novità spiccò l'inedita prova speciale di Mamone, che attraversava i confini dell'omonima colonia penale, in provincia di Nuoro; questa prova speciale fu inserita all'interno di un progetto fortemente voluto da ACI e dall'amministrazione carceraria, e che ebbe come scopo il recupero sociale dei detenuti, alcuni dei quali prestarono servizio come commissari di percorso ausiliari lungo la prova. La gara venne inoltre anticipata a maggio, in modo tale da far da "apertura" alla stagione turistica in Sardegna.
Dal 2006 la gara passò sotto la gestione diretta di ACI Sport, cambiando il nome in Rally d'Italia Sardegna. Per il secondo anno consecutivo, l'itinerario fu diviso tra le province di Olbia-Tempio e Nuoro durante la prima tappa, comprendendo inoltre la nuova prova speciale di Siniscola, mentre la seconda e terza giornata di gara vennero disputate rispettivamente nelle subregioni del Monteacuto e della Gallura. Nei tre anni successivi il Rally d'Italia Sardegna riuscì a guadagnare sempre più consensi da parte del Circus del Mondiale, venendo apprezzato particolarmente per l'asprezza dell'itinerario di gara, ritenuto tra i più difficili del calendario iridato, e che in più di un'occasione regalò risultati inaspettati, come nel 2007 e 2009. Altro oggetto di critiche positive, soprattutto dal Promoter e dalla FIA, fu l'elevato standard di sicurezza del percorso, che essendo ospitato in gran parte all'interno di piste forestali, agevolava l'allestimento di zone spettatori sicure e facilmente raggiungibili.
Periodo di Transizione e Ritorno in Sardegna
Nel 2010, a causa del nuovo criterio di rotazione dei rally nel calendario mondiale, che dall'anno precedente venne notevolmente ridimensionato, il Rally d'Italia non fu inserito nel WRC, ma nell'Intercontinental Rally Challenge (IRC). Ovviamente, i regolamenti diversi imposero un percorso cronometrato più corto rispetto a quello degli anni precedenti, e con una giornata di gara in meno; tuttavia, questi stessi davano all'organizzatore la possibilità di coprire un'area geografica più estesa rispetto a quelli del Mondiale, e dunque fu così che l'edizione 2010 segnò il primo approdo del Rally d'Italia Sardegna nel centro e nel sud dell'isola, con due nuove prove speciali nella zona dell'Alta Marmilla e nel complesso forestale di Monte Grighine.
L'ottava edizione della gara sarda fu caratterizzata dal cambio delle norme FIA in merito alle caratteristiche dei percorsi di gara, sulla scia dei regolamenti già adottati un anno prima dall'IRC, e che dunque previdero una liberalizzazione nella stesura dell'itinerario del rally, specialmente riguardo all'estensione geografica della manifestazione. Fu così che per il secondo anno consecutivo vennero ricalcate le zone centrali dell'isola per tutta la prima tappa, riproponendo poi le classiche prove nel Monteacuto e in Gallura nelle due giornate rimanenti. Inizialmente fu addirittura prevista la partenza della manifestazione da Roma, proposta poi accantonata per le evidenti difficoltà logistiche che ne sarebbero derivate.
Verso la fine del 2011 si aprì una controversia tra l'allora presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci e l'Automobile Club d'Italia; al centro della discussione i mancati finanziamenti da parte dell'amministrazione sarda delle edizioni dal 2009 al 2011, costate all'ACI ben 13 milioni di euro, e la quasi totale assenza di piani da parte della regione per l'edizione 2012. Di fronte alla carenza di supporto economico da parte della giunta, il comitato esecutivo dell'ACI deliberò lo spostamento del Rally d'Italia 2012 in Sicilia, a seguito di una votazione datata 17 novembre 2011, e nella quale il presidente Enrico Gelpi si espresse a favore del trasferimento. Nell'isola più a sud del Mediterraneo, già conosciuta nel panorama automobilistico per la Targa Florio, vennero intanto rese note le basi del futuro appuntamento italiano del WRC: la gara, con Tullio Lauria a capo della macchina organizzativa, fu programmata dal 18 al 21 ottobre, con partenza da Palermo e arrivo a Catania. L'itinerario del rally fu inizialmente previsto su fondo asfaltato, in segno di continuità con la storica gara siciliana, ma la proposta fu immediatamente respinta da parte della FIA, stessa sorte che toccò anche alla seconda bozza di percorso, che invece ne previde uno di tipo misto ispirato al Rally di Spagna.
I forti ritardi nella progettazione della nuova sede dell'evento, che cominciarono a causare problemi critici con la Commissione WRC (la quale, in caso di mancanza di piani concreti da parte degli organizzatori, poteva riservarsi di cancellare l'appuntamento italiano dal calendario iridato, anche per gli anni successivi), costrinsero i vertici dell'esecutivo ACI a convocare una riunione d'urgenza il 15 febbraio 2012, durante la quale fu revocato il mandato del presidente Gelpi (già in scadenza), riconfermando la Sardegna come base del Rally d'Italia. La giunta regionale sarda, tramite un nuovo accordo, si impegnò inoltre a fornire tutti i finanziamenti mancanti delle edizioni precedenti, oltre che per quella futura.
Per quanto concerne quella che fu la nona edizione della gara sull'isola dei quattro mori, fu mantenuta la data di ottobre precedentemente stabilita, come nel 2004, e dal punto di vista del percorso figurano due tratti inediti nella subregione dell'Anglona, precedentemente impiegati in passate edizioni del Rally Costa Smeralda e del Rally Golfo dell'Asinara: la Tergu-Osilo e la Castelsardo, intervallati, prima della ripetizione pomeridiana, da un'assistenza remota a Sassari, nel Piazzale Segni; città nuovamente scelta per l'anno successivo anche come location per la cerimonia di partenza, tenutasi in Piazza d'Italia il giovedì sera.
Il Trasferimento ad Alghero e la Rinascita Olbiese
Il 2014 si aprì con la notizia dello spostamento del rally ad Alghero, nel nord-ovest dell'isola, abbandonando l'oramai storica sede di Olbia dopo dieci anni di binomio con la città gallurese. Il nuovo quartier generale della manifestazione trovò posto tra il centro storico e il porto turistico della cittadina catalana, con il parco assistenza sdoppiato tra il Piazzale della Pace e la Banchina Millelire, e la cerimonia di arrivo ospitata alla Banchina Dogana, davanti ai Bastioni. Questa edizione rappresentò inoltre il ritorno di Cagliari nell'itinerario di gara per la prima volta dopo il 2010, con il capoluogo regionale sede della partenza e della prova spettacolo inaugurale del giovedì sera, disputata in un circuito artificiale ricavato tra Calata Atzuni e Calata Via Roma.
Nel 2015 il Rally d'Italia Sardegna presentò un percorso di gara esteso su quasi tutta l'isola: partenza e prova inaugurale a Cagliari il giovedì sera, nuove prove speciali situate nell'Oristanese, Montiferru, Sinis e Planargia per la giornata di venerdì, tappa del sabato divisa tra Monteacuto e Meilogu, e giornata finale nella Nurra. Dall'anno seguente, in seguito al nuovo cambio di regolamenti precedentemente richiesto dai team, la gara tornò a disputarsi esclusivamente nel nord dell'isola. Rispetto a quanto accadde quattro anni prima, l'intenzione principale fu di spostare la manifestazione nel Centro Italia, e stavolta le principali candidate alla titolazione WRC furono le Marche e l'Umbria, che avrebbero ospitato la gara sugli sterrati del Rally di San Marino, ma anche il Lazio, con il Rally di Roma su asfalto già tappa del Campionato Europeo Rally.
Il Rally d'Italia Sardegna 2017, disputatosi sempre con base ad Alghero, ebbe come novità principale il rientro di Olbia nell'itinerario di gara, con la città gallurese che ospitò il parco chiuso del giovedì sera e il tyre fitting zone del venerdì mattina. Con la partenza della prima frazione di gara situata nell'est dell'isola, venne scelto un itinerario diviso tra Monteacuto e Anglona, mentre per le due restanti giornate il percorso rispecchiò a grandi linee quello dell'edizione precedente. Nel 2018 e 2019 il percorso di gara non subì sostanziali modifiche, pur restando tra i più apprezzati del mondiale rally; in particolare, la prova finale dell'Argentiera fu ben presto considerata come una delle Power Stage più belle del calendario iridato, specialmente per il tratto finale di 1 km sul bordo del mare, con l'arrivo e il podio finale sulla spiaggia di Porto Palmas; parere questo condiviso sia da piloti e promoter, che dai numerosi tifosi della disciplina.

Il Rally d'Italia Sardegna nella Nuova Era
Per il 2020, in seguito al rinnovo triennale del Rally d'Italia Sardegna nel WRC, fu annunciato l'atteso accordo di alternanza tra Alghero e Olbia; l'intesa previde che, a rotazione, una città sarebbe stata la sede del quartier generale, del parco assistenza e della cerimonia di arrivo finale, mentre la seconda avrebbe ospitato la cerimonia di partenza, la prova spettacolo d'apertura e il parco chiuso del giovedì sera. La città gallurese in questo caso avrebbe dovuto ospitare la nuovissima superspeciale di Cabu Abbas, compresa nell'area sterrata di Tilibbas e il Lungomare Balaguer, e il parco chiuso in Piazza Elena di Gallura. Tuttavia, in seguito alla prima ondata di COVID-19 in Italia, l'evento fu posticipato ad ottobre, e a causa delle restrizioni adottate dal governo riguardanti le competizioni agonistiche, non fu possibile attuare la divisione tra le due città, mantenendo così Alghero come base fissa per tutto il rally. Il percorso di gara, ridotto ad appena 238.84 km divisi in 16 prove speciali, presentò comunque il rientro della Ps di Tempio Pausania, precedentemente impiegata nell'edizione 2005 con il nome di San Bachisio.
Nel 2021, come da accordi, ci fu il ritorno degli Headquarters del Mondiale nella città di Olbia dopo otto anni di assenza. Il programma di gara previde la collocazione del parco assistenza al Molo Brin, il parco chiuso sdoppiato tra Piazza Elena di Gallura e Piazza Terranova Pausania, e la cerimonia di premiazione al Molo Bosazza, mentre quella di partenza venne ospitata ad Alghero, così come il parco chiuso del giovedì sera. Per quanto concerne il percorso di gara, vennero riproposte le prove storiche di Su Filigosu e Terranova al venerdì mattina, Bortigiadas nel pomeriggio di sabato e Braniatogghiu alla domenica.
L'edizione 2023, preceduta dal rinnovo del contratto mondiale fino al 2025, celebrò il ventennale della gara sarda, che per l'occasione ripropose la città di Olbia come base fissa per l'intero evento. Nel 2024 il Rally d'Italia Sardegna sperimentò il nuovo format "sprint" ideato dal Promoter con l'intento di ottenere eventi più diversificati nel calendario WRC. Nello specifico, l'itinerario di gara fu ridotto a due giorni e mezzo, con partenza nel primo pomeriggio di venerdì e arrivo di domenica mattina, e con un chilometraggio cronometrato fissato a poco più di 260 km. Nessuna novità sostanziale dal punto di vista delle prove, fatta eccezione per la Osilo - Tergu, che presentò un settore finale completamente inedito. Come già accaduto nel 2018, la vittoria finale si decise sul filo del rasoio durante la Power Stage dell'Argentiera, questa volta con Ott Tänak e Sébastien Ogier come protagonisti; a spuntarla fu l'estone, agevolato da una foratura occorsa al pilota Toyota proprio negli ultimi km della prova.
Il Rally d'Italia Sardegna 2025 ha visto l'introduzione di numerose novità dal punto di vista del percorso, con il ritorno della San Giacomo - Plebi durante l'ultimo giorno di gara e il debutto assoluto di due nuove prove speciali: la prima, denominata Telti - Calangianus - Berchidda, è stata la seconda e quinta prova del rally, mentre alla domenica ha esordito l'inedita Power Stage di Porto San Paolo, corsa in un tracciato ricavato tra le località di Sanalvò, Tiriddò e Giovannareddu, e con un suggestivo passaggio in cima al Monte Ruju, con l'isola di Tavolara sullo sfondo.

Prospettive Future e L'Impegno di ACI Sport
Giuseppe Pirisinu, Delegato Fiduciario regionale Aci Sport per la Sardegna, ha commentato la redazione dei calendari esprimendo grande soddisfazione per la riunione con tutti gli organizzatori che si è svolta il 26 novembre a Oristano. I suoi ringraziamenti vanno all’ACI Oristano per aver messo a disposizione i loro spazi e anche al suo commissario straordinario Giulio Pes di San Vittorio. Ha ringraziato inoltre il presidente dell’ACI Cagliari Antonello Fiori, nonché presidente del comitato regionale, con i quali si è svolto un ottimo lavoro per garantire i famosi 15 giorni tra slalom e salite per non ostacolare le attività sportive delle varie discipline. Il calendario è intenso, con tante discipline che garantiscono delle alternative ai piloti, ma anche con tante novità come il ritorno dello Slalom di Cuglieri La Madonnina e l’Ittiri Arena Show, una gara con fondo misto atipica e sperimentale. Ci sono tante gare confermate nei campionati e trofei nazionali e questo rappresenta un giusto premio per gli organizzatori, evidenziando l'impegno costante per lo sviluppo e la promozione delle corse automobilistiche sull'isola.
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