Le patate, alimento fondamentale nella dieta globale e coltura di rilevante valore economico in molteplici territori, affrontano numerose sfide nella loro coltivazione. Tra queste, i parassiti rappresentano una minaccia significativa, capaci di compromettere la resa e la qualità del raccolto. L'identificazione precoce e accurata di questi organismi nocivi è cruciale per adottare strategie di difesa efficaci e sostenibili.

Elateridi: I "Ferretti" del Suolo
Gli elateridi sono insetti coleotteri le cui larve, note come "ferretti", sono responsabili di danni importanti alle patate. Questi parassiti terricoli possono portare a perdite dei raccolti che, in alcuni casi, possono arrivare fino al 70%, rappresentando un pericolo per la sicurezza alimentare.
Morfologia e Ciclo Biologico degli Elateridi
Gli adulti degli elateridi presentano un corpo allungato e cilindrico, con colorazioni che variano dal marrone al nero. Una caratteristica distintiva è la spina prosternale sul loro torace, che si incastra in una fossa mesosternale. Le larve, i "ferretti", hanno un corpo lungo, sottile e segmentato, e vivono nel suolo, dove si nutrono di radici e tuberi delle piante.
Gli elateridi depongono le uova dalla primavera all’estate, negli anfratti del terreno a pochi centimetri di profondità. Dopo circa un mese di incubazione, le uova si schiudono. Le giovani larve si nutrono inizialmente dei residui colturali, per poi iniziare la loro attività trofica a danno delle radici delle patate, creando gallerie nei tuberi e compromettendone la qualità.
Strategie di Contenimento Sostenibile degli Elateridi
Difendere le coltivazioni di patate dagli elateridi è indispensabile, ma è fondamentale farlo adottando strategie che non danneggino l’ambiente. In contesti come l'Emilia Romagna, dove la coltivazione delle patate riveste una notevole importanza, la presenza di elateridi nel suolo è aumentata, così come i danni alle patate, già minacciate da malattie fungine e dalle modifiche provocate dal cambiamento climatico.
Per contenere le infestazioni di elateridi in modo sostenibile, diverse strategie sono state messe a punto. Un primo approccio è la gestione mirata dell'irrigazione, tipica dell'agricoltura di precisione. Questa tecnica aiuta a creare condizioni del suolo meno favorevoli allo sviluppo dei parassiti.
Quando le infestazioni sono limitate, le lavorazioni meccaniche del suolo possono ridurre la presenza degli elateridi. Queste lavorazioni disturbano il ciclo vitale degli insetti, esponendo larve e uova a predatori e alle intemperie.
Un'altra strategia efficace contro i ferretti è la pacciamatura del terreno. L'utilizzo di teli appositi consente di limitare i danni provocati da questi insetti. La pacciamatura offre anche il vantaggio di controllare le erbe infestanti e, in alcuni casi, di anticipare la raccolta fino a due settimane, riducendo il periodo di esposizione dei tuberi agli attacchi.

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Tignola della Patata (Phthorimaea operculella)
La tignola della patata è un lepidottero, ovvero una farfalla parassita delle colture, che può causare seri danni sia in campo che nei magazzini.
Morfologia e Ciclo Biologico della Tignola
L’insetto adulto ha un’apertura alare di appena 1,2-1,5 cm. Le ali anteriori sono grigio-brune con qualche punteggiatura nera, mentre quelle posteriori sono più chiare. Le femmine depongono le uova a gruppetti su foglie, steli e tuberi di patata che affiorano dal terreno.
Le larve che nascono dalle uova scavano mine nelle foglie, negli steli e anche nei tuberi. Una volta terminato il ciclo larvale, escono per incrisalidarsi in bozzoli appena fuori dagli organi attaccati. L’insetto compie da 3 a 8 generazioni annuali, in relazione alle condizioni ambientali e climatiche. La diffusione per volo di adulti non interessa grandi distanze, poiché le falene mostrano un’attività di volo piuttosto bassa. Le gallerie formate dalle larve determinano danni significativi sia in campo che nei magazzini. Inoltre, la presenza di fori nel tubero serve come ingresso per agenti patogeni di vario tipo; questi, insieme agli escrementi delle larve, causano l’insorgenza di decomposizioni.

Prevenzione e Difesa dalla Tignola
La difesa eco-compatibile delle patate dalla tignola è possibile tramite diverse pratiche agronomiche e l'uso di prodotti specifici:
- Rincalzatura: Una delle migliori forme di prevenzione dai danni della tignola è rincalzare le piante di patata. Questa pratica copre i tuberi, rendendoli meno accessibili alle femmine per la deposizione delle uova.
- Raccolta tempestiva dei tuberi: Ridurre il tempo di permanenza dei tuberi nel terreno limita le opportunità di infestazione.
- Uso di trappole a feromoni per il monitoraggio: Questa tecnica è molto valida per le colture estese di agricoltura professionale, consentendo di monitorare il ritmo delle infestazioni e di decidere per tempo quando effettuare un trattamento, anche con un prodotto ecologico. Il monitoraggio con le trappole ai feromoni risulta efficace a patto che si posizionino le trappole nel periodo ottimale, ovvero tra marzo e aprile, poco dopo la semina.
- Non lasciare residui in campo: I residui colturali sono fonti di potenziale inoculo per l'insetto, il quale sverna facilmente sui tuberi rimasti nel terreno.
- Prodotti a base di Spinosad: Questo bioinsetticida è ammesso in agricoltura biologica certificata ed è molto utile sulla patata per combattere anche la dorifora. È consigliato intervenire alla nascita delle larve per evitare che possano infestare i tuberi.
Nottue: Bruchi Notturni
Le nottue sono bruchi che vivono sotto terra di giorno e mangiano le piante di notte. Attaccano piante orticole e piante da fiore, in genere solo in piena terra nell’orto o in giardino.
Morfologia e Ciclo Biologico delle Nottue
Le farfalle adulte, gli organismi maturi, sono di colore scuro con ali marmorizzate di bruno e di discrete dimensioni (superiori a 2 cm). Non sono nocive in quanto si nutrono di nettare dei fiori, che suggono con la lunga proboscide.
Dalle uova nascono le forme dannose, le larve, cioè i bruchi. Questi si nutrono in genere del fogliame delle piante, provocando diversi tipi di lesione. I bruchi possono essere di diversi colori, a seconda delle specie: scuri e del diametro di 2 mm, oppure verdi e di diametro inferiore. In base alla specie, possono compiere da 2 a 5 generazioni all’anno. La presenza dei bruchi è riscontrabile da marzo-aprile, secondo l’andamento stagionale, fino a ottobre-novembre.
Gestione delle Infestazioni di Nottue
La ricerca e l'eliminazione manuale dei bruchi è pressoché impossibile, visto che le larve si nascondono nel terreno durante il giorno. È necessario intervenire irrorando al tramonto le piante e il terriccio alla loro base con un prodotto biologico a base di piretro (attivo sugli adulti) o di Bacillus thuringiensis (specifico contro le larve).
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Epitrix: Coleotteri delle Solanacee
Epitrix è un genere di coleotteri che causa danni più o meno pesanti ai tuberi e alle piante di patate. Nel gruppo sono incluse diverse specie come Epitrix tuberis, Epitrix cucumeris, Epitrix similaris ed Epitrix subcrinita. In Europa, queste specie sono presenti solo in Spagna e Portogallo, dove nel 2015 è stata identificata una nuova specie, Epitrix papa.
Morfologia e Danni Causati da Epitrix
La lunghezza del corpo degli adulti è di circa 1,5 - 2 mm, e il lato superiore è sempre nero lucido. La sicura determinazione della specie di Epitrix può essere effettuata solo in laboratorio, essendo indispensabile ricorrere all’esame degli organi genitali.
Le femmine depongono fino a 200 uova alla base dei fusti nel terreno, disposte in piccoli gruppi. Le larve si impupano e svernano nel terreno. Il danno può avere un impatto importante sia sull’aspetto che sul valore commerciale della patata, gli effetti possono andare dal rifiuto del lotto alla completa perdita del raccolto. Le larve possono nutrirsi anche delle radici fino a distruggerle, con conseguente morte della pianta. Le segnalazioni da parte degli agricoltori sono cruciali per individuare la presenza di questi organismi nocivi e limitarne i possibili danni.
Altri Organismi Dannosi per le Patate
Oltre ai bruchi e coleotteri menzionati, le patate sono soggette all'attacco di altri parassiti e agenti patogeni che possono compromettere gravemente la produzione.
Malattia della Patata Zebra Chip
Identificata per la prima volta nel 2008 negli Stati Uniti e in Nuova Zelanda, la malattia della patata zebra chip era già nota in Messico dal 1994. Molto pericolosa, causa gravi danni alla resa e alla qualità delle colture ospiti e in alcuni casi può distruggere l’intero raccolto. Si tratta di un parassita limitato al floema delle piante delle famiglie botaniche Solanaceae e Apiaceae e all’emolinfa degli insetti psillidi, che fungono da vettori dello stesso.
Nelle Solanaceae (patata, pomodoro, peperone, melanzana, tabacco, tamarillo, alchechengio) provoca un arresto della crescita, clorosi ed arrossamento del fogliame, arrotolamento delle foglie, fino alla perdita della produzione e alla morte. I tuberi della patata presentano un imbrunimento del tessuto vascolare con punti necrotici nel tessuto interno e striature dei tessuti dei raggi midollari, da cui il nome "zebra chip". Nelle Apiaceae (carota, sedano, prezzemolo e pastinaca) le foglie presentano arricciamenti, giallumi, bronzature e scolorimenti violacei con gravi perdite produttive.
Clavibacter Michiganensis Subsp. Sepedonicus (Ring Rot)
Questo batterio gram positivo, nella sua subspecie sepedonicus, colpisce solo la patata, prediligendo i climi freschi del nord e centro Europa. È infatti segnalato in Danimarca, Finlandia, Germania, Olanda, Svezia, Norvegia, Polonia e Repubblica Ceca.
Le piante infette manifestano sintomi che procedono dal basso verso l’alto, portando prima all’appassimento del tronco e successivamente dell’intera pianta. I tuberi infetti mostrano il tipico imbrunimento dell’anello vascolare esterno, da cui il nome di ring rot. La penetrazione del batterio all’interno delle piante avviene per lo più attraverso ferite radicali causate da diversi agenti (fitofagi, strumenti di lavoro, emissioni di radici secondarie).
Rogna Nera della Patata (Synchytrium endobioticum)
Il fungo Synchytrium endobioticum, agente della rogna nera della patata, è un patogeno originario del Sud America che si è diffuso, all’inizio del secolo scorso, in Europa e Nord America. La sintomatologia della rogna nera è caratteristica e tale da renderla facilmente riconoscibile. Le infestazioni si manifestano con escrescenze confluenti che si accrescono per formare ammassi cancerosi di dimensioni notevoli, a volte più grandi del tubero stesso. Anche piante senza alcun segno di deperimento nella parte aerea possono presentare tuberi con evidenti accrescimenti tumorali.

Nematodi del Genere Globodera Spp. (Nematodi a Cisti)
Questi nematodi, come Globodera rostochiensis e Globodera pallida, sono parassiti del suolo molto dannosi per la patata. L’infestazione si manifesta con sintomi aspecifici; in campo si osservano aree con piante con sviluppo stentato, foglie piccole ed ingiallite, ridotto apparato radicale e tuberi di piccole dimensioni che appassiscono durante le ore più calde.
Uno dei metodi più efficaci per contenere i danni è il ricorso a varietà resistenti o l’adozione di lunghe rotazioni, almeno 7 anni, con colture che non possono ospitare questi nematodi. L’intervento con mezzi chimici risulta poco efficace poiché le cisti presentano una cuticola difficile da penetrare con nematocidi specifici. Sono attaccate anche le altre solanacee coltivate.
Nematodi del Genere Meloidogyne Spp. (Nematodi Galligeni)
I nematodi del genere Meloidogyne spp. trascorrono l’inverno come uova nel terreno, riuscendo a sopravvivere per periodi prolungati a temperature sotto zero. Successivamente penetrano nelle radici, rimanendovi fino a maturità, raggiunta la quale producono fino a 2000 uova avvolte in un sacco gelatinoso vicino alla superficie delle radici.
A partire dalla seconda generazione, si cominciano a riscontrare i sintomi come gonfiori, pustole, galle (da cui il nome conferito a queste specie di nematodi) sulla superficie delle radici e dei tuberi colpiti. Non essendo attuabile una lotta diretta, l’unico metodo consigliato per la prevenzione è quello delle rotazioni con colture non ospiti dei parassiti, come ad esempio i cereali.
La revoca di alcuni insetticidi, sebbene abbia avuto un impatto significativo sulla situazione attuale dei parassiti, non è stata l’unica causa dell'aumento delle infestazioni. Fattori come il cambiamento climatico e i costi elevati per lo stoccaggio e la conservazione a lungo termine, più rilevanti per i commercianti che per la produzione diretta, contribuiscono alla complessità della gestione delle colture di patate. L'adozione di un approccio integrato, che comprenda pratiche agronomiche sostenibili, monitoraggio costante e l'uso mirato di prodotti a basso impatto ambientale, è essenziale per la protezione efficace e duratura delle coltivazioni di patate.
