DAC audio per musica liquida: Cos'è e come funziona la tecnologia che ha rivoluzionato l'Hi-Fi

Questo è senza dubbio il futuro della musica, anche di quella ad alto livello, da audiofilo. Da parte degli audiofili ci sono delle resistenze, ancora la maggior parte, e in parte a ragione, si affida ai dischi analogici in vinile. Tuttavia questo nuovo modo di ascoltare il suono, se impiegato convenientemente, è pari come qualità al DVD e di gran lunga superiore come versatilità. Tutto dipende a questo punto dalla qualità della registrazione originale. Ovviamente un brano registrato su nastro negli anni '50 se travasato in 24bit/192Khz mantiene la qualità originaria; i miracoli ancora non si possono fare.

Ogni volta che ascolti musica in digitale - da Spotify, da un file FLAC, da un CD o da un lettore di rete - c’è un componente che lavora in silenzio per rendere possibile tutto: il DAC, ovvero il convertitore digitale-analogico. Senza di lui, il tuo amplificatore non sentirebbe nemmeno un segnale. Eppure il DAC è uno dei componenti più sottovalutati in assoluto. In breve: il DAC è il traduttore tra il mondo digitale - dove la musica è archiviata - e il mondo analogico - dove la musica si ascolta. Ogni sistema audio digitale ne ha uno: la qualità di quel componente determina la qualità della traduzione.

Schema logico di un impianto hi-fi per musica liquida

Dal bit all’onda sonora: Il principio di funzionamento

Il DAC, acronimo di Digital to Analogue Converter ossia convertitore audio digitale analogico, è uno strumento spesso impiegato per costruire un impianto HiFi, che ha il compito di trasformare il segnale audio digitale, proveniente da fonti digitali, in un segnale analogico adatto alla riproduzione, riducendo gli errori di decodifica del segnale stesso. La musica che oggi conserviamo sui nostri dispositivi elettronici non è più, come una volta, incisa sulla superficie di un disco in vinile. Il DAC audio, pertanto, si occupa di prelevare la sequenza numerica che costituisce il segnale audio digitale e di ricostruire, nella maniera più fedele possibile, il suono analogico del segnale stesso.

Quando assisti a un concerto dal vivo, i timpani ricevono un segnale analogico. Il segnale è continuo, varia continuamente e non subisce interruzioni brusche. Lo stesso vale per i segnali che generano alcuni supporti audio, come i vinili: sulla superficie sono incisi minuscoli solchi che tracciano un percorso ondeggiante e ininterrotto. Se ascoltassi solo vinili, non avresti bisogno d’altro. Tuttavia, la maggior parte di noi ascolta la musica usando uno smartphone o un computer portatile. Questi formati sono digitali e le informazioni che immagazzinano non sono continue come quelle analogiche, ma sono costituite da sequenze di valori discreti.

Rappresentazione grafica della conversione da segnale digitale a onda analogica

Parametri tecnici: Risoluzione, Frequenza e Jitter

Un DAC è caratterizzato da una risoluzione e da una frequenza massima di campionamento. La risoluzione definisce quanto è preciso e la dinamica intesa come rapporto fra la minima e la massima ampiezza del segnale riproducibile. La massima frequenza di campionamento definisce la frequenza massima dei campioni che il DAC può processare. Più è alta la frequenza dei campioni più è alta la risoluzione più è grande l’informazione che abbiamo sul suono originario più il DAC deve avere a disposizione potenza di calcolo per processare correttamente i dati che gli arrivano.

  • Bit depth (profondità di bit): Indica quanti livelli di ampiezza può rappresentare il segnale digitale. Un CD standard usa 16 bit: sono 65.536 livelli possibili. I file hi-res arrivano a 24 o 32 bit - milioni di livelli - per una rappresentazione molto più fedele dell’onda sonora originale.
  • Sample rate (frequenza di campionamento): Indica quante volte al secondo il segnale viene “fotografato”. Un CD usa 44,1 kHz. I formati hi-res arrivano a 96, 192 o persino 768 kHz.
  • Jitter: È una variazione temporale nel segnale digitale che si traduce in imprecisione nella conversione. Si manifesta come un leggero “sfocamento” del suono - perdita di dettaglio nelle alte frequenze, immagine stereo meno precisa, affaticamento all’ascolto prolungato.

DAC integrato vs DAC esterno: La scelta consapevole

Esistono in sostanza due tipi di convertitori D/A (DAC) collegabili ad un computer: interni ed esterni. Tutti i dispositivi che riproducono audio digitale - smartphone, computer, lettori CD - contengono già un DAC integrato. Il problema è che in questi dispositivi il DAC è spesso un chip di fascia economica, progettato per contenere i costi e, soprattutto, esposto a interferenze elettromagnetiche generate dagli altri componenti interni (CPU, schermo, alimentatore).

Un DAC esterno dedicato risolve entrambi i problemi: utilizza componenti di qualità superiore e, trovandosi fisicamente separato dalla sorgente, lavora in un ambiente elettrico pulito. Il risultato è un suono più dettagliato, uno stage più ampio e una riduzione significativa del rumore di fondo. Il DAC esterno è un’attrezzatura dal tipico formato delle componenti ad alta fedeltà. Questo consente di installarlo facilmente all’interno di una catena HiFi. Essi, nella maggior parte dei casi, sono dotati di numerosi ingressi digitali - ottici, coassiali, bilanciati, USB, ecc. -, che consentono di gestire più sorgenti digitali.

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L'importanza dell'architettura: Chip e implementazione

Il cuore fisico del DAC è il chip di conversione. I tre costruttori dominanti nel mercato hi-fi sono ESS Technology (serie Sabre), AKM (Asahi Kasei Microelectronics) e Texas Instruments / Burr-Brown. Ognuno ha un carattere sonoro riconoscibile: ESS Sabre è analitico e dettagliato; AKM offre un suono più “caldo” e musicale; Burr-Brown (TI) è equilibrato e naturale.

Attenzione però: il chip è importante, ma non è tutto. L’implementazione circuitale intorno al chip - alimentazione, stadio di uscita, qualità dei condensatori, schermatura - conta almeno quanto il chip stesso. Due DAC con lo stesso chip possono suonare in modo molto diverso. Gli elementi fondamentali sono:

  1. Sezione di alimentazione: I DAC alimentati esternamente (spesso con trasformatori toroidali) superano quasi sempre le prestazioni di quelli autoalimentati via USB.
  2. Stadio di uscita: Alcuni modelli permettono la sostituzione degli amplificatori operazionali, permettendo all’audiofilo di personalizzare la timbrica.
  3. Tecnologia di conversione: Oltre ai comuni chip Delta-Sigma, esistono le reti di resistori R-2R, apprezzate per la naturalezza estrema.

Il ruolo cruciale del DAC USB Asincrono

Con la diffusione di musica liquida, il computer è diventato un'unità di lettura musicale molto utilizzata. La maggior parte dei computer è dotata di schede sonore di bassissima qualità. Proprio da questo fatto è nato un interesse maggiore per l'impiego di DAC Audio in abbinamento ai computer tramite USB. È di assoluta importanza che l'interfaccia USB utilizzata dal DAC sia di Tipo 2 e cioè che il convertitore sia un DAC di tipo asincrono.

I convertitori DAC USB di Tipo 1 sono soggetti al fenomeno del Jitter. Al contrario, un DAC USB asincrono è in grado di interfacciarsi con il computer attraverso una connessione molto più sofisticata e stabile, in grado di annullare i problemi causati dal Jitter. Per ottenere il massimo in ambiente Windows, è spesso necessario installare driver ASIO e utilizzare player dedicati (come Foobar2000), garantendo una riproduzione "bit-perfect" in cui il flusso di dati non viene alterato dal sistema operativo.

Connessioni posteriori di un DAC Hi-End

Integrazione nell'impianto: Cosa considerare

Quando si progetta un sistema, bisogna ricordare che l'impianto può essere il massimo, tuttavia se diamo in pasto una pessima registrazione suona come un bidone della vernice vuoto. La collocazione dei componenti è altrettanto critica. Il trasporto digitale - ovvero il dispositivo che estrae i dati dalla memoria (hard disk, NAS, server) - deve sincronizzare il clock con il DAC per evitare sfasamenti temporali.

Per chi cerca soluzioni all-in-one, i DAC di rete (o streamer) rappresentano l'evoluzione moderna: oltre alla conversione, permettono di gestire l'intera libreria musicale tramite app, supportano protocolli come DLNA, UPnP, Airplay, e in alcuni casi permettono il CD-ripping e l'archiviazione interna. La scelta del DAC deve essere proporzionata al resto della catena: un convertitore da migliaia di euro non esprimerà il suo potenziale se a valle ci sono diffusori o amplificatori di fascia economica. L'upgrade deve seguire un criterio di equilibrio lungo tutta la catena audio.

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