Se c'è un marchio che ha avviato negli ultimi anni una decisa trasformazione, questo è Dacia. Poi le cose sono cambiate, e oggi i modelli Dacia sono sì razionali ma non più "spartani". La Duster di questa prova ne è un esempio: è una versione Prestige - appena un passo sotto al top di gamma - e dotata del motore più potente a listino, il 1.3 TCe turbo benzina quattro cilindri da 150 CV, abbinato di serie a un nuovo cambio automatico a 6 rapporti. Il nuovo motore a benzina nella gamma della Dacia Duster è a tutti gli effetti il più potente mai montato su questo modello, e lo si percepisce molto chiaramente. Al di là del fatto che sia un quattro cilindri, con poche vibrazioni al minimo e un sound piacevole, questo propulsore offre una bella grinta fin dai bassi regimi (parliamo di picchi pari a 150 CV e 250 Nm di coppia).

Design e Dimensioni: Funzionalità che Guarda Avanti
Una fra le prime cose che saltano all'occhio della Duster è la sua altezza, inteso non solo come dimensione della carrozzeria ma proprio come luce da terra effettiva (e cioè lo spazio fra strada e sottoscocca per capirci). L'assetto è più rialzato della media dei SUV, c'è più "spazio" fra ruota e parafango per capirci, ed è protetta da skid plate su tutti i bordi inferiori della carrozzeria. La Duster è lunga 4,34 metri e larga 1,80 metri se non si considerano gli specchietti retrovisori, e le forme della carrozzeria squadrate massimizzano lo spazio interno.
Nonostante questo, comunque, rimane una vettura piuttosto piacevole, che non disdegna concedersi qualche extra come la copertura in pelle del volante. Intendiamoci, la maggior parte dell’abitacolo è composto da plastica, che però ha il pregio di presentarsi molto solida e quasi senza nessun scricchiolio. Lo stile, di serie Prestige, è sempre lo stesso della Duster che ben conosciamo, quindi con linee piuttosto nette, ma moderne. Sono previste alcune cromature intorno alle prese ottagonali dell’aria condizionata automatica, sul volante e su alcuni elementi porta.
Le poche novità per l’esterno riguardano la mascherina frontale, leggermente diversa per via delle cornici lucide degli elementi rettangolari più spesse, e i fari con anabbaglianti a led e luci diurne a forma di “Y”. Lo stesso motivo è ripetuto nei fanali.
Interni e Comfort: Spazio Generoso e Dettagli Funzionali
Dentro si sta davvero comodi: con il sedile di guida regolato per me che sono alto un metro e novanta c'è spazio in tutte le direzioni - ginocchia, testa e piedi. Stesso discorso per il bagagliaio, che arriva a 445 litri ed è molto regolare nelle forme. Ci sono anche una luce di cortesia e dei ganci per l'organizzazione del carico, e la ruota di scorta non è sotto il fondo, ma montata all'esterno, sotto la carrozzeria.
L'abitacolo della Dacia Duster si conferma spazioso e accogliente. Le finiture, con plastiche dure al tatto, sono semplici come ci si aspetta da una “low cost” ma non povere. Ci sono pure ricercatezze come i display integrati nelle tre pratiche manopole del climatizzatore automatico (di serie per la Prestige), le maniglie di appiglio nel soffitto (assenti su vetture più costose) e un nuovo, quanto moderno, impianto multimediale. È dotato di schermo tattile di 8”, Android Auto e Apple CarPlay e, per la Prestige, del navigatore. Inoltre, ha permesso di spostare la presa Usb dalla cornice del precedente monitor di 7” in una posizione più pratica: nell’ampio vano (che ne ospita pure una seconda) alla base della consolle. Altri due attacchi Usb per chi siede dietro sono nell’inedito bracciolo fra i sedili, completo di un profondo pozzetto.

Altro dettaglio, "occasione mancata" la mensola sulla plancia davanti al passeggero anteriore: non che manchi spazio per i piccoli oggetti, ma quella zona sarebbe molto comoda per telefono e portafoglio del passeggero. Nonostante questo, comunque, rimane una vettura piuttosto piacevole, che non disdegna concedersi qualche extra come la copertura in pelle del volante. Intendiamoci, la maggior parte dell’abitacolo è composto da plastica, che però ha il pregio di presentarsi molto solida e quasi senza nessun scricchiolio. Il quadro comandi è prevalentemente analogico, con solo un piccolo quadro centrale per le informazioni extra. Più generoso il quadro centrale, che può contare su un display da 8 pollici di diagonale. Il software è il solito di casa Suzuki, che può soffrire un poco per la sua grafica non aggiornata, ma l’idea alla base del sistema è che la maggior parte degli utenti utilizzerebbe comunque Apple CarPlay e Android Auto, per i quali è garantita la compatibilità via cavo. La cartografia pre-installata, comunque, è garantita con aggiornamento gratuito per 3 anni. I sedili, seppur non troppo tecnologici, sono comodi, sia davanti che sulla panca posteriore, che sfrutta egregiamente le dimensioni del Duster e offre una divisione degli schienali con frazionamento 60:40, così da aumentare la capacità del bagagliaio che comunque parte già da un ragguardevole minimo di 478 litri e arriva ad una capienza massima di 1.623 litri.
Altre modifiche apportate alla Dacia Duster riguardano il più pratico tasto nel volante per attivare il cruise control, che rimpiazza quello, poco accessibile, nel tunnel. Si aggiunge, poi, la piastra di appoggio per il piede sul parafango anteriore sinistro: rende più comoda la posizione di guida. Nessun intevento, invece, sulle vaschette nel lato destro della plancia e sotto i diffusori centrali del “clima”: restano poco profonde e, alla prima curva, il contenuto può riversarsi sul pavimento. Quanto al baule, si conferma ampio e ben sfruttabile.
Prestazioni e Guida: Potenza e Agilità
Il nuovo motore a benzina nella gamma della Dacia Duster è a tutti gli effetti il più potente mai montato su questo modello, e lo si percepisce molto chiaramente. Al di là del fatto che sia un quattro cilindri, con poche vibrazioni al minimo e un sound piacevole, questo propulsore offre una bella grinta fin dai bassi regimi (parliamo di picchi pari a 150 CV e 250 Nm di coppia). La risposta all’acceleratore è brillante, l’erogazione del quattro cilindri omogenea, ma in accelarazione la sua rombosità è sgradevole. Pur non dei più rapidi il funzionamento del cambio robotizzato a doppia frizione è più che soddisfacente e non trasmette scossoni nell’inserimento delle sei marce, che può avvenire anche manualmente, muovendo in avanti e indietro la leva nel tunnel (non previste le levette al volante).
Dacia Duster TCe 150 Cv: con l'automatico migliora molto? La nostra prova
Migliorato lo sterzo che, pur rimanendo leggero, ha acquistato una certa consistenza e risulta più preciso. Le sospensioni offrono un’ampia escursione, ma transitando su buche e dossi hanno una risposta “secca”, che riduce il comfort. Nel complesso la Dacia Duster rimane un’auto facile da guidare e poco stressante grazie al cambio a doppia frizione.
La versione della Dacia Duster Journey che ci è stata affidata è la più potente in assoluto presente nella gamma. Stiamo parlando della versione con il 1.300 TCe da 150 CV di potenza, che si unisce ad una coppia da 250 Nm e al cambio automatico EDC da 6 rapporti, esclusiva di questa versione top. Le sue prestazioni di accelerazione e velocità massima quasi non vengono specificate nemmeno dalla casa, ma è forse una dovuta nota di oggettività. Nessuno ha mai comprato una Duster per quanto andasse forte, ma al massimo per quanto potesse essere conveniente, comoda e possibilmente consumare poco. Con il motore più potente la casa dichiara, secondo i parametri del ciclo misto europeo WLTP, una media di 6,2 litri/100 km, pari a circa 16 km al litro. La Dacia Duster Journey non offre particolari novità nemmeno dal punto di vista della guida, ma questo non è certo un male. Anzi, grazie al cambio automatico a sei rapporti, che si comporta davvero molto bene, questa Journey da 150 CV può essere considerata come la quintessenza della gamma. Una vettura che veramente può andare ovunque, affrontare qualsiasi strada (ha sufficiente potenza anche per le salite più ripide) e al tempo stesso gestire in modo autonomo il motore in modo da non esagerare con i consumi.
Non male il consumo calcolato dal computer di bordo nel test su poco trafficate strade extraurbane: 14 km/l.
Sicurezza e Optional: Un Equilibrio tra Costi e Benefici
Di base, se non si considerano i sensori di parcheggio e l’aiuto partenza in salita, sono presenti solo cruise control e monitoraggio dell’angolo cieco. Sono invece assenti un controllo della corsia o una frenata automatica di emergenza. Per un’auto così pratica e razionale è un peccato vedere dettagli di ergonomia da migliorare all’interno.
La versione già molto ricca Prestige in prova, con il motore top di gamma e l’optional di vernice metallizzata Grigio Cometa e Multiview Camera, costa circa 26.400 euro. Discorso simile si può fare per gli optional e gli equipaggiamenti a pagamento, che sull’allestimento Prestige in realtà sono pochi, ma spesso molto interessanti e al prezzo giusto. Per fare un esempio, la già citata Multiview Camera offre un sistema con cinque telecamere a 360 gradi (fra cui quella sopra i passaruota anteriori, utili in off-road per vedere dove si stanno per mettere le ruote) a 260 euro.
Certo, non essendo più precisamente una novizia, questa Duster manca di alcune innovazioni tecnologiche che, almeno come optional, dovremmo trovare sul nuovo modello. Parliamo, ad esempio, della guida semi-autonoma di livello 2, qui quasi totalmente assente. Il cruise control è incluso nell’allestimento, ma senza il sensore di distanza dall’auto che precede è molto più scomodo da usare.
Rapporto Qualità-Prezzo: Convenienza D'altri Tempi
Come da tradizione, anche in questa versione la Dacia Duster si conferma economicamente conveniente. Oltre a un motore potente e a un efficace cambio robotizzato, per 22.150 euro la Prestige offre una dotazione interessante: include i cerchi in lega di 17”, il monitoraggio dell’angolo cieco dei retrovisori e la retrocamera (non indispensabile, considerata la buona visibilità). Per 1.900 euro in più, la Plus aggiunge l'estensione della garanzia per altri cinque anni (o 50.000 km), oltre ai tre (o 100.000 km) già previsti di serie dalla Dacia.
Non deve essere necessariamente un sistema plug-in con batteria corposa e oltre 50 km di autonomia in elettrico (anche perché sarebbe complesso, senza incentivi, renderlo davvero accessibile), ma anche solo una tecnologia mild hybrid che non sarà determinante nell'abbattere in maniera netta i consumi ma gode comunque di numerosi vantaggi fiscali.

Nonostante questa Dacia Duster Journey con motore da 150 CV sia praticamente la top di gamma, mantiene ugualmente un prezzo contenuto. Si parte, optional esclusi, da 25.300 €. Considerando che la versione di base parte da 20.650 €, è un bel passo avanti, ma, come detto, l’uscita del model year 2024 potrebbe dare una bella spallata ai prezzi.
Considerazioni Finali
Pregi:
- Prezzo: In rapporto ai contenuti dell’auto, è allettante.
- Spazio: Abitacolo e baule sono ampi.
- Visibilità: L’estesa superficie vetrata permette di vedere bene in ogni direzione.
Difetti:
- Dettagli: Così poco profonde le vaschette sopra la plancia risultano inutilizzabili.
- Sistemi di sicurezza: La dotazione è limitata e nemmeno a pagamento si può avere la frenata d’emergenza.
- Sospensioni: La risposta su buche e dossi è "secca", riducendo il comfort.
La Dacia Duster Journey 2023 - continua ad essere un ottimo affare. Anzi, adesso è ancora più probabile che, in vista dell’arrivo del MY 2024, i concessionari cerchino di piazzare gli ultimi esemplari “vecchi” rimasti. Che poi sono “vecchi” per modo di dire, in quanto sono sempre delle versioni piuttosto accessoriate di un modello estremamente popolare nel nostro mercato e a maggior ragione è possibile trovare versioni super accessoriate a prezzi di convenienza.
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