La Fiat Bravo, prodotta dal 2007 al 2014, rappresenta un capitolo importante nella storia recente della casa automobilistica italiana nel segmento delle medie compatte. Nata dal Progetto 198 e guidata da Gianfranco Romeo, questa vettura ha avuto il compito di sostituire la Fiat Stilo, un modello che, nonostante le sue ricerche tecniche, non aveva convinto appieno il pubblico a causa di un'estetica forse troppo dimessa. Con la Bravo, Fiat mirava a riproporre il successo di modelli come la Ritmo, la Tipo e la prima Bravo/Brava, puntando su linee originali, personali e contenuti semplici ma non banali.

Il suo sviluppo post-progettuale, affidato all'austriaca Magna Steyr, ha permesso di realizzare in tempi record - soli 18 mesi dall'approvazione del progetto definitivo nell'aprile 2006 - una vettura finita, grazie alla collaborazione con i tecnici Fiat nelle fasi di prototipizzazione e collaudo. Questo approccio ha permesso a Fiat di presentare un prodotto competitivo, che per il mercato europeo è uscito di produzione nel 2014, lasciando un vuoto poi parzialmente colmato dalla Fiat 500X e successivamente dalla Fiat Tipo nel 2015.
Design Esterno e Linea
La Fiat Bravo si distingue per un'estetica elegante e dinamica, caratterizzata da una sapiente "miscela" di grinta ed eleganza che le conferisce una personalità forte. Il design, curato da Alberto Dilillo insieme a Emanuele Bomboi e Frank Stephenson, si basa su un'evoluzione dello stile Giugiaro introdotto dalla Fiat Grande Punto, che dal 2005 aveva riscosso un enorme successo grazie a linee sportive e indovinate.
Il frontale della Bravo è affusolato e dominato da una calandra sdoppiata rifinita con cromature; la zona superiore ingloba il nuovo marchio Fiat a sfondo rosso, che ha debuttato proprio su questo modello prima di apparire sulla Fiat 500. Nella parte inferiore dei paraurti sono presenti leggere nervature in rilievo con prese d'aria che ospitano i fendinebbia (presenti per le versioni di punta o come optional). I lunghi fari a goccia, che partono dalla mascherina e finiscono sul passaruota, si integrano perfettamente tra il cofano motore e i passaruota laterali, conferendo un look moderno e grintoso.

La fiancata è pulita e caratterizzata da una linea di cintura che risale lungo il posteriore, resa filante dalla vetratura sottile e dalle cornici cromate (per le versioni di punta). Si notano poi le cinque porte, unica carrozzeria disponibile per la segmento C torinese, e un passo importante, così come la lunghezza di 4,34 metri, al vertice della categoria all'epoca. Il posteriore, con i grandi fari tondi "a occhio di insetto" che richiamano la prima, amata Bravo del 1995, unito al lunotto piccolo e a un paraurti molto avvolgente, regala delle linee molto pulite e riuscite, con un tocco di sportività ripreso dalla Grande Punto che convince anche i più giovani. Questa linea quasi da coupé a cinque porte, con un frontale aggressivo e maniglie piuttosto basse, piace ai giovani perché sportiva.
Interni, Abitabilità e Dettagli
Gli interni della Fiat Bravo introducono un nuovo corso stilistico che avrebbe poi trovato spazio sulla nuova Punto Evo e su altri modelli della casa torinese. L'abitacolo è razionale e accogliente, con una plancia ben disegnata e comandi intuitivi. Materiali di buona qualità sono stati utilizzati, apprezzabile è la morbidezza della fascia orizzontale realizzata con una plastica di colore grigio che ricorda la pregiata fibra di carbonio. Su alcune versioni, questa trama della fascia centrale della plancia rende gli interni un po' più personali.

Il cruscotto è piacevolmente sportivo, con gli strumenti principali (di facile lettura) contenuti in due montature cilindriche tagliate a "fetta di salame", un disegno sportivo con quadranti incassati e separati in stile Alfa Romeo 147. Al centro, sempre analogici, si trovano gli indicatori per temperatura dell'acqua e livello del serbatoio, oltre a un piccolo schermo monocromatico per il computer di bordo che mostra chiaramente tutte le informazioni su consumi e trip computer. Il volante, dotato di comandi multifunzione e regolabile in altezza e profondità, contribuisce a una posizione di guida comoda, piuttosto bassa e distesa.
Nonostante l'aspetto sportivo e la buona qualità generale, alcuni dettagli stonano, come i portaoggetti troppo piccoli e qualche caduta di stile su alcune finiture. Le portiere, ad esempio, hanno tasche dai bordi quasi taglienti e la plastica del tunnel è rigida. Inoltre, le alette parasole mancano dell'utile luce di cortesia. Persino i (numerosi, ma piccoli) vani portaoggetti sono realizzati con cura, mentre sono ben disposti tutti i comandi principali.
I sedili anteriori sono ben conformati ed elegantemente rivestiti, con tessuti di qualità, e trattengono bene il corpo nelle curve grazie ai bordi ben sagomati. Quello del guidatore offre ampie possibilità di regolazione. Il divano è comodo per due passeggeri, ma l'eventuale terzo ha poco spazio per le gambe e deve fare i conti con un'imbottitura del sedile più rigida, trovandosi in posizione rialzata sulla parte più rigida del divano. Ovviamente tutto migliora se si è soltanto in quattro. Per chi siede dietro, se si è alti più di 175 cm si sta scomodi. I poggiatesta attivi (che proteggono il capo dalle conseguenze dei tamponamenti) sono disponibili come optional, così come l'airbag per le ginocchia del guidatore.
Bagagliaio e Capacità di Carico
La Fiat Bravo offre una buona capacità di carico, con un bagagliaio più capiente (circa 400 litri con gli schienali posteriori alzati) di quelli della maggioranza delle concorrenti. Questo permette di contenere due valigie rigide e due borse "da vacanza". L'apertura del portellone è ampia e non ci sono problemi neppure quando si devono stivare oggetti "di grossa taglia".

Tuttavia, il vano bagagli pecca nell'altezza della soglia. Prima di abbassare glienali va ribaltata in avanti la seduta, ma a operazione conclusa il pavimento non risulta perfettamente piatto, formando un fastidioso gradino. Questa caratteristica rende un po' meno pratica la superficie di carico completamente piatta, sebbene la capacità complessiva rimanga un punto di forza.
Guida e Prestazioni
La Fiat Bravo offre un'esperienza di guida che bilancia comfort e sportività. Il notevole dinamismo comunicato dalla forma filante della carrozzeria trova riscontro nel piacere di guida, nella maneggevolezza e nell'eccellenza di freni e sterzo. Le sospensioni ben tarate esercitano un buon controllo sul rollìo, evitando che l'auto si inclini troppo su un fianco nelle curve.
In città, la Bravo è a suo agio, complice la dolcezza dei comandi. La risposta pronta del motore, il volante leggero e il pedale della frizione che non richiede un grande sforzo favoriscono una guida rilassata e disinvolta nel traffico urbano. L'unico problema si incontra in manovra a causa della larghezza dei montanti posteriori, che limitano la visibilità; provvidenzialmente, i sensori di distanza posteriori sono inclusi nell'equipaggiamento di serie e risultano preziosi.
Prova Fiat Bravo
Nei percorsi misti, si è positivamente impressionati dalla potenza dei freni, che assieme alla precisione dello sterzo e al solido appoggio fornito dalle larghe gomme (i cerchi di 17” sono di serie) rendono la Bravo quasi sportiva. L'efficacia dell'impianto frenante, la precisione dello sterzo, le gomme larghe, il brio del motore assieme all'efficienza e alla puntualità dell'ESP, fanno sì che alla guida della Fiat Bravo ci si possano togliere delle belle soddisfazioni.
In autostrada, il motore spinge con brio e ha una riserva di potenza che lo mette a suo agio. Ai 130 km/h "da Codice" in sesta il motore "lavora" ad appena 2250 giri, "ronzando" con discrezione, per cui si può conversare anche a bassa voce. L'unico fastidio proviene dal fruscìo aerodinamico provocato dai grandi specchi retrovisori. In quattro si possono affrontare con piacere i lunghi viaggi, godendo di un buon comfort di guida grazie a buone sospensioni e insonorizzazione.
Motorizzazioni e Specifiche Tecniche
La gamma motori della Fiat Bravo è stata quasi completamente rivista rispetto alla vecchia Stilo, eliminando i poco apprezzati motori a benzina e mantenendo solo gli amati 1.9 MultiJet, scelta quasi obbligata dato che il pianale è stato completamente rivisto. Nonostante il Pianale C sia lo stesso della Stilo, così come lo schema delle sospensioni (McPherson davanti e ruote interconnesse dietro), i tecnici Fiat e Magna hanno modificato l'intera meccanica per dare a Bravo una guidabilità molto più interessante senza disdegnare il comfort. I motori sono vivaci e dotati tutti di cambio a 6 marce (tranne alcune versioni del 1.9 MultiJet 8V con cambio manuale a 5 marce), ma anche pacati e docili.

Per quanto riguarda i motori a benzina, la Bravo ha offerto diverse opzioni:
- 1.4 FIRE 16V: Da 90 CV e 128 Nm, un motore fluido e regolare, disponibile anche in versione GPL (EasyPower). Ideale per chi non cerca prestazioni esagerate e usa l'auto principalmente in città.
- 1.4 T-Jet: Disponibile in versioni da 120 e 150 CV, con coppia motrice massima di 206 N·m (che salgono a 230 N·m con overboost attivo). Derivati dai classici FIRE e dotati di sovralimentazione, offrono consumi contenuti, buone prestazioni ed emissioni inquinanti ridotte. Il 1.4 T-Jet da 150 CV è stato ordinabile fino al 2010 anche con cambio automatico robotizzato Dualogic a 6 marce.
- 1.4 MultiAir Turbo: Dal 2010, ha sostituito il 1.4 T-Jet da 150 CV. Questo propulsore da 140 CV e 230 Nm di coppia (un grande incremento rispetto ai 206 Nm dei T-Jet) è omologato Euro 5, con prestazioni simili ma consumi ridotti.
La gamma diesel, molto apprezzata, ha visto inizialmente il 1.9 Multijet, poi sostituito dai più moderni ed efficienti 1.6 Multijet:
- 1.9 Multijet: Al lancio disponibile in versione 8V con 120 CV (cambio manuale a cinque marce) o 16V capace di 150 CV (cambio manuale a sei marce); entrambi turbocompressi e con turbina a geometria variabile. Il motore 1.6 spinge bene ed è meno rumoroso del 1.9 MultiJet che sostituisce, anche a freddo.
- 1.6 Multijet 16V: Dai primi mesi del 2008, omologato inizialmente Euro 4 e dal maggio 2009 anche Euro 5 abbinato al filtro antiparticolato. Disponibile in versioni da 90 CV (con turbo a geometria fissa), 105 CV (con turbina a geometria fissa, anche nella versione ecologica PurO2 con emissioni di CO₂ ridotte) e la più potente 120 CV (dotata di turbina a geometria variabile). Quest'ultima versione è stata disponibile anche con cambio automatico Dualogic. Strano che il filtro antiparticolato si paghi a parte, pur essendo quasi "obbligatorio" per chi vive in una grande città.

Le prestazioni generali della Bravo sono onorevoli per il segmento: l'accelerazione da 0 a 100 km/h varia tra circa 9,0 e 12,5 secondi, la velocità massima si attesta tra circa 185 e 215 km/h, il consumo medio combinato è di circa 5-7 l/100 km e le emissioni di CO₂ sono di circa 120-155 g/km. La classe ambientale è Euro 4 o Euro 5 a seconda della motorizzazione e dell'anno di produzione.
Sicurezza
La Fiat Bravo è una solida media, la sua accurata e moderna progettazione del telaio è confermata dai risultati nei crash test dell'Euro NCAP, ove ha ottenuto cinque stelle (il massimo) per quanto riguarda la protezione di guidatore e passeggeri, tre stelle per la tutela dei bambini fissati agli appositi seggiolini e due per la protezione dei pedoni in caso di investimento.

Rassicurante la dotazione di serie: ESP (Electronic Stability Program), ASR (Anti Slip Regulation), cerchi in lega da 17” e sei airbag. Il settimo airbag, che protegge le ginocchia del guidatore, è disponibile come optional, così come i poggiatesta attivi che riducono il rischio di infortunio in caso di tamponamento. Al resto pensano sospensioni equilibrate e un assetto preciso su ruote di 17” con gommatura sportiva, contribuendo a una guida sicura e controllata.
Allestimenti e Prezzi
Al lancio, il listino prezzi della Fiat Bravo era formato da quattro allestimenti: l'Active d'accesso, l'intermedio Dynamic, e le top di gamma Emotion e Sport, una più elegante e l'altra più dinamica.
Di serie, tutte le Bravo offrono clima manuale, sistema Hill Holder anti-arretramento in salita, vetri elettrici anteriori, retrovisori elettrici riscaldati, servosterzo con modalità City e volante e sedili completamente regolabili. Sulla Active manca la radio, disponibile con un sovrapprezzo, mentre dalla Dynamic sono di serie anche i cerchi in lega da 16 pollici, il volante multifunzione, il sedile passeggero regolabile in altezza e la radio. A completare il quadro ci possono pensare dotazioni a richiesta come il tetto apribile SkyDome, i sensori di parcheggio anteriori, il navigatore, la connessione Bluetooth e i fari bixeno.

Al momento del debutto, il prezzo partiva da circa 17.000 euro (16.800 euro per una 1.4 in allestimento base Active). Le versioni più accessoriate, come la Sport, potevano superare i 23.000 euro, con la 2.0 MultiJet Sport da 165 CV che era la più costosa della gamma, con un listino di 24.550 euro.
Sul mercato dell'usato, i prezzi della Fiat Bravo possono variare parecchio. Essendo stata un'auto molto diffusa e utilizzata, ci sono parecchi esemplari dei primi anni di produzione con centinaia di migliaia di chilometri, soprattutto con motorizzazioni Diesel. Le Bravo più economiche si trovano con diverse centinaia di migliaia di km sotto il muro dei 2.000 euro. Per avere una Bravo 1.9 MultiJet in buone condizioni si spendono tra i 2.700 e i 3.500 euro, un migliaio di euro in più per i più moderni 1.6 MultiJet Euro 5 e dai 4.000 ai 5.000 euro per i potenti 2.0 MultiJet da 165 CV.
Diverso è il discorso per le Bravo a benzina: le 1.4 aspirate partono da 2.500 e arrivano fino a 6.000 euro per le più giovani e fresche, mentre le Turbo partono da 3.000 e arrivano a 7.000 euro per le giovani MultiAir da 135 CV. La Fiat Bravo resta una scelta interessante per chi cerca una compatta affidabile e versatile con un ottimo rapporto qualità-prezzo.
Affidabilità e Manutenzione
La Fiat Bravo è generalmente considerata un'auto affidabile, grazie a motori benzina e diesel collaudati e a una meccanica robusta. La combinazione tra qualità costruttiva e costi di gestione contenuti la rende una compatta solida e duratura, se sottoposta a regolare manutenzione.
La manutenzione programmata prevede un tagliando ogni 15.000-20.000 km o una volta l'anno. La durata media del motore può raggiungere fino a 250.000-300.000 km. Il costo medio per il cambio olio si aggira intorno ai 100-150 €. Controlli consigliati includono la cinghia di distribuzione (per i diesel), i freni e le sospensioni.
Tra i difetti riscontrati, si segnala un'insonorizzazione interna limitata, con qualche rumorosità percepibile alle alte velocità. La frizione e il cambio possono risultare leggermente duri, specialmente nelle versioni diesel. Le finiture interne, sebbene di buona qualità in alcune aree, presentano alcune plastiche semplici e soggette a usura nel tempo.

Il Mercato dell'Usato e i Modelli Simili
Dopo una carriera che le ha dato meno di quello che avrebbe meritato, oggi la Fiat Bravo sta vivendo una seconda giovinezza. Grazie all'ottima diffusione delle versioni a benzina, infatti, con i blocchi del traffico la media torinese sta riguadagnando credito, risultando una delle più complete compatte sul mercato dell'usato.
La Fiat Bravo è ideale per chi cerca una compatta versatile, adatta sia per la città che per l'autostrada; per giovani neopatentati, grazie a motori equilibrati e costi di gestione contenuti; per famiglie piccole, offrendo spazio sufficiente per quattro persone e bagagli; e per chi desidera una seconda auto, pratica e dal buon rapporto qualità-prezzo. Il valore residuo, pur essendo contenuto rispetto ad alcune concorrenti, rende la Bravo un'opzione interessante per l'acquisto di un usato.
Le rivali principali con cui ha combattuto anche sul listino del nuovo sono Volkswagen Golf, Opel Astra, Ford Focus, Renault Megane, SEAT Leon, Toyota Auris e le "cugine" Lancia Delta e Alfa Romeo Giulietta.
La seconda generazione di Fiat Bravo ha avuto una discreta carriera, che ha portato lo stabilimento laziale di Cassino a produrre quasi 350.000 esemplari della media italiana tra il 2007 e il 2014. Nonostante ci siano vetture che nello stesso periodo hanno venduto ben di più, vista la lezione appresa dal mezzo insuccesso della Stilo, la nuova Bravo ha aiutato Fiat a rimpolpare la propria reputazione con una vettura completa, ben assemblata e bella da guidare. Il telaio curato dai tecnici della Magna, la taratura delle sospensioni (decisamente rigide sulla Sport, a prova di smanettone) e i motori Turbo vivaci e pronti hanno regalato alla Bravo una dinamica di guida davvero interessante, dove solo lo sterzo elettrico, preciso ma poco comunicativo, stonava un po' in questo ottimo quadro generale.