Nonostante in Europa il marchio Subaru sia conosciuto principalmente per le sue berline, wagon e SUV a trazione integrale e dalla guida rassicurante, la Casa delle Pleiadi ha sempre avuto nei suoi listini delle Coupé. La prima fu la particolare XT, nota anche come Alcyone o XT6, dotata di uno stile molto particolare e tipicamente nipponico, di motori a 4 o 6 cilindri boxer e disponibile anche con l’efficace trazione integrale tipica di Subaru. Dall’uscita di produzione della SVX nel 1996, però, Subaru ha abbandonato il mondo delle coupé, concentrandosi sull’apprezzata Impreza e sulle nuove Legacy e Outback. Nel 2012, però, ha deciso di tornare, e di farlo con stile con la Subaru BRZ. Realizzata congiuntamente con Toyota e prodotta da Subaru nel suo stabilimento di Ota, la BRZ è stata una delle auto sportive più apprezzate degli ultimi anni, incarnando un ritorno alle origini per gli amanti della guida pura.

Design e Dimensioni: Un'Estetica Sinuosa e Filante
Le dimensioni della Subaru BRZ non variano in modo considerevole rispetto alle precedenti BRZ/GT86, tuttavia nel complesso la vettura diventa leggermente più larga e bassa rispetto al modello uscente. Queste modifiche, sommate all’introduzione dei nuovi cerchi da 18 pollici gommati 215/40 (per la seconda generazione), rendono la silhouette della vettura molto più sinuosa e filante. Per la prima generazione, la vettura è lunga 4 metri e 24 cm, larga 1,78, alta 1,29 e con un passo di 2 metri e 57.
Il frontale, pur ricordando da molti punti di vista la precedente BRZ, è interessato da un cambio importante del linguaggio stilistico. I fari, prima caratterizzati da un gioco di superfici e tridimensionalità molto elaborato, adesso appaiono più semplici ed eleganti, una scelta che potrebbe non piacere agli amanti dello stile giapponese anni ’90 e 2000, ma che certamente paga in termini di resa estetica. La fiancata risulta molto fedele alla generazione precedente: del resto le dimensioni della Subaru BRZ sono molto fedeli al progetto originario e gli interventi hanno interessato soprattutto la curvatura delle superfici, adesso più levigate e moderne. La Subaru BRZ non fa mistero della sua vocazione sportiva, con un cofano basso, fari “affilati” e una grande presa d’aria frontale. È soprattutto nella mascherina anteriore (oltre che nei fendinebbia) che si notano le maggiori differenze con la “quasi gemella” Toyota GT86, prodotta anch’essa nello stabilimento Subaru a un centinaio di chilometri da Tokyo. La grinta non manca neppure nella coda: parafanghi larghi, spoiler, doppio terminale di scarico ed estrattore d’aria nella parte inferiore. Completano il quadro il disegno dei cerchi in lega di 17” o 18” (a seconda della generazione), che lasciano bene in vista i freni a disco autoventilanti e le relative pinze.

Interni: Funzionalità Sportiva e Abitabilità Sorprendente
Gli interni della Subaru BRZ, nonostante l’anima sportiva della vettura, garantiscono un’abitabilità decisamente buona. I sedili anteriori sono piuttosto comodi e molto avvolgenti, pensati per il pilota. Con supporti laterali, garantiscono una seduta comoda ma allo stesso tempo sportiva, offrendo una posizione di guida molto bassa e allungata, sempre personalizzabile dal conducente grazie alle varie regolazioni del sedile. Il punto H, per esempio, quello che individua l’attacco dell’anca con il bacino si trova a 38 centimetri da terra e questo è già un bel presupposto per vivere in prima persona la strada. Il sedile è essenziale, avvolge bene senza essere ingombrante e, soprattutto, lascia liberi i gomiti, cosicché si può girare il volante anche di 180 gradi senza fastidiose interferenze.
I sedili posteriori, divisi dal tunnel centrale, riescono ad ospitare due persone di bassa statura costringendole a qualche sacrificio, essendo più adatti a borse o brevi tragitti. In realtà, è meglio considerarli un'appendice del bagagliaio da 283 litri, più che un'ulteriore seduta per il trasporto di passeggeri. Il comfort di ingresso è buono, grazie all’ampio angolo della portiera e alla forma accogliente dei due sedili anteriori. L'abitacolo "parla di corse", con la pedaliera in alluminio, il volante spesso e impreziosito da vistose cuciture rosse, presenti anche nei rivestimenti di poltrone e divano posteriore. Poi c’è la leva del cambio (corta) col freno a mano alla sua sinistra, bene a portata di mano (come nei bolidi da rally).
Il volante ha un diametro di 36 centimetri e una bella impugnatura ergonomicamente ben studiata: è inclinato di soli 14 gradi sulla verticale, cioè perfetto. Venti centimetri a destra c’è la leva del cambio, anch’essa al posto giusto. Sei marce, ravvicinate, innesti brevi, precisi, appena contrastati. E poi c’è la pedaliera; l’appoggio per il piede sinistro è davvero ben realizzato, la frizione ha corsa corta e l’acceleratore e il freno sono così bene allineati che viene spontaneo schiacciarli insieme quando si scalano le marce.
L’abitacolo è impreziosito dalla presenza di un sistema multimediale, con monitor da 7 pollici per la strumentazione digitale e da 8 pollici per l’infotainment StarLink, quest’ultimo dà la possibilità di visualizzare i dati di performance della vettura, come accelerazione laterale, longitudinale, curve di coppia e potenza e cronometro dedicato alla pista. Il contagiri, grande, analogico, è lì proprio dove dev'essere e c’è anche una bella spia rossa che si accende quando ci si avvicina al limite dei giri. Così si riesce a cambiare marcia al regime giusto, senza far intervenire il limitatore di giri, che finirebbe per mortificare la progressione. A destra del contagiri c’è uno strumento multifunzione che dà tutte le indicazioni del caso, dalle temperature (c’è anche quella dell’olio) a una visualizzazione delle curve di coppia e potenza. I materiali utilizzati, con cornici in rilievo e varie combinazioni di colori, suscitano un’impressione piacevole ma ben lontana dal concetto di lusso, nel segno della razionalità e della funzionalità del progetto. Rimangono fisici molti selettori, comprese le manopole dedicate alla gestione del clima.
Un appunto sui dettagli: quel che sorprende, visto il prezzo di quasi 30.000 euro (per la prima generazione), è la povertà di realizzazione di alcuni componenti; ci riferiamo alla parte frontale della plancia, alla radio e all’orologio, che ricordano quelli in voga negli anni 90. Peccato, perché la dotazione non è male: di serie i fari allo xeno e l’airbag per le ginocchia del guidatore, oltre al “clima” bizona (le cui levette a bilanciere danno un tocco vagamente rétro).

Il Cuore Boxer: Performance e Sound Coinvolgente
Sotto al cofano della prima generazione della Subaru BRZ c'è un quattro cilindri a benzina di 2.0 litri da 200 CV a 7.000 giri e 205 Nm di coppia massima a 6.400 giri, abbinato a un cambio manuale a sei marce e alla trazione posteriore. La Casa dichiara una velocità massima di 226 km/h e un'accelerazione 0-100 km/h in 7,6 secondi. La BRZ è un’auto leggera e scattante: con un peso di 1.338 kg (prima generazione) e 1.270 kg (seconda generazione), riesce a scattare da 0 a 100 km/h in 6,3 secondi per la seconda generazione, 1,1 in meno rispetto alle precedenti gemelle.
BRZ-FRS GT 86 BOXER SOUNDS COMPILATION..
Il motore della Subaru BRZ è accoppiato a un cambio manuale a sei rapporti nella versione standard, ma è possibile optare anche per una trasmissione automatica (disponibile per la seconda generazione). Il motore, nonostante un aumento di potenza non eccessivo per la seconda generazione, si manifesta più vivace nell’erogazione e il suono è stato accordato ancora meglio per soddisfare le orecchie degli appassionati più esigenti. Per la stessa motivazione non ci si può aspettare il tipico calcio alla schiena trasmesso dai motori turbo e nemmeno l'accelerazione delle auto elettriche garantito dalla loro coppia.
Quando si preme il pulsante per l’avviamento, il rombo pieno del 2.0 boxer fa dimenticare le piccole imperfezioni dell’abitacolo della Subaru BRZ. Inseriamo la prima, notando gli innesti molto ruvidi e apprezzando la corta leva delle marce. Sul bagnato acceleriamo dolcemente per evitare di far lavorare il controllo di trazione. In realtà, ci rendiamo conto che sotto i 4000 giri il due litri giapponese con doppio sistema di iniezione (diretta e indiretta) è decisamente poco cattivo. Agli alti regimi la musica cambia: la spinta e la progressione esaltano il guidatore, mentre il rumore del boxer si fa graffiante e invade l’abitacolo ancor più di quanto non faccia nella guida tranquilla. Sfruttando il motore agli alti regimi (la coppia massima, di 205 Nm, è dichiarata tra 6400 e 6600 giri), si capisce di avere a che fare con una sportiva.
Il due litri aspirato, alla faccia del downsizing e della sovralimentazione imperante, è elastico e risponde a tono, anche ai bassi regimi. Me ne si rende conto nei tornanti, che si possono fare in terza. Non bisogna attendersi il “tutto subito”, ma quella sensazione old style di attesa verso il meglio che sta arrivando, quanto più si sale di giri. Dopo i 5.000, tonalità e temperamento cambiano, e comincia il bello. La progressione è buona fino ai 7.000 e oltre, quando sul quadro si accende la spia rossa: a quel punto i giochi sono fatti, conviene cambiare.
Assetto e Dinamica di Guida: Pura Emozione al Volante
Il telaio della Subaru BRZ è uno dei suoi punti di forza, caratterizzato da un baricentro basso (è ad appena 46 cm da terra): risultato ottenuto soprattutto grazie al motore a cilindri contrapposti, che permette anche di ottenere un muso più penetrante. Così, in virtù anche delle sospensioni rigide, la Subaru BRZ in curva s’inclina pochissimo di lato. Lo sterzo è preciso (non si notano i classici difetti della servoassistenza elettrica) e la tenuta di strada di buon livello. A patto, però, di non accelerare a fondo, dopo aver disinserito i controlli elettronici: in tal caso la derapata è garantita, ma con un po’ d’esperienza la si controlla senza patemi; del resto, è anche questo il bello di una sportiva da 1239 kg, a trazione posteriore e col differenziale autobloccante meccanico.
Per far divertire chiunque senza correre rischi, comunque, l’elettronica dispone di cinque modalità di controllo: basta combinare l’azione del tasto che disinserisce il sistema antipattinamento con quella del VSC Sport (lascia più libertà al “pilota” alzando la soglia d’intervento dell’Esp). Così si passa da una guida “supervigilata” (ideale per i fondi scivolosi) a una via via più affidata all’abilità di chi si trova al volante. Nelle posizioni intermedie c’è modo di provare l’emozione di un accenno di sbandata, sapendo di poter contare sul rapido intervento dell’elettronica quando la situazione è critica.
La BRZ si dimostra capace di assecondare con una buona elasticità la guida cittadina in souplesse. Quando poi si decide di darci dentro con il gas, magari non è un fulmine ai bassi regimi, però, superati i 4 mila giri, spinge che un piacere fino al limitatore. Il cambio ha un leveraggio cortissimo, anche se è un po' contrastato negli innesti, il volante è diretto e dal giusto carico e in frenata il pedale si dimostra molto progressivo e ben modulabile.
L'impostazione tecnica ereditata dalla precedente generazione garantisce una guida pura e divertente, mantenendo inalterata anche la perfetta impostazione di guida. L'elettronica è ridotta all'essenziale e anche l'immancabile infotainment c'è, ed è pure touch, ma senza troppi fronzoli. Non ultimo, il quattro cilindri boxer 2.0 litri da 200 CV, sempre pronto a regalare soddisfazioni, pur senza essere violento. Infine, c’è un aspetto che non fa rimpiangere molte altre “colleghe” blasonate, ossia le sospensioni morbide, che sono una manna per la schiena all'approssimarsi di buche e dossi, ben assorbiti anche grazie al sedile contenitivo, ma tutt'altro che rigido.

Adatta a Diverse Esigenze: Dalla Pista alla Quotidiana
Si prova spesso ad accostare un'auto sportiva all'utilizzo quotidiano, anche perché, per quanto patiti di track day, è molto probabile che ci non si limiti al tragitto casa-circuito-casa. E questa Subaru BRZ può essere senz'altro annoverata fra le più versatili della categoria. Certo, salire a bordo comporta qualche piccolo sacrificio, e dietro c'è davvero pochissimo spazio per sedersi sul divanetto, che sarebbe meglio considerare un'appendice del bagagliaio da 283 litri, più che un'ulteriore seduta per il trasporto di passeggeri. Ciò detto, la BRZ si dimostra una vettura piacevole. I sedili sportivi sono ben imbottiti, chi siede davanti sta così comodo che a volte viene persino voglia di cercare il bracciolo centrale e l'assetto è sorprendente: per quanto rigido, non patisce più di tanto buche e pavé.

La BRZ è adatta per caricare tutto nell’abitacolo. Sì, è bastato reclinare lo schienale posteriore, per alloggiare comodamente pure le sacche portasci (lunghe oltre un metro e 70). Facendo avanzare spazio e senza neppure sfiorare la zona utile a manovrare la leva del cambio. Insomma, non è detto che con la BRZ si debba rinunciare a granché. In autostrada si apprezza il sedile sportivo, contenitivo grazie alla forma a guscio, e comodo sulle medie distanze. Il silenzio non regna del tutto sovrano nell’abitacolo e non dev’essere così: il motore un po’ si sente a 130 in sesta a 3.500 giri; ma più avvertibile è il sottofondo di rotolamento, dovuto alla gommatura invernale. Nel complesso si viaggia meglio del previsto, anche per via dei ridotti fruscii aerodinamici. La rapportatura corta e ravvicinata del cambio manuale permette poi di riprendere velocità senza grandi problemi. E di divertirsi, quando arrivano le curve: gli innesti sono un po’ contrastati, è vero, ma la manovrabilità resta buona. Inoltre, la pedaliera pare ben “attrezzata” per il punta-tacco.
La Subaru BRZ è ideale per: appassionati di guida, per chi cerca un’auto pura, meccanica e coinvolgente; giovani sportivi, grazie al look dinamico e a prestazioni accessibili; chi va in pista nel weekend, per l'ottimo bilanciamento e l'agilità del telaio; chi vuole un’alternativa alle hot hatch, una vera coupé a trazione posteriore, diversa dalle compatte sportive turbo.
Prezzi e Concorrenti: Un Segmento di Nicchia
Avere una Subaru BRZ non è per nulla semplice nel mercato italiano: la seconda generazione è stata importata in soli 60 esemplari, offerti in versione Touge ad un prezzo di 49.500 euro. La Subaru BRZ è una coupé sportiva molto apprezzata dagli appassionati e disponibile esclusivamente sul mercato dell'usato in Italia. Al debutto, il prezzo della prima generazione partiva da circa 33.000 euro. Sul mercato dell’usato (prima generazione), si parte da circa 20.000 € per i primi esemplari del 2012-2013, con un prezzo medio usato di circa 24.000-28.000 € per versioni recenti e ben tenute. La seconda generazione, importata in numero limitato, ha quotazioni più alte, con un prezzo medio usato di 35.000-40.000 €. La BRZ mantiene una buona tenuta del valore nel tempo.

La Subaru BRZ è la vettura giusta per chi cerca una coupé sportiva ad un prezzo ragionevole. Certamente una vettura che riesce a emozionare grazie alle sue qualità dinamiche e al particolare motore boxer. Le nuove gemelle Subaru BRZ e Toyota GR86 sono pensate per soddisfare le esigenze dei veri appassionati della guida sportiva: il motore potenziato risolve in parte i limiti della precedente generazione, da sempre nota per la potenza insufficiente. Le concorrenti della Subaru BRZ sono praticamente inesistenti, la gemella Toyota GR86 è più semplice da ottenere, in quanto la lineup del produttore ha maggiore elasticità sull’importazione grazie a emissioni complessive della gamma molto basse. In un mercato dominato da Crossover e SUV lo spazio per le sportive, soprattutto che non siano a marchio premium, è veramente ridotto e va fatto un plauso al marchio giapponese per aver mantenuto questa vettura in gamma.
Affidabilità e Specifiche Tecniche
La Subaru BRZ è considerata molto affidabile, grazie alla meccanica semplice e alla solida base tecnica condivisa con la Toyota GR86. Il suo punto di forza è il telaio eccezionalmente bilanciato, unito alla trazione posteriore e a uno sterzo molto diretto. Il motore boxer aspirato (2.0 da 200 CV sulla prima generazione, 2.4 da 234 CV sulla seconda) ama girare in alto e offre una risposta lineare, regalando un'esperienza di guida autentica e coinvolgente, specialmente con il cambio manuale.
Specifiche Tecniche (Prima Generazione 2.0 200 CV):
- Accelerazione (0-100 km/h): 7,6 secondi
- Velocità massima: 226 km/h
- Potenza: 200 CV
- Coppia massima: 205 Nm a 6.400 giri
- Trazione: Posteriore
- Consumo medio: non specificato, ma la versione da 234 CV è di 8,8 l/100 km
- Emissioni di CO₂: da 199 g/km (per la versione 234 CV)
- Classe ambientale: Euro 6d (per la versione 234 CV)
- Lunghezza: 4,24 m
- Larghezza: 1,78 m
- Altezza: 1,29 m
- Passo: 2,57 m
- Bagagliaio: 283 litri
- Peso: 1.338 kg
- Pneumatici: 215/45 su cerchi da 17"
- Porte: 2
Varianti Disponibili:
- Subaru BRZ (1ª generazione): Equipaggiata con il motore boxer 2.0 aspirato da 200 CV, rappresenta un'ottima scelta sul mercato dell'usato per chi cerca la guida pura.
- Subaru BRZ (2ª generazione): Con il nuovo motore boxer 2.4 da 234 CV, offre più coppia e prestazioni migliori, mantenendo lo stesso spirito. Disponibile con cambio manuale o automatico.
- Subaru BRZ tS (tuned by STI): Variante con dettagli estetici e tecnici sviluppati dal reparto sportivo STI, come sospensioni e freni potenziati, per un uso ancora più sportivo.
