Land Rover Defender: Analisi Tecnica e Storica dei Modelli a Benzina dell'Arma

La Land Rover Defender è stata una vera icona. Robusta, affidabile, riconoscibile e vera alleata di generazioni di artigiani ed appassionati della guida fuori strada, è diventata negli anni una vettura che ha trasceso le sue origini come mezzo industriale. Introdotta nel 1948 come Series I, è rimasta in produzione fino al 2016, fino a quando la produzione è terminata nella storica fabbrica di Solihull, in Inghilterra. Usata come versione civile e militare e prodotta in un’infinità di varianti, ha servito e continuerà a servire una nutrita schiera di professionisti per gli anni a venire. Tra le varianti più discusse e particolari vi è la versione equipaggiata con motorizzazione a benzina, utilizzata specificamente dall'Esercito Italiano e dall'Arma dei Carabinieri.

Land Rover Defender in configurazione classica

Origini e Storia del Progetto Land Rover

Negli anni difficili dell'immediato dopoguerra il progetto del nuovo fuoristrada venne imposto alla Rover, solitamente impegnata nella produzione di auto di lusso: le fu ordinato di costruire veicoli più economici per rendere più facili le esportazioni e la ripresa economica. Il primo veicolo, chiamato Land Rover, fu disegnato da Maurice Wilks nel 1947 in Inghilterra, ispirato dalle Jeep utilizzate dagli americani durante la Seconda guerra mondiale. Per questo, il primo modello realizzato si basava proprio su una struttura della Jeep.

Caratteristica base fin dal primo modello lanciato ad Amsterdam il 30 aprile 1948 fu la trazione integrale che permise a questi veicoli di affrontare terreni anche molto accidentati. Il risultato di tutto ciò è una famiglia di veicoli che ha fatto la storia dei fuoristrada e che, agli inizi degli anni settanta, superò il milione di vetture costruite, sia per clienti civili che militari. Dal 1975, anno della nazionalizzazione della British Leyland (che aveva acquistato il marchio Rover nel 1967), il nome del celebre veicolo diventò anche quello di una casa automobilistica separata, la Land Rover.

Evoluzione Tecnica: Dalle Serie al Defender

Il Land Rover è stato prodotto in diverse serie, all'inizio indicate anche dalla misura del passo in pollici. La Serie I fu prodotta dal 1948 al 1958. La prima "Land Rover" aveva il passo da 80,88 pollici (205,4 cm), motore a 4 cilindri di 1595 cm³ a benzina e la trazione integrale sempre in presa con un sistema di ruote libere. Nel 1949 venne introdotto il modello "Station Wagon", con carrozzeria interamente in metallo. Nel 1950 il sistema di ruote libere venne sostituito dalla trazione integrale inseribile.

La Serie II venne introdotta nel 1958, disponibile con il passo da 88 o 109 pollici. Fu introdotta con un nuovo motore 4 cilindri a benzina di 2286 cm³, oltre al 4 cilindri diesel di 2052 cm³. Il cambio aveva 4 marce, di cui solo la 3 e la 4 sincronizzate. La trasmissione aveva la trazione posteriore fissa e quella anche sulle ruote anteriori inseribili manualmente tramite un pomello sulla destra della leva del cambio. Nel 1961 venne presentata la Serie IIA, con alcuni particolari modificati e un nuovo 4 cilindri diesel di 2286 cm³. Le novità principali furono l'introduzione del cambio con tutti i rapporti sincronizzati, un nuovo cruscotto e la mascherina in materiale plastico.

La Land Rover "Stage 1" fu una versione introdotta nel 1979. La Stage 1 era dotata del poderoso motore V8 che equipaggiava la Range Rover, opportunamente depotenziato a 91 cavalli. La Stage 1 fu commercializzata soprattutto con il passo da 109 pollici e gli esemplari con passo 88 furono pochissimi. Nel 1983 iniziò la produzione del Land Rover 110 (evoluzione del modello 109), il cui nome si riferisce alla distanza tra gli assi di 110 pollici (2794 millimetri) del veicolo. Successivamente, nel 1984, venne introdotto il Land Rover 90, con 93 pollici di interasse (2362 millimetri), sostituto del Land Rover 88.

Il Defender e le Motorizzazioni Speciali

Il Defender, il cui nome deriva dal suo largo utilizzo in campo militare e della difesa in genere, venne prodotto nel 1990, dopo l'introduzione del "Land Rover Discovery" nel 1989 e per distinguerlo dal Range Rover, quest'ultimo sempre più popolare sul mercato.

La necessità di sostituire le vetture da ricognizione FIAT AR 76, portò agli inizi degli anni 1990 l'Esercito Italiano ad emettere una specifica per l'acquisizione di un nuovo modello di veicoli fuoristrada. Oltre ad alcune ditte giapponesi che fornirono alcuni veicoli alla Forza Armata tramite piccoli contratti, partecipò anche il gruppo inglese Rover con il suo modello Land Rover Defender 90.

La versione del motore da 2 litri benzina (Rover T Series M16 da 136 cavalli) equipaggiò specificamente i mezzi dell’Esercito Italiano e dell'Arma dei Carabinieri. Questa unità, prodotta solo per tali forniture, è ad oggi un oggetto di grande interesse per i collezionisti e gli intenditori.

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Considerazioni sulla Guida e Manutenzione

Molti appassionati si interrogano sulla validità del motore a benzina rispetto al classico Tdi 300. È importante sottolineare che, sebbene il propulsore a benzina offra una dinamica differente, la gestione di un ex-veicolo militare richiede accortezza. Si tratta di mezzi utilizzati da molte mani, spesso non esperte nella guida specifica di un Defender. Vengono solitamente dismessi a 200.000 km, un chilometraggio che su un mezzo nato per il fuoristrada estremo può comportare usure non trascurabili.

Se il veicolo è stato "civilizzato" internamente ed esternamente ed è perfettamente in uso, può rappresentare un acquisto interessante per chi ha la passione di mettere a punto la meccanica. Tuttavia, è bene considerare che il reparto trasmissioni dei Land Rover, inclusi Discovery e Range, è spesso considerato sottodimensionato. Finché si mantiene il mezzo originale, la tenuta è buona, ma l'installazione di gomme più grandi o un uso gravoso in fuoristrada possono mettere a dura prova differenziali e semiassi, che presentano, in alcune configurazioni, materiali di resistenza limitata.

Personalizzazioni e Restyling Storico

Alcuni esemplari, come quello ex Scuola Carabinieri di Benevento, sono stati oggetto di personalizzazioni estese. Interventi come la riverniciatura totale, l'inserimento di interni in pelle e tessuto Burberry, finiture in legno di ciliegio e l'adozione di fari a LED, trasformano il mezzo militare in un oggetto di design. Meccanicamente, un restauro corretto prevede la sostituzione della cinghia di distribuzione, delle guarnizioni della testata, degli ammortizzatori e delle boccole, oltre alla revisione della scatola dello sterzo e dell'impianto elettrico.

Per quanto riguarda l'evoluzione della gamma civile, dal 1998 al 2006 il Defender fu equipaggiato con il motore turbodiesel Td5, sostituito poi nel 2007 da un propulsore 4 cilindri di 2401 cm³ di origine Ford. Quest'ultima serie ha introdotto miglioramenti significativi nel comfort, come la plancia moderna e il climatizzatore, pur mantenendo intatto lo spirito originale, caratterizzato dall'assenza di airbag e ABS (presente solo come optional).

Edizioni limitate come l'SVX, prodotta per il 60º anniversario, il modello FIRE (arancio Vesuvius e nero Santorini) e il modello ICE (bianco Alaska e nero Santorini), rappresentano il vertice dell'esclusività del marchio, distinguendosi per cerchi in lega a cinque razze, fari a LED e interni in alcantara e pelle.

Dettaglio degli interni personalizzati su base Defender ex Carabinieri

La produzione del Defender si è conclusa ufficialmente il 29 gennaio 2016, alle ore 9:25, presso lo stabilimento di Solihull, segnando la fine di un'era per il fuoristrada mondiale, ma lasciando dietro di sé un patrimonio di veicoli che continueranno a circolare grazie alla dedizione di meccanici e appassionati del marchio.

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