Il Land Rover Defender è molto più di un semplice veicolo; è un'icona di ingegneria robusta e capacità fuoristrada, una vera e propria leggenda del panorama automobilistico. La sua storia affonda le radici nel dopoguerra, quando alla Rover, un tempo dedita alla produzione di auto di lusso, fu imposto di realizzare veicoli più economici per facilitare le esportazioni in un periodo economicamente difficile. Il primo veicolo, chiamato semplicemente Land Rover, fu ideato da Maurice Wilks in Inghilterra nel 1947, ispirandosi alle Jeep americane della Seconda guerra mondiale. Fin dal suo debutto ad Amsterdam il 30 aprile 1948, la caratteristica fondamentale fu la trazione integrale, che permise a questi veicoli di affrontare con successo anche i terreni più impervi. Questo approccio diede vita a una famiglia di veicoli che ha scritto la storia del fuoristrada, superando il milione di unità prodotte agli inizi degli anni settanta, destinati sia a clienti civili che militari. Dal 1978, in seguito alla nazionalizzazione della British Leyland (che aveva acquisito il marchio Rover nel 1967), il nome del celebre veicolo divenne anche quello di una casa automobilistica separata: la Land Rover.
Il Land Rover è stato prodotto in diverse serie, inizialmente identificate anche dalla misura del passo in pollici. Fu introdotta con un nuovo motore 4 cilindri a benzina di 2286 cm³, oltre al 4 cilindri diesel di 2052 cm³. Il cambio aveva 4 marce, di cui solo la terza e la quarta sincronizzate. La trasmissione prevedeva la trazione posteriore fissa e quella sulle ruote anteriori inseribile manualmente tramite un pomello posizionato alla destra della leva del cambio. La serie Stage 1 fu dotata del potente motore V8 che equipaggiava la Range Rover, opportunamente depotenziato a 91 cavalli. Nel 1983, la produzione vide l'introduzione del Land Rover 110 (evoluzione del modello 109), il cui nome faceva riferimento alla distanza tra gli assi (interasse o passo) di 110 pollici (2794 millimetri) del veicolo. I nuovi 90 e 110 rischiavano di essere confusi con le precedenti "Series" a causa della loro notevole somiglianza, con molte parti addirittura intercambiabili, nonostante i modelli avessero quasi 30 anni di differenza.

L'Avvento del 300 Tdi: Un Motore per la Durata
Nel settembre del 1990, al Salone di Birmingham, Land Rover presentò il Defender, la nuova denominazione delle collaudatissime 90 e 110, nate nel 1983. Le novità per questo modello non si limitarono al solo nome, ma si estesero anche sotto il cofano. Nel vano motore trovò posto il turbodiesel da 2,5 litri che già equipaggiava la Discovery serie 200 Tdi, offrendo 108 CV rispetto agli 86 CV della precedente Ninety. All'interno, l'abitacolo era decisamente essenziale, fedele alla sua natura di vera fuoristrada, privo di fronzoli, senza nemmeno gli alzacristalli elettrici. Lo spazio anteriore era abbondante, ma per accedere in cabina occorreva praticamente arrampicarsi, data l'altezza del pianale. Alla guida, era consigliabile abituarsi subito alla pedaliera e al volante disassati a sinistra e a una certa rombosità del motore.
Il 300 Tdi, il cui nome completo era "Gemini 3" o 300 Tdi, rappresentò una pietra miliare. Questo motore, un 4 cilindri in linea Turbo diesel a Iniezione Diretta da 2495 cc, erogava 113 CV scaricabili su tutte e quattro le ruote in trazione permanente. La semplicità costruttiva del 300 Tdi fu la massima espressione delle necessità di affidabilità, facilità di accesso e di intervento, e limitazione del numero dei pezzi. Questa filosofia costruttiva contribuì a cementare la reputazione del Defender come un veicolo inossidabile ed eterno. Ancora oggi, circolano esemplari di 20 anni fa profondamente maltrattati ma ancora efficienti.
Motore Land Rover 300 Tdi Discovery Doner!
Distinguere il 300 Tdi: Dettagli Estetici e Meccanici
Esteticamente, un Defender 2.5 Tdi serie 300 si distingue dalla precedente 2.5 Tdi serie 200 essenzialmente dal cofano, sul quale non erano più previsti gli attacchi per ancorare la ruota di scorta. Sotto il cofano, invece, i cambiamenti furono molto più significativi. Al posto del collaudato 2.5 Turbodiesel serie 200, a Solihull fu progettato un turbodiesel di pari cilindrata e da 113 CV, ma alimentato a iniezione diretta invece che a precamera. Questo nuovo propulsore era molto meno rumoroso, offriva una coppia maggiore e consumi ridotti, con una media di 11 km/l che non era affatto una chimera.
Il Defender XD "Wolf": Una Versione Militare Robusta
Il progetto XD, noto anche come "Wolf", introdusse importanti innovazioni specifiche per l'uso militare. Il vano di carico fu rinforzato nelle guide o rails per aumentare la capacità di carico di circa il 20%.
Sospensioni e Trasmissione Rinforzate
Grosse novità furono testate ed inserite nel progetto XD riguardo alle "masse non sospese". Il ponte anteriore fu un Rover, lo stesso della Range Rover, mentre al posteriore fu montato l'americano Salisbury (Dana 44). In entrambi i casi, le casse dei differenziali aumentarono di spessore fino a 0,25 pollici (6 mm), furono usati 4 satelliti e semiassi rinforzati. La barra Panhard e i "radius arms" furono lasciati quelli originali del Defender. Le molle si attestarono su un prodotto Land Rover di ottima qualità e lavorazione, già utilizzato nei lunghi test con ammortizzatori a doppia azione di uso civile. L'idroguida di nuova e più robusta concezione fu montata come standard, e tutte le protezioni per la geometria dello sterzo furono irrobustite vistosamente.
Impianto Frenante e Ruote Speciali
I freni a disco furono installati su tutte e quattro le ruote: dischi anteriori ventilati da 11,81 pollici (30 cm) e dischi posteriori solidi da 11,4 pollici (29 cm), sia su XD90 che su XD110. Il sistema era a doppio circuito servoassistito. I cerchi HD da 16 pollici di nuovo disegno, con forature perimetrali e continue, furono sviluppati e totalmente dedicati ai "Wolf" dalla GKN. Le gomme montate di serie furono Goodyear G90 da 7,50, con Michelin XZL come opzione.
Modifiche Esterne e Capacità Operative
Esternamente, il cancello portaruota fu rimosso e la ruota di scorta fu posizionata lateralmente in una posizione più alta. L'inconfondibile rigonfiamento sul cofano, segno di una FFR (Fitted For Radio), fu modificato. Nel progetto rimase il supporto filtro triangolare della presa d'aria di primo filtraggio e l'innalzamento della presa stessa. Furono presentate e poi prodotte sia le versioni soft top telonate, sia hard top con la possibilità di personalizzazione per il mimetismo, lasciando la parte superiore della portiera come zona visibile e tattica.
La profondità di guado garantita fu di 24 pollici (60 cm) come da specifiche, e di 60 pollici (1,5 m) con l'installazione di uno snorkel. La velocità massima su strada era di 80 mph (129 Km/h) e in fuoristrada di 35 mph (56 Km/h), con stabilità e potenzialità di offesa con armi. Il raggio d'azione garantito era di 360 miglia (580 Km) con una capacità di serbatoio rinforzato pari a 17,5 galloni (79,5 litri).
Configurazioni Interne e Impianto Elettrico
Per quanto riguarda i posti, la versione TUL (Tactical Utility Light), ovvero l'XD 90, poteva trasportare due persone frontalmente avanti e quattro dietro, mentre la versione TUM (Tactical Utility Medium) XD 110 poteva trasportare 8 persone e comprendeva anche un compartimento di stivaggio per taniche di rifornimento. Nei veicoli recentemente impiegati nella guerra in Iraq, questo compartimento fu sfruttato per montare un'unità di aria condizionata. Fu montato un roll cage completo, utilizzato per i punti di ancoraggio delle cinture anteriori e posteriori. In tutte le versioni, sia TUL che TUM, fu montato un sistema elettrico a 24V con un potente alternatore di supporto, e circa la metà della flotta di tutti gli XD era una FFR di supporto con radio.

Produzione e Servizio del Defender XD "Wolf"
Nel 1995, i Defender Wolf XD furono svelati e resi noti al pubblico al Royal Navy and British Army Equipment Exhibition. Nel febbraio del 1996, il MoD (Ministero della Difesa) aggiudicò alla Land Rover una fornitura di 8000 veicoli per una commessa di 200 milioni di sterline. La produzione dei Wolf XD iniziò nella seconda metà del 1996.
Durante i primi 12 mesi di produzione, tra settembre 1996 e settembre 1997, alcuni veicoli venivano casualmente selezionati dalla linea di produzione e sottoposti a uno standard di prova meglio conosciuto come "production confirmatory trials". Il Defender XD iniziò a entrare in servizio il 1° aprile del 1997, con un servizio stimato e pianificato di 15 anni in armi, il che significa che sarebbero rimasti in servizio circa fino al 2012. Nell'ottobre del 1998, quasi gli 8000 veicoli da contratto furono costruiti, e l'obiettivo era di rimpiazzare totalmente entro la fine del 2000 tutte le III Serie, soprattutto i 109, ancora in servizio.
Garanzia e Supporto Globale
In maniera univoca, il contratto di fornitura prevedeva una garanzia offerta su tutti i Defender XD Wolf prodotti di 5 anni o 46.604 miglia (75.000 Km), sia sui pezzi di ricambio che sulla manodopera, e includeva anche una copertura di garanzia di tre anni sulle batterie e un anno sulle gomme e i tubi di scarico. Forte della rete di rivenditori dislocata in tutto il mondo, la Land Rover rese disponibile la garanzia più o meno in tutti i luoghi della terra dove avrebbero potuto essere dislocate le forze militari Britanniche. Questa possibilità, a tutt'oggi, sembra aver giovato egregiamente alle truppe della Regina in Germania, Italia, l'ex Jugoslavia, Cipro, Egitto, Israele e Albania.
Il contratto di fornitura prevedeva anche un corso di apprendimento sulla meccanica e riparazione dei mezzi per personale di qualifica meccanica in armi, per operare in particolari circostanze e permettere un'assistenza ai mezzi in campo con parti originali di ricambio Land Rover. Inoltre, alla fine, il Ministero della Difesa (MoD) si assicurò un pacchetto di assistenza completa di un anno, molto simile alle garanzie civili, valido su tutto il territorio inglese e tedesco, ma sfortunatamente non valido in Iraq né in Afghanistan. La produzione totale per la British Army fu esattamente di 7.925 mezzi, ripartiti in 1.411 XD90 e 6.514 XD110. La produzione del Defender XD Wolf terminò a ottobre del 1998 e non fu mai ripetuta negli anni successivi fino ad oggi.
L'Evoluzione Post-300 Tdi: Dal Td5 ai Modelli Recentiori
Dal 1998 fino al 2006, il Defender fu equipaggiato con un nuovissimo motore turbodiesel a cinque cilindri in linea con una cilindrata di 2495 cm³, chiamato Td5. Questo motore andò a sostituire il precedente Tdi non essendo in grado di soddisfare le imminenti normative sulle emissioni Euro III. Nel 2002, fu effettuato un restyling della console centrale del cruscotto e migliorata l'illuminazione degli strumenti, oltre ad aver introdotto per la prima volta su un Defender la disponibilità degli alzacristalli elettrici anteriori. L'abitacolo era caratterizzato da una migliore insonorizzazione rispetto a prima. A livello estetico, il cofano presentava una vistosa gobba, realizzata per alloggiare il nuovo ingombrante ma corposo turbodiesel. Tra gli accessori che hanno segnato una netta "modernizzazione" della gamma, l'ABS con EBD (ripartitore della forza frenante) ed ETC (controllo elettronico della trazione) erano disponibili a richiesta. Di serie invece, il Td5 era equipaggiato con i freni a disco autoventilanti davanti.
Il Defender Contemporaneo e le Edizioni Speciali
Dal 2007, è presente in commercio una nuova versione del Land Rover Defender che ha tra le principali caratteristiche i sedili posteriori frontemarcia nella versione 90 e 110, un nuovo motore a 4 cilindri di 2401 cm³ di origine Ford, un cambio altrettanto nuovo a 6 marce e il riduttore. Il comfort è migliorato grazie anche alla nuova plancia più moderna e funzionale, all'aggiunta del climatizzatore e di un impianto stereo migliore che, tra le altre cose, offre anche un attacco per i lettori mp3. Lo spirito della vettura è comunque rimasto invariato, anche per quanto riguarda l'assenza degli airbag e dell'ABS (solo presente come optional). Rispetto alla precedente versione, il nuovo modello ha perso le due prese d'aria sotto al parabrezza. La scritta "Defender" sulla mascherina è stata rimossa ed è stata aggiunta una scritta "Land Rover" sulla parte frontale del cofano.
Tra gli aggiornamenti fashion, nel luglio del 1998 fu introdotta sul mercato la serie speciale No Limits. Si trattava di un'edizione limitata con cerchi in lega di disegno esclusivo e pneumatici maggiorati da 265/75 R16, barre antirollio all'anteriore e al posteriore e tetto apribile in tela. Il Defender SVX, modello commemorativo prodotto per il 60° anniversario della casa madre in soli 200 esemplari, è caratterizzato da un vistoso roll-bar che avvolge il parabrezza (solo nella versione con passo da 90 pollici), da una nuova mascherina in alluminio e dalle grafiche commemorative sulle portiere. L'SVX può vantare anche fari posteriori a LED e cerchi in lega a cinque razze, nonché interni in alcantara e pelle. Altre due edizioni limitate sono il Defender FIRE e il Defender ICE, il cui tratto caratteristico è sicuramente la carrozzeria bicolore: arancio Vesuvius e nero Santorini per il modello FIRE, mentre il modello ICE è bianco Alaska e nero Santorini. Oltre al colore, i modelli FIRE e ICE hanno, come del resto il modello SVX, cerchi in lega a cinque razze, fari posteriori a LED e sedili in alcantara e pelle. La mascherina del cruscotto è dello stesso colore della carrozzeria, quindi arancio Vesuvius nella versione FIRE e bianco Alaska nella versione ICE, come anche altri piccoli dettagli dell'abitacolo, come le cuciture dei sedili e i bordi dei tappetini.
A fine 2015, il Defender sarebbe dovuto uscire di produzione per essere sostituito da un modello totalmente nuovo nel 2018, ma a seguito di un aumento della domanda, il termine è stato posticipato.

Il Nuovo Land Rover Defender D300: Elettrificazione e Comfort
La D300 chiude il cerchio delle Land Rover Defender con motori sei cilindri a gasolio: spinta da un 3.0 mild hybrid da 300 CV e 650 Nm, la nuova versione della fuoristrada si posiziona al vertice della gamma diesel. Le altre novità del MY 2022 includono l'allestimento X-Dynamic, caratterizzato da finiture specifiche, e l'aggiornamento del sistema d'infotainment Pivi Pro, che estende le soluzioni di connettività e, soprattutto, migliora la semplicità d'utilizzo. A richiesta è disponibile un touchscreen da 11,4 pollici con una home page personalizzabile in maniera estremamente intuitiva. L'impianto multimediale integra anche un sistema di navigazione con aggiornamenti over the air. Con il MY 2022 arriva anche l'allestimento XS Edition, che propone un ricco equipaggiamento di serie ma è destinato solo alle Defender P400e, P400 e D250.
Il 3.0 turbodiesel elettrificato si fa apprezzare per il carattere duttile, più che per i numeri di cui è accreditato, che gli permettono di gestire senza problemi anche gli oltre 2.400 kg di massa della Defender 110. Grazie alla coppia massima, disponibile già poco sopra i 1.000 giri/min, il motore si dimostra particolarmente elastico e reattivo: ben assecondato dal cambio automatico a otto marce (con riduttore), risulta confortevole pure a livello acustico grazie a una tonalità di scarico tenue e mai invadente. La tecnologia mild hybrid a 48V tenta di fare la sua parte per contenere i consumi, ma deve comunque fare i conti con la corporatura della Defender 110. Il dinamismo della 110 ricalca quello della Defender 90 D250: fatti i conti con la corporatura e il rollio, su strada la D300 è spigliata quasi come una SUV. Facile da guidare, la D300 mette il guidatore a proprio agio fin dalle prime curve grazie al suo comportamento sincero: lo sterzo è progressivo (anche se non molto comunicativo), mentre l'assetto isola bene dalle sconnessioni stradali. Sebbene non si siano potuti affrontare tratti in off-road durante il primo contatto, viste le dotazioni, la D300 ha tutte le carte in regola per confermare le ottime doti della nuova generazione della fuoristrada.
Motore Land Rover 300 Tdi Discovery Doner!
L'Impiego Militare del Defender in Italia e Derivati
La necessità di sostituire le vetture da ricognizione FIAT AR 76 portò agli inizi degli anni '90 l'Esercito Italiano a emettere una specifica per l'acquisizione di un nuovo modello di veicoli fuoristrada. Oltre ad alcune ditte giapponesi che fornirono alcuni veicoli alla Forza Armata tramite piccoli contratti, partecipò anche il gruppo inglese Rover con il suo modello Land Rover Defender 90.
Altri costruttori hanno prodotto Land Rover o modelli da essa derivati. L'Iveco ha a sua volta derivato il suo Massif (2008-2010) dal Santana PS-10/Aníbal avvalendosi della collaborazione di Giorgetto Giugiaro.
Rumors, da parte dei vertici del marchio, suggeriscono che a partire dal 2013 ci sarà una Defender tutta nuova, dotata di scocca portante e sospensioni indipendenti, magari sfruttando il più evoluto pianale della Discovery 4. Di certo, non diventerà una SUV, ma rimarrà un'autentica 4x4, solo un po' più al passo coi tempi.