Peppino di Capri e l'Epopea del Juke-Box: Un Viaggio nell'Innovazione Musicale Italiana

Peppino di Capri, nato Giuseppe Faiella il 27 luglio 1939 a Capri, è una figura imponente e tuttora uno dei cantautori più innovativi della musica italiana. La sua carriera, iniziata nel 1958, ha segnato un'epoca, sdoganando l'innovazione musicale in Italia e fungendo da ponte tra la tradizione partenopea e le nuove sonorità d'oltreoceano, come il rock'n'roll e il twist. Sebbene i suoi idoli includessero Elvis Presley, Paul Anka e Neil Sedaka, Peppino di Capri ha saputo forgiare un'identità unica con la sua originalissima voce nasale, capace di adattare il dialetto napoletano ai nuovi ritmi e di suscitare scandalo tra i benpensanti con brani come "Malatia" e "Voce 'e notte". Il suo successo grandioso si inserisce nel contesto del boom economico italiano degli anni Sessanta, un periodo di rinascita e desiderio di nuove espressioni culturali.

Ritratto di Peppino di Capri in giovane età

I Juke-Box: Testimoni di un'Evoluzione Sonora

L'innovazione musicale di Peppino di Capri si sviluppa parallelamente all'evoluzione dei juke-box, macchine che hanno rivoluzionato l'ascolto della musica di massa e sono diventate icone di un'epoca. Questi imponenti apparecchi, capaci di riprodurre melodie su richiesta, hanno accompagnato il passaggio dai dischi a 78 giri ai più agili 45 giri, riflettendo i cambiamenti nel gusto musicale e nelle tecnologie.

Gli Albori: I Juke-Box a 78 Giri

Nei primi anni della loro diffusione, i juke-box erano dominati dai dischi a 78 giri, con meccanismi complessi e design spesso influenzati dal contesto storico.

Il Seeburg M100A (1946): Il Bomber degli Anni '40

Il Seeburg M100A, prodotto da The Seeburg Corp., era un esemplare di juke-box imponente a 78g. Il suo design era particolare, caratterizzato da elementi che ricordavano le ali di aereo, valendogli l'appellativo di "Bomber". Era in grado di selezionare fino a 24 dischi da 78g., riproducendo entrambe le facciate del disco. Un aspetto distintivo era il pannello frontale semitrasparente, caratteristico degli anni '40, che ospitava un meccanismo e un amplificatore nascosti nella parte inferiore. Questo modello rappresentava una delle realizzazioni più brillanti e imponenti dell'epoca.

Il Rock-Ola 1422 (1946): Design e Resilienza Post-Bellica

Contemporaneamente, la Rock-Ola Manufacturing Corp. proponeva il suo modello 1422. Questo juke-box, pur essendo destinato a riprodurre i 78 giri, presentava un design futuristico per l'epoca, con il carosello del disco visibile dalla vetrina. Un particolare interessante è che la sua produzione fu influenzata dalla necessità di risparmiare metallo, destinato all'industria bellica, una testimonianza del periodo storico. Era dotato di un meccanismo Select-O-Matic, in grado di selezionare fino a 24 dischi da 78 giri.

Il Rock-Ola 1426 (1947): Eleganza e Scelte Musicali

L'anno successivo, il Rock-Ola 1426, sempre della Rock-Ola Manufacturing Corp., si presentava come un juke-box imponente, con un carosello diviso in tre settori di 8 dischi a 78g. Questo consentiva agli utenti di selezionare fino a 24 dischi, con il disco scelto che si posizionava in vetrina tramite un apposito meccanismo, rendendo l'esperienza visiva parte integrante del divertimento.

La Rivoluzione dei 45 Giri: Anni '50 e '60

Il vero boom dei juke-box, e con esso l'accelerazione dell'innovazione musicale, arrivò con l'introduzione dei dischi a 45 giri, più compatti e pratici.

Il Seeburg M100C (1952): Versatilità e Stile

Il Seeburg M100C, prodotto da The Seeburg Corp., si inseriva nel boom del Juke-box da 45g. e aveva la capacità di selezionare fino a 100 dischi da 45g. Il suo design era impreziosito da un tubo al neon situato all'interno dell'arco, che creava un effetto tridimensionale, aggiungendo un elemento estetico innovativo all'esperienza d'ascolto.

Il Seeburg V200 (1955): Il Juke-Box Più Innovativo degli Anni '50

Il Seeburg V200, anch'esso di The Seeburg Corp., è riconosciuto come il juke-box più innovativo degli anni '50. Il suo meccanismo Select-O-Matic poteva contenere 100 dischi da 45g., permettendo ben 200 selezioni musicali. Una delle sue peculiarità era l'eccellente qualità del suono, ottenuta anche grazie all'uso di una puntina in zaffiro, che riduceva l'usura del disco. Questo modello contribuì a definire gli standard per i juke-box futuri.

Il Rock-Ola 1455 (1955): Combinazione Qualità-Prezzo

Nello stesso anno, la Rock-Ola Manufacturing Corp. lanciò il 1455, un modello che si distingueva per l'ottima qualità-prezzo. Questo juke-box era capace di selezionare fino a 120 dischi da 45g. tramite una combinazione lettera-numero.

Il Seeburg J (1956): La Regolazione del Suono

Il Seeburg J, prodotto da The Seeburg Corp., era un juke-box che si adattava al boom della "Stereofonia" dei 45g. degli anni '60. Offriva la possibilità di regolare il suono tramite dei potenziometri posti sui fianchi laterali, un'innovazione che permetteva un'esperienza d'ascolto più personalizzata e di alta qualità.

Interno di un Juke-Box Seeburg V200

The jukebox anni '90

Il Rock-Ola 1465 (1958): Il Design Innovativo di "Tempo 2"

Il Rock-Ola 1465, successore del modello "Tempo", era il Juke-Box del 1958 e univa un design innovativo a una tecnologia avanzata. Il suo carosello dei dischi, visibile in verticale attraverso una vetrina trasparente, era una caratteristica distintiva. Era disponibile in due versioni di colore: rosa-nero o turchese, offrendo un tocco di stile ai locali dell'epoca.

Il Rock-Ola 1468 (1959): L'Eleganza del "Tempo 2"

Il Rock-Ola 1468, dello stesso produttore, era anch'esso un successore del "Tempo" e apparteneva al periodo d'oro della Rock-Ola. Questo modello, come il precedente, presentava il carosello dei dischi visibile in verticale, un dettaglio che lo rendeva particolarmente accattivante.

Il Seeburg 222 (1959): La Nascita della Stereofonia

Il Seeburg 222, prodotto da The Seeburg Corp., fu il primo juke-box a introdurre la stereofonia. Era caratterizzato da due altoparlanti direzionali posti ai lati della testata del mobile. Questo modello, insieme alla successiva amplificazione della Jenser, diede vita alla stereofonia nei juke-box. Un'innovazione fondamentale per la qualità del suono.

Il Seeburg J200 (1959): Versatilità e Riconoscimento

Il Seeburg J200, sempre di The Seeburg Corp., era un juke-box che introduceva la capacità di riconoscere i dischi da 45g. e 33 giri, offrendo una maggiore versatilità nella riproduzione musicale.

Il Seeburg DS160 (1960): Effetto Stereofonico e Design Elegante

Il Seeburg DS160, prodotto da The Seeburg Corp., era un modello stereofonico in cui la griglia dell'altoparlante inferiore produceva un ottimo effetto stereofonico. Questo juke-box era un esempio della cura estetica del periodo, con una combinazione di legno e metallo e un display a 160 selezioni.

Il Rock-Ola 1475 "Stereophonic" (1960): Corone e Brillantezza

Il Rock-Ola 1475 "Stereophonic", prodotto dalla Rock-Ola Manufacturing Corp., era un juke-box che evocava un design regale con le sue tre corone montate sulla griglia dell'altoparlante. La sua brillantezza esteriore e la qualità del suono lo rendevano un'attrazione nei locali.

Il Seeburg Q160 "Stereofonico" (1961): Velocità Variabile e Design Innovativo

Il Seeburg Q160 "Stereofonico", prodotto da The Seeburg Corp., era un modello capace di variare la velocità da 45 a 33 giri. Il suo design fantascientifico, insieme alla scritta cubitale "STEREO" sulla griglia dell'altoparlante, lo rendeva unico e inconfondibile, precursore delle tendenze degli anni '60.

Il Rock-Ola 1484 "Grand Prix" (1961): Un Classico della Rock-Ola

Il Rock-Ola 1484 "Grand Prix", prodotto da Rock-Ola Manufacturing Corp., è un altro esempio del periodo d'oro della casa produttrice, con un design che richiamava l'eleganza sportiva dell'epoca.

Il Seeburg LPC1 (1962): "Library Play Console" e Materiali Moderni

Il Seeburg LPC1, il cui acronimo sta per "Library Play Console", era un juke-box prodotto da The Seeburg Corp. Il suo frontale era realizzato in un robusto materiale plastico, una scelta che rifletteva l'adozione di nuovi materiali nell'industria.

Il Rock-Ola 1494 "Princess" (1962): Compattezza e Design Semplice

Il Rock-Ola 1494 "Princess", prodotto da Rock-Ola Manufacturing Corp., era un juke-box dal design più compatto e semplice, in linea con una richiesta di praticità e funzionalità senza rinunciare all'estetica.

Il Seeburg S160 (1962): Un'Estetica Distintiva

Il Seeburg S160, prodotto da The Seeburg Corp., presentava un appunto di disco noto come "stella solare", un dettaglio estetico che lo rendeva facilmente riconoscibile.

Il Seeburg U100 "Continental" (1962): Eleganza e Stereofonia Italiana

Il Seeburg U100 "Continental", prodotto da Microtecnica (TO) su licenza, era un modello stereofonico che evidenziava la sua natura internazionale. Era il modello Continental 2 stereofonico, un esempio dell'integrazione di design stranieri nel mercato italiano.

Il Rock-Ola 1493 (1962): Un Altro Successo per la Rock-Ola

Il Rock-Ola 1493, prodotto da Rock-Ola Manufacturing Corp., continuava la serie di successi della casa, con un design e funzionalità che ne consolidavano la popolarità.

Il Seeburg L100 (1963): Stile Rinnovato

Il Seeburg L100, prodotto da The Seeburg Corp., era un modello che succedeva immediatamente al "L" con un nuovo stile, segnando un'evoluzione nel design dei juke-box Seeburg.

Dettaglio del meccanismo di selezione di un juke-box a 45 giri

Gli Anni '70: Il Declino e la Transizione

Con l'avvento di nuove tecnologie e formati musicali, l'epoca d'oro dei juke-box in vinile iniziò a volgere al termine, ma non prima di aver lasciato il segno con modelli ancora innovativi.

Il Seeburg STD 160 (Anni '70): La Fine di un'Era

Il Seeburg STD 160, prodotto da The Seeburg Corp., rappresenta uno degli ultimi juke-box di rilievo degli anni '70. Questo modello, pur offrendo 160 selezioni con dischi a 45 giri in vinile, testimonia la transizione verso supporti digitali che avrebbero presto messo da parte i gloriosi apparecchi in vinile. La Seeburg, fondata nel 1907, cessò la sua attività agli inizi degli anni '70, segnando la fine di un'epoca.

Peppino di Capri: Un Innovatore tra Rock e Tradizione

La traiettoria artistica di Peppino di Capri è indissolubilmente legata a questa evoluzione musicale e tecnologica. La sua musica, spesso riprodotta proprio nei juke-box, ha plasmato il panorama sonoro italiano.

Gli Anni Formativi e la Nascita di un Artista

Giuseppe Faiella, fin da bambino, dimostra un talento precoce per la musica. A soli quattro anni, suona istintivamente al pianoforte canzoni americane e si esibisce per le truppe USA di stanza a Capri, un'esperienza che lascerà una traccia profonda nella sua carriera. Dopo cinque anni di studio privato di musica classica, scopre la sua nuova tendenza verso la metà degli anni '50, una certa musica rock che si affacciava all'orizzonte.

Nel 1953, inizia a esibirsi nei night club di Capri e Ischia con l'amico Ettore "Bebè" Falconieri, formando il "Duo Caprese". Successivamente, nel 1958, con Falconieri alla batteria, Pino Amenta al contrabbasso, Mario Cenci alla chitarra e Gabriele Varano al sax, forma il complesso "I Capri boys", vagamente ispirato ai tipici gruppi musicali rock statunitensi dell'epoca. In particolare, il chitarrista perugino Mario Cenci si rivela molto prolifico e creativo nella composizione, scrivendo versi e musica di "Let me cry" nello stesso anno e iscrivendosi alla SIAE con Peppino.

In una serata a Ischia, nell'agosto 1958, il gruppo viene notato da un dirigente della casa discografica milanese Carisch, che propone un contratto discografico. Il 26 settembre, i cinque musicisti partono per Milano per incidere dieci brani, quasi tutti già eseguiti dal gruppo nelle loro serate e quindi di sicuro successo. Mario Cenci suggerisce il cambio di nome al gruppo: "Siccome ti chiami Peppino e vieni da Capri ti chiamerai Peppino di Capri". Dal 26 al 30 settembre, il gruppo incide negli studi della Carisch dieci brani, che saranno pubblicati poco per volta in cinque 45 giri. Il 15 dicembre esce il quinto, che ripeterà il successo immediato. Fin da queste prime canzoni, Peppino e i suoi colleghi mostrano un riuscito tentativo di rinnovare nel tessuto ritmico la sonorità della musica partenopea, innestando in essa varie sonorità, dal mambo al cha cha cha.

L'Esplosione del Successo negli Anni '60

L'anno successivo, Peppino di Capri incide per contratto molto materiale, spesso rielaborando successi del Festival di Sanremo o brani già famosi di cantanti e gruppi stranieri. Nel 1960, si completa la consacrazione dell'artista, che pubblica vari 45 giri e due album di grandissimo successo, risultando onnipresente in hit parade. Nello stesso anno, Peppino di Capri e i Rockers si esibiscono al mitico Ballo dei Re a Napoli, nel Palazzo Serra di Cassano.

Uno dei suoi maggiori evergreen, "Nessuno al mondo", versione italiana della planetaria "No arms can ever hold you" del 1955, viene sfornato all'inizio dell'anno. Poi arriva "Nun giurà", canzone di Armando Romeo, già autore di "Malatia". In estate bissa con "Luna caprese", revisione di un successo partenopeo di sei anni prima che d'ora in poi diventerà unanimemente famosa come un brano del suo repertorio. Nel frattempo, inizia anche l'attività cinematografica, recitando in alcuni musicarelli, accanto a Mina e altri cantanti d'epoca. Nello stesso anno sposa la modella torinese Roberta Stoppa, a cui dedicherà l'omonima canzone di successo. In autunno si esibirà negli Stati Uniti d'America alla celebre Carnegie Hall e intraprenderà molte tournée in America Latina, incontrando successo in Brasile, Venezuela, Perù e Argentina. Nello stesso periodo, Peppino e il suo complesso iniziano a distinguersi per l'abbigliamento, adottando uno stile che rifletteva l'energia e la modernità della loro musica.

Peppino di Capri con i suoi Rockers

Nel 1962, riscuote altri grandi successi come "Don't play that song" e "St. Tropez Twist", che lo riconferma quell'estate come il re del twist. "St. Tropez Twist" fu scritto da Peppino di Capri immaginando Saint-Tropez come una succursale francese di Capri in Costa Azzurra, senza esserci mai stato. Sulla copertina del 45 giri, compariva una giovanissima Raffaella Carrà, allora solo una ballerina. Nell'agosto dello stesso anno, effettua una tournée in Germania dove incide anche alcuni brani in tedesco mai pubblicati in Italia. A fine anno, ottiene notevole successo anche la sua versione di "Speedy Gonzales" (brano di Pat Boone), che arriva in prima posizione per due settimane dal 12 gennaio 1963.

Il 1963 è un anno d'oro: vince la seconda edizione del Cantagiro, davanti a Little Tony, Celentano e Gino Paoli. Lo stesso anno scala le classifiche con "Roberta", dedicata alla moglie. In autunno incide "Baby", il suo ultimo grande successo della sua "prima" stagione, versione italiana della famosa "Be my baby" delle Ronettes, raggiungendo i vertici delle classifiche. Questa serie di successi rende Peppino di Capri un'autentica star della musica italiana, capace di conciliare la tradizione napoletana con le novità del rock'n'roll e del twist.

Le Sfide e le Rinascite: Dalla Crisi al Trionfo Sanremese

Negli anni immediatamente successivi, la sua popolarità registra un certo calo. Partecipa alla prima edizione di Un disco per l'estate 1964 con la canzone "Solo due righe", classificandosi al quarto posto. Nel giugno 1965, con il suo gruppo, fa da spalla alle esibizioni italiane dei Beatles nel loro unico e mitico tour italiano, insieme con gruppi come i New Dada e Fausto Leali. Questa convivenza con i Beatles, sebbene non stretta ("Anche quando viaggiavamo sullo stesso aereo erano inavvicinabili"), permise a Peppino di Capri di scattare alcune foto e filmare, con la sua piccola cinepresa, spezzoni dei concerti, grazie alla complicità di George Harrison. Alcuni mesi dopo, incide la versione italiana di "Girl", celebre successo dei quattro di Liverpool tratto dall'album "Rubber Soul".

Nel 1966, incide "Operazione sole", ricordato come uno dei primissimi brani ska italiani. In autunno, partecipa per la prima volta al Festival di Napoli, cantando "Ce vo' tiempo" e "Lucia". Il periodo non particolarmente proficuo per il cantante prosegue ancora per il resto del decennio. Nel 1967, gareggia per la prima volta al Festival di Sanremo con la canzone "Dedicato all'amore" che non entra in finale e non riscuote successo. Nel 1968, incide "È sera", una delle prime canzoni del paroliere Claudio Mattone, portata in gara a Un disco per l'estate, che non arriva in finale, né riscuote molte vendite, ma avrà un certo successo fra i suoi fedeli ammiratori. Nell'estate dello stesso anno, il complesso dei Rockers si scioglie per la crisi di vendite e il mancato riscontro del pubblico dal vivo. Un mese dopo, il cantante caprese effettua una tournée negli USA reclutando gli ex "Novelty" di Fausto Leali, ma richiamerà presto Amenta e Falconieri.

Una prima significativa ripresa avviene nel 1969, allorché Peppino di Capri decide di riprovare, come nel '58, con la canzone napoletana. Partecipa al Festival di Napoli con "Tu…", la prima canzone scritta dal compositore Mimmo di Francia. Il brano riscuote un buon successo (si classifica quarto, ma è, di gran lunga, primo nelle vendite), tanto che il cantante viene espressamente invitato a eseguirla a Canzonissima. Il rilancio si completa nel 1970, con la vittoria al Festival di Napoli con "Me chiamme ammore" (sempre di Mimmo di Francia). Sul finire del 1970, pubblica per il nuovo marchio l'album "Napoli ieri - Napoli oggi", i cui buoni risultati di vendite suggeriscono a di Capri l'incisione di un secondo 33 giri "gemello" per l'anno successivo, mentre altri due volumi seguiranno ancora, rispettivamente nel 1973 e nel 1975.

Nel 1971, partecipa nuovamente a Sanremo con il brano di Pino Donaggio "L'ultimo romantico" che passa inosservato; successivamente pubblica "Musica", "Frennesia" e "Amare di meno", sigla della trasmissione televisiva Rischiatutto, condotta da Mike Bongiorno. L'anno successivo è la volta di altri due LP: "Hits Vol. I" e "Hits Vol. II".

Peppino di Capri con il premio del Festival di Sanremo

Nel 1973, con "Un grande amore e niente più", scritta con Claudio Mattone e Gianni Wright (su testo di Franco Califano), vince il Festival di Sanremo, un trionfo che lui stesso si aspettava, avendo buone sensazioni già dalle altre canzoni in gara. Claudio Mattone suggerì di far scrivere il testo a Franco Califano, con un metodo di lavoro notturno che vedeva il testo lasciato sotto la porta dello studio al mattino. Successivamente partecipa alla rassegna Piedigrotta: Le nuove Canzoni di Napoli con "Scusa" (Depsa/Di Francia). Ma sarà soprattutto il singolo "Champagne", uscito a fine anno a Canzonissima, a riportarlo definitivamente in auge.

"Champagne" ha uno strano destino: parla di un amore finito, eppure è vissuta come una canzone da neo innamorati. Peppino di Capri stesso ha notato come molte persone si siano sposate con "Champagne" senza soffermarsi sul testo, evidenziando come la musica possa comunicare più del testo. Questo brano, scandaloso per l'epoca per aver parlato di tradimento e corna, temi ancora tabù in un'Italia dove il divorzio sarebbe arrivato solo negli anni '70 e il delitto d'onore sarebbe stato abolito solo nel 1981, ha sdoganato un nuovo modo di parlare di passione, corpo e amore. "Champagne" ha rotto con lo status quo che imponeva di lavare i panni sporchi in famiglia e relegava la passione nei sogni.

The jukebox anni '90

Di Capri vince nuovamente Sanremo nel 1976 con "Non lo faccio più". Lo stesso anno, incide un album di nuove versioni dei suoi primi successi sotto il titolo "…e cominciò così". Nel 1977, ottiene un buon riscontro con "Incredibile voglia di te" (Depsa-Iodice / Di Francia).

La Lunga Carriera e l'Eredità Musicale

Nei decenni successivi, Peppino di Capri continua la sua carriera musicale, ottenendo altri successi come "E mo' e mo" e "Il sognatore". Nel 1982, pubblica un disco, "Juke-Box", dove reinterpreta classici degli anni sessanta in chiave moderna, un omaggio alle macchine che avevano scandito il suo successo. Il 4 gennaio 1987, registra a Londra il suo primo album dal vivo "Peppino di Capri in concerto al Royal Albert Hall". Nel 1995, partecipa al Festival di Sanremo con Gigi Proietti e Stefano Palatresi, come Trio Melody, interpretando "Ma che ne sai… (…se non hai fatto il piano-bar)". Dopo la manifestazione, viene pubblicato l'unico album del trio.

Peppino di Capri è noto anche all'estero, avendo rappresentato l'Italia all'Eurovision Song Contest casalingo del 1991 con "Comm'è ddoce 'o mare", finendo settimo. Nel 1997, di Capri pubblica il suo primo (e unico) singolo su CD, contenente tre canzoni: "(Incredibile) Voglia di te", "Mambo" e "Ammore scumbinato". Nel 2007, esce il suo trentaseiesimo album "Ad occhi chiusi… Napoli". Nel 2008, ha festeggiato i cinquant'anni di carriera musicale, tenendo un concerto al Teatro Alfieri di Torino e pubblicando il doppio DVD "50°" in collaborazione con la Rai.

Detiene, insieme con Milva, Toto Cutugno e Al Bano, il record di partecipazioni al Festival di Sanremo, ben 15. Nel 2006, ha scritto la colonna sonora della fiction Rai "Capri" in collaborazione con il figlio Edoardo. A dicembre del 2013, in occasione del quarantesimo anniversario del suo successo "Champagne", ne lancia una nuova versione accompagnata da un videoclip a cartone animato, sceneggiato dallo stesso Peppino di Capri con Mimmo di Francia. Nel 2015, Gué Pequeno lancia un nuovo brano con titolo "Fiumi di Champagne" (versione rap di Champagne), cui partecipa anche Peppino di Capri. Nel 2016, esce una raccolta intitolata "…una musica infinita…". Una puntata speciale di Techetechete' è andata in onda su Rai 1 il 25 luglio 2019 per gli 80 anni dell'artista, ripercorrendo i 60 anni di carriera. Nel novembre del 2019, di Capri ha pubblicato il suo ultimo CD "Mister…Peppino Di Capri", in cui spiccano "Vorrei rivivere" e "You", versione inglese della canzone "Tu…". Nel 2023 ha ricevuto all'Ariston il premio alla carriera al Festival di Sanremo.

Vita Personale e Influenze

La vita privata di Peppino di Capri è stata segnata da momenti significativi. Nel 1959, conobbe in un locale di Ischia la diciottenne torinese Roberta Stoppa, una modella con la quale andò a convivere e che sposò nel 1961. Sul finire degli anni sessanta, la coppia affrontò un periodo di crisi. Il 30 agosto del 1977, Peppino di Capri fu coinvolto in un incidente stradale sull'autostrada Palermo-Mazara del Vallo. Nel 1976, Peppino e Roberta divorziarono e nel 1978 il cantante sposò Giuliana Gagliardi, con cui ebbe due figli: Edoardo (1980) e Dario (1986). La moglie Giuliana è scomparsa dopo 41 anni di matrimonio.

Il suo retaggio partenopeo è sempre stato una fonte di ispirazione. Inconsciamente, o forse più probabilmente consciamente, Peppino ha sdoganato la ribelle canzone napoletana, tanto amata ma poco compresa, dal contesto eccessivamente folcloristico per restituire una saggezza atavica ma sempre innovativa. Egli comprese come la canzone napoletana non era solo sofferta e malinconica, ma anche sensuale e irriverente. Peppino di Capri ha reso universale la volontà triste e spavalda di un popolo che arranca ma che non smette mai di credere, sognare e avere fede.

Discografia e Contributi Specifici

La vasta discografia di Peppino di Capri include numerosi album e singoli che hanno segnato la sua carriera e l'evoluzione della musica italiana.

Primi Singoli e Cover di Successo:

  • Carisch VCA 26102 (1959): "Marina"Retro del 45 giri: "Marina", con testo italiano di un non identificato Brilio. Cantato e suonato da Peppino di Capri con il suo gruppo i Rockers (Bebè Falconieri, batteria, Pino Amenta, contrabbasso, Mario Cenci, chitarra, Gabriele Varano, sax). La cover si rifà alla musica tradizionale irlandese intitolata "Londonderry Air".

  • Carisch VCA 26103 (1960): "Nun songh'io"Retro del 45 giri pubblicato nel 1960. Sul lato A: "Nun songh'io". Versione italiana di Gioia (pseudonimo di Stefano Allocchio) e Nino Rastelli. Un brano molto romantico in tipico stile anni '50.

  • Carisch VCA 26134 (1960): "Guardando il cielo (Du Bist Wunderbar)"Singolo 45 giri con testo italiano di Giuseppe Perotti (Pinchi). L'originale, "Du Bist Wunderbar", era coscritta dai compositori e parolieri tedeschi Ralf Arnie, Ernst Bader e Werner Müller (dati GEMA) e faceva parte della colonna sonora del film commedia musicale tedesco del 1959 "Du Bist Wunderbar". L'interprete principale era Caterina Valente, che ne registrò anche l'auto-cover in italiano nel 1959.

  • Carisch VCA 26142 (1961): "Bianco Natale (White Christmas)"Singolo 45 giri pubblicato nel 1961, testo italiano di Alberto Curci (Devilli). La notissima canzone natalizia era stata scritta per il film musicale statunitense "Holyday Inn" del 1942 da Irving Berlin.

  • Carisch VCA 26148 (1962): "Daniela"Singolo 45 giri pubblicato nel 1962, testo italiano di Mogol. Cover tratta dal film di spionaggio franco-tedesco del 1961 "De quoi tu te mêles, Daniela!". La canzone originale era stata scritta dal francese Andrè Pascal e composta dall'armeno-francese Georges Garvarentz. Gli esecutori originali erano il gruppo rock and roll francese Les Chaussettes Noires.

  • Carisch VCA 26152 (1962): "Tu sei bella (Too Young To Go Steady)"Singolo 45 giri pubblicato nel 1962, testo italiano di Umberto Bertini. La canzone originale era stata scritta e composta dalla cantautrice statunitense Gloria Adele Shain e registrata per la prima volta da James Darren.

  • Carisch VCA 26153 (1962): "Madison Time"45 giri pubblicato nel settembre 1962. Sul retro "Madison Time", un brano originale dello stesso Faiella - Di Capri con Mazzocchi e Cenci. Successo italiano e classico brano da juke box degli anni del boom.

  • Carisch VCA 26154 (1962): "New York"Retro del singolo 45 giri pubblicato nel 1962, testo italiano di Mario Cenci. L'originale era stata scritta e composta dal trombettista jazz Bob Merrill.

  • Carisch VCA 26159 (1963): "Se mi ami"Prima traccia del 45 giri tris pubblicato nel 1963, testo italiano di Paolo Lepore. Adattamento in lingua italiana del più grande successo del trio vocale femminile statunitense The Ronettes, "Be My Baby".

  • Carisch VCA 26159 (1963): "Baby"Canzone contenuta nel disco tris 45 giri pubblicato nel 1963, adattamento in italiano di Mario Cenci. La canzone originale era stata coscritta dagli statunitensi Steve Millman Rappaport e dai cugini Robert Lawrence Rappaport e John Michael Spirt (The Ran-Dells).

  • Carisch VCA 26171 (1964): "Il twist delle note (Do Wah Diddy Diddy)"Singolo 45 giri pubblicato nel 1964, testo italiano di Giuseppe Cassia. La canzone originale era stata coscritta dai coniugi Ellie Greenwich e Jeff Barry. I primi performers ad averla pubblicata sono stati il gruppo vocale pop e soul afroamericano The Exciters.

  • Carisch 26168 (1964): "Mi sento triste (Don't Worry Baby)"Singolo 45 giri pubblicato nel 1964, testo italiano di Ettore Carrera e Mario Cenci. La canzone originale era stata coscritta dagli statunitensi Ward Leslie Chandler e Barry De Vorzon (Barry & The Tamerlanes).

  • Carisch VCA 26172 (1964): "Ieri (Yesterday)"Canzone proveniente dal 45 giri tris "Ieri" pubblicato nel 1964, testo italiano di Mario Cenci. Il successo dell'originale si deve ai prolifici songwriters Jeff Barry, Ellie Greenwich e alla voce di Leslie Gore.

  • Carisch VCA 26164 (1964): "Signorina con la gonna bionda (Signorina mit dem blonden Haar)"Retro del 45 giri "Shout" pubblicato nel 1964, testo italiano di Mogol. La canzone originale era stata scritta dal paroliere tedesco Carl Niessen e composta dal connazionale Henry Mayer.

  • Carisch VCA 26169 (1964): "Chiove (Crying in the Rain)"Lato B del singolo 45 giri "Chiove" pubblicato nel 1964, testo italiano di Mogol. La canzone originale era stata scritta dalla statunitense Joy Byers e composta da Clyde Lovern Otis per la cantante americana Timy Yuro.

  • Carisch VCA 26172 (1964): "Because (Because)"Canzone contenuta nel 45 giri tris "Ieri" pubblicato nel 1964, testo italiano di Gaspare Gabriele Abbate e Vito Pallavicini. La canzone originale era stata scritta e composta da David "Dave" Clark (The Dave Clark Five).

  • Carisch TCA 15310 (1964): "E' la verità (La Vérité)"Lato B/5 del LP 33 giri "Peppino Di Capri e i suoi Rockers" pubblicato nel 1964, testo italiano di Leo Chiosso. L'originale era stata scritta dal paroliere francese Eddy Marnay e composta da Guy Magenta.

  • Carisch VCA 26177 (1964): "La fuga (Sha-La-La)"Retro del singolo 45 giri pubblicato nel 1964, testo italiano di Vito Pallavicini. La canzone originale era stata scritta e composta dall'afroamericano Clarence Paul.

  • Carisch VCA 26174 (1965): "Non lo sai (Little Boat)"Singolo 45 giri pubblicato nel 1965, testo italiano di Mario Cenci. La canzone originale era stata lanciata al successo in Germania dal gruppo beat austro-tedesco Die Bambis.

  • Carisch VCA 26176 (1965): "Melancolie (Nathalie)"Retro del precedente singolo "Melancolie", testo italiano di Mario Cenci. La canzone originale era stata coscritta e co-composta dai britannici Clive Westlake e Tom Springfield.

  • Carisch VCA 26178 (1966): "Ora siamo qui (Girl)"45 giri pubblicato a febbraio del 1966, Lato B. Versione italiana di Mario Cenci. Il testo italiano, molto banale, non rende giustizia a una delle più belle canzoni d'amore scritte da John Lennon.

Album di Studio:

  • 1962 - St. Tropez Twist
  • 1964 - Solo due righe/Boom! Boom!
  • 1971 - Napoli ieri - Napoli oggi - Vol. I
  • 1972 - Hits - Vol. I
  • 1972 - Hits - Vol. II
  • 1973 - Napoli ieri - Napoli oggi - Vol. III
  • 1975 - Napoli ieri - Napoli oggi - Vol. V
  • 1995 - Ma che ne sai…
  • 2000 - Sarrà chi sa…
  • 2000 - Forget Me?
  • 2003 - Napoli ieri - Napoli oggi - Vol. VI
  • 2007 - Ad occhi chiusi…
  • 2008 - 50°
  • 2015 - L'acchiappasogni (13 brani inediti)
  • 2015 - Le Canzoni d'Amore (compilation ottimizzata con un inedito)
  • 2016 - Una Musica Infinita (con tre nuovi singoli: "I miei capelli bianchi", "Anche se", "Sogno di una sera")
  • 2019 - Mister…Peppino Di Capri

Filmografia:

Peppino di Capri ha partecipato a diversi film, contribuendo anche alle colonne sonore:

  • "Mina… fuori la guardia", regia di Armando W.
  • "Io bacio… Che femmina!!"
  • "La polizia interviene: ordine di uccidere!"
  • "Quando calienta el sol…"
  • "Comizi d'amore" di Pier Paolo Pasolini (1964)
  • "Un posto al sole" (1997)
  • "Natale col Boss" (2015), nel doppio ruolo di "Boss mafioso" e "Peppino di Capri".

Peppino di Capri, con la sua inconfondibile voce e la sua audacia nel portare nuove sonorità in Italia, ha lasciato un'impronta indelebile nella storia della musica leggera. La sua capacità di mescolare il rock e il twist con la tradizione napoletana, unita alla sua visione innovativa, lo ha reso un'icona, le cui canzoni continuano a emozionare e a far sognare, proprio come accadeva nelle notti illuminate dai juke-box del secolo scorso.

Copertina di un 45 giri di Peppino di Capri

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