L'arrampicata, sia essa sportiva o lavorativa, comporta intrinsecamente il rischio di cadute dall'alto. Per mitigare tale rischio, l'evoluzione tecnologica ha portato allo sviluppo di una vasta gamma di dispositivi di protezione individuale (DPI) e sistemi anticaduta, pensati per garantire la massima sicurezza in diverse situazioni. Dalle tecniche di arrampicata in solitaria a quelle per lavori in quota su pali e tralicci, l'obiettivo è sempre lo stesso: ridurre strutturalmente il pericolo e proteggere l'operatore.

La Sicurezza nell'Arrampicata su Tralicci e Pali
L'accesso su pali e tralicci, utilizzati per l'energia, l'alta tensione, le telecomunicazioni, l'illuminazione pubblica e altre infrastrutture, richiede tecniche di risalita verticale e posizionamento sul lavoro specifiche. Queste tecniche devono ridurre in modo strutturale il rischio di caduta dall'alto, ponendo la sicurezza come priorità assoluta. La norma da lavoro EN 12841, in particolare la EN 12841:2006, cl. A, regola i dispositivi che proteggono da una caduta durante la risalita su una fune di sicurezza, applicandosi ai dispositivi di autoassicurazione in un sistema di accesso su corda.
Per la sicurezza nella risalita verticale su pali, sono necessari strumenti progettati specificamente per ridurre margini di errore, tempi di predisposizione e rischi operativi. Le soluzioni possono essere di due tipi principali:
1. Soluzioni con Guida Rigida
La soluzione "rigida" è pensata per consentire una progressione con dispositivo guidato che segue l'operatore lungo l'asse di risalita, essendo integrata direttamente alla struttura. Questo approccio offre un elevato livello di sicurezza. Tuttavia, in presenza di interruzioni della guida rigida, la procedura richiede che l'operatore si assicuri alla struttura con un dispositivo in dotazione e poi trasferisca il dispositivo anticaduta sul tratto successivo. Questo passaggio è cruciale e richiede attenzione.
Un esempio di soluzione innovativa in questo campo è HighStep Lift, un sistema rivoluzionario che promette di eliminare gli svantaggi dei convenzionali sistemi di sicurezza. Permette all'utente di raggiungere la propria postazione di lavoro senza sforzo e, soprattutto, a prova di caduta, semplicemente premendo un pulsante. La risalita manuale con HighStep Easy è altrettanto comoda e sicura, con una sequenza di movimento simile alla salita delle scale. Le scarpette da arrampicata non fungono solo da ausilio per salire, ma anche da stabile piattaforma di appoggio e di lavoro, e l'utente può determinare l'altezza del gradino individuale per il massimo comfort e una protezione anticaduta ergonomica.
2. Soluzioni con Linee Flessibili e Dispositivi Anticaduta
In alcune procedure per lavori su elettrodotti, viene esplicitato che le attività in quota si svolgono senza impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi e con preferenza per protezioni collettive o linee rigide o flessibili, in linea con l'art. 111 del D.Lgs. 81/08. Queste linee flessibili, spesso composte da corde e fettucce, richiedono l'utilizzo di dispositivi anticaduta che interagiscono con esse.
Il cordino di posizionamento EN 358 si collega ai punti laterali dell'imbracatura e a un ancoraggio strutturalmente idoneo, fornendo un punto di attacco stabile per l'operatore. Nel contesto di un sistema di accesso su corda, l'operatore non manipola l'ASAP LOCK, ma si assicura del corretto scorrimento della corda, evitando di tenerla tra l'ASAP LOCK e l'arrampicatore. Se l'arrampicatore deve calarsi, deve ridiscendere togliendo la corda dai punti di assicurazione. È fondamentale passare la fettuccia di ancoraggio intorno ad un ancoraggio fisso sufficientemente resistente, come la struttura del traliccio, e prima di ogni utilizzo, effettuare un test di funzionamento, verificando il senso d’installazione della corda. L’arrampicatore deve passare la corda nei punti di assicurazione intermedi distanziati di 2 m massimo, per un'altezza di caduta massima di 4 m.
Dispositivi di Protezione nell'Arrampicata Sportiva e in Solitaria
L'evoluzione dei dispositivi di assicurazione per l'arrampicata ha fatto passi da gigante. Negli anni '80, i dispositivi principali erano il discensore a otto, la piastrina gi-gi e il mezzo barcaiolo. Oggi, il mercato offre un'ampia gamma di dispositivi concepiti per scopi e situazioni diverse, con un'attenzione sempre crescente alla sicurezza.
Dispositivi a Secchiello
Il secchiello è un dispositivo costruttivamente molto semplice, il cui effetto frenante è determinato dalla frizione della corda nel passaggio nelle gole ricavate nel dispositivo stesso. Per generare l'effetto frenante è determinante impugnare e trattenere con la mano la corda sul lato frenante. Il capostipite di questi dispositivi è l'ATC Guide di Black Diamond, tuttora in commercio anche se perfezionato. Dispositivi come l'ATC oppure il Reverso 4 di Petzl offrono la cosiddetta "modalità guide", ovvero la possibilità di assicurare dall'alto un compagno in modalità autobloccante, rendendo così il recupero del secondo di cordata agevole e sicuro. Altri dispositivi sempre della tipologia a secchiello, come il DMM Pivot o il BeUp di CT Climbing Technology, hanno introdotto funzionalità aggiuntive allineandosi alla produzione di corde e mezze corde sempre più sottili, omologati per l'utilizzo con corde di diametro molto ridotto (fino a 7.3mm).
Dispositivi a Bloccaggio Assistito
Non si parla di bloccaggio automatico, ma di assistito, dall'azione frenante della mano lato corda, indispensabile per far bloccare correttamente il dispositivo. Il dispositivo più diffuso in assoluto, con l'80% del mercato, è il Grigri2 di Petzl. Il Grigri2 è facile e intuitivo da usare, soprattutto per fare sicura ad un compagno che arrampica con la corda dall'alto, rendendolo uno dei dispositivi più funzionali per l'arrampicata sportiva. Tuttavia, questo dispositivo non è così facile da usare come il secchiello e per dare corda velocemente al primo necessita di una certa pratica per essere usato in massima sicurezza. Altri assicuratori a bloccaggio assistito, come il Click Up di CT Climbing Technology, hanno introdotto funzioni che rendono il freno più sicuro da usare anche in mani non esperte. Questi dispositivi danno il meglio di sé nell'utilizzo in falesia, per l'assicurazione con la corda dall'alto in "moulinette" e del "primo" su monotiri a spit.
Nodo Mezzo Barcaiolo
Una menzione a parte merita il sempreverde "nodo mezzo barcaiolo", un nodo frenante che può essere applicato facilmente ad un moschettone per assicurare, calare, bloccare un compagno legato alla corda. Per essere utilizzato, questo dispositivo di assicurazione necessita sostanzialmente di un moschettone con forma ampia da poter alloggiare il nodo, il cosiddetto moschettone HMS e, ovviamente, la corretta esecuzione del nodo.
ARRAMPICA IN SICUREZZA 2° parte
Bloccanti per la Risalita su Corda Fissa
I dispositivi bloccanti permettono di risalire con facilità sulle corde fisse, sia per effettuare manovre di soccorso che per praticare speleologia, arborismo o lavori in quota. I bloccanti si dividono tra maniglie, bloccanti da piede o ventrali, che spesso vengono utilizzati contemporaneamente per una risalita estremamente comoda e veloce.
I dispositivi bloccanti andrebbero sempre utilizzati su corde semistatiche proprio per evitare che l'elasticità delle corde dinamiche renda difficoltosa la salita. In ogni caso, sarebbe opportuno che la corda utilizzata sia stata trattata con la tecnologia Unicore, più solida e resistente alle abrasioni.
Maniglie Bloccanti
Le maniglie bloccanti sono disponibili, spesso con colorazioni diverse, sia per mano destra che per mano sinistra e la loro ergonomia assicura un'impugnatura potente ed efficace. La maniglia scorre in verticale lungo la corda e si blocca grazie al fermacorda dentellato, che si adatta ai vari diametri delle corde statiche e semistatiche (minimo tra gli 8 e i 9 mm, massimo tra i 12 e 13 mm) a seconda dei modelli. La possibilità di utilizzare questo strumento anche su corde bagnate, sporche o ghiacciate rende questo tipo di attrezzatura tra le più versatili sia nel mondo dello sport che del soccorso e dei lavori su corda. La maggior parte dei modelli è realizzata con un doppio foro nella parte inferiore, in modo da poter agganciare due moschettoni (uno per la longe e uno per il pedale).
Bloccanti Ventrali
Si utilizzano sempre in abbinamento ad una maniglia e collegano l'imbrago alla corda di risalita. Rispetto alle maniglie o ai bloccanti da piede, rappresentano una parte fissa dell'attrezzatura da risalita su corda, ovvero non vengono spostati per procedere nella salita, ma hanno l'unica funzione di tenere la corda bloccata. Usati sia con una maniglia che con un pedale, permettono di affrontare la risalita con la tecnica del "passo alternato", riducendo la fatica e ottenendo una prestazione parecchio più efficace.
Bloccanti da Piede
I bloccanti da piede sono destinati solamente alla progressione, non utilizzabili per scopi di sicurezza, e si agganciano alla caviglia per avere più spinta nella risalita, progredendo con più facilità. Il loro utilizzo avviene sempre in abbinamento ad un altro bloccante mobile come una maniglia e ad un ventrale. Il sistema di pulegge con cui sono realizzati offre un'incomparabile efficienza durante la risalita e una bassa usura sia sulla corda che sul bloccante stesso. Alcuni modelli, come il CAMP Safety Turbofoot, sono utilizzabili in due modalità differenti, selezionabili tramite l'apposito pulsante: camma libera per permettere inserimento e rimozione immediati, oppure camma bloccata che evita la possibilità di sganci accidentali. Le fettucce di fissaggio si adattano perfettamente ad ogni tipo di scarpone e le fibbie permettono una regolazione veloce e stabile. Oltre a facilitare la risalita, con i bloccanti da piede è possibile anche applicare la tecnica del "passo alternato", migliorando performance ed efficienza nella progressione.
Il Top Rope Solo: Arrampicata in Solitaria con SULU GO
Il Top Rope Solo (TRS) è una tecnica in cui l’arrampicatore si arrampica da solo su una parete, con la corda fissata in cima, ma senza un compagno che assicura. In questa pratica, il dispositivo SULU GO gioca un ruolo cruciale. SULU GO non deve essere considerato un assicuratore passivo, ma va gestito durante tutta la salita. È fondamentale controllarlo continuamente affinché rimanga centrale alla persona, che non si incastri lateralmente sui cosciali, o sulle attrezzature all’imbrago, o che venga trascinato sulla roccia, o in altre posizioni che ne limitino la rotazione e il movimento.

Posizionamento di SULU GO
SULU GO deve essere agganciato tramite il connettore all’anello di servizio dell’imbrago basso. Si consiglia di tenerlo sempre agganciato solamente all’anello di servizio. Se lo si desidera, si può sollevare leggermente il dispositivo utilizzando un cordino di massimo 4 mm di diametro, passante per il foro del connettore e agganciato, ad esempio, alla parte alta dell’imbrago.
Funzionamento e Attenzione nell'Uso di SULU GO
SULU GO è dotato di un sistema di bloccaggio a due pulsanti per impedirne l’apertura accidentale quando lo si tiene tra le mani e si assicura il primo di cordata. Nell’arrampicata in TRS, diversamente da tutti gli altri utilizzi, SULU GO non viene tenuto in mano e non è sempre sotto il controllo visivo dell’utilizzatore. Potrebbe capitare di trovarsi in situazioni in cui il dispositivo, lasciato libero di muoversi attaccato all’imbrago, venga accidentalmente a contatto con superfici irregolari, cespugli, ecc.
È VITALE che SULU GO sia sempre libero di muoversi e ruotare per potersi azionare e bloccare la corda. Durante l’arrampicata in Top Rope Solo, non si deve considerare che SULU GO segua l’arrampicatore in modo passivo. Va infatti continuamente controllato che rimanga centrale alla persona, che non si incastri lateralmente sui cosciali, o che venga trascinato sulla roccia, o in altre posizioni che ne limitino la rotazione e il movimento. "Più punti" non significa "più sicurezza": significa più variabili. La logica è semplice: un ramo resta sempre in sicurezza mentre l'altro viene trasferito. La gestione del trauma da sospensione (o sospensione inerte/suspension intolerance) parte da un presupposto: dopo l'arresto caduta, il rischio non finisce, per questo è cruciale la corretta gestione del dispositivo e l'attenzione ai rischi di sfregamento che possono disattivare o danneggiare componenti, oltre alla controllabilità della discesa con dispositivo guidato, con particolare attenzione alle parti taglienti.
Soluzioni Innovative per la Sicurezza nei Centri di Arrampicata
Per aumentare la sicurezza nei centri di arrampicata e avventura, sono stati sviluppati connettori e sistemi avanzati:
Self Belay
Il Self Belay è un innovativo connettore per l’arrampicata che aumenta la sicurezza. Il connettore non può essere aperto accidentalmente o di proposito durante l’arrampicata: gli utenti possono collegarsi e scollegarsi dal dispositivo solo quando sono a terra. Questo sistema aiuta anche le operazioni riducendo il numero di personale necessario.
SmartGate Belay
Il sistema di monitoraggio degli attacchi SmartGate Belay è costituito da un cancello fisico in vinile che impedisce all’arrampicatore di arrampicarsi quando non è agganciato. Inoltre, incorpora un dispositivo di rilevamento per controllare se l’arrampicatore è correttamente agganciato al sistema di assicurazione.
Dispositivi di Autobloccaggio (Autobelay)
I dispositivi di autobloccaggio ritraggono automaticamente la corda durante la salita e controllano la velocità durante la discesa o in caso di caduta. Le pareti d’arrampicata possono funzionare con diversi tipi di dispositivi autobelay. Due dei produttori leader in questo campo sono TRUBLUE e Perfect Descent.
- TRUBLUE: Grazie al design di alta qualità, alla tecnologia magnetica brevettata e alle prestazioni affidabili, l’Auto Belay TRUBLUE ha effettuato oltre 2 miliardi di discese in più di 60 paesi in 6 continenti.
- Perfect Descent: Utilizza la tecnologia dei freni centrifughi meccanici ed è doppiamente ridondante, leggero e compatto, garantendo una discesa perfetta.

Cancelli Autobelay
I cancelli di assicurazione automatica sono il punto di aggancio del dispositivo quando non viene utilizzato. Sono stati progettati per evitare che gli scalatori tentino di arrampicarsi senza essere agganciati e per essere l’ultimo punto di avviso e di controllo per verificare se il dispositivo di assicurazione è stato agganciato all’imbracatura dell’utente. Servono anche a informare i passanti dell’utilizzo dell’autoassicurazione e a scoraggiarli dal passarci sotto. Colori e stampe personalizzate sono disponibili su richiesta, e si consiglia di utilizzare colori vivaci per attirare facilmente l’attenzione dell’arrampicatore.
Dispositivi Anti-Arrampicata per la Sicurezza Strutturale
Oltre ai DPI, esistono anche dispositivi passivi progettati per impedire fisicamente l'arrampicata su determinate strutture, come i tralicci. La soluzione "PARASALITE" è un dispositivo di protezione realizzato con punte metalliche rivolte verso il basso, la cui funzione è proprio quella di rendere estremamente difficile e pericoloso arrampicarsi. Simili a questi, si possono trovare definizioni nei cruciverba come "Il rettile in grado di arrampicarsi sui vetri" o "La lucertola notturna che può arrampicarsi sui vetri", che pur riferendosi a contesti naturali, evocano l'idea di superfici difficili da scalare senza il giusto equipaggiamento o senza i giusti adattamenti. Altri vocaboli associati a dispositivi che "impediscono" qualcosa includono "temporizzatore" o "il dispositivo che rende graduale l'innesto della frizione", sottolineando la funzione di controllo e prevenzione.

I "tralicci di sostegno", "i tralicci delle emittenti" e le strutture dove "viaggia sui tralicci" l'elettricità, sono contesti in cui l'accesso non autorizzato può comportare rischi gravissimi, rendendo l'installazione di tali "parasalite" una misura di sicurezza fondamentale. In questi ambienti, dispositivi che "impediscono di vedersi i piedi" o "impediscono il salto di corsia" sono metafore di barriere fisiche e regole comportamentali volte a garantire la sicurezza.
Questo articolo è solo a scopo informativo e non pretende di spiegare esaustivamente il corretto funzionamento dei vari attrezzi citati, per cui si rimanda ai rispettivi manuali di utilizzo. I nostri consigli sono da prendere solo come parte integrante di un processo di formazione e di pratica che ogni arrampicatore deve affrontare con istruttori qualificati per arrivare a padroneggiare queste tecniche di assicurazione.
tags: #dispositivo #chr #impedisce #di #arrampicarsi #sui