La storia dell'Emilia-Romagna è notoriamente intrecciata a una fortissima tradizione meccanica e motoristica, trasformando questa terra di agricoltori in un'icona dell'automotive. Tale evoluzione è avvenuta grazie agli sviluppi tecnologici che hanno interessato, nel corso del Novecento, il mondo dell'agricoltura e dei mezzi stradali. Le nuove macchine agricole, infatti, hanno iniziato a stimolare la fantasia e la praticità dei contadini emiliano-romagnoli, avvicinandoli al mondo della meccanica. Molti di essi si sono reinventati meccanici e da qui hanno dato avvio a una tradizione che si è sviluppata attraverso il secolo scorso, dando i natali ad aziende destinate a segnare la storia dell'ingegneria automobilistica internazionale. Spesso, tali aziende, nascono dall'ingegno e dall'iniziativa di nomi, divenuti poi di spicco, che si sono resi protagonisti della storia della motoristica italiana e mondiale, tra cui Gian Paolo Dallara, Enzo Ferrari, i Fratelli Maserati, Horacio Pagani, Ferruccio Lamborghini, Antonio Cavalieri Ducati e Giorgio Tazzari.

Il distretto automobilistico di Modena, in particolare, è il cuore pulsante di questa "Terra dei Motori", o "Motor Valley", un'area che si estende lungo la Via Emilia, dalla provincia di Parma fino a Rimini, abbracciando l'intera regione. Questa zona è riconosciuta a livello mondiale come il luogo dove sono nate ed hanno tuttora sede alcune delle industrie automobilistiche e motociclistiche più importanti del mondo, come Ferrari, Maserati, Pagani, Lamborghini, Ducati e Dallara. La passione per i motori è profondamente radicata nel territorio e continua a esprimersi ancora oggi attraverso una vivace comunità di amatori e collezionisti.
La Nascita e lo Sviluppo della Motor Valley
Intorno ai primi anni 2000, inizia a farsi strada l’idea di un distretto turistico, inizialmente individuato nelle province di Bologna e Modena, dal nome Motor Valley. Nel 2005 nasce il progetto "Terra dei Motori", da subito sposato dalla Regione Emilia-Romagna che, capofila del progetto, lo allarga a tutto il distretto regionale, con la collaborazione anche delle regioni Lombardia, Toscana e Sicilia. Dopo 10 anni di attività, nel 2015 prende avvio un progetto di rilancio del prodotto "Terra dei Motori" in qualità di settore prioritario della promozione Emilia-Romagna, con l'intento di andare a inserire il distretto al fianco della "Valle del gusto" e della "Valle della salute" (nella Svizzera occidentale) in un progetto di più ampio respiro della regione.
Così nasce ufficialmente, nel settembre 2016, l’associazione non profit Motor Valley Development, con lo scopo di raccogliere e valorizzare tutte le realtà del territorio e promuovere la cultura del motore. L’associazione riunisce e coordina, attorno ad uno stesso tavolo, i grandi brand motoristici della regione, 11 musei aziendali, 19 collezioni private, i 4 prestigiosi circuiti internazionali di Imola, Misano Adriatico, Varano e Modena, 6 centri di formazione specializzati, 188 team sportivi e gli organizzatori di eventi di stampo motoristico, rappresentando così un sito unico al mondo nel panorama del motore. Questo vasto ecosistema rende la Terra dei Motori un vero e proprio distretto culturale, un punto di riferimento internazionale per tutti gli appassionati di auto e moto sportive italiane, estremamente attivo in più settori: dalla formazione al turismo.

Investire nel Futuro: Formazione e Innovazione
Un altro degli impegni maggiori del distretto "Terra dei Motori" è quello dell'investimento sulla formazione. Impegno da cui sono nati diversi corsi universitari, master e corsi specializzanti orientati al mondo dell’automotive e del Motorsport. Scopo di questi percorsi formativi è quello di offrire corsi in ogni settore professionale afferente al mondo delle automobili: dall’ingegneria alla comunicazione. Numerosi sono i centri di formazione dedicati (o ospitanti corsi dedicati) al settore automotive nel territorio emiliano. Tra questi, si contano 8 istituti di formazione d’eccellenza che guardano con interesse all’innovazione tecnologica. L'industria aerospaziale regionale ha forti legami con la Motor Valley, soprattutto per quanto riguarda materiali avanzati, motori, componenti e software. Il sistema produttivo regionale è fortemente orientato verso il modello Industria 4.0, supportato dall'ecosistema dell'innovazione che crea collaborazioni e sinergie tra sistema della conoscenza e imprese. Negli ultimi due decenni, è nata la consapevolezza dell’importanza del settore automotive in Emilia-Romagna, portando a investire in veicoli elettrici, con anche importanti Investimenti Diretti Esteri attratti negli ultimi anni.
Il Motor Valley Fest: La Celebrazione della Passione Motoristica
Ogni anno, Modena, Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO ed esempio, fra i tanti, della ricchezza culturale e storica del territorio emiliano-romagnolo, ospita il Motor Valley Fest. Questo grande evento a cielo aperto, interamente dedicato al mondo del MotorSport e dell'industria automobilistica, è un appuntamento annuale fondamentale per la promozione, la valorizzazione e la diffusione della storia e della cultura dell'Emilia-Romagna a motore. Alla sua prima edizione nel 2019, ha contato oltre 70.000 partecipanti e la presenza di importanti figure del settore e della politica come John Elkann e Danilo Toninelli.
Motor Valley Fest 2019 • Official Aftermovie
Il festival, della durata di 4 giorni, offre un'ampia gamma di attività: attività di guida ed esperienze in pista, congressi e convegni a tema motoristico e storico, ed esposizioni organizzate dai brand partecipanti. È un festival unico nel suo genere, accessibile a tutti, che riunisce brand leggendari, eccellenze dell’automotive, università, startup e giovani talenti del settore. In un mix perfetto tra tradizione e innovazione, il rombo dei motori si fonde con il futuro della mobilità, dando vita a una manifestazione che celebra sia il patrimonio meccanico del territorio, sia le sfide della mobilità sostenibile. Il programma è arricchito da eventi enogastronomici, momenti di intrattenimento e aperture straordinarie di musei, collezioni private e stabilimenti solitamente non visitabili, rendendolo un’occasione imperdibile per vivere l’anima della Motor Valley da vicino, in un clima di festa, innovazione e grande passione.
Un Viaggio Attraverso la Motor Valley: Cosa Visitare
Un weekend può bastare per esplorare le tappe principali della Motor Valley italiana, ma per vivere a fondo la storia e la passione per i motori senza rinunciare a nulla, l’ideale è concedersi un giorno in più.
Modena: Il Cuore Pulsante
Il punto di partenza perfetto è Modena, il cuore pulsante di questa terra di motori. Qui si trova lo Showroom e lo storico stabilimento Maserati di Viale Ciro Menotti, oggi completamente rinnovato e sede della produzione della supercar MC20. Il tour guidato inizia con una presentazione del brand, prosegue attraverso il reparto motori e si conclude con una visita all’elegante showroom, dove si possono ammirare alcuni dei modelli più iconici del Tridente. Oltre alle collezioni private, sono numerosi anche i musei dedicati alla storia delle automobili e delle motociclette di produzione emiliana.
Poco distante, il Museo Enzo Ferrari di Modena accoglie i visitatori in un padiglione dal design futuristico firmato Jan Kaplicky: al suo interno, una selezione di Supercars Ferrari che hanno segnato epoche e ridefinito gli standard dell’automobilismo. Accanto, l’ex officina di Alfredo “Dino” Ferrari - oggi restaurata - ospita il Museo dei Motori, un tributo tecnico e appassionato all’ingegneria del Cavallino Rampante.

Dopo una tappa gastronomica nel cuore di Modena, magari con vista sulla Torre Ghirlandina, si può proseguire con una visita al Museo Stanguellini, che racconta la storia di uno dei brand modenesi più influenti nel mondo delle corse, in un ambiente ricco di fascino, rimasto quasi intatto nel tempo. A completare il percorso, la Collezione Umberto Panini: una vera chicca per gli appassionati. Ospitata in una tenuta rurale, conserva una preziosa raccolta di auto, moto, biciclette, veicoli militari e soprattutto la più grande collezione privata di Maserati al mondo, perfetta per rivivere la leggenda del Tridente.
Maranello e le Icone Automobilistiche
Il giorno seguente, è tempo di spostarsi a Maranello per visitare il Museo Ferrari, interamente dedicato alla mitica Scuderia di Formula 1. Qui si ripercorrono oltre 90 anni di storia sportiva, tra monoposto leggendarie, campioni indimenticabili e trionfi epocali che hanno reso Ferrari un’icona globale.

Infine, due tappe imperdibili per gli amanti delle supercar: a San Cesario sul Panaro, sede di Pagani Automobili, si scopre un mondo di sapere artigianale e innovazione tecnologica, che ha dato vita a capolavori come la Zonda e la Huayra. In alternativa, si può visitare Sant’Agata Bolognese, dove ha sede il MUDETEC - il museo ufficiale Lamborghini. Un viaggio emozionante attraverso i modelli storici e le concept car del brand, con l’aggiunta di installazioni multimediali e persino un simulatore di guida per vivere in prima persona l’adrenalina firmata Toro.
Oltre i Motori: Cultura e Paesaggio
Ma la Motor Valley non è fatta solo di motori: il territorio offre anche borghi pittoreschi e scorci mozzafiato. Merita una deviazione Castelvetro di Modena, con le sue torri medievali e campanili, così come il Castello di Formigine, il Castello di Spezzano, il maestoso Palazzo Ducale di Sassuolo e le vicine Terme di Salvarola. Da non perdere anche il Castello di Levizzano Rangone, immerso tra colline e vigneti.
Alloggi e Delizie Gastronomiche nella Motor Valley
Per un weekend alla scoperta della Motor Valley, la scelta migliore è soggiornare in una delle città strategicamente posizionate tra Modena e Bologna, ben collegate e ricche di servizi. Qui non mancano soluzioni per ogni esigenza: dagli hotel di charme nel cuore del centro storico, ideali per vivere appieno l’atmosfera emiliana, fino ai bed & breakfast accoglienti, perfetti per chi cerca un’opzione più economica ma curata, disponibili ormai in tutte le località principali. Chi desidera invece staccare dalla routine e godersi un soggiorno più rilassante, può optare per uno dei tanti agriturismi immersi nella campagna emiliana: un’ottima occasione per unire ospitalità familiare, natura e buon cibo.

E proprio il cibo è uno dei grandi protagonisti del territorio. La cucina emiliana è famosa in tutta Italia (e non solo) per i suoi sapori autentici e genuini. Da non perdere: i salumi locali - su tutti il Prosciutto di Parma - e naturalmente il Parmigiano Reggiano, da gustare magari con qualche goccia di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, il vero “oro nero” di queste terre. A tavola, non possono mancare i tortellini, lo gnocco fritto servito con affettati e formaggi, e un buon calice di Lambrusco, il vino frizzante simbolo dell’Emilia. Una cucina che racconta la storia del territorio, fatta di semplicità, gusto e convivialità.
Le Sfide e le Resilienze della Motor Valley Modenese
La Motor Valley di Modena, pur essendo un polo di eccellenza riconosciuto a livello mondiale, ha attraversato e attraversa periodi di difficoltà. La storia della Motor Valley è piena di crisi, periodi di difficoltà e stelle cadenti. In particolare, c’è stato un periodo a Modena e provincia, a cavallo degli anni ‘90, nel quale una serie di brand di un certo peso hanno visto, per una ragione o per l’altra, interrompersi la loro corsa. È il caso, ad esempio, della Bugatti: lo storico marchio francese diventò italiano nel 1987 grazie all’imprenditore Romano Artioli. Lo stabilimento di Campogalliano (la famosa fabbrica blu) alimentò il mito della Motor Valley e i sogni degli appassionati. L’unico modello prodotto, la EB110, ridisegnò il concetto di supercar, e gli esemplari ancora in circolazione hanno raggiunto in questi anni cifre da capogiro. Nel settembre 1995, il Tribunale impose la chiusura dell’azienda, con grande sorpresa di tutti i dipendenti, che a 30 anni di distanza ancora si chiedono come sia stato possibile un fallimento tanto repentino quanto inaspettato.
Negli stessi anni, in uno stabilimento a Modena Est, prendeva forma il sogno di Claudio Zampolli e di Giorgio Moroder (sì, proprio lui, il famoso compositore): era la Cizeta Moroder, capace di creare un’auto avveniristica disegnata da Marcello Gandini, la V16T, con doppi fanali anteriori a scomparsa e un super motore da 16 cilindri (ancora oggi esclusiva di pochissime hypercar). Tra il 1991 e il 1995 dalla fabbrica uscirono 10 auto, vendute a facoltosi clienti in giro per il mondo. Troppo pochi per tenere in piedi una piccola azienda come la Cizeta (dalla quale Moroder era uscito dopo la presentazione della vettura): nel 1994 Zampolli si vide così costretto a dichiarare bancarotta, riuscendo in extremis a consegnare l’ultima vettura l’anno dopo.
Nel 2001 fu poi la volta della Qvale (si pronuncia Cheil): un’impresa dei fratelli statunitensi Bruce e Jeff Qvale, attiva solo due anni con la produzione della Mangusta, un’auto ispirata alla celebre De Tomaso Mangusta. Lo stabilimento era in viale delle Nazioni, poi acquisito da Maserati per diventare il quartiere generale di Maserati Corse. Infine, nel 2004, dopo 45 anni di attività e successi intramontabili come la Pantera e la già citata Mangusta, chiuse la De Tomaso, il terzo marchio più longevo della storia dei motori di Modena dopo Maserati e Ferrari. Un brand che per alcuni anni fu anche un vero colosso dell’automotive italiano ed internazionale, visto che il fondatore Alejandro De Tomaso acquisì negli anni il controllo di Benelli, Innocenti, Moto Guzzi e della stessa Maserati.

Queste storie, finite e passate negli archivi dell’automobilismo, hanno comunque segnato pagine indelebili. Unite alle recenti cronache nostrane, si può dedurre che per un polo di eccellenza come la Motor Valley, chiusure e fallimenti sono purtroppo dei prezzi da pagare, fisiologici di qualsiasi distretto industriale, tanto più in un mondo come quello dell’automotive, che rimane uno dei settori industriali più complicati da gestire nelle congiunture sfavorevoli. Nonostante queste sfide, l'industria automobilistica rappresenta da decenni uno dei più importanti settori industriali del sistema produttivo emiliano-romagnolo, dimostrando una notevole capacità di resilienza e adattamento. Il nostro cluster automobilistico famoso in tutto il mondo sta ora investendo nei veicoli elettrici, con anche importanti Investimenti Diretti Esteri attratti negli ultimi anni.
tags: #distretto #automobilistico #modena