Dodge Hornet: Un SUV Italiano con Anima Americana

Fino a qualche anno fa, prima dell'era Stellantis, la gamma italiana dei marchi FCA contava diversi "innesti" di origine nordamericana. Con la Dodge Hornet, invece, si assiste a un'inversione di tendenza: un modello italiano viene adattato per il mercato nordamericano, o meglio, è stato sviluppato parallelamente, presentando caratteristiche specifiche e uniche. Questa "Cuv", acronimo di Compact Utility Vehicle, ricalca le dimensioni esterne della Tonale, con una lunghezza di circa quattro metri e mezzo, un valore che nel mercato americano la colloca tra i SUV piccoli.

La Dodge Hornet rappresenta un'importante novità proveniente dagli Stati Uniti e strettamente legata all'Europa, in particolare al mondo dei SUV. Protagonista è il gruppo Stellantis, che ha lanciato sul suolo statunitense l'inedita Dodge Hornet, un'auto che richiama fortemente l'Alfa Romeo Tonale. Questo SUV americano, di fatto un rebadging dell'Alfa Romeo Tonale per il mercato statunitense, è stato prodotto in Italia, nello stabilimento di Pomigliano d'Arco, in provincia di Napoli, sulla stessa linea di assemblaggio della gemella italiana. La produzione della Hornet è iniziata nel 2023 ed è stata interrotta all'inizio del 2026.

Dodge Hornet e Alfa Romeo Tonale a confronto

Differenze Estetiche e Funzionali tra Hornet e Tonale

Sebbene le dimensioni e l'impostazione generale dell'auto rimangano invariate, classificando la Hornet come SUV piccolo sul mercato americano, le cosiddette "parti molli", in particolare i paraurti, sono differenti. Anche in questo caso, le modifiche sono di dettaglio, ma visivamente l'auto americana si presenta per certi versi più aggressiva e sportiva dell'Alfa. Le principali differenze con l'auto continentale includono modifiche all'anteriore, con una griglia completamente ridisegnata che si unisce perfettamente alla carrozzeria, e prese d'aria laterali più grandi e voluminose. Anche la firma luminosa è differente, sia all'anteriore che al posteriore, dove i fari sono uniti da un'unica striscia illuminata con tecnologia a LED. I cerchi sono in lega e, a richiesta, è possibile applicare decalcomanie adesive per un'ulteriore personalizzazione.

Dettaglio frontale Dodge Hornet

Interni: Sportività e Tecnologia con Specificità Americane

L'impostazione di base dell'abitacolo è quella dell'italiana, ma la plancia della Hornet presenta modifiche nella parte superiore e nelle bocchette d'aerazione, che sono esagonali e non più circolari. Sulla plancia, inoltre, non è presente l'inserto con retroilluminazione personalizzabile. L'ambiente interno, quindi, perde un po' quel tono premium che caratterizza l'italiana, ma non rinuncia alla sportività, con sedili profilati e logo sul poggiatesta, e alla tecnologia.

Interni della Dodge Hornet con display

Sul volante della Dodge Hornet, il pulsante d'avviamento scompare, sostituito dal tasto per la modalità di guida Sport, e si sposta sul tunnel centrale, dove sulla Tonale si trova il selettore DNA. Questo pulsante sul tunnel centrale gestisce anche il sistema Start&Stop. Nonostante queste differenze, la posizione di guida dell'Alfa Tonale è pressoché perfetta per la sua categoria, e la Hornet non fa eccezione, permettendo al conducente di prenderci confidenza fin da ferma.

A livello tecnologico, l'americana conferma tutti i dettagli del SUV del Biscione, compresi i due schermi per il quadro strumenti digitale e l'infotainment connesso. Il quadro strumenti digitale è da 12,3 pollici, mentre il sistema d'infotainment UConnect 5 è da 10,25 pollici (altre fonti indicano un display infotainment da 22,6 pollici totali, con 12,3 riservati al quadro strumenti e il resto all'infotainment), dotato di connettività wireless e basato su Android Automotive.

Per il conducente sono da segnalare i sempre comodi aiuti alla guida di serie, tra cui la frenata automatica di emergenza, il sistema di mantenimento della corsia e il rilevamento dell'angolo cieco con traiettoria trasversale posteriore. Il Tech Pack, disponibile come optional, aggiunge la guida autonoma di livello 2 con il cruise control predittivo, il monitoraggio dell’attenzione e il mantenimento attivo della corsia.

Powertrain: Prestazioni Superiori per il Mercato Americano

È sotto il cofano, tuttavia, che la Dodge Hornet assume un'identità ben definita. Rispetto all'italiana, la Dodge può vantare un powertrain che punta più sulle prestazioni, lasciando perdere le motorizzazioni a gasolio e di tipo mild-hybrid presenti in Europa.

Dodge Hornet GT: Il Turbobenzina Potente

La versione GT, che rappresenta l'entry-level della gamma, è equipaggiata con il motore Hurricane4, un quattro cilindri turbobenzina da 2.0 litri. Questo propulsore sprigiona 268 horsepower, ovvero 272 CV (altre fonti indicano 265 CV o 269 CV), e una coppia massima di 400 Nm. È abbinato a un cambio automatico a nove rapporti, diverso dalle unità europee, e alla trazione integrale. Questa configurazione rende la Hornet GT in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in circa 6,5 secondi (da 0 a 60 mph in 6,5 secondi), dato che, secondo Dodge, la rende la compatta a ruote alte più veloce d'America. La trazione integrale è meccanica, con albero di trasmissione e differenziale autobloccante Haldex.

The 2023 Dodge Hornet Has Muscle Car Performance And Style | MotorWeek Road Test

Dodge Hornet R/T: L'Ibrido Plug-in ad Alte Prestazioni

Il modello di punta è la Dodge Hornet R/T, che è anche la prima versione con trazione integrale derivata dall'Alfa Romeo Tonale a debuttare. Questa variante è un'ibrida plug-in che abbina un motore turbobenzina a quattro cilindri di 1.3 litri (della famiglia Gse con tecnologia MultiAir di terza generazione, in alluminio) a un motore elettrico posizionato sull'asse posteriore da 121 CV (o 90 kW). Il sistema propulsivo, una versione evoluta del sistema 4xe già visto nella gamma Jeep, è in grado di erogare complessivamente più di 285 CV (altre fonti indicano 290 CV o 289 CV) e una coppia di 520 Nm (o 519 Nm).

La trazione integrale elettrica è resa possibile dall'unità propulsiva posteriore che, dopo le demoltiplicazioni della trasmissione, è in grado di erogare fino a 2.500 Nm di coppia a partire da zero giri al minuto. Questo si traduce in uno spunto da fermo notevole, con uno 0-100 km/h che richiede circa 6,1 secondi (o circa 5,5 secondi, o da 0 a 60 mph in meno di un secondo in meno grazie alla funzione PowerShot). A fianco del 1.3 litri è previsto un cambio automatico a sei velocità che trasmette la potenza a tutte e quattro le ruote.

L'energia per il motore elettrico è immagazzinata in una batteria agli ioni di litio da 15,5 kWh, che promette un'autonomia in modalità completamente elettrica di circa 48 km (30 miglia). Sono disponibili tre modalità di guida ibrida: Ibrida (massima efficienza combinata dei due motori), Electric Mode (funzionamento in modalità elettrica) ed E-Save Mode (priorità al motore termico per preservare la carica della batteria).

Dodge Hornet R/T in carica

Un'ulteriore caratteristica della Hornet R/T è la funzione "PowerShot", una sorta di overboost che fornisce 25 CV in più per un massimo di 15 secondi, attivabile premendo entrambi i paddle sul volante ed effettuando un kickdown. Questa funzione può essere riattivata dopo un periodo di "cool down" della stessa durata e può ridurre il tempo di accelerazione da 0 a 60 mph fino a un secondo. Tuttavia, l'uso del PowerShot comporta un aumento dei consumi, sia di benzina che di energia elettrica.

Assetto, Frenata e Dinamica di Guida

Tutte le Hornet sono equipaggiate con un assetto Koni Frequency Selective Damping (FSD), progettato per variare la risposta degli ammortizzatori in funzione del percorso. Questo sistema non è a controllo elettronico, ma agisce idraulicamente sul controllo del flusso dell'olio all'interno dello stelo a seconda della frequenza della sollecitazione. La Hornet sfoggia un inserimento preciso, un'ottima tenuta di strada e un comportamento vivace e coinvolgente. Il 2.0 turbo spinge bene e produce anche un sound apprezzabile. Con la trazione integrale, poi, si rivela agile e sembra più leggera.

La frenata è molto efficace, di tipo by-wire, e può essere potenziata con le pinze Brembo ventilate a quattro pistoncini. Queste sono già di serie sulla R/T (dove è presente anche un sistema di frenata intelligente Brake-by-wire) e sono opzionali sulla GT. La R/T monta cerchi da 18 pollici Graphite Grey di serie, mentre la GT ha cerchi in lega da 17 pollici Silver. In opzione è disponibile un pacchetto più sportivo con ruote da 20 pollici e vari aggiornamenti in tema di prestazioni, con sospensioni a valvole a doppio stadio e smorzamento personalizzabile. Entrambe le versioni sono dotate di sospensioni anteriori e posteriori completamente indipendenti e di torque vectoring dinamico. Il pacchetto Blacktop aggiunge cerchi in lega Abyss da 18 pollici, badge e calotte degli specchietti retrovisori in nero lucido e modanature di apertura delle luci diurne verniciate in nero lucido.

Sebbene derivata dall’Alfa Romeo Tonale, la Hornet si differenzia per un differente comportamento dinamico. L'Alfa è più rigida e ha uno sterzo più preciso già nelle modalità di guida più tranquille, mentre la Hornet ha un assetto più morbido (soprattutto sulla 2.0 Turbo), pensato per essere più comoda e usabile nella vita di tutti i giorni. Selezionando la modalità Sport, però, la Hornet si irrigidisce e sfoggia una dinamica di guida più "cattiva" e "arrogante", con un'erogazione dei motori più vivace rispetto alla gemella.

Prezzi e Posizionamento sul Mercato Americano

Negli Stati Uniti, la Hornet ha un prezzo base di circa 30.000 dollari. Il listino completo è stato svelato nei mesi successivi al lancio del dicembre 2022. La Dodge Hornet GT con il 2.0 turbobenzina da 265 CV era in vendita a meno di 30 mila dollari (circa 29.518 euro al cambio attuale), mentre la R/T è arrivata nella primavera del 2023 a 39.995 dollari. Per fare un paragone, il modello d'ingresso gamma italiano, la Tonale 1.6 diesel 130 CV TCT6 in allestimento Super, è proposto con un listino base di 35.500 euro. È importante notare che i listini americani sono diversi da quelli europei per una diversa logica fiscale e, dunque, non strettamente paragonabili. Il prezzo finale deve tenere conto non solo delle spese di trasporto, ma anche dei costi di intermediazione, assicurazione, i dazi europei del 10%, l'adeguamento alle normative europee, l'IVA al 22% e l'immatricolazione italiana, se si volesse importare il veicolo.

Le economie di scala sono uno dei cardini dell'attuale settore automobilistico, quindi non deve sorprendere vedere vetture "gemelle" proposte con marchi diversi, come nel caso della Dodge Hornet derivata dall'Alfa Romeo Tonale. Questo ha permesso di offrire prezzi (più che) interessanti.

Il posizionamento della Dodge Hornet è stato peculiare: vista la presenza della gemella Tonale, la Hornet è stata immediatamente proposta sul mercato come modello più giovane e sportivo, con meno velleità a livello di finiture e un maggior accento posto sul dinamismo. Il prezzo concorrenziale l’ha subito resa appetibile tra i più giovani e "sportivi".

Accoglienza del Mercato e Successo Commerciale

L'accoglienza della Hornet in Nord America è stata inizialmente incoraggiante, con 14.000 ordini in 24 ore. Questo dato faceva ben sperare anche per Alfa Romeo North America, che si preparava a lanciare il suo modello gemello negli Stati Uniti. Tuttavia, la rivelazione della nuova Dodge Hornet ha suscitato alcune polemiche, in quanto, secondo i media, l'eccessiva somiglianza del SUV compatto Dodge con l'Alfa Romeo Tonale non sarebbe stata particolarmente apprezzata dai dirigenti dell'Alfa Romeo.

I sindacati italiani, al contrario, hanno accolto con favore la notizia che la nuova Dodge Hornet sarebbe stata prodotta anche nello stabilimento Stellantis di Pomigliano, insieme all'Alfa Romeo Tonale. Questo perché la domanda aggiuntiva portata dalla Dodge Hornet avrebbe garantito una maggiore capacità nello stabilimento, con una produzione annua combinata di oltre 100.000 unità, potenzialmente aumentando la produzione dello stabilimento di Pomigliano del 25 percento.

Stabilimento Stellantis di Pomigliano d'Arco

Nonostante l'iniziale entusiasmo, la produzione della Dodge Hornet è durata poco. Il SUV americano è stato ufficialmente messo fuori produzione dopo meno di tre anni. I numeri non sono stati soddisfacenti: meno di 40 mila esemplari consegnati in tre anni (9.336 nel 2023, 20.559 nel 2024 e 9.365 nel 2025). Questi numeri non hanno convinto l'amministrazione di Stellantis, che fin dal lancio l'aveva identificata come un modello destinato a ricavarsi una nicchia specifica nei confronti di vetture di successo come Toyota Rav4 o Honda CR-V.

Il modello d’accesso della gamma, la Hornet GT da 272 CV, partiva da 29.995 dollari al momento dell'uscita di produzione a gennaio 2026. Questo prezzo era davvero concorrenziale viste le prestazioni e la dotazione.

Lo scarso successo sul mercato, dovuto anche alla produzione italiana, ha portato le quotazioni dell’usato verso il basso: sul mercato americano la piccola Dodge potrebbe diventare un affare a basso costo per un’auto moderna e con i giusti contenuti. Dopo la cancellazione del modello all’inizio del 2026, i modelli prodotti tra il 2023 e il 2024 hanno già raggiunto il 50% di svalutazione, con una forbice di prezzo in America che si aggira tra i 13.000 e i 30.000 euro a seconda di chilometraggio, motorizzazione e allestimento.

Problemi e Richiami

Durante la sua breve carriera commerciale, la Dodge Hornet ha riscontrato alcuni problemi che hanno portato a richiami ufficiali:

  • Problema al pedale del freno (richiamo 25V846000): Il componente che assicura il pedale del freno potrebbe cedere, causando una perdita di efficacia dell’impianto frenante. I concessionari ufficiali prevedono il rinforzo della leva di sostegno del pedale.
  • Retrocamera posteriore difettosa (richiamo 25V246000): Stellantis ha richiamato quasi 49.000 unità di Alfa Romeo Tonale e Dodge Hornet per un possibile difetto alla retrocamera posteriore, che al posto dell’immagine corretta restituirebbe una schermata vuota.
  • Problemi al sistema ibrido: Sulle Hornet R/T con sistema ibrido Plug-In, diversi proprietari hanno riscontrato problemi elettrici e di software, che pregiudicano il corretto funzionamento della vettura.

Dodge ha garantito che le Hornet continueranno a ricevere assistenza in garanzia e componentistica, con una garanzia completa di tre anni e 36 mila miglia (circa 58 mila km) e cinque anni/60 mila miglia (96 mila km) sul powertrain.

La Dodge Hornet GLH: Un Ritorno Leggendario

Pochi italiani ricorderanno le Omni GLH degli anni Ottanta, ma in America sono state amate per le loro prestazioni, messe in chiaro già dal loro nome, acronimo di Goes Like Hell (va come una furia). Questa sigla potrebbe presto tornare nella gamma del costruttore, con una versione speciale della 2.0 turbobenzina anticipata dal prototipo Hornet GT GLH Concept.

Il concetto iniziale della Hornet GLH ha visto la luce nel 2022, contemporaneamente alle due varianti GT e R/T della Hornet, beneficiando dell'esperienza di Mopar nel campo delle prestazioni. Questi concept erano caratterizzati da sospensioni ribassate (di oltre 2,5 centimetri), sistemi di scarico sportivi (diretti, pensati per enfatizzare le note gutturali del quattro cilindri turbo) e stile sportivo, inclusi cerchi da 20". L'annuncio della produzione di un modello più potente è visto come un segnale positivo dell'ampliamento della gamma, che segna il ritorno del leggendario nome "Goes Like Hell".

Dodge Hornet GLH Concept

Secondo l'amministratore delegato di Dodge, la Hornet GLH entrerà in produzione, con più potenza e sospensioni ad alte prestazioni. Per il momento, Dodge non ha rivelato ulteriori dettagli sulla maggiore potenza e sulle sospensioni migliorate, ma il modello GT montava un motore turbo da 2,0 litri con 268 CV, mentre la versione R/T ibrida plug-in da 1,3 litri si spingeva oltre con 288 CV. La versione GLH all'epoca era solo un concept.

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