Ducati: L'Evoluzione di un'Eccellenza Italiana nel Settore Automotive tra Innovazione e Sostenibilità

Nel panorama globale del settore automotive, in un periodo contrassegnato da continue trasformazioni e sfide significative, Ducati Motor Holding S.p.A. si erge come un simbolo intramontabile dell'eccellenza italiana. Riconosciuta a livello mondiale per le sue motociclette ad alte prestazioni che fondono design distintivo, tecnologie innovative e uno spirito di costante ricerca della perfezione, l'azienda bolognese ha saputo navigare con successo le turbolenze del mercato, distinguendosi grazie alla propria autonomia finanziaria e a una rete strategica di collaborazioni volte all'innovazione e alla sostenibilità. Questa traiettoria, che parte da un'eredità storica ricca e si proietta verso il futuro della mobilità, rende Ducati un punto di riferimento non solo per gli appassionati di motociclismo, ma anche per l'intero comparto industriale.

La Nascita di un Mito e la Sua Evoluzione Industriale

La storia di Ducati affonda le radici nel 1926, quando fu fondata a Bologna, in Emilia-Romagna, con la denominazione di Società Scientifica Radiobrevetti Ducati (SSR Ducati). L'iniziativa fu dell'ingegnere Antonio Cavalieri Ducati, mosso dalla volontà di sfruttare industrialmente i brevetti del figlio Adriano, un giovane e brillante studente di fisica di appena 19 anni, già pioniere delle trasmissioni radiofoniche. Adriano aveva infatti realizzato imprese straordinarie per l'epoca, come il primo collegamento stabile tra l'Italia e gli Stati Uniti e il primo collegamento simultaneo tra i cinque continenti, utilizzando trasmettitori a onde corte e bassa potenza.

Immagine storica della prima fabbrica Ducati a Bologna

Inizialmente, l'azienda si specializzò nella ricerca e produzione di tecnologie per le comunicazioni radio, cominciando la propria attività nello scantinato di un edificio in Via Collegio di Spagna a Bologna con la produzione di un condensatore chiamato "Manens". Grazie all'impegno dei figli di Antonio, Adriano, Bruno e Marcello Cavalieri Ducati, l'azienda crebbe rapidamente. Tra il 1930 e il 1934, la produzione fu trasferita presso la villa della famiglia Ducati, in Via Guidotti, e nel 1935 fu inaugurato lo stabilimento che ancora oggi ospita le sedi di Ducati Motor Holding Spa e Ducati Energia Spa. La produzione venne ampliata, includendo apparecchiature radiofoniche, sistemi di comunicazione interfonica noti come "Dufono", antenne radio, proiettori cinematografici, addizionatrici "Duconta" e rasoi elettrici "Raselet".

Durante il Secondo Conflitto Mondiale, la Ducati, come molte altre imprese italiane, fu costretta a convertire la sua sofisticata produzione da uso civile a uso militare. Al termine della guerra, emerse la necessità di affiancare alle produzioni esistenti una nuova linea. Su richiesta dell'IRI, nel 1946 nacque il reparto motociclistico, una branca dell'azienda dedicata alla produzione su licenza del "Cucciolo", un motore monocilindrico di 48 cc con cambio a due velocità, ideato per essere applicato come propulsore ausiliario a una bicicletta. Questo progetto, inizialmente sviluppato dall'avvocato Aldo Farinelli e industrializzato dalla SIATA di Torino, ottenne un successo inatteso, ma la SIATA non disponeva delle capacità industriali per far fronte alla domanda. Rilevati i diritti di produzione, Ducati mise sul mercato il suo primo progetto originale, il Cucciolo T2, evoluzione del T1, a cui seguirono il T0 monomarcia e il T3, tutti caratterizzati da maggiori prestazioni, affidabilità e facilità di produzione.

Nonostante l'espansione, il 1° marzo 1948 i fratelli Ducati persero la guida dell'azienda a seguito di una sentenza del Tribunale di Milano, che affidò la conduzione a Giuseppe Veroi. Mentre Bruno fu confermato direttore generale, Adriano e Marcello vennero dequalificati a "consulenti generali". Adriano scelse di emigrare negli Stati Uniti, dove entrò nella Plamadyne e contribuì in modo significativo allo sviluppo di motori al plasma per la NASA.

Nei primi anni '50, Ducati lanciò due nuovi modelli, la Ducati 98 con motore ad aste e bilancieri e lo scooter Cruiser. Tuttavia, le pesanti perdite causate dall'insuccesso commerciale di entrambi misero l'azienda in una seria difficoltà. La soluzione fu la scorporazione del settore meccanico da quello elettrico. Nel 1954, l'azienda si divise in Ducati Meccanica, che si concentrò sulla realizzazione di motoveicoli, e Ducati Elettrotecnica, che proseguì il percorso originariamente intrapreso dalla famiglia Ducati.

DUCATI Meccanica Bologna Ducati Story Documentario ITA

Nel tempo, Ducati ha attraversato diverse fasi di riassetto proprietario. Il Texas Pacific Group acquistò il restante 49% della Ducati nel 1998, e l'anno successivo l'azienda mutò la denominazione in Ducati Motor Holding SpA, con il fondo texano che collocò sul mercato oltre il 65% delle azioni possedute. In quello stesso anno, fu organizzata la prima edizione del World Ducati Week (WDW), la settimana dedicata ai tifosi Ducatisti. Nel 2007, l'azienda registrò un ritorno all'utile, chiudendo con un giro d'affari di quasi 398 milioni di euro, un incremento del 30,5% rispetto ai 305 milioni dell'anno precedente. Per ragioni riorganizzative della catena di controllo, la finanziaria e i suoi soci istituzionali promossero un'OPA sulla totalità delle azioni ordinarie di Ducati non detenute. Il 18 aprile 2012, venne annunciata l'acquisizione di Ducati Motor Holding SpA da parte della Lamborghini Automobili S.p.A., con Investindustrial che raggiunse un accordo per la vendita della propria quota, insieme agli investitori Hospitals of Ontario Pension Plan e BS Investimenti. L'operazione, che ha ricevuto l'autorizzazione a procedere da parte dell'antitrust dell'Unione Europea nel giugno 2012, ha portato Ducati a entrare a far parte del gruppo automobilistico Audi. Questa acquisizione ha anche comportato lo scioglimento formale dell'alleanza con la casa di elaborazione AMG (del gruppo Mercedes Benz), con cui Ducati aveva sviluppato una collaborazione che aveva dato vita a modelli esclusivi come la Ducati Diavel AMG. Oggi, Ducati Motor Holding S.p.A. è una società controllata da Automobili Lamborghini S.p.A., soggetta all'attività di Direzione e Coordinamento di AUDI AG. L'azienda impiega circa 1.600 persone e si rivolge principalmente al mercato consumer (B2C), mantenendo un fatturato di circa 888 milioni di euro, a dimostrazione della sua capacità di adattamento alle mutevoli dinamiche di mercato e dell'impegno costante nello sviluppo di nuovi prodotti.

Innovazione Tecnologica e Modelli Iconici che Hanno Plasmato il Settore

La costante ricerca dell'innovazione è un pilastro fondamentale della filosofia Ducati, che si riflette in ogni fase della progettazione, produzione e commercializzazione delle sue motociclette. Questa incessante spinta ha portato a sviluppare soluzioni all'avanguardia che hanno spesso ridefinito gli standard del settore.

Schema di un motore desmodromico Ducati

Un momento cruciale nella storia tecnologica di Ducati si verificò nel 1956, con l'applicazione per la prima volta della distribuzione desmodromica a un motore motociclistico sulla Desmo 125 GP, una soluzione che, pur mancando di poco la conquista dell'oro mondiale, avrebbe caratterizzato in modo indelebile il marchio. Negli anni settanta, Ducati sviluppò il motore bicilindrico per la 750 GT, che divenne uno dei fiori all'occhiello della produzione della Casa di Borgo Panigale.

Tra le realizzazioni più significative della casa bolognese è possibile menzionare la 750 SS, introdotta nel 1974, la prima Ducati con motore a L di 90°, equipaggiata dal sistema desmodromico. A questa seguirono la 900SS nel 1975, la Darmah nel 1977, la Mike Hailwood Replica nel 1980 e la 900 S2 nel 1982. Il ciclo delle "desmo coppie coniche" si concluse nel 1986 con le 1000 (MHR e S2), prodotte in un numero limitato di esemplari, con la MHR che si affermò come il modello più venduto di questa famiglia, con 7000 esemplari tra il 1979 e il 1986.

Il 1979 segnò un altro punto di svolta con l'introduzione della Pantah 500, disegnata da Fabio Taglioni. Fu la prima Ducati del nuovo corso con il motore dotato di comando della distribuzione a cinghia, pur mantenendo 2 valvole e raffreddamento ad aria. Questa innovazione aprì la strada a modelli di successo come la 750 F1 del 1985, di cui fu allestita una versione "Laguna Seca" per celebrare la vittoria sulla pista californiana di Marco Lucchinelli, un trionfo che rimase l'ultima vittoria a pari cilindrata di un bicilindrico contro le quattro cilindri giapponesi nel mondiale per derivate di serie, l'attuale Superbike. Successivamente, nel 1986, venne presentata la Paso, la prima moto da strada totalmente carenata, frutto della matita di Massimo Tamburini, uno dei fondatori della Bimota. Di questi anni sono anche le serie "Indiana" e le Cagiva Elefant, equipaggiate con motori Ducati.

Un'altra pietra miliare fu la 851, progettata dall'ingegnere Massimo Bordi e presentata nel 1987. Questa fu la capostipite delle moderne 4 valvole raffreddate a liquido, la prima ad adottare il motore Desmoquattro, basato sulla tesi di laurea dello stesso ingegnere Bordi. Il Monster, disegnato da Miguel Galluzzi, fece il suo debutto nel 1993, mentre la leggendaria 916, anch'essa disegnata da Massimo Tamburini, fu lanciata nel 1994, guadagnandosi un posto d'onore nella storia del design motociclistico.

Nel 1997, con il contributo di Miguel Galluzzi, Ducati presentò la serie ST (sport-turismo), una gamma di motociclette sportive concepite per un utilizzo più fruibile, con maggiore protezione e comfort anche per il passeggero, e facili da equipaggiare con borse e bauletti per i viaggi. Un'altra peculiarità della casa emiliana fu quella di essere stata la prima a mettere in vendita una motocicletta esclusivamente via internet, nel 2000, con la Ducati MH900e, dimostrando una precoce visione della digitalizzazione.

Evoluzione dei modelli Ducati nel tempo

Il 2002 vide la nascita della Ducati 999, disegnata dal sudafricano Pierre Terblanche, che segnò la fine della gloriosa serie 916, 996, 998. Sebbene la 999 non abbia ottenuto lo stesso entusiasmo unanime delle sue progenitrici, non sfigurò affatto nel mondiale Superbike, vincendo il titolo al suo primo anno di corse con l'inglese Neil Hodgson nel 2003 e successivamente con James Toseland. Nel 2003, fu presentata la Ducati Multistrada, una moto di categoria "on/off-road" che inizialmente offriva un'unica cilindrata di 1000 cm³, affiancata nel 2005 da una versione minore di 620 cm³, entrambe prodotte fino al 2006. Entrambe montavano un motore bicilindrico a L di 1078 cm³ da 95 CV. Lo stesso motore equipaggiava la Ducati Hypermotard, con la differenza che in quest'ultima la frizione era a secco. Nel 2010, venne presentata la seconda serie della Multistrada, con un design completamente rivisto e la nuova cilindrata da 1200 cm³, disponibile nelle versioni "base" e "S".

Nel 2005, Ducati lanciò la nuova serie SportClassic, composta inizialmente dai modelli PaulSmart 1000LE e Sport1000, entrambi monoposto. A partire dal 2006, la gamma SportClassic fu ampliata con i modelli Sport1000 Biposto e GT1000, e nel 2007 fu presentata la Sport1000S. Questa gamma, sempre disegnata da Pierre Terblanche, si posizionava nel segmento delle moto "modern classic", riproponendo le forme e la grafica delle Ducati prodotte negli anni '70, come la 750 SS o la 750 GT, pur mantenendo contenuti tecnici moderni.

Il 2007 portò due importanti novità nella gamma di Borgo Panigale con la 1098, di cui alla fine dello stesso anno fu messa in produzione anche la versione R. Nel maggio 2008, la rivista di settore "Motociclismo" incoronò Ducati come il costruttore di moto sportive per antonomasia, con i modelli 1098, Desmosedici RR e 848 che occuparono il podio nella sezione sportive. In occasione dell'Intermot 2016, dopo aver ampliato la gamma Scrambler, Ducati presentò la SuperSport, una sportiva "quotidiana" da 937cc e 113 CV. Con un serbatoio da 16 litri per una buona autonomia e l'ultima versione del telaio a traliccio Ducati, capace di aumentare la maneggevolezza e ridurre il peso a 210 kg, la SuperSport si affermò come un modello di grande equilibrio.

Nel 2017, la casa di Borgo Panigale rivoluzionò il suo top di gamma lanciando la Panigale V4, una moto in totale rottura col passato. Realizzata sulla base del nuovo motore quattro cilindri a V di 90° denominato Desmosedici Stradale, di 1100 cc e derivazione MotoGP, in grado di erogare fino a 214 CV, con il telaio Front Frame, un design più acuto e una nuova elettronica basata su piattaforma inerziale Bosch a 6 assi, la Panigale V4 divenne un nuovo punto di riferimento per il settore delle supersportive.

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I modelli attuali, come Panigale, Multistrada, Diavel, Monster, Streetfighter, SuperSport, Hypermotard e Scrambler, testimoniano questa costante attenzione all'innovazione. In particolare, la famiglia Scrambler, con il suo mix unico di autenticità, lifestyle e design moderno, è disponibile anche in versione 35Kw per le patenti A2, ampliando l'accessibilità al mondo Ducati. L'azienda ha investito significative risorse nella ricerca, depositando brevetti rilevanti, tra cui un parabrezza regolabile in altezza e un cruscotto a inclinazione regolabile, confermando la sua leadership tecnologica.

Strategie di Successo in un Mercato in Trasformazione: Autonomia e Collaborazioni

In un momento difficile per il settore automotive, che vede coinvolte anche grandi imprese europee come Stellantis e Volkswagen, Ducati si distingue per la sua straordinaria capacità di resistere alla crisi. Questa "eccellenza italiana" sembra immune alle turbolenze, grazie a una strategia ben definita basata sull'autonomia finanziaria e sulla forza delle sue collaborazioni. Come ha dichiarato Claudio Domenicali, amministratore delegato della Ducati, "Volkswagen sta sicuramente affrontando un momento difficile, ma Ducati è autonoma e autosufficiente. Dal momento in cui, nel 2012 siamo entrati nel gruppo, ci siamo sempre autofinanziati generando le risorse che servivano per la crescita e per l’innovazione del prodotto". Questa indipendenza finanziaria ha rappresentato un fattore determinante per navigare con successo le sfide del mercato.

Infografica sulla resilienza economica di Ducati

Nonostante questa stabilità, la guardia resta alta, e la chiave per non soccombere alla crisi, come svela sempre Domenicali, è "essere efficienti e sviluppare prodotti entusiasmanti", puntando sulla progettazione di prodotti affascinanti e sul rafforzamento delle collaborazioni sul territorio.

In questo contesto, la partnership con Art spa rappresenta un passo importante nella digitalizzazione dell'esperienza di guida su due ruote. Art spa, azienda italiana leader nella fornitura di sistemi elettronici per il settore automotive, e Ducati Motor Holding spa, hanno dato vita a un accordo nato dalla volontà di contribuire ad arricchire l'esperienza di guida dei motociclisti di domani con prodotti altamente innovativi e tecnologici. Art metterà a disposizione le proprie competenze avanzate nell'ambito dei sistemi d'infotainment e connettività. "Affiancare un’eccellenza come Ducati rappresenta un riconoscimento importante", ha dichiarato Francesco Ortix, amministratore delegato di Art, aggiungendo: "Portare la nostra tecnologia ad oggi presente nelle luxury e super sport car a bordo di una moto Ducati, ci rende orgogliosi. La collaborazione è un connubio perfetto di due eccellenze del Made in Italy, base di un percorso verso l’innovazione tecnologica". Federico Sabbioni, Supply Chain director di Ducati, ha ulteriormente sottolineato: "Art è un’azienda dinamica che incarna pienamente i nostri valori e la costante ricerca dell’innovazione. Insieme stiamo sviluppando soluzioni che migliorano l’esperienza utente dei nostri clienti, spingendo le competenze tecnologiche oltre gli schemi tradizionali".

Parallelamente, Ducati ha rafforzato la sua cooperazione con l'Università di Bologna (Unibo), una delle più prestigiose istituzioni accademiche a livello internazionale. Il rettore Giovanni Molari e Claudio Domenicali hanno rinnovato l'accordo quadro di collaborazione, che oltre a consolidare il legame tra l'Università e la rossa di Borgo Panigale, servirà anche a coprire i tagli provocati dalla riduzione del fondo di finanziamento ordinario (FFO) che vede in difficoltà anche Unibo. "L’obiettivo della nuova intesa", spiega il rettore Giovanni Molari, "è quello di trovare e sviluppare bandi e programmi di ricerca, attivando così borse di studio e di dottorato per lo svolgimento di ricerche in rami di interesse comune per Ducati e Alma Mater". A livello didattico, la proposta è quella di organizzare attività informative che aiutino le studentesse e gli studenti al conseguimento della laurea e anche di formazione post-laurea, oltre alla possibilità di accedere a tirocini e progetti di ricerca congiunti presso Ducati. Sono poi previste importanti iniziative di trasferimento tecnologico, come nel caso dell’Intelligenza Artificiale (IA), e un ulteriore supporto al progetto UniboMotorsport di Muner (Motor Valley University of Emilia-Romagna), che, come fa sapere l'amministratore delegato della Ducati, è l'esempio di una "costante attenzione verso la ricerca e verso una crescita dei nuovi membri dell’azienda". Questi sforzi mirano non solo a rafforzare la competitività di Ducati, ma anche a contribuire a una transizione ecologica nel settore automotive.

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Un altro partner tecnico solido per Ducati Motor Holding da oltre vent'anni è Alma Automotive, che supporta l'azienda nello sviluppo di strategie di calibrazione e controllo e conduce attività di test per motori da competizione. Negli ultimi anni, Alma Automotive ha acquisito una vasta esperienza nell'elettrificazione, grazie a significativi investimenti in ricerca e sviluppo con un particolare focus su soluzioni di testing dedicate ai veicoli elettrici. Con la capacità di sviluppare internamente attrezzature di controllo e test, elettronica di potenza e sistemi hardware-in-the-loop (HIL), il gruppo può supportare i produttori nello sviluppo e testing completo di propulsori ibridi, elettrici e tradizionali, abbracciando le nuove sfide della mobilità globale.

La Motor Valley: Un Ecosistema di Eccellenza e la Proiezione nel Futuro

Il cuore pulsante del sistema produttivo dell'Emilia-Romagna è la Motor Valley, un territorio straordinario dove, in un raggio di soli 150 km, hanno sede i marchi che hanno costruito e alimentato in tutto il mondo il mito della velocità. Ducati è un attore fondamentale di questo ecosistema, che vanta una concentrazione unica di talento, saperi, capacità industriali e artigianali, innovazione e ricerca tecnologica. In sinergia con Dallara, Ferrari, Lamborghini, Maserati e Pagani, Ducati mira a rafforzare questa rete affinché diventi sempre più il fulcro dell’automotive e del motorsport internazionale.

Mappa schematica della Motor Valley in Emilia-Romagna

Claudio Domenicali, in qualità di Presidente dell'Associazione Motor Valley, ha evidenziato le diverse e grandissime potenzialità di questo territorio. "Penso ad esempio alle sinergie nello sviluppo di nuovi prodotti e di nuove soluzioni ingegneristiche. Come nel caso del progetto Superleggera V4, che ha visto la collaborazione di Ducati con Dallara. I test effettuati in Galleria del Vento ci hanno permesso di sviluppare e testare nuove soluzioni in ambito aerodinamico". Tuttavia, le sinergie che Domenicali trova ancora più importanti, specialmente sul lungo periodo, sono quelle sulle competenze. "Come Motor Valley dobbiamo essere in grado di 'generare nuove generazioni', cioè formare talenti e saperi capaci di cavalcare i cambiamenti tecnologici in atto nel settore manifatturiero". Questa è una Regione caratterizzata da una cultura accademica e una competenza motoristica e tecnologica senza eguali, con un'inarrivabile capacità attrattiva per appassionati, talenti e imprese che merita di essere sostenuta e promossa in ogni sua componente.

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La Motor Valley rappresenta l'eccellenza del Made in Italy nella filiera automotive e industriale, e l'associazione è un progetto che mostra la capacità di un territorio di fare rete e valorizzare le peculiarità che lo contraddistinguono a livello internazionale. Viviamo in tempi di grandi cambiamenti, tempi in cui digitalizzazione, intelligenza artificiale, robotizzazione, cambieranno profondamente il profilo della manifattura industriale. Sarà sempre più possibile sostituire lavori manuali con robot collaborativi e sempre più lavori attuali vedranno la competizione delle macchine. Per questo è importante continuare a investire nella conoscenza. Le realtà che compongono la Motor Valley sono molto diverse tra loro, ma sono accomunate da un approccio dinamico e orientato al futuro.

Facendo leva sui propri punti di forza, che sono numerosi e straordinari, nella Motor Valley si è capaci di creare dei sogni, sogni incredibilmente contemporanei perché ricchi di tecnologia. Qui c'è tanta storia, ma nessuno ha mai pensato di abbandonarsi alla nostalgia, perché lo sguardo è sempre rivolto al futuro. La Motor Valley è anche uno stile di vita; ci sono imprese bellissime, ma c'è anche uno spirito comune che lega le persone e le porta a stare bene insieme. È un territorio in perfetto equilibrio tra innovazione e identità, ingegno ed emozione, e i suoi prodotti ne sono uno splendido esempio. Non solo sono all'avanguardia per tecnologia e prestazioni, ma sono anche i più belli, e questa bellezza fa sì che siano oggetto di desiderio. L'emozione, il desiderio, la bellezza fanno parte della natura umana; tutti abbiamo sogni e tutti puntiamo ad esaudirli nel più breve tempo possibile. È questa la "terra di motori, terra di innovazione".

Impegno nella Sostenibilità e Visione della Mobilità del Futuro

Ducati si impegna attivamente nella riduzione delle emissioni tramite lo sviluppo di motociclette elettriche, un settore in cui l'azienda sta investendo significative risorse. I prototipi sono attesi nel 2024, con i primi modelli di serie previsti per il 2025. Questa transizione verso l'elettrico è un tassello fondamentale nella più ampia visione di Ducati per una mobilità più sostenibile. Oltre allo sviluppo di veicoli a zero emissioni, l'azienda si dedica all'adozione di processi produttivi alimentati da fonti rinnovabili e all'implementazione di strategie di riduzione dei rifiuti, dimostrando un impegno olistico verso la sostenibilità ambientale.

Concept di una Ducati elettrica

Il percorso di Ducati verso l'elettrificazione e la sostenibilità è supportato anche da partnership strategiche. Alma Automotive, con la sua vasta esperienza nell'elettrificazione e nei test per veicoli elettrici, offre un supporto tecnico fondamentale. La capacità di sviluppare internamente attrezzature di controllo e test, elettronica di potenza e sistemi hardware-in-the-loop (HIL) permette ad Alma Automotive di supportare i produttori nello sviluppo e testing completo di propulsori ibridi, elettrici e tradizionali, offrendo soluzioni all'avanguardia per le nuove sfide della mobilità globale.

Questo impegno si estende anche all'ampliamento dell'offerta di prodotti a basso impatto ambientale. Le E-Bike a marchio Ducati, sviluppate in collaborazione con THOK E-Bikes, sono un chiaro esempio. Conosciute per le soluzioni geometriche innovative, la tecnologia avanzata e il design italiano, queste biciclette a pedalata assistita rappresentano un segmento crescente che riflette la visione di Ducati per una mobilità che sia al contempo performante, stilisticamente accattivante e rispettosa dell'ambiente. La passione non è una questione di dimensioni; ogni prodotto, grande o piccolo, veicola i valori di innovazione e qualità che contraddistinguono il marchio.

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Ducati, pur guardando al futuro con l'elettrificazione e la sostenibilità, mantiene fermo il suo credo: prestazioni, design distintivo, tecnologie innovative e tanta passione. Questi elementi sono la base su cui l'azienda continua a lavorare nello sviluppo e nella produzione delle sue moto famose in tutto il mondo, con una costante attenzione ai più alti standard di qualità. La transizione ecologica nel settore automotive è una sfida complessa, ma Ducati la affronta con la stessa determinazione e ingegno che l'hanno sempre contraddistinta, proiettandosi come un pioniere verso un futuro più verde e tecnologicamente avanzato.

Il DNA Racing e la Community Globale

Le corse sono intrinsecamente legate al DNA di Ducati. L'azienda compete attivamente nei campionati MotoGP e WorldSBK, affrontando ogni gara con determinazione e l'obiettivo di migliorare continuamente le proprie prestazioni, condividendo le emozioni dello sport con la propria vasta community. Questa dedizione al mondo delle competizioni non è solo una vetrina per le capacità ingegneristiche e tecnologiche di Ducati, ma è anche il banco di prova per lo sviluppo di innovazioni che vengono poi trasferite sui modelli di produzione.

Moto Ducati campione del mondo MotoGP in festa

Il 2024 ha segnato un anno straordinario per Ducati, che per il terzo anno di fila si è laureata Campione del Mondo in MotoGP, realizzando l'impresa senza precedenti di vincere 19 Gran Premi sui 20 disputati in stagione, aggiudicandosi anche il Titolo Costruttori e Team. Questi successi non solo rafforzano l'immagine di Ducati come forza dominante nel motociclismo mondiale, ma alimentano anche la passione di milioni di "Ducatisti" in tutto il mondo.

La connessione con la sua community è un aspetto fondamentale per Ducati. La World Ducati Week (WDW), la settimana dedicata ai tifosi Ducatisti, è un evento globale che celebra questa passione condivisa, riunendo persone da ogni angolo del pianeta. È in occasioni come queste che si percepisce appieno lo "spirito comune che lega le persone", trasformando il possesso di una Ducati in un vero e proprio stile di vita.

Nello stabilimento di Borgo Panigale (Bologna, Italia), Ducati realizza il sogno di ogni Ducatista, dando vita a moto che sono una magica combinazione di tecnologia sofisticata e bellezza sensuale in un inconfondibile stile sportivo italiano. Questo processo produttivo è guidato da una costante attenzione ai più alti standard di qualità. La gamma di modelli, che include anche edizioni limitate e numerate, diventa oggetto da collezione per celebrare momenti storici e le moto che hanno fatto la storia delle passate stagioni racing sono testimoni viventi di come Ducati abbia vissuto la pista, sfidato i limiti e scritto pagine di passione e successi.

Tifosi Ducati in festa durante un evento

Questo forte legame tra le prestazioni in pista e l'esperienza del cliente si manifesta nella filosofia dell'azienda: "C’è tanta storia ma nessuna nostalgia". Ducati guarda sempre al futuro, facendo leva sui suoi punti di forza straordinari per creare "sogni incredibilmente contemporanei perché ricchi di tecnologia". L'emozione, il desiderio e la bellezza sono parte integrante della natura umana, e Ducati si impegna a esaudire questi sogni attraverso prodotti che sono all'avanguardia per tecnologia e prestazioni, ma che sono anche i più belli, rendendoli oggetti di desiderio.

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