Guida all'Elaborazione del Nissan Patrol GR: Storia, Modifiche e Consigli

Il Nissan Patrol, un nome che evoca robustezza e avventura nel mondo dei fuoristrada, ha una storia lunga e affascinante. Nato nel 1951 come veicolo militare per le forze armate giapponesi, con il compito di pattugliamento, da cui il nome "Patrol", era inizialmente equipaggiato con un motore 6 cilindri a benzina di 3.6 litri da 85 cavalli. La sua evoluzione ha portato alla nascita di versioni civili sempre più performanti e apprezzate dagli appassionati di off-road in tutto il mondo.

Nissan Patrol storico

Nel 1967, la seconda serie del Patrol introdusse un motore diesel di 3.3 litri, segnando un'espansione globale del modello. Il 1980 vide il lancio della terza serie (sigla 160), caratterizzata da una carrozzeria squadrata e motorizzazioni diesel 2.8 aspirato (Perkins, 4 cilindri) e 3.3, inizialmente aspirato e successivamente turbo. Questa serie, conosciuta in Giappone come Safari e prodotta anche in Spagna dalla Motor Iberica S.A. con marchio Nissan (e Ebro per altri mercati), consolidò la sua reputazione.

Un punto di svolta arrivò nel 1987 con l'affiancamento del Patrol GR (Grand Raid), sigla di progetto Y60. Questo modello si distingueva per dimensioni maggiori, sospensioni a ponte rigido con molle elicoidali (al posto delle balestre del Patrol tradizionale), che garantivano prestazioni fuoristradistiche superiori e un maggiore comfort. Tra le sue raffinatezze si annoveravano il differenziale posteriore bloccabile manualmente al 100% e i mozzi anteriori a ruota libera, azionabili sia in automatico che manualmente (le versioni meno accessoriate avevano differenziale autobloccante e mozzi solo manuali). Il motore più diffuso del GR, il 6 cilindri 2.8 turbodiesel, nel 1989 finì anche sotto il cofano del "fratellino" Patrol, che con il restyling guadagnò la denominazione TR. La prima serie del GR rimase in commercio fino al 1997, quando fu sostituita dalla serie Y61, che mantenne la meccanica identica ma presentava una carrozzeria e interni completamente ridisegnati.

Questa guida si concentra sull'elaborazione del GR Y60, un 4x4 "puro e duro" tra i più apprezzati e versatili nella storia del fuoristrada. La sua eccellente mobilità su qualsiasi tipo di terreno lo rende adatto a molteplici utilizzi, dal raduno "soft" ai percorsi più estremi, fino alle competizioni tout terrain come la Dakar, dove ha ottenuto risultati brillanti. Nonostante il peso elevato e le dimensioni generose possano penalizzare le prestazioni, questi aspetti sono ampiamente compensati da pregi come la struttura tradizionale da fuoristrada puro (telaio a longheroni, ponti rigidi con molle elicoidali), il differenziale posteriore bloccabile al 100% di serie e la straordinaria robustezza della meccanica e del telaio. Tutte queste caratteristiche hanno reso il GR un'icona nel mondo delle quattro ruote motrici e una base eccellente per elaborazioni a tutti i livelli e per tutti gli impieghi.

Motore e Trasmissione: Cuore dell'Elaborazione

Il propulsore del Nissan Patrol GR Y60, in particolare il motore RD28T, un turbodiesel 6 cilindri in linea di 2.8 litri a iniezione indiretta con pompa rotativa, che eroga di serie 115 CV, è il punto focale di molte elaborazioni. Tra i difetti noti di questa unità vi sono la tendenza al surriscaldamento generale, un raffreddamento limitato dell'ultimo cilindro e la delicatezza della testata, che può creparsi, causare problemi alle valvole e un consumo eccessivo di olio. Nel 1992, furono introdotte alcune migliorie, inclusi un radiatore per l'olio motore e una versione più affidabile della testata, per affrontare questi inconvenienti. Per chi sottopone il GR a sforzi intensi, è consigliabile installare un radiatore maggiorato per il liquido di raffreddamento e, a discrezione, un intercooler per introdurre aria più fresca nei cilindri.

Diagramma motore turbodiesel

Il Patrol 3.3, sebbene abbia qualche cavallo in meno rispetto ad altri modelli, ha molta più coppia, rendendolo capace di trainare un BJ 71. Anche i 110 CV del TR turbo sono sufficienti per tali compiti, così come i 90 dell'aspirato. L'aspirato, pur essendo più lento in ripresa e velocità finale, offre una coppia elevata, specialmente se si interviene sulla pompa, smontandola e mettendola sul banco prova per variare le quote di portata gasolio e magari installare pompanti di qualche decimo maggiorati.

Le tipologie di intervento sui propulsori del GR Y60 sono numerose, dalla maggior parte non invasive, fino a soluzioni più drastiche, sempre consigliate per utilizzi particolari. Per migliorare le prestazioni e mantenere più puliti i condotti di aspirazione, è possibile escludere la valvola EGR; per motori molto sfruttati, si suggerisce di far precedere questo intervento da una lucidatura dei condotti di aspirazione.

Un filtro dell'aria sportivo e lavabile può migliorare l'aspirazione, e collegare il tutto, dopo aver reso la scatola filtro stagna, ad uno snorkel consente di avere aria in entrata più pulita. Qualche cavallo in più e una migliore erogazione della coppia si possono ottenere con la realizzazione di uno scarico diretto, privo dei due silenziatori centrale e terminale, preferibilmente in acciaio inox.

Tra le prime modifiche, si annovera l'aumento della pressione del turbo (si consiglia un aumento non superiore a 1 bar) e il conseguente incremento della mandata del gasolio da parte della pompa d'iniezione. Per chi intende o deve sostituire la turbina originale Garrett T25, sono disponibili kit come quelli della Saito, che propone un kit con turbo a geometria fissa (SSP150 WG) e uno a geometria variabile (SSP150 VGT). Dopo l'installazione di un nuovo turbocompressore, è necessario ritarare la pompa di iniezione e regolare l'LDA per adeguare l'alimentazione e massimizzare le prestazioni del motore.

Il kit SSP150 WG, tarato a circa 1.2 Bar, porta la potenza a valori elevati, ma il vero obiettivo è ottenere un'elevata coppia motrice ai bassi regimi. La maggiore massa d'aria elaborata dal compressore ai bassi giri e l'elevata efficienza del componente consentono di anticipare il valore della coppia motrice di oltre 150 giri/min, rendendo la guida più performante. La reattività del motore aumenta in modo sostanziale e la perdita d'energia, con conseguente necessità di cambio marcia, avviene a un regime inferiore rispetto al turbo originale. È importante che il sistema d'iniezione venga ritarato per immettere un'adeguata portata di gasolio, mantenendo un corretto rapporto stechiometrico. Per un utilizzo corretto, è sempre conveniente spianare la flangia del collettore di scarico a cui va collegato il turbo, così da evitare trafilamenti di gas e perdite di prestazioni. Al momento del montaggio del turbo, è fondamentale inserire olio nel foro d'ingresso del sistema di lubrificazione della turbina. Per sicurezza, è meglio effettuare la sostituzione dell'olio motore e del filtro. L'uso di additivi per l'olio è sconsigliato.

Un'altra modifica diffusa riguarda la distribuzione dei motori con molti chilometri: poiché ai regimi molto alti le punterie idrauliche originali, se usurate, tendono a far rimanere le valvole chiuse o aperte, con conseguente "perdita" di qualche cilindro e quindi di potenza, si preferisce sostituirle con punterie meccaniche, che garantiscono un'azione immediata. In tal modo, agli alti regimi il motore non "sfarfalla", risultando più pieno. Molti preparatori utilizzano punterie meccaniche, opportunamente lavorate, prodotte per il motore Ford 1.8 turbodiesel. Si raccomanda, in qualsiasi caso, una revisione accurata di ogni singolo componente del motore per prolungarne la durata e l'affidabilità.

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Per quanto riguarda i cambi, il GR Y60 offre un manuale a 5 rapporti (sigla FS5R50A) e un automatico a 4 rapporti con convertitore di coppia (RE4R03A). Nel 1992, l'aggiornamento generale dell'Y60 ha incluso modifiche anche a questi componenti.

Assetto e Sospensioni: Dominare Ogni Terreno

Il sistema sospensivo del GR Y60 è costituito da assali a ponte rigido con molle elicoidali. L'anteriore è guidato da due puntoni longitudinali che si vincolano al ponte in due punti e da una barra Panhard, mentre al posteriore si trova un 5 link composto da due puntoni superiori, due inferiori e la Panhard. La modifica dell'assetto del GR Y60 è facilitata dalle innumerevoli soluzioni e prodotti disponibili sul mercato.

Per la maggior parte degli esemplari di GR, un rialzo fino a 6 cm non causa vibrazioni dell'albero di trasmissione posteriore, anche se questo inconveniente può manifestarsi in qualche caso. Se l'utilizzo diventa più specialistico, come nelle competizioni estreme, le soluzioni variano. Una prevede di rialzare la vettura di 10-12 cm (esistono anche molle +18 cm come le King Springs) e, in alcuni casi, abbinare un leggero rialzo della scocca per facilitare l'uso di pneumatici di grandi dimensioni. Si consiglia inoltre di abbassare l'attacco al telaio della Panhard posteriore per riportarla il più possibile nelle condizioni di lavoro ottimali (molti kit di rialzo includono una prolunga della staffa).

Oltre ai puntoni posteriori superiori, sono disponibili puntoni anteriori modificati, come i Super Flex di Traction 4x4 (consigliati per rialzi dai 10 cm in su), che oltre a correggere il caster, grazie alla disposizione e al materiale speciale delle boccole, massimizzano l'escursione del ponte anteriore, il tallone d'Achille del sistema sospensivo dell'Y60, che con il classico kit con boccole eccentriche risulta limitata. Per evitare ciò, è fondamentale regolare attentamente la lunghezza dei puntoni, verificando che la rotazione del ponte non crei interferenze tra l'assale e gli ammortizzatori.

Per quanto riguarda i puntoni posteriori inferiori, molto esposti agli urti e soggetti a deformazioni, sono prodotte versioni rinforzate ideali per il fuoristrada pesante. Una soluzione proposta offre vantaggi funzionali ed economici: utilizzare un kit di rialzo di 6 cm abbinato ad ammortizzatori a lunga escursione (in questo caso sono necessari ferma molle) e un body lift di altri 6 cm.

Per gli ammortizzatori, il mercato offre una vasta scelta, da quelli economici solo idraulici a versioni più performanti a gas e regolabili. L'importante è utilizzare ammortizzatori di lunghezza adeguata al rialzo effettuato. La scelta dipende dal tipo di fuoristrada praticato, dalle esigenze personali e dal budget. Il consiglio è di acquistare un kit completo, poiché i vari elementi sono progettati per massimizzare le prestazioni quando abbinati.

Per la Dakar, Stefano Calzi della Motortecnica di Berceto utilizzava Patrol GR Y60 a passo lungo con molle Eibach +8/10 cm e due ammortizzatori Ohlins a gas a doppia regolazione e con serbatoio esterno per ogni ruota, preferiti per la migliore guidabilità e tenuta di strada nel deserto.

Il differenziale anteriore del Patrol 3.3 ha solo 200 mm, mentre il posteriore è da 233 mm, in comune con il GR anteriore e posteriore, tranne per il blocco posteriore. L'autobloccante LSD dei TR (non tutti lo hanno) a dire il vero serve a poco o nulla, soprattutto quando si è infossati, perché è fatto da 10 dischetti lamellari che con il tempo si usurano e non svolgono il loro lavoro. È preferibile un blocco al 100%.

Pneumatici e Cerchi: Aderenza e Stabilità

I pneumatici di primo equipaggiamento del Patrol GR Y60 hanno misure 10 R 15 o 31x10.50 R 15. Alcune versioni estere montavano la 205 R 16 e, in Australia, la 215/80 R 16. Come misure alternative, Nissan Italia, tramite il Cetoc, può rilasciare il nullaosta per la 265/70 R 15 o la 205 R 16. Misure come 285/75 R 16, 255/85 R 16 e 33" (installabili senza problemi con un rialzo dell'assetto di almeno 6 cm, ancor meglio con un leggero body lift) un tempo sembravano eccessive, ma oggi non bastano più. Spesso si vedono GR equipaggiati con pneumatici da 35" e misure anche più grandi, come la 9.00 o la 38", che impongono un rialzo di almeno 10-12 cm e un body lift di 5 cm. In questi casi, è opportuno sostituire le coppie coniche dei differenziali con una versione con rapporto più corto o modificare gli ingranaggi del riduttore.

Tabelle misure pneumatici

Per la sostituzione dei cerchi originali, il mercato offre una vastissima scelta di modelli, colori e misure, sia in acciaio che in lega. Le misure più utilizzate, sempre rapportate alle dimensioni dei pneumatici da montare, sono: 7x15, 8x15, 7x16 e 8x16, con offset negativo (l'ET più richiesto è -20). Queste soluzioni sono adatte per un utilizzo turistico, trialistico o estremo del GR Y60. Per le competizioni tout terrain, la gomma preferita era la Pirelli Scorpion nella misura 7.50 R 16, installata su cerchi in lega 7x16 della OZ.

È possibile allargare le carreggiate del GR con distanziali applicati sui mozzi delle ruote, ma per evitare di stressare i cuscinetti, si raccomanda di non superare la larghezza di 30 mm per lato (60 mm totali).

Allestimenti e Accessori: Preparazione per l'Avventura

Il Nissan Patrol GR Y60 è un veicolo grintoso e performante già di serie. Un modulo elettrico aggiuntivo può incrementare ulteriormente le prestazioni di coppia. L'affidabilità di questo modello lo rende uno dei fuoristrada più ricercati per viaggi in Africa, ma anche per la guida su asfalto e in off-road sui tracciati nostrani. È scattante e adatto a qualsiasi allestimento interno ed esterno, rappresentando un giusto compromesso tra comfort e avventura.

Nissan Patrol con allestimento raid

Per quanto riguarda gli allestimenti interni, un GR 3.0 può essere equipaggiato con un performante propulsore da 158 cavalli e cambio manuale a cinque marce. Un proprietario ha deciso di installare una centralina aggiuntiva che ottimizza e incrementa fino al 25% le prestazioni di coppia e di potenza dei motori turbo diesel, nel rispetto delle normative sull'inquinamento. Il funzionamento di questo modulo elettronico si basa sulla correzione dei segnali provenienti dalla centralina motore verso il sistema di iniezione. L'installazione è semplice, collegando il cablaggio fornito nel kit alle spine della vettura (tra cui iniettori e connettore pompa di iniezione), bypassando il cablaggio originale del motore. Grazie a un interruttore switch, alloggiato nel vano porta oggetti del cruscotto lato passeggero, si può commutare tra potenza originale e potenza modificata del 4x4. Tra i pregi riscontrati, oltre all'incremento istantaneo di coppia e potenza, si è notata un'ottimizzazione dei consumi di carburante.

La batteria presente nel vano motore può essere una Optima, e si può scegliere di equipaggiare il GR con un pre filtro Racor, modello 230R30, che grazie al decantatore Aquabloc garantisce la totale separazione dell'acqua dal gasolio.

L'allestimento interno può essere essenziale ma decisamente funzionale. Accanto a volante, pedaliera e sedili di serie, un cruscotto high tech può includere un navigatore satellitare Xmotion con display a colori touch screen da 10". Specifico per la navigazione nel Sahara (nasce infatti come navigatore nautico), è perfetto anche per l'utilizzo su piste e sterrati africani grazie all'opzione che permette di memorizzare rotte con 500 waypoints. Il tunnel centrale, a fianco della presa accendisigari, può ospitare due interruttori di tipo aeronautico per inserire/disinserire il compressore dell'aria. A completare i comandi on/off, un pratico switch può escludere l'ABS durante la guida su sabbia. Infine, tra cubby box e cambio con riduttore, può essere posizionato un timer temporizzato per azionare il Webasto Thermo Top "E" che, grazie a una semplice programmazione, permette l'accensione del riscaldamento all'interno della tenda.

Per il gonfiaggio e sgonfiaggio degli pneumatici, oltre che per gli indispensabili interventi di pulizia dei filtri, si può scegliere un pratico impianto ad aria compressa. Un compressore Viair può essere fissato all'interno dell'abitacolo, in un'apposita nicchia ricavata sul lato sinistro. Per un miglior comfort invernale, può essere montato un Webasto con attacco rapido per collegarlo alla tenda Autohome.

Particolare attenzione può essere riservata all'allestimento del bagagliaio, dove possono essere sistemati 2 serbatoi supplementari e un gavone in legno, entrambi su misura, al posto dei sedili posteriori rimossi per far spazio all'equipaggiamento specifico da raid. Questo NISSAN può disporre di una notevole autonomia di carburante per i viaggi africani più impegnativi. Fissato con apposite staffe imbullonate utilizzando i fori preesistenti per l'alloggiamento dei sedili posteriori, il serbatoio può essere abbinato a un gavone in legno compensato dello spessore di 4 mm con 4 scomparti interni utili per lo stivaggio di accessori e generi alimentari.

Se per abitacolo e vano bagagli di questo passo corto si è scelto un funzionale equipaggiamento da raid, per l'esterno si può optare per un look più aggressivo grazie soprattutto al paraurti anteriore AFN in robusto acciaio, predisposto per l'alloggiamento interno del verricello, con 25 metri di cavo sintetico. È doveroso puntualizzare che per i paraurti ad uso gravoso, e in particolare per quello anteriore, di cui molti modelli sono predisposti per alloggiare il verricello, è bene avvalersi di prodotti certificati e che rispettino le normative vigenti. Infatti questi elementi devono mantenere un certo grado di deformabilità in caso di urto, sia per motivi di sicurezza altrui, sia per non provocare danni irreparabili al telaio. Infine, sul GR Y60, le luci posteriori presenti nel paraurti risultano essere molto esposte e soggette a facili rotture. Per questo motivo, sono disponibili in commercio nuovi gruppi ottici posteriori che sostituiscono quelli verticali incassati nella carrozzeria e che inglobano anche le funzioni delle luci del paraurti.

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Considerazioni Finali sulle Modifiche e Costi

Il Patrol GR Y60, con una larghezza di 1,93 metri, è uno tra i fuoristrada più larghi e ingombranti in circolazione, ma questa caratteristica non gli ha precluso un'ampia diffusione. La sua robustezza e buona mobilità compensano qualche difficoltà di manovra sia nei percorsi stretti di montagna che nei tracciati tecnici artificiali. La lunghezza di 4,24 metri del passo corto, il più diffuso in Italia, è accettabile, anche se bisogna prestare attenzione nell'uscita dai dossi a causa dello sbalzo posteriore pronunciato. I più esigenti hanno risolto questo problema modificando e accorciando, in alcuni casi con interventi molto raffinati, la parte posteriore della carrozzeria.

Modificare drasticamente il motore sollecita la trazione, pur robusta che sia, e pone interrogativi sull'affidabilità del motore. Fare modifiche significative al motore può costare dai 4 ai 5 mila euro minimi. Se l'obiettivo è un 4x4 preparato per l'off-road, la velocità in autostrada non è la priorità. Piuttosto, un utile investimento potrebbe essere uno sterzo a pistoni idraulici. Spendere troppi soldi per un'elaborazione esagerata potrebbe non essere la soluzione migliore. Per ottenere cavalli in più, si possono iniziare da piccoli interventi mirati, come la centralina, lo scarico e l'EGR.

Un proprietario di un GR Y60 ha rifatto il motore a circa 210.000 km a causa della rottura delle bronzine della biella del 2° cilindro. Prima di ciò, il motore aveva percorso oltre 160.000 km con la pressione della turbina a 1.6 bar e la pompa aperta, con un consumo di 20-25 litri/100 km. Molti ritengono che la testata sia debole e poco efficiente, ma si suggerisce di verificare lo scarico dell'Y60, in particolare l'estremità collegata alla turbina e quella che va alla marmitta, notando le differenze. Le testate dei GR richiedono interventi tra i 50.000 e i 100.000 km solo per un problema della guarnizione che non consente movimento alle dilatazioni. Una testata ha retto circa 170.000 km, di cui circa 160.000 con il motore "caricato". Con la pompa leggermente aperta e la pressione a 0.8 bar e lo scarico quasi completamente libero, il veicolo può "bruciare i copertoni".

Per quanto riguarda i puntoni posteriori e la Panhard posteriore, che sono cavi, un'idea per modificarli è tagliarli a un'estremità prima dell'attacco, saldare una barra filettata (piena) a questa estremità, inserirla all'interno del puntone e serrarla con un dado. In questo modo si ottiene più lunghezza se si svita e il puntone viene rinforzato. In alternativa, si può filettare internamente un'estremità tagliata del puntone di 10 cm e poi inserire una barra piena interna per rinforzare e avvitare un jonny joint con dado, oppure realizzare puntoni ex novo utilizzando barre di acciaio più grosse e procedere con la stessa soluzione. Un rialzo di +15 è considerato esagerato, specie per i boschi. Se si ha un +15, minimo si dovrebbero montare gomme da 38.5 o 40 pollici, ma questo richiederebbe semiassi rinforzati, coppie coniche, super ridotte e un motore portato a 180 CV.

Modifiche sospensioni Nissan Patrol GR

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