Le Elezioni Europee e l'Ascesa della Lega: Un'Analisi Politica e le Sue Ripercussioni

Le elezioni europee del 2019 hanno segnato un momento cruciale nella politica italiana, evidenziando una profonda trasformazione del panorama partitico nazionale. Il risultato più eclatante è stato il trionfo della Lega, che ha ottenuto un successo elettorale senza precedenti nella sua storia, superando ampiamente il 30% dei consensi e affermandosi come il principale partito a livello nazionale e all'interno del governo "gialloverde" allora in carica. Questo esito ha generato una serie di interrogativi e ha aperto scenari complessi riguardo al futuro politico italiano e alle sue relazioni con l'Unione Europea.

Il Trionfo della Lega e il Crollo dei Cinque Stelle

Il 27 maggio 2019, la Lega si è affermata come primo partito in Italia, con risultati paragonabili a quelli del Rassemblement National di Marine Le Pen in Francia. Questo successo è stato accompagnato da un "crollo fragoroso" del Movimento 5 Stelle (M5S), che ha visto dimezzarsi i suoi consensi rispetto alle elezioni politiche del 2018. L'inversione dei rapporti di forza all'interno della coalizione di governo è stata netta: se prima il M5S deteneva una quota preponderante della maggioranza, dopo le europee i pesi specifici si sono invertiti, trasformando il governo da "gialloverde" a "verdegiallo".

Matteo Salvini festeggia i risultati delle elezioni europee

Questo calo del M5S è stato attribuito a diversi fattori. Innanzitutto, si è registrata una "diserzione alle urne del popolo Cinque stelle nel sud Italia", tradizionalmente un "granaio grillino". Sotto Roma, la gente si è affidata in parte alla Lega di Salvini, che è diventata clamorosamente il secondo partito al Sud. Dopo un anno di governo, il M5S non è riuscito a mobilitare i propri elettori, che li hanno puniti "anche con l'astensione". Il risultato del M5S, dunque, appare "falsato rispetto a quello che sarebbe probabilmente in una elezione per le Politiche nazionali", pur rimanendo il primo partito al Sud nonostante la crescita della Lega.

Il "discorso grillino si sia plasticamente sgretolato", tra la mancata realizzazione di promesse elettorali, la delusione sul reddito di cittadinanza, la difesa di Salvini su alcune questioni e un "vero e proprio tradimento sulle questioni ambientali e della difesa dei territori". A Milano, città natale di Salvini e sua roccaforte politica per quasi due decenni, la Lega ha subito un drastico calo alle Europee del 2024, perdendo circa l'80% dei consensi rispetto a cinque anni prima, scivolando al settimo posto tra i grandi partiti nazionali. Questa dinamica non è nuova, essendo già emersa alle Politiche del 2022, e si spiega in gran parte con il travaso di voti verso Fratelli d'Italia, che a Milano ha raddoppiato i suoi consensi. Il M5S, sebbene Milano non sia mai stata una piazza congeniale, ha comunque subito un tracollo in due fasi, dimezzando i voti già tra le Politiche 2018 e le Europee 2019.

Le Implicazioni Politiche per Matteo Salvini e la Lega

La vittoria elettorale ha posto Salvini di fronte a un "bivio amletico": continuare a governare con il M5S, condividendo l'onere di una "finanziaria autunnale lacrime e sangue", o "rovesciare il tavolo" e puntare a elezioni anticipate per conquistare la premiership alla guida di una coalizione di centrodestra. La "tentazione di andare al voto anticipato per Salvini e la Lega sarà fortissima", considerando che i "cicli elettorali ormai durano 6-12 mesi, e così le lune di miele con gli elettori".

Salvini, in effetti, ha minacciato di far cadere il governo "quando vuole", spingendo sui suoi "cavalli di battaglia": la flat tax e la "redistribuzione verso l'alto della ricchezza", l'approvazione del decreto sicurezza bis, il tema delle autonomie regionali e il dossier TAV. La vittoria leghista a Riace e Lampedusa, comuni simbolo della sinistra, con oltre il 30% dei voti, è stata interpretata da Salvini come un segnale della presa del suo "discorso salviniano" e un'indicazione per la "prima battaglia che vinceremo in Europa" sui migranti. Egli ha ribadito che il "governo non rischia ma accelerare col programma", chiedendo una "accelerazione sul programma di governo" che include "riduzione delle tasse, l'autonomia, il decreto Sicurezza, le grandi opere bloccate, lo Sblocca cantieri, il dl Famiglia, il decreto per i disabili".

EUROPEE 2019 - Matteo Salvini commenta il risultato elettorale: 'Ringrazio lassù Maria, voti ...

Tuttavia, alcuni fattori hanno "frenato Salvini". Il buon risultato di Forza Italia (FI), intorno all'8,5%, e la vittoria di Alberto Cirio in Piemonte, hanno dimostrato che Salvini "non può fare a meno dell'ago della bilancia FI per arrivare al governo", poiché una "maggioranza alternativa Lega-Fdi non arriva infatti al 40%". Il "conto", quindi, sarebbe stato chiesto sull'agenda, con una "forzatura su Flat tax e Tav nelle prossime settimane", dossier sui quali Salvini "non ammetterà alcuna mediazione". Si è anche ipotizzata una "girandola dei ministri", con un "bilanciamento a favore della Lega nella squadra di governo", e il ministero dei Trasporti, retto allora da Danilo Toninelli (M5S), nelle "mire dei salviniani".

Il Ruolo del Partito Democratico e la Frattura Centro-Periferia

Il Partito Democratico (PD) di Nicola Zingaretti ha ottenuto un risultato "in teoria positivo", tornando "seconda forza nazionale superando i 5 stelle". Tuttavia, questo è stato un voto che "tradizionalmente premia i partiti con elettorati europeisti", e i voti del PD erano "probabilmente questi", con 200.000 in meno rispetto alle ultime elezioni politiche del 2018. Il "voto ‘drogato’ dei cinquestelle" ha influenzato anche la percentuale piddina.

Il PD, inoltre, è stato giudicato "troppo timido rispetto ai roboanti toni adottati per smarcarsi dalla precedente gestione renziana". La "frattura centro-periferia" si è riproposta in modo evidente: la Lega ha guadagnato consensi soprattutto "in periferia e nei centri medio-piccoli", mentre "nelle grandi città, infatti, al nord vince il PD (per esempio a Milano, a Firenze, a Bologna)". A Milano, il centrosinistra ha mostrato una "solida tenuta", con il PD che si conferma prima forza politica. Tuttavia, rispetto alle Europee del 2019, il PD ha perso circa 48.000 voti, sebbene i consensi del 2024 includano una quota di voti guadagnati considerando il calo dell'affluenza. La "seconda colonna del centrosinistra", rappresentata dall'alleanza Sinistra e Verdi, ha registrato una "fortissima crescita" a Milano, attribuibile anche all'"effetto Salis".

Le Conseguenze per il Governo e l'Europa

Il voto ha indebolito il governo "gialloverde", come sottolineato da Zingaretti, che ha dichiarato il governo "ancora più fragile e isolato", e che l'"assalto sovranista a Bruxelles non è riuscito". Andrea Orlando ha aggiunto che "Conte è ancora più debole, il suo ruolo di arbitro è venuto assolutamente meno, ora Salvini è il capo".

A Bruxelles, l'avanzata dei populisti "non darà le carte". Un'"alleanza tra Lega e Ppe al momento è lontana", e una "possibile maggioranza tra Popolari, S&D e Alde non farà sconti all'Italia sulla manovra". Si attendevano "raccomandazioni della commissione Ue" che si preannunciavano "nerissime per i giallo-verdi", e proprio sulla manovra lo "scontro M5S-Lega potrebbe inasprirsi con il primo, inesorabilmente più debole". Il trionfo di Salvini, quindi, si è fermato ai confini nazionali. Egli ha dichiarato di aspettarsi una "lettera da Bruxelles" e ha detto che intende "mettermi a tavolo con i 5S per prepararci a rispondere" all'Europa con una politica di "riduzione delle tasse", promettendo che la "flat tax, non subito, è la via maestra".

Mappa dell'Italia con i risultati delle elezioni europee per partito

L'esito delle elezioni europee, con un'affluenza più bassa di quasi tre punti percentuali rispetto al 2014, in controtendenza rispetto alla crescita negli altri paesi UE, ha evidenziato una "seconda anomalia italiana". Questa minore partecipazione ha "penalizzato il Movimento 5 stelle", specialmente al Sud.

La Visione di Matteo Salvini e la Sua Evoluzione Politica

Matteo Salvini, nato a Milano nel 1973, è una figura centrale della politica italiana. Senatore dal 2018, ha ricoperto cariche importanti come vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro dell'Interno nel governo Conte I (2018-2019) e successivamente ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nel governo Meloni dal 2022. La sua leadership nella Lega, iniziata nel 2013 e riconfermata nel 2017, ha segnato un "marcato ricollocamento del partito verso la destra e l'estrema destra".

Salvini ha progressivamente abbandonato il tema della "secessione della Padania" per abbracciare una "nuova linea nazionalista italiana, xenofoba ed euroscettica". Ha ampliato la sua base elettorale aprendosi al Mezzogiorno, trasformando la Lega Nord in "Lega per Salvini Premier" e rinunciando definitivamente all'indipendentismo padano e alla parola "Nord" nel simbolo.

La sua carriera politica è iniziata nel consiglio comunale di Milano nel 1993, dove si è distinto per la difesa del centro sociale Leoncavallo. Nonostante alcune versioni contrastanti sulla sua effettiva frequentazione, Salvini ha inizialmente dichiarato di aver frequentato il centro da giovane. Nel 1997, si è candidato capolista dei "Comunisti Padani", una corrente di cui fu tra i fondatori, ottenendo 5 seggi su 210 nel Parlamento della Padania. Successivamente, ha chiarito che l'adesione a questa lista era di facciata e non ideologica.

Nel 2012, è stato eletto segretario della Lega Lombarda, in rappresentanza dell'ala di Roberto Maroni, e ha lasciato il suo incarico di consigliere comunale a Milano dopo diciannove anni. Salvini ha espresso posizioni forti sull'Europa e sull'euro, definendolo un "crimine contro l'umanità" e sostenendo la necessità di "sgretolare questo euro e rifondare questa Europa". Ha collaborato con leader europei come Marine Le Pen, con cui i primi contatti risalgono al 2012, e Viktor Orbán, indicandolo come modello per le politiche migratorie e di difesa dei confini. La sconfitta di Orbán, secondo alcuni, rappresenta la perdita di una "testa di ponte" per il Cremlino all'interno dell'UE.

Le sue politiche sull'immigrazione sono state particolarmente controverse. Nel 2014, ha organizzato una manifestazione a Milano contro l'immigrazione clandestina, a cui hanno partecipato anche militanti di CasaPound. Nel 2018, ha rifiutato lo sbarco della nave Aquarius con 632 migranti, scatenando reazioni contrastanti in Europa, e ha promosso il "Decreto Sicurezza", volto ad abolire la protezione per motivi umanitari. Nel 2019, ha introdotto il "Decreto Sicurezza bis", che prevedeva multe onerose per le ONG e l'arresto obbligatorio per chi violava il divieto di accesso alle acque territoriali. È stato indagato per sequestro di persona aggravato in relazione a queste vicende, ma il Senato della Repubblica ha negato l'autorizzazione a procedere.

Cronologia delle principali tappe della carriera politica di Matteo Salvini

Sul piano economico, Salvini si è espresso contro il libero mercato, definendolo un "caos totale", e a favore del protezionismo, pur sostenendo misure neoliberiste come la flat tax e il federalismo fiscale. In passato, si è dichiarato favorevole alla legalizzazione delle droghe leggere.

A livello internazionale, ha indicato Israele come un "modello" per le politiche di sicurezza e contrasto al terrorismo, considerandolo un punto di riferimento per l'Occidente in Medio Oriente. Allineandosi alle politiche dell'amministrazione Trump, ha considerato Iran e Cina "avversari strategici", polemizzando con Pechino per la presenza di Huawei nel 5G italiano, per la gestione delle proteste a Hong Kong e per le presunte reticenze sulla diffusione del COVID-19. È stato a lungo un sostenitore di Vladimir Putin e vedeva nella Russia un partner per l'Italia, sebbene la sconfitta di Orbán in Ungheria possa indebolire la posizione di Mosca nell'UE.

La Crisi del Governo Conte I e il Ritorno al Centrodestra

Nell'agosto 2019, in un contesto di "numerose tensioni all'interno della maggioranza", la Lega ha presentato una mozione di sfiducia nei confronti del governo, determinando la sua uscita dalla maggioranza e la caduta dell'esecutivo. Di conseguenza, Salvini è tornato alla tradizionale alleanza di centrodestra ed è passato all'opposizione del nuovo governo Conte II (M5S-PD-LeU). Questo episodio ha evidenziato la sua capacità di agire in modo deciso per perseguire i propri obiettivi politici, anche a costo di far cadere un governo di cui era parte.

Il post-elezioni europee ha mostrato un quadro politico in cui il Movimento 5 Stelle era "dimezzato", mentre si assisteva a una "ripresa di Forza Italia trainata da Noi moderati". Il processo è stato descritto come una "rapida e feroce operazione di cannibalismo interno al centrodestra", con Giorgia Meloni che "spolpa famelica il consenso di Matteo Salvini" anche a Milano. Forza Italia, pur perdendo voti rispetto al 2019, ha mantenuto la sua posizione come quarta forza a Milano, ma la sua ripresa appare "piuttosto apparente, o comunque determinata più dall’effetto del tracollo leghista". La separazione tra Renzi e Calenda ha "affossato entrambi" a livello nazionale e "macroscopeco" a Milano, dove i due partiti uniti avevano ottenuto un ottimo risultato nel 2022.

Grafico che mostra l'evoluzione dei consensi della Lega e del Movimento 5 Stelle in Italia

Le elezioni europee del 2019 e le loro immediate conseguenze hanno dunque ridefinito il panorama politico italiano, consolidando la Lega come forza dominante e mettendo in crisi il Movimento 5 Stelle. Il futuro politico del paese è apparso, in quel momento, fortemente condizionato dalle scelte di Matteo Salvini e dalla sua capacità di tradurre il vasto consenso ottenuto in politiche realizzabili, affrontando al contempo le sfide economiche e le pressioni europee.

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