L'Automobile Club d'Italia (ACI), la principale federazione italiana nel campo automobilistico, ha una storia ricca e complessa, che affonda le sue radici nella fine del XIX secolo e si è sviluppata fino a diventare un ente di riferimento per la mobilità, lo sport e i servizi ai cittadini. Nato come associazione di appassionati, l'ACI ha saputo evolversi, adattandosi ai mutamenti sociali ed economici, e consolidando il suo ruolo come interlocutore istituzionale e promotore dello sviluppo socio-economico del Paese.

Le Origini: Dal Club di Torino all'Associazione Nazionale
La genesi dell'attuale Automobile Club d'Italia risale ai primi di novembre del 1898, quando Roberto Biscaretti di Ruffia, Michele Lanza e Cesare Goria Gatti stilarono una circolare. Questa circolare era indirizzata ai «simpatizzanti dell'automobilismo» piemontesi, invitandoli a riunirsi in un club e a partecipare alla riunione costitutiva indetta per il 19 dello stesso mese. La sede del club, espressione iniziale di questo fermento, era situata in corso Vinzaglio 25, nel centro storico di Torino.
L'anno seguente, il club torinese assunse la denominazione di Club Automobilisti d'Italia, segnando un primo passo verso una dimensione più ampia. Nel febbraio del 1904, in un convegno tenuto sempre a Torino, prese vita l'Unione Automobilistica Italiana (UAI), un'entità che anticipava la necessità di un coordinamento a livello nazionale. La nascita dell'ACI come associazione nazionale avvenne nel 1905, dall'unione dell'Automobile Club di Torino e di alcuni altri club automobilistici locali. Torino continuò ad essere la sede principale, dove era nato il più antico dei sodalizi, un aspetto significativo che sottolinea l'importanza pionieristica del capoluogo piemontese nel panorama automobilistico italiano. Il 25 gennaio 1905 venne infine costituito, con sede a Torino, l'ente nazionale denominato Automobile Club d'Italia.
Evoluzione e Consolidamento: Da Associazione a Ente Morale
L'espansione dell'associazione, sebbene rallentata dalla prima guerra mondiale, riprese con vigore al suo termine, con l'apertura di varie sedi provinciali. Questa crescita portò nel 1926 al raggiungimento di 50 sedi e quasi 10.000 soci, testimoniando la crescente diffusione dell'automobilismo nel paese e l'importanza che l'ACI stava acquisendo.
Nello stesso anno, avvenne una modifica significativa con la trasformazione dell'originaria associazione in ente morale, ai sensi del Regio Decreto 14 novembre 1926, n. 2481. Questo passaggio conferì all'ACI una nuova veste giuridica e una maggiore autorevolezza. L'ACI venne eretto in Ente morale con R.D. 14.11.1926, n. 2481.
La sede dell'ACI rimase a Torino dal 1905 al 1926. A partire dal 1928, la sede fu trasferita a Roma, momento in cui mutò anche la sua dizione in Reale Automobile Club d'Italia (RACI). Successivamente, la denominazione dell'organizzazione subì diverse variazioni in relazione ai contesti storici e politici: da Unione Automobilistica Italiana (UAI) nel 1904, ad Automobile Club d'Italia (ACI) dal 1905 al 1928, poi Reale Automobile Club d'Italia (RACI) dal 1928 al 1934. Dal 14 novembre 1934 (R.D. n. 2323) al 6 novembre 1944, l'ente fu conosciuto come Reale Automobile Circolo d'Italia. Nel 1944, con il Decreto Luogotenenziale, riprese la denominazione di Reale Automobile Club d'Italia, per poi assumere definitivamente, dal 1946, quella attuale di Automobile Club d'Italia, a seguito della costituzione della Repubblica.

La Struttura dell'ACI: Un Ente Pubblico non Economico
L’Automobile Club d’Italia è un ente pubblico non economico, senza scopo di lucro, ma di natura associativa, e non grava sul bilancio dello Stato. Da oltre 100 anni, l’Ente rappresenta le esigenze dei cittadini, rimanendo il più alto interlocutore istituzionale nel settore della mobilità. In uno scenario in continua evoluzione, l’Automobile Club d’Italia ha saputo interpretare i diversi e mutevoli bisogni della collettività, sempre come promotore della libertà di movimento e dello sviluppo socio-economico del Paese.
Aree di Attività e Servizi Istituzionali
I settori di attività dell’Ente riguardano in particolare: lo studio di soluzioni per la gestione della mobilità, l’assistenza ai Soci ed agli automobilisti, l’educazione e la sicurezza stradale, la disciplina della pratica sportiva automobilistica nel nostro Paese, il turismo e il motorismo storico. La rivista l'Automobile è l'organo di stampa ufficiale dell'ACI, strumento fondamentale per la comunicazione con i soci e la diffusione di informazioni rilevanti.
Sotto il profilo dei servizi, l’Ente gestisce per conto dello Stato il Pubblico Registro Automobilistico (PRA) a partire dal 1927. Presso i suoi uffici è inoltre possibile ottenere assistenza in materia automobilistica e provvedere al pagamento della tassa automobilistica, di cui al D.P.R. 5 febbraio 1953 n. 39. Per i veicoli immatricolati dopo l'entrata in vigore del d.lgs. 29 maggio 2017, n. 98, l'ACI fornisce i servizi di riscossione, riscontro e recupero dell’Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT), nonché servizi in materia di tasse automobilistiche. La gestione del PRA è un servizio fondamentale, anche se non privo di discussioni, come evidenziato dalle continue richieste di abolizione da parte di alcuni settori.

L'Impegno nello Sport Automobilistico: ACI Sport
L’Automobile Club d’Italia (ACI) è la Federazione sportiva nazionale per lo sport automobilistico, riconosciuta dalla Fédération Internationale de l’Automobile (FIA) e dal CONI. Delle attività più specificatamente sportive, fino alla seconda guerra mondiale, si occupò la Federazione Automobilistica Sportiva Italiana (FASI), federazione elencata nella Legge 16.2.1942, n. 426. A seguito della costituzione della Repubblica, ha ripreso l'antica dizione di Automobile Club d'Italia. Le attività sportive nel suo ambito sono ora delegate alla Commissione Sportiva Automobilistica Italiana (CSAI), che ha poi assunto la denominazione di ACI Sport.
ACI Sport è il logo utilizzato dall'ACI in ambito sportivo automobilistico. La Federazione ha il compito di promuovere ed organizzare le attività sportive - anche ai fini della formulazione dei regolamenti, interviene nella produzione di normative tecnico-sportive, nel reclutamento degli Ufficiali di gara per il controllo delle manifestazioni, si occupa inoltre dell'approvazione dei percorsi di gara e dell'omologazione del materiale tecnico da impiegare nelle gare automobilistiche.
L’impegno dell’ACI per lo sport mira a valorizzare il ruolo dello sport per lo sviluppo sociale, educativo e culturale dei giovani e dell’intera comunità. L’ACI è delegata a rappresentare presso gli Organismi Sportivi internazionali lo sport automobilistico italiano, compresa la FIA per quanto concerne il potere sportivo. Nel calendario federale sono presenti circa 900 eventi sportivi all’anno, organizzati da privati, che si svolgono su strada, in circuiti e kartodromi.
I soci ACI titolari di licenza sportiva, suddivisi fra piloti, scuderie, organizzatori ufficiali di gara ed altre figure, sono circa 55.000, un vero e proprio piccolo esercito di appassionati del motorsport a quattro ruote. Esistono così ad esempio i rally ed i rally su terra, le gare di velocità “in circuito” e quelle “in salita”, le competizioni con auto moderne e con auto storiche, le gare di velocità riservate a particolari categorie di autoveicoli. Per approfondire tutte le attività in ambito sportivo è possibile visitare il sito ACI Sport.
Formazione e Sviluppo nello Sport Automobilistico
Particolare cura, oltre che alla formazione e alla promozione dei piloti, è data alla formazione degli ufficiali di gara. Questi volontari, appassionati e preparati nel loro compito, rendono possibile lo svolgimento delle competizioni e ne assicurano la corretta applicazione dei regolamenti dettati dalla Federazione Sportiva ACI. La formazione degli ufficiali di gara viene svolta fra l’altro con il contributo della Specialist Motorsport Academy, nata per volontà dell’Automobile Club d’Italia come scuola di formazione di alto profilo - gestita e diretta da ACI Sport - rivolta agli operatori del settore, con l’intento di accrescerne il livello professionale.
ACI Sport S.p.a. è la società in house dell’Automobile Club d’Italia che promuove l’attività sportiva automobilistica nazionale con particolare riguardo alla logistica, alla comunicazione ed all'immagine. La Commissione Sportiva Automobilistica Italiana (CSAI) ha la sua sede in Via Solferino, 32 - 00185 Roma, con uffici di contatto per informazioni generali e per l'ufficio stampa.
Organi Dirigenziali: Presidenti e Segretari
Nel corso della sua lunga storia, l'ACI ha avuto numerosi presidenti e segretari, figure chiave che hanno guidato l'organizzazione attraverso le diverse fasi della sua evoluzione. Tra i presidenti, spiccano nomi come il Conte Roberto Biscaretti di Ruffia, uno dei fondatori, che ha ricoperto la carica dal 1898 al 1902. Altri presidenti di rilievo includono il Marchese Emanuele Cacherano di Bricherasio (1902-1904), il Marchese Alfonso Ferrero di Ventimiglia (1904-1905 e 1908-1920), e figure più recenti come Rosario Alessi (1982-2000) e Angelo Sticchi Damiani (2011-2025). È interessante notare la presenza di figure come S.A.R. Aimone di Savoia, Duca di Spoleto, che ha presieduto l'ACI tra il 1934 e il 1935, e il Principe Filippo Caracciolo di Castagneto, che ha ricoperto la carica per un lungo periodo dal 1944 al 1965, distinguendosi anche come Reggente del CONI.

Anche la lista dei segretari è costellata di personalità importanti, come Paolo Sommi Picenardi (1926-1934), Giovanni Canestrini (1947-1950) e Francesco Mungo (1950-1974), che hanno contribuito alla gestione e allo sviluppo dell'ente.
Elenco dei Presidenti dell'ACI:
- 1898 - 1902 Conte Roberto Biscaretti di Ruffia
- 1902 - 1904 Marchese Emanuele Cacherano di Bricherasio
- 1904 - 1905 Marchese Alfonso Ferrero di Ventimiglia
- 1905 - 1906 Sen. Marchese Lorenzo Ginori Lisci
- 1906 - 1908 Sen. Principe Piero Strozzi
- 1908 - 1920 Marchese Alfonso Ferrero di Ventimiglia
- 1921 - 1926 Sen. Teofilo Rossi di Montelera
- 1926 - 1930 Sen. Silvio Crespi
- 1931 - 1932 Barone Giuseppe Federici di Abriola
- 1932 - 1934 On. Pietro Parisio (Commissario)
- 1934 - 1935 S.A.R. Aimone di Savoia, duca di Spoleto
- 1935 - 1936 On. Gaetano Postiglione
- 1936 - 1943 Conte Alberto Bonacossa
- 1944 Giuseppe Patruno (Commissario)
- 1944 - 1951 Principe Filippo Caracciolo di Castagneto (Reggente CONI)
- 1951 - 1965 Principe Filippo Caracciolo di Castagneto (deceduto in carica)
- 1965 - 1969 Luigi Bertett
- 1969 - 1972 Gustavo Marinucci
- 1972 - 1982 Filippo Carpi de Resmini
- 1982 - 2000 Rosario Alessi
- 2000 - 2007 Franco Lucchesi
- 2008 - 2011 Enrico Gelpi
- 2011 - 2025 Angelo Sticchi Damiani
- 2025 Tullio Del Sette (commissario)
- 2025 - Geronimo La Russa
Elenco dei Segretari dell'ACI:
- 1926 - 1934 Paolo Sommi Picenardi
- 1935 - 1936 Luigi Maggioni
- 1936 - 1944 Ivo Magnani
- 1944 Antonio Cataldo
- 1944 - 1946 Giovanni Ricci
- 1947 - 1950 Giovanni Canestrini
- 1950 - 1974 Francesco Mungo
- 1975 - 2003 Giuseppe Spizuoco
- 2003 - 2016 Ascanio Rozera
- 2016 - 2018 Francesco Tufarelli
- 2019 - 2024 Gerardo Capozza
- 2024 - 2025 Vincenzo Leanza
- 2025 - 2026 Tullio Del Sette
- 2026 - Annibale Ferrari
Società Partecipate e Strumenti Operativi
L'ACI opera attraverso una serie di società partecipate che le consentono di gestire in modo efficiente le diverse aree di attività. Queste includono:
- ACI Global Servizi S.p.A.: Si occupa di servizi di assistenza alla mobilità.
- Aci Consult S.p.A.: Fornisce consulenza e studi nel settore della mobilità.
- ACI Sport S.p.A.: Come già menzionato, è la società in house che promuove l’attività sportiva automobilistica nazionale, con particolare riguardo alla logistica, alla comunicazione ed all'immagine.
- Autodromo Nazionale Monza SIAS S.p.A.: ACI detiene una partecipazione significativa nella gestione di uno degli autodromi più iconici del mondo, l'Autodromo Nazionale Monza.
- Ventura - Aci Blueteam S.p.A.: Opera nel settore del turismo.
- ACI Informatica S.p.A.: Si occupa dello sviluppo e della gestione dei sistemi informativi dell'ente, fondamentali per l'erogazione dei servizi.
- ACI Progei S.p.A.: Focalizzata sulla progettazione e gestione di servizi.
Queste società rappresentano gli strumenti operativi attraverso cui l'ACI realizza i propri fini istituzionali, garantendo una gestione specializzata e capillare dei servizi e delle attività in cui è coinvolta. Il bilancio 2022 dell'ACI, pubblicato il 9 maggio 2023, fornisce un quadro dettagliato della situazione finanziaria dell'ente e delle sue partecipate.

L'ACI, con la sua complessa struttura e la sua lunga storia, continua a essere un pilastro fondamentale nel panorama automobilistico italiano, affrontando le sfide della mobilità contemporanea e promuovendo una cultura della strada basata su sicurezza, efficienza e rispetto dell'ambiente.
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