Fiat 124 Sport Coupé 1800 Velocità: L'Essenza di un'Icona

Su RollingSteel, non sentiamo il bisogno di stilarvi infinite descrizioni tecniche e cronistorie dettagliate come le riviste specializzate tentano invano di fare da anni. Noi sentiamo il bisogno di restituirvi attraverso questi agglomerati di simboli sullo schermo, chiamati parole, l’essenza di un’auto. Quelle idiote sensazioni che suscitano e le illusioni che fanno sragionare noi appassionati maledetti delle auto. Le stesse che poi vengono intese non solo esclusivamente per quello che sono, cioè dei mezzi di trasporto, ma anche e sopratutto come un’estensione dell’espressione umana. “Se questa non è la vostra Vodka preferita, servitevi pure di tutto quello che volete vi auguriamo buon viaggio, senza rancore.”

Fiat 124 Sport Coupé 1800 Velocità

Adoro i bialbero, i “twin cam”, specialmente se a carburatore. Per anni questo nome ha dato quel sapore in più all’auto che lo portava, comparendo anche sotto forma di stemmino o fregio sulle fiancate dei vari modelli atto a certificarne la spiccata sportività nel motore, non come oggi, con i vari S, GT, ST-Line. Col tempo il tarlo è rimasto, ho sempre voluto provarne uno, e fino a qua niente di speciale, tranne per chi come me sceglie le auto per le sinapsi che gli si attivano in testa seguendo alcuni mantra: non per il “quanto fa” ad esempio, ma per il come. D’altronde se apprezzo una MX-5 un motivo si sarà, no? (Grazie venditori a malincuore). Comunque, di auto così ce ne sono diverse tra cui scegliere ma non è altrettanto facile trovare qualcuno disposto a concedertela anche solo per un valzer. Sarà perché siamo amici, sarà perché era in buona quel giorno, ma la 124 Sport milleotto di Giovanni non me la sono lasciata sfuggire. Io sono attratto da quel tipo di auto lì, e robe come la 86 di Inital D non hanno fatto che aggravare il malanno, perciò alla risposta positiva del proprietario ero già in auto con il blocchetto d’accensione girato.

La Genesi della Fiat 124 e le sue Evoluzioni Sportive

Ma davvero ne vale la pena di tutto questo cantico per una coupé offuscata pesantemente in patria dalle GT del Biscione o dalla Fulvia? Oltretutto questa è una terza serie, nella rara versione 1.8, ma apprezzata come il 512 TR dopo la benamata Testarossa. La Fiat centoventiquattro venne lanciata nel vero senso della parola (se conoscete la storica reclàme) nel 1966, fu disegnata da Dante Giacosa e nacque dopo una lunga genesi passata attraverso lo studio di ben tre prototipi. La 124 era in Italia un po’ come la Ford Cortina in Inghilterra, cioè l’ammiraglia di quasi tutte le famiglie di ceto medio e, come in Ford, si pensò di enfatizzare ulteriormente la gamma con la sempre-verde ricetta usata dalle case generaliste: “Win on Sunday, Sell on Monday”.

La prima serie, discretamente rara, con quei fanali rotondi all’estremità alta dei parafanghi poteva richiamare lo stile della cugina Spider, disegnata da Pininfarina ed indubbiamente più carismatica ed iconica. Il facelift della seconda serie determinò il successo del modello con un design composto da elementi che in generale la rendevano più moderna, come i doppi fari e la griglia anteriore nido d’ape, decisamente ispirati alla sorella maggiore, la Fiat Dino. La carrozzeria di base rimase invariata, sui fianchi venne adottata una sottile modanatura che doveva accentuare la linea elegante dell’auto, ma gli interventi più evidenti vennero attuati nelle due estremità della vettura. Il frontale venne diviso in tre parti e anche se il cofano mantenne la sua linea, fu installata una presa d’aria cromata. La calandra centrale invece divenne rettangolare ed in forte rilievo. Questo netto cambiamento non riscontrò l’apprezzamento di molti, ma è anche vero che altri la trovarono quanto di più vicino alle Muscle Car d’oltreoceano.

È inoltre interessante notare che il famoso bialbero Fiat, “Lampredi” per gli amici, debuttò proprio su quest’auto e la sorella Spider. La prima serie nasce con una solo motorizzazione 1.4 da 90 cavalli, ma con l’arrivo della seconda ad esso venne affiancato il 1.6 della sorella più grande, la Fiat 125. Quest’ultimo sopravviverà anche sulla terza serie, dove la cilindrata più piccola delle due serie precedenti andò in pensione. Con l’ultimo restyling di fine carriera venne aggiunto a richiesta il 1.8 derivato dalla ammiraglia 132.

Dettaglio motore Fiat 124 Sport Coupé

La Fiat 124 Sport Coupé è un'autovettura prodotta dalla casa automobilistica italiana FIAT dal 1967 al 1975. A seguito del successo della Fiat 124 furono preparate le versioni sportive della vettura, la 124 Sport Coupé e la 124 Sport Spider. Nonostante fossero derivate, non condivisero la stessa piattaforma. La 124 Sport Coupé fu progettata dal Centro Stile Fiat diretto dall'ingegner Mario Boano, coadiuvato in questa occasione dal figlio Paolo. Era una vettura a quattro posti e fu venduta con quattro motori: 1438, 1592, 1608 e 1756 cm³, tutti bialbero FIAT. La differenza tra un propulsore e l'altro risiedeva nella modifica della corsa e dell'alesaggio. Fin dalle prime prove su strada effettuate dalle riviste specializzate come Quattroruote, vennero rimarcati come lati positivi dell'auto la configurazione di 2+2 con i posti posteriori piuttosto confortevoli, un motore a doppio albero a camme con un carburatore doppio corpo Weber che consentiva delle buone prestazioni.

La BC fu presentata al Salone dell'automobile di Torino nel novembre del 1969. Una tra le modifiche stilistiche più importanti fu la rivisitazione del frontale ad opera del Centro Stile Fiat, ora con una calandra più alta e regolare estesa a tutta la larghezza della vettura. Il cofano motore si trovò così ad essere ridisegnato. Il modello fu provvisto di quattro fari anteriori della stessa dimensione. Il frontale anteriore assomigliava così a quello montato sulla Fiat Dino. La parte posteriore era troncata, simile quindi a molte vetture italiane dell'epoca. Nei primo anno di vendita, fu proposta con due motorizzazioni, bialbero FIAT: quella della serie precedente e quella derivata dalla Fiat 125 con cilindrata portata a 1608 cm³, alimentata con due carburatori a doppio corpo Weber 40 IDF posizionati verticalmente. Prodotta su licenza dalla SEAT, ebbe un notevole successo anche in Spagna.

Rispetto alle serie precedenti la “CC” conservò la carrozzeria, ma venne rivisto il frontale. Quest'ultimo venne diviso in tre parti, con la parte centrale (la calandra) rettangolare ed in forte rilievo. Il cofano mantenne la sua linea, ma fu installata una presa d'aria cromata. Sui fianchi una robusta modanatura cromata, con una banda di caucciù, correva lungo tutta la lunghezza dell'autovettura, accentuando la linea elegante. Alla base del lunotto, venne installata una griglia di ventilazione. Al retrotreno, i fari ora erano verticali (curiosamente quasi uguali, pur non essendo gli stessi, a quelli della coeva Lancia Beta prima serie presentata quello stesso anno) ed avevano all'estremità delle alette che permettevano all'aria di percorrere dei tragitti aerodinamici rispetto al paraurti. Gli interni furono fatti in velluto, e venne reso disponibile il condizionatore d'aria, che diedero alla vettura un'impronta lussuosa di alta qualità. Anche la motorizzazione posizionò questa versione nel segmento delle coupé di lusso. I motori, derivati dalla Fiat 132, avevano una cilindrata di 1592 e 1756 cm³. Con i numerosi cambiamenti, la versione “CC” andò incontro ad una clientela esigente. Un'ultima versione della 124 Coupé fu presentata nel gennaio del 1975. Quest'ultimo modello richiamava la“”CC” e fu pensata principalmente per le esigenze del mercato degli Stati Uniti d'America. La 124 Coupé è stata fabbricata anche dalla SEAT, in Spagna, su licenza Fiat in 23.611 esemplari. La SEAT 124 Coupé fu presentata al Salone di Barcellona del 1970 con un motore di 1608 cm³ di cilindrata erogante 110 CV.

Il Cuore Pulsante: Il Motore Bialbero "Lampredi"

Il nostro caro Giova si è preso la licenza di apportare una modifica abbastanza comune negli anni più recenti, al fine di restituire quel carisma di cui il motore aveva bisogno. Fiat infatti, aveva mantenuto un solo doppio corpo sul 1.8, che non gli rendeva assolutamente giustizia, poiché aveva solo 8 cavalli in più dei 110 del 1.6. Ricordate che quest’ultimo aveva due carburatori doppio corpo. La meravigliosa confusione del mitico Lampredi ha bisogno di essere continuamente risvegliata, ce lo insegna anche lo spot della Maxibon “du gust is megl che uan”. Bastava solo fare un lavoretto pulito: una volta trovate le due coppie, il meccanico di fiducia ha recuperato da qualche parte una testa adatta ad ospitare la doppia alimentazione e montato il tutto spostando l’alloggiamento dello spinterogeno per creare lo spazio necessario. Nel frattempo il nostro amico recupera un filtro aria adatto alla nuova cassa filtro disegnata dal vento e tagliata al laser in modo rapido e indolore, da poter finire l’auto per la sera. Su internet è tutto più bello e semplice, ma chiudere la pratica in così poco tempo dovendo installare ciò che mancava non è una cosa scontata. Niente male davvero.

Carburatori Fiat 124 Sport Coupé

Come prevedibile il motore è la vera anima della festa, assetato d’aria e di benzina, con quel gorgoglìo tipico dei motori a carburatore, come eptadone in formato overdose, dove l’aria viene tirata dentro peggio dei buttadentro nei ristoranti turistici, bruciata attraverso quel sinuoso ruggito di ferraglia e rilasciata da uno scarico libero, così libero da non sapere cosa siano le normative antinquinamento. Perché giusto o sbagliato che sia, era così. Quando però imparerete che il miglior suono del motore è quello d’induzione, saprete come si sta al mondo, mi spiace.

Il motore è la vera anima della festa, assetato d’aria e di benzina, con quel gorgoglìo tipico dei motori a carburatore, come eptadone in formato overdose, dove l’aria viene tirata dentro peggio dei buttadentro nei ristoranti turistici, bruciata attraverso quel sinuoso ruggito di ferraglia e rilasciata da uno scarico libero, così libero da non sapere cosa siano le normative antinquinamento. Perché giusto o sbagliato che sia, era così. Quando però imparerete che il miglior suono del motore è quello d’induzione, saprete come si sta al mondo, mi spiace.

In un confronto con le contemporanee Alfa Romeo Alfetta GT e Lancia Beta HPE, la Fiat 124 Sport Coupé si distingue per la sua linea classica e la carrozzeria a tre volumi. Sebbene l'Alfa Romeo fosse considerata la più sportiva e la Lancia la più moderna ed elegante, la 124 Sport Coupé offriva un compromesso interessante tra prestazioni e praticità, con un abitacolo in grado di soddisfare le esigenze di una famiglia.

in risposta a "pietro m": corretta quotazione 124 sport coupé e parere su Fulvia coupé prima serie.

L'Esperienza di Guida: Tra Piacere e Sfida

Nonono assolutamente, la 124 Sport non finisce qui, non stiamo parlando di una “muscle car” solo perché ha un’estetica tale da sembrarlo, siamo sempre di fronte ad una coupé italiana vecchia scuola. Un po’ di rispetto, per favore. Abbiamo dato lo spazio necessario al motore, ora parliamo del cambio che è incredibilmente moderno e sfruttabile nonostante l’età e la lunghezza della leva e ha un ergonomia e un utilizzo così intuitivo da conquistarti in un attimo. Attraverso i suoi 5 rapporti, specialmente tra la 3a e la 4a si può chiudere il contagiri a ripetizione trovandosi lanciati in velocità senza sapere come si comporterà l’auto nel tratto guidato perché, fidatevi, con un rapporto peso/potenza del genere, le curve arrivano abbastanza presto.

Con una confidenza quasi ingenua mi affido ai freni prima che sia troppo tardi, i 4 dischi pieni da 227 mm rispondono all’appello pur tenendo presente che ho una macchina di cinquanta anni sotto il culo. A tal proposito, a mio avviso, sono seduto decisamente un po’ in basso: non voglio urtare la sensibilità di nessuno ma la posizione di guida l’ho trovata simile a quella di un mezzo agricolo dell’epoca. Le braccia sono ben distese ma i pedali sembrano più in alto rispetto al fondoschiena e anche troppo vicini, per raggiungerli dovreste guidare con le gambe piegate all’esterno. So bene che all’epoca era la normalità ma volendo si potrebbe migliorare qualcosa.

Lo sterzo potrebbe sembrare un timone al primo approccio ma non è così duro come lo si potrebbe immaginare (servosterzo notfound-error 404), e anzi si rivela deliziosamente sincero anche se non proprio direttissimo. Non è aggressivo o telepatico come sulle auto moderne, dove voi sterzate e il telaio fa il resto, ma vi regala un sorriso. Scusate se è poco. Comunque all’anteriore abbiamo due bracci oscillanti e dietro un assale rigido con due molle separate e tiranti di reazione, non c’è nulla di cui temere, vedrete. L’assetto è morbido, ma senza quel particolare effetto di “galleggiamento”. Quindi non vedrete un comportamento particolarmente reattivo ma non per questo sarà meno interessante, è proprio lì il bello, perché la 124 sport va letteralmente impostata e adeguata per come dovrà affrontare i curvoni veloci, sfruttando e anticipando i trasferimenti di carico per evitare di indossarla come vostro nuovo cappello (ricordate che la trazione è posteriore e qui non ci sono differenziali autobloccanti o torque vectoring ad aiutarvi).

Per scorrazzare felici con lei nella discesa agli inferi, dovrete anticipare la strada e calibrare di conseguenza i vostri input sentendovi quasi “sfidati” con voi stessi a farlo. Qui siamo di fronte ad un tipo di approccio all’automobile diverso da quello a cui siamo abituati noi sbarbatelli: il concetto di “grip” non può essere applicato a delle gomme così (delle modeste Lassa Greenways 185/70 R13), piuttosto è più congruo parlare di “maneggevolezza” o handling. Non è la potenza, il peso, o l’assetto della macchina, è tutto l’insieme di questi aspetti che la rendono così amabile.

Siamo abituati ad auto sportive, non necessariamente nuove, che già da ferme dichiarano apertamente le loro intenzioni e proprio per questo ci agitano, ci stuzzicano e ci istigano a volerle spremere fino al massimo del nostro limite di talento o di coraggio a seconda dei casi. Qui è tutto il contrario: a vederla, questa in particolar modo, sembra la classica tre volumi da passeggio che non ha più nulla da raccontare, tranne che a qualche vecchio appassionato. Una volta al volante però, vi sembrerà tutto più chiaro. Perciò se applicate i canoni di valutazione odierni, per forza di cosa sarete voi ad essere sbagliati, e non lei. Ricordate sempre di contestualizzare le auto nel loro periodo storico per evitare paragoni da ossessionati dai tempi al Nurburgring. Come molte auto che ho guidato, questa conosce solo un utilizzo: ON/OFF. Perciò nell’uso quotidiano non può definirsi piacevole come un’auto moderna che deve fare tutto al vostro posto e andare anche forte. Quelle come lei invece, tirano, vi gasano e non fanno altro che moltiplicare il tutto all’infinito.

Interni Fiat 124 Sport Coupé

Un Amore Scomodo: La Fiat 124 Sport Coupé Oggi

Il titolo non è a caso, avete presente quando in vacanza fate la conoscenza di quella persona che stravolge il vostro ordinario modo di vivere, lontano dal vostro habitat naturale e quando siete più esposti agli elementi? Ad esempio quando vi innamorate della ragazza o del ragazzo del vostro stesso campeggio. No. La realtà è una sola: “il matrimonio non s’ha da fare”. I numeri, qualora il puro danaro non sia un problema, non raccontano tutta la storia, è giusto che motivi con il mio parere personale, il confine tra quello che può sembrarvi una lunga serie di cazzate o un punto di vista in cui ritrovarvi. Fosse per me, la tirerei fuori ad ogni occasione, non utile, ma speciale, come mi voglio sentire in quel momento. Potrei passeggiare intrattenendomi con la compagnia dei carburatori, che gorgogliano o urlano la loro fame d’aria per poterla bruciare insieme alla verde. Ma questo non è possibile, non è come la bici nello zaino dei Pokèmon per il Game Boy Color. Un’auto del genere, come quasi tutte di quel periodo, richiedono un posticino caldo e asciutto ma sopratutto una cura attenta per poter essere anche solo tenuta in movimento, alternandola periodicamente a qualche sana scannata.

Oggi, purtroppo, e anche per fortuna, le auto più moderne hanno perso qualcosa in termini di purezza nello sviluppare sensazioni anche a 70 all’ora, ma sono tremendamente funzionali nel resto, dove svolgono il loro compito primario. Siamo di fronte alla classica scusa che ti rassicura nella tua profonda ipocrisia, quella del “non posso tenerti”. Vero, ma avendo già diversi “problemi a quattro ruote” onestamente mi scoccia ammettere che possederla è un passo azzardato. Il punto è che non va così male come speravo, data la sua età, restando circoscritto all’utilizzo migliore, cioè quello col cuore aperto e cervello spento.

Ho provato ad immaginare quale fosse la naturale discendente della 124 Sport tra le auto moderne. Mi sono reso conto abbastanza presto che, allora, auto del genere erano più proposte tra le vetture nuove, difatti esistevano modelli di ogni casa automobilistica, anche di quelle meno blasonate delle solite. Oggi invece, auto come la GR86 ad esempio, sono ridotte ad essere bruciate letteralmente nelle vendite straordinarie come fossero biglietti dei concerti più attesi o numeri del nuovo DI BRUTTO. Questa vicenda mi ha lasciato il sapore dolce-amaro tipico delle cotte estive, quelle dei “se” o dei “ma”, però anche la consapevolezza di aver quasi sempre scelto, per fortuna, le cose da amare nel modo giusto, un po’ come le persone.

Dati Tecnici e Prestazioni (basati su prove dell'epoca):

  • Velocità Massima (in V marcia): 182,2 km/h
  • Accelerazione 1 km con partenza da fermo: 32,3 sec. (velocità d'uscita: 162,5 km/h)
  • Ripresa 1 km con partenza da 40 km/h: 35,0 sec. (velocità d'uscita: 145,3 km/h)
  • Consumo Medio (su circa 1000 km): 11.6 litri per 100 km (8.53 km/litro)
  • Consumo Medio in città: 13 litri per 100 km
  • Peso (con pilota, apparecchiature e carburante): 1183 kg

La cura delle finiture, la presenza di quattro posti e un ampio bagagliaio, rendono questo tipo di vettura ideale per chi cerca una macchina per la famiglia senza rinunciare al piacere di guida. La facilità di manutenzione, con connessioni elettriche codificate a colori e operazioni semplificate, è un altro punto a favore. La soluzione adottata dalla Fiat per i comandi principali sul piantone di guida è senz'altro la più razionale, mentre i comandi della ventilazione sul tunnel centrale richiedono una certa pratica per essere utilizzati senza distrarsi dalla guida.

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