La Fiat 124, lanciata nel 1966, ha segnato una svolta significativa nel settore delle berline compatte per famiglie italiane, un anno dopo la berlina 124. Progettata per soddisfare le esigenze della piccola borghesia, è stata presentata al Salone di Torino e successivamente incoronata "Auto dell'Anno 1967". La filosofia progettuale che l'ha guidata, orientata alla razionalità e all'innovazione, si è manifestata sia nel design lineare della carrozzeria sia nei contenuti tecnici, come il motore anteriore e la trazione posteriore. Nel corso della sua produzione, la 124 si è arricchita di diverse varianti, tra cui la berlina, i modelli Sport Coupé e Spider.
Mentre la Fiat 124 Spider, disegnata da Tom Tjaarda per Pininfarina, ha goduto di un successo intercontinentale, facendo innamorare italiani e americani, la Casa torinese ha offerto anche una seconda variante sportiva sulla poliedrica base 124: la Fiat 124 Coupé. Nata come Fiat 124 Sport Coupé nel 1967, al contrario della berlina il disegno era affidato al Centro Stile Fiat e non a Pininfarina, e la sua costruzione avveniva a Rivalta e non a San Giorgio Canavese come per la Spider. Questa sostanziale differenza progettuale e produttiva evidenzia come la Sport Coupé e la Sport Spider siano due vetture distinte, nonostante una somiglianza iniziale. La Fiat 124 Coupé è infatti realizzata sullo stesso pianale della 124 berlina, con la quale condivide il passo e la meccanica, e sebbene la prima serie ricordi la 124 Spider di Pininfarina, le due serie successive si sono evolute notevolmente, trasformandosi di fatto in tre modelli separati nell'arco di otto anni. Prodotta in circa 310.000 esemplari, quasi il doppio della 124 Spider, la 124 Coupé è rimasta per anni nell'ombra della più celebrata Spider di Pininfarina.

Evoluzione Stilistica: Le Tre Serie della 124 Coupé
Le dimensioni della Fiat 124 Coupé sono rimaste pressoché identiche nel corso degli anni, ma ciò che è cambiato radicalmente sono state le linee della carrozzeria, incredibilmente differenti tra una serie e l'altra.
La Prima Serie: 124 Sport Coupé AC (1967-1969)
La prima serie, nota come 124 Sport Coupé AC (dove la sigla AC indica il nome del progetto), presentava un frontale che richiamava la 124 Sport Spider. Era caratterizzata da due fari tondi posizionati in cima ai passaruota anteriori, una presa d'aria esagonale e un cofano piatto e appuntito. Questa versione fu progettata dal Centro Stile Fiat sotto la direzione dell'ingegner Mario Boano, con la collaborazione del figlio Paolo.

La Seconda Serie: 124 Coupé BC (1969-1972)
Tre anni dopo, la Fiat 124 Coupé subì un nuovo cambiamento. La Coupé BC abbandonò la dicitura "Sport" e il frontale simile alla 124 Spider, introducendo una griglia molto più alta e larga. Con i nuovi quattro fari tondi e il logo Fiat rosso con la corona d'alloro, il frontale riprendeva l'estetica della nuova Fiat Dino, alla quale si ispiravano anche cofano e paraurti. La BC fu presentata al Salone dell'Automobile di Torino nel novembre del 1969. Al posteriore, le linee erano simili a quelle della 124 Sport Coupé AC, ma i fari erano raddoppiati in altezza verticale. Questa versione riscosse un notevole successo in Spagna, dove la SEAT, all'epoca produttrice di Fiat su licenza, importò con successo la Sport Coupé. Fu proposta con due motorizzazioni bialbero Fiat: quella della serie precedente e una derivata dalla Fiat 125 con cilindrata di 1608 cm³, alimentata da due carburatori a doppio corpo Weber 40 IDF posizionati verticalmente.

Fiat 124 l’auto che ha conquistato il mondo
La Terza Serie: 124 Coupé CC (1973-1975)
Infine, nel 1973, fu lanciata la terza serie, la CC. Sebbene le dimensioni della Fiat 124 Coupé non siano mai cambiate, lo stile è sempre stato differente, e questa terza serie è la più originale di tutte. Non riprendeva infatti lo stile né della 124 né della Dino, sfoggiando invece una calandra con quattro fari sdoppiati e una personalissima presa d'aria "scatolata" rettangolare in rilievo rispetto al resto del frontale. Anche il cofano era più affusolato, mentre in coda i fari erano verticali e alle estremità presentavano delle alette che permettevano all'aria di percorrere tragitti aerodinamici oltre la coda tronca. Sul profilo laterale, una robusta modanatura cromata, con una banda di caucciù, correva lungo tutta la lunghezza dell'autovettura, accentuando la linea elegante. Alla base del lunotto, venne installata una griglia di ventilazione. I fari posteriori erano verticali, curiosamente quasi uguali (pur non essendo gli stessi) a quelli della coeva Lancia Beta prima serie presentata nello stesso anno. Un'ultima versione della 124 Coupé fu presentata nel gennaio del 1975, richiamando la "CC" e pensata principalmente per le esigenze del mercato degli Stati Uniti d'America.

Interni: Sportività e Comfort
Gli interni della Fiat 124 Coupé sono rimasti pressoché invariati nelle tre serie, e parecchio diversi rispetto a quelli, molto classici ed eleganti, della 124 Spider. Nonostante dal punto di vista tecnico e di guidabilità la Coupé fosse la più confortevole e tranquilla, lo stile degli interni era molto sportivo e personale, ispirato alle vetture da rally del Gruppo Fiat. Sotto la palpebra che racchiude la strumentazione, si trovava un pannello in plastica nera, finta radica o alluminio a seconda dell'anno di produzione. Al centro, i due strumenti principali erano tachimetro e contagiri, affiancati da ben quattro strumenti secondari al centro della plancia: quantità di benzina, temperatura acqua, temperatura olio e orologio. Tutte e tre le serie erano equipaggiate con un volante a calice a due razze, ma con uno stile diverso a seconda della generazione: la AC prima serie lo aveva con corona in radica, la BC in plastica e la CC in pelle con razze in alluminio spazzolato. Proprio la CC era la versione con gli interni più lussuosi, con velluto e il già citato alluminio che innalzavano il livello dell'abitacolo. Venne reso disponibile anche il condizionatore d'aria, che conferiva alla vettura un'impronta lussuosa di alta qualità. I sedili anatomici in vinile o pelle e la strumentazione a quadranti per ogni funzione contribuivano a un'esperienza di guida completa.

Motori e Meccanica: L'Anima della 124 Coupé
Come accennato, la meccanica e la gamma motori della Fiat 124 Coupé la rendevano molto diversa dalla sua controparte Spider. Se la 124 Sport Spider fu realizzata su una versione accorciata del pianale 124 di partenza, la Sport Coupé era basata proprio sullo stesso pianale della berlina, con la quale condivideva il passo di 2,42 metri e gran parte della meccanica. Questo potrebbe far pensare a una coupé italiana "adrenalinica", quando in realtà la Fiat 124 Coupé era più una due posti comoda e rilassante, con cui guidare in modo spigliato ma mai eccessivamente sportivo. Questa indole è facilmente comprensibile anche analizzando la gamma motori di Fiat 124 Coupé, formata da motori quattro cilindri aspirati bialbero con potenze buone ma non esagerate. La 124 Sport Coupé fu venduta con quattro motori: 1438, 1592, 1608 e 1756 cm³, tutti bialbero Fiat. La differenza tra un propulsore e l'altro risiedeva nella modifica della corsa e dell'alesaggio. Fin dalle prime prove su strada, effettuate da riviste specializzate come Quattroruote, vennero rimarcati come lati positivi dell'auto la configurazione di 2+2 con i posti posteriori piuttosto confortevoli, e un motore a doppio albero a camme con un carburatore doppio corpo Weber che consentiva buone prestazioni. I motori, derivati dalla Fiat 132 per la versione CC, avevano una cilindrata di 1592 e 1756 cm³.
Gli assetti differivano tra la berlina (orientata a comfort e sicurezza) e le versioni sportive (assetto ribassato, sospensioni irrigidite, specie su Coupé e Spider). L'impianto frenante a quattro dischi, una dotazione assolutamente inedita per il segmento in cui operava, garantiva spazi d'arresto contenuti e sicurezza anche nella guida dinamica. Le versioni Spider e Coupé, grazie alla leggerezza della monoscocca e ai passaggi di marcia ravvicinati, erano adatte tanto alla guida rilassata quanto alle escursioni sportive. Il Coupé si distingueva per il suo assetto e la meccanica elaborata da Mario Boano e Aurelio Lampredi. Le versioni Spider e Coupé ereditarono molti organi meccanici dalla berlina, ma si distinsero per aggiunte sportive, come la trasmissione a cinque marce e i potenti motori DOHC Lampredi.

Prezzi e Posizionamento sul Mercato
A livello di prezzi, la Fiat 124 Coupé era più economica della Spider, poiché costruita nella classica fabbrica Fiat di Rivalta e derivata direttamente dalla meccanica della più comune 124 berlina. Per questo, il suo prezzo era inferiore alla 124 Spider e decisamente interessante, essendo di poco superiore alla 124 di base. A differenziare i prezzi sono ovviamente le generazioni, non più tanto i motori che, come spesso accade per le vetture storiche, meno contano per il prezzo finale con il passare del tempo. La Fiat 124 Coupé più economica è la terza serie, la CC. Questo è un po' un controsenso, in quanto è la versione prodotta nel minor numero di esemplari e quindi, idealmente, la più desiderabile. Nonostante questo, la Fiat 124 Coupé CC parte da circa 6.500 euro per un esemplare marciante e arriva a 12.000 euro per esemplari perfetti. Poco più costosa è la seconda serie BC, che parte da 7.500 e arriva a 13.000 euro. La più costosa in assoluto è la rarissima prima serie.
Concorrenti e Unicità della Fiat 124 Coupé
Elegante, comoda, ben fatta ma anche "paciosa", affidabile e facile da guidare, la Fiat 124 Sport Coupé racchiudeva tutte queste qualità in un solo modello. Meno speciale e sportiva della mitica 124 Spider, più dinamica della 124 "normale" ma comunque comoda e piacevole anche nella guida di tutti i giorni, la Fiat 124 Coupé era un'automobile che, da nuova, accontentava molti. Rispetto ad alcune concorrenti, la Fiat 124 Coupé non era esageratamente sportiva, non aveva prestazioni brucianti e costava poco più della "solita" 124 berlina. Certo, non era perfetta: i passeggeri posteriori non erano esattamente comodi, le prestazioni erano solo discrete e oggi il prezzo è molto simile a quello di coupé più sportive o più desiderabili. Questa, però, era la "coupé degli italiani", la vettura sportiva abbordabile che permetteva, senza troppe rinunce, di avere un'auto con una bella carrozzeria a due porte, la trazione posteriore e un appeal decisamente superiore alla "solita" 124. Tra le concorrenti della Fiat 124 Coupé si trovavano le acerrime nemiche Lancia Fulvia Coupé e Alfa Romeo Giulia GT.

La Dimensione Internazionale e le Varianti Speciali
L'internazionalità del modello Fiat 124 risalta nella diffusione di repliche su licenza in URSS, India, Spagna e Turchia. La 124 Coupé è stata fabbricata anche dalla SEAT, in Spagna, su licenza Fiat, in 23.611 esemplari. La SEAT 124 Coupé fu presentata al Salone di Barcellona del 1970 con un motore di 1608 cm³ di cilindrata, erogante 110 CV. Oltre alle rally-derivate, la licenza Fiat ha permesso la nascita di varianti come la Lada (Russia), Murat/Serce (Turchia), Seat 124 (Spagna), e versioni locali prodotte in Corea e Bulgaria.
Tra le edizioni più particolari della 124 spiccano la Abarth Rally (dal 1972, solo 995 esemplari per omologazione Gruppo 4, motore 1756cc, 128 CV e dettagli racing), la Spidereuropa Volumex sovralimentata da 135 CV (circa 500 unità, prodotta 1984-85), e la "Azzurra" (serie celebrativa America's Cup, blu o beige, numeri limitati). Alcune varianti destinate agli Stati Uniti, come la Spider America, si distinguevano per dotazioni specifiche (es. clima, servosterzo, paraurti maggiorati). L'introduzione della carrozzeria monoscocca, materiali resistenti e dettagli cromati davano un tocco italiano, mentre le versioni export mostravano adattamenti come paraurti rinforzati, fanali maggiorati e interni più ricchi. Speciali allestimenti come la Spidereuropa aggiungevano accessori come aria condizionata, finestrini elettrici e cerchi Cromodora. Il cabriolet offriva una capote in tela agile da gestire e, per alcuni allestimenti, anche un tonneau di copertura.
La Fiat 124, attraverso le sue numerose versioni e allestimenti, rappresenta una pietra miliare della produzione automobilistica italiana. Dal comfort essenziale della berlina al piacere di guida di Spider e Coupé, unisce innovazione tecnica e funzionalità. La presenza diffusa nel mercato storico - più dell'80% di domanda e offerta tra le Fiat d'epoca - testimonia un successo che supera le mode, grazie anche all'economicità di gestione e alla semplicità strutturale. Ricambi e supporto tecnico rimangono disponibili grazie alla grande comunità di appassionati e club dedicati. Numerosi esemplari sono riconosciuti nei registri storici (ASI, FIVA).