Fiat Coupé: Un'Icona di Stile e Prestazioni Dagli Anni Novanta

La Fiat Coupé, presentata alla fine del 1993 e arrivata effettivamente nelle concessionarie a febbraio 1994, rimane una delle auto più affascinanti della sua epoca e merita un posto speciale nella storia del brand torinese. Questa vettura, nota anche come Progetto 175, è un'autovettura con carrozzeria di tipo coupé, prodotta dal 1994 al 2000 dalla casa automobilistica italiana FIAT.

Fiat Coupé anni Novanta

Una Nascita Fuori dagli Schemi: Design e Contesto Creativo

La genesi della Fiat Coupé è un esempio lampante del fermento creativo che caratterizzò Fiat nella prima metà degli anni '90, sotto la conduzione di Paolo Cantarella. In un periodo in cui l'azienda mirava a differenziare maggiormente la produzione, il Centro Stile Fiat, rafforzato sotto la guida dell'architetto Ermanno Cressoni, divenne un polo multietnico e pulsante di idee. Roberto Giolito, all'epoca appena entrato nella squadra e oggi Head of Stellantis Heritage, racconta che il Centro Stile Fiat in quel momento valorizzava le idee dei singoli, ma il lavoro finale era sempre opera di una squadra affiatata. La creatività era innovativa, a volte anche spregiudicata, ma sempre estremamente fruibile e funzionale, con scelte non solo estetiche ma volte a migliorare l'ergonomia e l'efficienza complessiva della vettura.

La sua linea completamente fuori dagli schemi si deve all'americano Chris Bangle, che avrebbe poi guadagnato fama come capo del design della BMW. Bangle, appena prima di lasciare l'Italia per BMW, firmò le linee esterne, caratterizzate da un esterno spigoloso e futuristico, "eleganza aggressiva" come era stato pubblicizzato, un design in anticipo sui tempi. Dopo quasi tre decenni dalla sua presentazione, la Coupé ha ancora una carrozzeria che si allinea ad altri veicoli attuali senza sembrare obsoleta.

Pininfarina, invece, si dedicò all'abitacolo, rendendo lussuosi i suoi interni con la bella fascia in metallo in tinta con la carrozzeria che percorre tutta la plancia, richiamando le sportive del passato con il cruscotto verniciato nel colore della carrozzeria. Molto particolari sono anche i volumi, con il cofano motore immenso, il posteriore corto e iper tonico in cima al quale spicca il tappo del serbatoio in stile anni Sessanta. Ispirato alla stessa epoca è lo stile dell'interno, con la strumentazione circolare.

Un aneddoto raccontato da Giolito riguarda la presentazione del prototipo finale al management aziendale. Riguardo alla carenatura ondulata dei proiettori, qualcuno obiettò che non permetteva l'installazione di sistemi tergi-fari. L'architetto Cressoni rispose in modo eloquente, prendendo dalla tasca un panno con il quale accarezzava la trasparenza, accompagnando il gesto con la frase: "Si puliscono con amore".

Interni Fiat Coupé

Architettura e Meccanica: Una Base "Popolare" con Anima Sportiva

A livello tecnico, la Fiat Coupé nasceva sulla stessa base della Tipo, sul progetto VSS detto Tipo 2, utilizzato su vari modelli del gruppo Fiat tra cui Fiat Tipo e Bravo, Alfa Romeo GTV (modificato) e 155, e Lancia Delta seconda serie. Questa base "popolare" permise a Fiat di applicare in maniera esemplare il concetto di sinergia e ottimizzazione dei costi. La vettura nasconde oltre ogni ragionevole e non ragionevole dubbio questa parentela, grazie alle forme della carrozzeria e alla differenziazione attuata a livello di sospensioni e motori.

In previsione dell'installazione di potenti motori in fase di sviluppo, il telaio fu ideato con una buona rigidezza torsionale. Le sospensioni, sebbene riprese dai modelli da cui derivava (MacPherson all'anteriore e bracci longitudinali su telaio ausiliare al posteriore con molla separata dall'ammortizzatore), non furono oggetto di particolare attenzione per il tipo di vettura sportiva. La barra stabilizzatrice svolgeva anche la funzione di controllo della convergenza, uno schema non particolarmente performante in quanto non permette il recupero dell'angolo di camber durante il rollio della vettura, facendo perdere aderenza alla ruota in appoggio. Nonostante ciò, e pur essendo a trazione anteriore, la Fiat Coupé era una sportiva vera, non solo a livello di prestazioni numeriche ma anche di piacere di guida.

La produzione era curata dalla Pininfarina.

Evoluzione dei Propulsori: Dalle Origini al "Bialbero Lampredi"

Al momento del lancio sul mercato, nel gennaio 1994, la Coupé era disponibile con un motore a quattro cilindri 16V da 2 litri, sia turbo (190 CV) sia aspirato (139 CV). Il motore offerto, conosciuto anche come "Bialbero Lampredi", era da 1 995 cm³ in versione aspirata da 102 kW (139 CV) e in versione turbo da 140 kW (190 CV), propulsori in comune con la produzione Lancia, adottati anche dal modello Delta prima e seconda serie.

La motorizzazione turbo da 140 kW (190 CV), un parente molto stretto di quello della Lancia Delta Integrale, permetteva al coupé di accelerare nel classico 0-100 km/h in circa 7 secondi, dimostrando prestazioni migliori di quelle dichiarate ufficialmente da Fiat (7,5 secondi). La velocità massima dichiarata era di 225 km/h, ma in un test effettuato dalla rivista Quattroruote sfiorò i 238 km/h. Viste le grandi prestazioni, le versioni sovralimentate montavano inoltre di serie un differenziale autobloccante meccanico a giunto viscoso (Ferguson) chiamato Viscodrive per migliorare la guida e limitare i serpeggiamenti in fase di brusche accelerazioni o perdite di aderenza di una delle due ruote motrici.

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Due anni dopo, nel 1996, arrivarono i nuovi propulsori, tra cui il 5 cilindri in linea da 220 CV che faceva volare la Coupé T20 fino a 250 km/h, mentre per passare da 0 a 100 km/h bastavano 6,3 secondi. Con questi numeri, la Coupé T20 diventava la Fiat più veloce di sempre. Questi nuovi motori disponevano entrambi di 20 valvole e sia la versione aspirata che la 2.0 20 valvole Turbo da 160 kW (220 CV) erano dotate di albero controrotante di equilibratura, fasatura variabile delle valvole lato aspirazione e sistema di accensione dotato di bobina specifica dedicata per ogni cilindro. Nella versione Turbo, la sovralimentazione avveniva tramite turbocompressore Garrett TB2810 e intercooler con overboost; la coppia motrice di 310 N⋅m (31,6 kg⋅m) era disponibile già a 2 500 giri al minuto, mentre la potenza di 160 kW (220 CV) veniva sviluppata a 5 750 giri al minuto.

Il propulsore fu dotato inoltre, in fase di progettazione, di un tromboncino di aspirazione ad effetto Venturi che, collocato a lato della scatola filtro, grazie all'accordatura eseguita in fase di sviluppo, riusciva a migliorare la fluidodinamica dell'aria aspirata dal motore ad alto e medio numero di giri. L'ampio range di utilizzo e la rotondità di funzionamento lo avvicinavano a un 6 cilindri in linea, grazie soprattutto al controalbero di equilibratura e a un ottimale lavoro dei tecnici in fase di accordatura di condotti di aspirazione, scarico, fasatura della distribuzione e inerzia del gruppo turbocompressore. A quei tempi, la motorizzazione di punta rese la Fiat Coupé la vettura a trazione anteriore più veloce mai prodotta dalla Fiat con una velocità massima dichiarata di 250 km/h ed era capace, nelle versioni a 6 marce prodotte dal 1999 in poi, di coprire lo 0-100 km/h in appena 6,3 secondi (dati ufficiali Fiat) e 6,5 per le versioni a 5 marce; nel novembre del 1996 in un test effettuato dalla rivista Automobilismo il Coupé 20v turbo raggiunse i 100 km/h in soli 6,1 secondi, ottenendo prestazioni ancora migliori di quelle dichiarate.

La gamma si arricchì anche con un 1.8 litri 16V da 131 CV, un 2 litri cinque cilindri 20V (147 CV). All'alba del 2000, la Coupé adottò il sistema V.I.S. (fasatura variabile lato aspirazione) e l'aspirato toccò quota 154 Cv.

Prestazioni e Concorrenza: Una Sportiva Nata per Emozionare

Con quasi 14 quintali di massa e la trazione anteriore, l'accelerazione da 0 a 100 km/h richiedeva rispettivamente 9,2 e 7,5 secondi per le versioni iniziali, mentre le velocità massime erano di 208 e 230 km/h. La versione sovralimentata da 190 Cv, quella della Lancia Delta HF Evoluzione, fu in grado di battere la Dino con il V6 di 2.4 litri nella classifica delle Fiat più potente di sempre, con un'accelerazione inferiore ai 7 secondi per toccare da ferma i 100 km/h, e 238 km/h di velocità massima. Il differenziale "Viscodrive" di serie è responsabile della gestione della coppia interamente destinata alle ruote anteriori, permettendo di "mettere giù" la potenza e la coppia senza indecisioni, annullando le reazioni brusche sullo sterzo tipiche delle trazioni anteriori molto potenti.

Fiat Coupé in pista

Anche rispetto alle concorrenti dell'epoca, la Coupé T20 gonfiava il petto orgogliosa. Nelle comparative era più veloce e scattante della prima Porsche Boxster 2.5 e dell'Audi TT quattro da 225 CV, anche se in pista era più lenta di entrambe, sia per la trazione anteriore che per una distribuzione dei pesi sbilanciata oltre il 65% sul davanti. Il motore però era davvero una bomba. Per l'epoca, i limiti di tenuta erano elevatissimi, lo sterzo rapido e preciso.

Edizioni Speciali e Caratteristiche Distintive

La Fiat Coupé è rimasta sul mercato fino all'agosto del 2000, e negli ultimi tre anni di produzione ci sono state altrettante serie speciali.

Limited Edition (1998)

La più affascinante è senza dubbio la Limited Edition del 1998, che era anche numerata e oggi viene scambiata a cifre comprese tra i 25.000 e i 30.000 euro. Questa versione speciale del modello 20V Turbo presentava:

  • Nuovo cambio a 6 marce.
  • Impianto frenante Brembo potenziato con dischi forati e pinze a 4 pistoncini rosse.
  • Coperchio coprivalvole (motore) rosso.
  • Targhetta di serie numerata di forma ellittica posta sopra allo specchietto retrovisore interno con stampigliato la scritta "20v turbo" e il numero di serie limitata.
  • Disegno fondoscala del tachimetro a 280 km/h.
  • Barra duomi antitorsione rossa Sparco.
  • Scritte esterne 20V Turbo poste sui montanti laterali completamente rosse.
  • Pedaliera completa Sparco Reflex e poggiapiede - pedana Sparco Reflex in acciaio.
  • Cerchi dello stesso disegno della 20V turbo ma bruniti.
  • Volante in pelle nera con poggiapollici in pelle rossa traforata.
  • Pomello del cambio in pelle nera e pelle rossa traforata.
  • Pannelli degli sportelli in pelle rossa traforata.
  • Sedili sportivi Recaro (in pelle nera sui lati e traforata rossa in mezzo nella seduta e nello schienale. Alcune Limited montavano i sedili in pelle nera sui lati e traforata nera in mezzo nella seduta e nello schienale con cuciture rosse).
  • Kit aerodinamico composto da minigonne e splitter anteriore.
  • Particolari in tinta grigia: fondo dei fanali anteriori, contorni dei fanali posteriori, tappo del serbatoio, griglia anteriore e plastiche interne (la striscia colorata a seconda del colore esterno della macchina, nelle Limited Edition era sempre grigia qualsiasi colore avesse avuto l'auto).

I colori disponibili per la Limited erano 5: grigio vinci (un grigio canna di fucile), nero pastello 601, rosso pastello, chrono gray (un azzurro nuvola) e grigio steel. Gli esemplari erano tutti numerati e certificati; la previsione di produzione era di solo 300 pezzi, ma in sede consuntiva si presume che ne siano stati distribuiti all'incirca 1.600.

20V Turbo Plus (1999/2000)

Nel 1999/2000 fu prodotta una versione denominata 20V Turbo Plus, simile alla 20V Turbo Limited Edition, ma non prodotta in serie numerata. Veniva proposta con allestimento sportivo, caratterizzato da:

  • Pinze freni Brembo a 4 pistoncini di colore rosso.
  • Dischi freno forati.
  • Cambio a 6 marce.
  • Coprivalvole motore rosso.
  • Gomme maggiorate da 225/45/16 con cerchi dal disegno specifico a razze sdoppiate.
  • Illuminazione interna rossa e non arancione.
  • Tachimetro sempre con fondoscala a 280 km/h ma con fondo bianco anziché nero.
  • Tasto avviamento motore satinato.
  • Barra duomi antitorsione Sparco.
  • Kit aerodinamico carrozzeria (minigonne e baffi anteriori) di serie.
  • Sedili sportivi Recaro in pelle nera ai lati e nera traforata nella parte centrale e cuciture rosse o bianche.
  • Cuffia del freno a mano e quella del cambio in pelle nera con cuciture rosse/bianche.
  • Pannelli degli sportelli, pomello del cambio e leva del freno a mano in pelle nera/nera traforata, sempre con cuciture rosse o bianche.

Tra gli optional, solo per la versione Plus, era disponibile il Colore Bianco Perla (208/A) con un costo aggiuntivo di circa 3.000.000 lire.

20V Turbo M.Y. (2000)

Un'altra versione speciale è la 20V Turbo M.Y. (Model Year), che ha integrato alcuni degli aggiornamenti estetici e meccanici delle edizioni precedenti, mantenendo la sua forte identità sportiva.

Dettagli estetici Fiat Coupé

Impatto e Eredità: Oltre 70.000 Esemplari di una "Youngtimer"

La Fiat Coupé ha dimostrato di essere una sportiva brillante dalla meccanica raffinata e in costante evoluzione. Prodotta in oltre 70 mila esemplari (ben 72.262), resterà a listino fino al 2000 offrendo, non solo al mercato italiano, una sportiva dalle linee originali fuori dagli schemi tanto da non passare inosservata, ma capace di esaltare con le prestazioni. Questo numero, sebbene lontano dalle oltre 200.000 unità della Opel Calibra, rappresenta comunque un ottimo riscontro per le casse di Fiat.

La vettura scese ufficialmente in strada dal 1994, con motorizzazione aspirata o turbo, in due diversi allestimenti, quello base e il "Plus". La discontinuità tra la Fiat 128 Coupé, uscita di produzione nel 1980, e la nuova nata divenne spunto per lo spot pubblicitario che lanciò il claim: "Bentornato Coupé". Il video metteva in risalto l'appariscente colore di lancio giallo pastello, che diventerà caratteristico e distintivo.

Oggi, la Fiat Coupé è definita una "youngtimer", un'auto di cui tutto si può dire, ma non che lasci indifferenti, oggi come 25 anni fa, quando venne lanciata sul mercato. È un'auto stilisticamente equilibrata, muscolosa e veloce, con una certa comodità, soprattutto per la quantità di spazio nella zona dei passeggeri posteriori. Talmente originale e fuori tema da non sembrare nemmeno una Fiat, pur considerando che il marchio non era stato esente da sorprese nella sua lunga storia. Inoltre, segno più per i meccanici, questa vettura ha un’ottima accessibilità al motore e alle sospensioni.

La qualità e l'affidabilità, quelle sì, sono tipiche delle Fiat anni Novanta: non eccelse. Alcuni proprietari lamentavano che alcune finiture fossero poco consone al prezzo della macchina, con i listelli in tinta carrozzeria che rifinivano il cruscotto che si staccavano con una certa facilità. Alcuni si lamentavano anche di una certa "allegria" del posteriore che faticava a mantenere le curve impostate quando si correva, un problema che alcuni risolvevano montando un assetto ribassato.

Nonostante questi piccoli difetti, la Fiat Coupé ha lasciato un segno indelebile, dimostrando che anche un produttore generalista come Fiat poteva permettersi il lusso di creare qualcosa di unico e speciale.

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