Il Fiat Ducato, un nome che nel panorama dei veicoli commerciali leggeri evoca affidabilità e versatilità, rappresenta una pietra miliare nella storia della FIAT fin dal suo debutto nel 1981. Prodotto in collaborazione con PSA (ora parte del gruppo Stellantis) attraverso la società mista Sevel (Società Europea Veicoli Leggeri), il Ducato ha attraversato diverse generazioni, evolvendosi costantemente per rispondere alle mutevoli esigenze del mercato globale. La sua produzione, infatti, è distribuita strategicamente in diverse macro-aree economiche, con lo stabilimento Sevel Sud in Val di Sangro che funge da cuore pulsante per la macro-area EMEA (Europa, Africa e Medio Oriente). La sua presenza è così radicata che, nel suo mercato storico europeo, il marchio Fiat detiene una quota di mercato stabile del 35%.

La notevole diffusione del Fiat Ducato è testimoniata anche dal fatto che circa due terzi dei camper in circolazione si basano su questo telaio, equipaggiato con motori Fiat. Questa versatilità si riflette anche nella varietà di denominazioni con cui il veicolo viene commercializzato a livello internazionale, tra cui spiccano il RAM ProMaster, il Peugeot Boxer, il Citroën Jumper e l'Opel Movano (per la sua terza serie). In passato, il modello è stato conosciuto anche con nomi come Fiat Talento, Alfa Romeo AR6, Citroën C25, Peugeot J5 e Talbot Express, sottolineando la sua lunga e articolata storia commerciale.
La Genesi del Fiat Ducato: Dalla Prima Serie all'Evoluzione delle Generazioni
Il lancio sul mercato nel 1981 segnò l'introduzione di un veicolo che fin da subito si distinse per la sua disponibilità in diverse configurazioni, tra cui la versione furgone e la tipologia camioncino con cassone posteriore. La prima serie del Ducato non fu statica; subì infatti diversi restyling che ne affinarono l'estetica e le funzionalità. Un esempio notevole di queste evoluzioni fu l'introduzione della versione a passo extracorto, denominata Fiat Talento.
Il primo intervento estetico di rilievo avvenne nel 1983, con l'adozione di una nuova mascherina frontale dai contorni più definiti, che incorniciava i gruppi ottici e sfoggiava il logo a cinque barre cromate, un elemento stilistico che iniziava a caratterizzare la gamma FIAT di quel periodo. L'anno 1991 vide un secondo restyling, più significativo, che portò a un ridimensionamento e a un affinamento del logo e della mascherina, in linea con il nuovo family feeling del marchio. In questa fase, gli indicatori di direzione furono spostati ai lati dei proiettori, presentandosi con un trasparente bianco e lampadina arancio. Furono inoltre introdotti specchi retrovisori di maggiori dimensioni, con doppio supporto, e i finestrini laterali furono modificati con una linea inferiore inclinata, migliorando la visibilità negli specchi stessi. Il deflettore venne sostituito da un vetro triangolare fisso, ampliando ulteriormente il campo visivo.

La vera svolta arrivò nel 1993, con la presentazione della seconda serie al Salone dell'automobile di Ginevra. Quest'ultima, frutto della collaborazione con Citroën e Peugeot (con le rispettive versioni Jumper e Boxer), presentava una linea decisamente più elegante, con una carrozzeria curata da Italdesign e un coefficiente di resistenza aerodinamica (Cx) di 0,35, un valore notevole per l'epoca. La seconda serie si affiancò alla prima fino al 1994, proponendo diverse varianti di carico: Ducato 10 (1 tonnellata), Ducato 14 (1,4 tonnellate) e Ducato Maxi 18 (1,8 tonnellate). In questa generazione, fu introdotta anche la versione blindata, pensata per il trasporto valori. Il successo e il riconoscimento del modello furono sanciti nel 1994 con il premio "Van of the Year". Un ulteriore, lieve restyling estetico nel 1999 interessò il portatarga, gli specchietti retrovisori e il colore dei fari posteriori, con l'inserto chiaro che divenne fumé.
Il Fiat Ducato 120 Multijet 2007: Cuore della Terza Generazione
Il modello specifico Fiat Ducato 120 Multijet del 2007 appartiene alla terza generazione del veicolo, lanciata sul mercato nel settembre 2006. Questa generazione rappresentò un balzo in avanti significativo in termini di modernità e capacità di carico, conquistando rapidamente una vasta fetta di clientela. La terza serie del Ducato si distinse per un design esterno decisamente più contemporaneo e per un'offerta di caricamento ai massimi livelli di categoria. L'abitacolo fu completamente rivisto, introducendo numerose opzioni pensate per migliorare il comfort e la funzionalità per guidatore e passeggeri.

La motorizzazione "120 Multijet" indica una potenza di circa 120 CV (cavalli vapore), erogata da un propulsore diesel common rail Multijet. Questa tecnologia, frutto dell'innovazione Fiat, permetteva una gestione più precisa dell'iniezione del carburante, traducendosi in migliori prestazioni, maggiore efficienza nei consumi e una riduzione delle emissioni inquinanti rispetto alle precedenti generazioni. Il motore 2.3 JTD 16v, ad esempio, era una delle opzioni disponibili in quel periodo, offrendo un buon compromesso tra potenza e consumi. Oltre alle motorizzazioni diesel, il Ducato continuò a essere disponibile anche con un motore a benzina da 2.000 cm³, sebbene le versioni diesel fossero predominanti nel mercato dei veicoli commerciali per la loro robustezza ed economicità d'esercizio.
Caratteristiche Tecniche e Configurazioni del Ducato 2007
Il Fiat Ducato III del 2007 si distingueva per la sua straordinaria versatilità, offerta attraverso un'ampia gamma di configurazioni. Era disponibile in numerose varianti, con tre diverse interassi (passi) tra cui scegliere: L1, L2 e L3, oltre a tre diverse altezze (H1, H2, H3). La variante più corta, designata L1, presentava un passo di 3 metri, mentre la versione più lunga raggiungeva i 4035 mm. L'interasse intermedio misurava 3450 mm. Questa modularità permetteva di adattare il veicolo a specifiche esigenze di trasporto, sia in termini di spazio interno che di maneggevolezza.
Le combinazioni di lunghezza, passo e altezza si traducevano in un'ampia gamma di volumi di carico utili, che potevano variare da 8 a 17 metri cubi. La portata utile del veicolo variava da 1 a 2,2 tonnellate, a seconda della configurazione specifica. Le porte d'accesso al vano di carico erano disponibili in tre differenti misure, sia per le porte posteriori a doppio battente che per la porta laterale scorrevole, facilitando ulteriormente le operazioni di carico e scarico.
Oltre alla classica configurazione furgone, il Ducato era proposto anche in altre declinazioni:
- Ducato Furgone Crew Cab: Ideale per chi necessitava di trasportare personale oltre alle merci. Era omologato per 7 persone e offriva una portata compresa tra 1.480 e 2.880 kg, con un volume di carico variabile tra 5,5 e 10,5 metri cubi.
- Ducato Autocarro: Questa versione era caratterizzata da una maggiore varietà di combinazioni, con 5 lunghezze, 8 dimensioni di cassone fino a 8,5 metri cubi di superficie, e la possibilità di scegliere tra cabina singola o doppia. Il peso complessivo variava da 3 a 4,2 tonnellate.
- Ducato Autocarro Ribaltabile Trilaterale: Progettato per il trasporto di materiali sfusi, era disponibile in 2 passi e con un peso complessivo di 3,3 o 3,5 tonnellate.
- Ducato Trasporto Persone: Questa gamma includeva due versioni:
- Combi: Adatta al trasporto di persone (da 5 a 9 passeggeri) e merci.
- Panorama: Destinata esclusivamente al trasporto passeggeri (8 o 9 posti, a seconda della configurazione della seconda fila), offriva finiture superiori, un abitacolo confortevole e sedili posteriori singoli con schienale regolabile.
Una delle innovazioni degne di nota introdotte con la terza generazione, e quindi presente nel modello 2007, erano le sospensioni autolivellanti. Questa tecnologia migliorava significativamente il comfort di marcia e il comfort di carico. In particolare, permetteva di abbassare l'assetto del veicolo durante le operazioni di carico e scarico, facilitando l'accesso anche in presenza di rampe ripide o per superare ostacoli senza danneggiare la carrozzeria.
Montaggio sospensione pneumatica aggiuntiva ALKO su nuovo Fiat Ducato
L'Evoluzione verso il Futuro: Restyling, Nuove Motorizzazioni e Mercati Globali
La terza generazione del Fiat Ducato non si è fermata al suo lancio iniziale. Nel 2014, il modello ha subito un importante restyling che ha interessato l'intera parte anteriore del veicolo. Sono stati introdotti nuovi fari, dotati di luci di marcia diurna a LED, una nuova griglia frontale, un cofano ridisegnato e un paraurti aggiornato, conferendo al Ducato un aspetto ancora più moderno. Parallelamente, sono state apportate modifiche alle motorizzazioni, in linea con le normative antinquinamento Euro 6, e sono stati introdotti miglioramenti interni. Tra questi, nuovi sedili più ergonomici, un portabicchieri integrato nella console e un supporto per dispositivi mobili e notebook, tutte modifiche volte a rispondere alle esigenze degli utenti e migliorare l'esperienza di guida e di lavoro.
Le unità di propulsione disponibili per la terza generazione, fino al 2011, includevano le seguenti denominazioni: 100 Multijet, 120 Multijet, 130 MultiJet, 160 MultiJet e 140 MultiJet Natural Power. Il numero prima del nome indicava la potenza erogata dal motore. L'unità 130 MultiJet, ad esempio, era riservata specificamente alla versione camper. Entro il 2014, l'offerta motoristica si è ulteriormente ampliata con l'introduzione delle versioni 115 MultiJet II, 130 MultiJet II, 150 MultiJet II e 180 MultiJet Power. Il motore 160 MultiJet Power era, in questo caso, disponibile solo nella configurazione Ducato Minibus.
L'espansione globale del Ducato ha visto, a partire dal 2013, la sua introduzione nel mercato nordamericano con il marchio Ram Trucks, assumendo la denominazione di Ram ProMaster. Questo modello ha subito adeguamenti specifici per soddisfare gli standard di sicurezza statunitensi e le preferenze del mercato locale. Una differenza sostanziale risiede nell'offerta motoristica: oltre al motore diesel Fiat, il Ram ProMaster è disponibile con un motore a benzina Pentastar V6 da 3,6 litri, capace di erogare 290 CV, accoppiato a un cambio automatico a sei marce 62TE. L'investimento per la commercializzazione di questo modello è stato considerevole, con 170 milioni di dollari destinati allo stabilimento messicano di Saltillo e 700 milioni di euro allo stabilimento italiano di Val di Sangro, dato che tutti i componenti del veicolo provengono dall'Italia. È interessante notare che il modello Ram ProMaster, a differenza del suo omologo europeo, non ha subito un restyling significativo nel suo aspetto esteriore fino al 2020.
La lunga storia del Fiat Ducato, iniziata nel 1981 per sostituire il Fiat 242, e la sua continua evoluzione attraverso le sue generazioni, testimoniano la sua capacità di adattamento e la sua leadership nel segmento dei veicoli commerciali leggeri. La versione 120 Multijet del 2007 si inserisce in questo contesto come un esempio di un veicolo robusto, versatile e tecnologicamente avanzato per la sua epoca, capace di soddisfare una vasta gamma di esigenze professionali e ricreative.