Il mondo dei motori diesel ha subito un'evoluzione straordinaria, passando da propulsori robusti ma spesso rudimentali a unità sofisticate, potenti ed efficienti. In questo panorama, il motore 1.9 TDI occupa un posto di rilievo, in particolare per la sua diffusione e per le discussioni che ha generato riguardo alle sue prestazioni e alla sua affidabilità. Questo articolo intende esplorare le diverse sfaccettature di questo iconico motore, dalle sue origini alle sue diverse incarnazioni, analizzando le esperienze dirette degli utenti e i dettagli tecnici che lo hanno reso un punto di riferimento nel settore.

Le Origini del Diesel Moderno e il Contributo Italiano
Negli anni Ottanta, il diesel era spesso sinonimo di veicoli commerciali e imbarcazioni, e le auto alimentate a gasolio erano prevalentemente percepite come mezzi costosi e di nicchia, o come soluzioni economiche ma poco performanti. Mentre i tedeschi avevano già creato modelli a gasolio performanti come la Volkswagen Golf GTD e la Mercedes 300 d, si trattava di auto molto costose e di nicchia, il cui cliente tipo avrebbe potuto tranquillamente permettersi l'omologa versione a benzina. Chi percorreva molti chilometri e non voleva spendere molto per l'acquisto dell'auto era costretto a ripiegare su veicoli meno entusiasmanti. Renault ci aveva provato a fare qualcosa di diverso, proponendo la 18 GTD, ma la francese divenne subito nota per la sua fragilità, cosa che poco si addiceva a una vettura fatta per macinare tanta strada.
È in questo contesto che il gruppo Fiat ha giocato un ruolo cruciale nello sviluppo del motore diesel moderno. Il brevetto del common rail, un sistema di iniezione rivoluzionario, fu progettato e sviluppato interamente dal Centro Ricerche Fiat nel 1997. Sebbene il brevetto sia stato ceduto alla Bosch per l'industrializzazione, è doveroso ricordare il fondamentale contributo italiano. Questa innovazione ha permesso la nascita di motori con potenze e prestazioni difficilmente immaginabili sulle auto del passato, rendendo un'auto diesel con 200 CV una normalità, soprattutto per i SUV più grandi.

Un esempio significativo di questo processo di affinamento dei motori a gasolio è stata la Fiat Tipo TDS. La nuova vettura, denominata TDS, aveva un motore 1.9 turbo con intercooler e ben 186 Nm di coppia già disponibili da 2400 giri. Tale distribuzione della potenza permetteva di effettuare in scioltezza anche i sorpassi più difficili. La TDS aveva una connotazione più sportiva rispetto alla sorella minore dotata del classico 1.7 aspirato ed era venduta con paraurti più avvolgenti, disponibili come optional ABS, cerchi in lega e fendinebbia. Con questa vettura, anche chi aveva sempre criticato le auto alimentate dal carburante del diavolo doveva ricredersi: la Tipo TDS era veloce e consumava pochissimo. Un altro punto a suo favore era il prezzo d'acquisto, molto contenuto rispetto alle concorrenti con potenze simili. Questo veicolo ha segnato l'inizio di un percorso che avrebbe portato alla nascita del primo common rail montato sull'Alfa 156.
Il 1.9 Multijet Fiat: Un'Icona di Affidabilità e Versatilità
Il motore 1.9 Multijet non è stato solo un propulsore diesel, ma un vero e proprio capitolo di storia dell’automobile europea. È il motore che ha portato Fiat a insegnare al mondo come si costruisce un diesel moderno, affidabile e sensato. È il motore che ha lavorato per tassisti, rappresentanti, famiglie, appassionati, preparatori improvvisati e "criminali della rimappatura", sopravvivendo a tutto e a tutti.
Parlare del 1.9 Multijet oggi significa toccare un nervo scoperto, perché è il simbolo di un’epoca in cui i motori venivano progettati per durare, non per rientrare in un leasing da 36 mesi. È il diesel che ha fatto più chilometri di qualsiasi influencer automotive su Instagram. Le sue caratteristiche tecniche dettagliate, le numerose versioni e le differenze tra esse, la sua affidabilità reale, i problemi veri e i falsi miti, e i consumi realistici lo hanno reso un benchmark. Molti utenti lo hanno apprezzato per la sua robustezza e la capacità di percorrere distanze elevate con una manutenzione regolare, come testimoniato da esperienze dirette.
Motore Alfa Romeo/FIAT 1.9 JTD - Storia e Tecnica
Il 1.9 TDI del Gruppo Volkswagen: Tecnologia Iniettore-Pompa
Parallelamente allo sviluppo Fiat del common rail, il gruppo Volkswagen ha perseguito una strada diversa con i suoi motori diesel turbocompressi a iniezione diretta, denominati Turbocharged Direct Injection, o TDI. La pompa di iniezione è mossa dalla cinghia di distribuzione e porta gasolio agli iniettori che "spruzzano" il carburante direttamente nel cielo del pistone, eliminando la vecchia precamera.
La serie di motori diesel EA188, prodotta dal 1996 al 2010, è stata ampiamente installata su numerosi modelli dei marchi Audi, Volkswagen, Skoda e Seat. Il motore diesel a 4 cilindri 1.9 TDI della famiglia EA188 con iniettori pompa è stato presentato già nel 1996, ma è comparso su molti modelli solo nel 1998. Questi motori 1.9 l TDI EA188 differiscono dai predecessori della serie EA180 non solo nel sistema di iniezione, ma anche su altri aspetti. Sui motori EA188 non c’è un albero intermedio, e la pompa dell’olio è azionata da una catena collegata all’albero motore. Il nuovo sistema di iniezione è con iniettori pompa (Pumpe-Düse - per questo i motori portano anche il nome 1.9 l TDI PD). La tecnologia degli iniettori pompa prevede che ogni iniettore sia una pompa ad alta pressione, aumentando la pressione di iniezione e iniettando carburante. Il blocco cilindri è rimasto in ghisa con iniettori d’olio, albero motore da 95,5 mm, nuovi pistoni da 79,5 mm e bielle ottimizzate. I propulsori da 1,9 litri EA188 esistono solo con testata a otto valvole, in cui l’unico albero a camme ruota con una cinghia di distribuzione ben rinforzata con tenditore idraulico. Nella testata di alluminio sono presenti compensatori idraulici. Sulle versioni più potenti sono installate moderne turbine a geometria variabile.

Le versioni di media cilindrata includevano i 1.9 TDI da 90 e 110 CV, mentre le versioni più potenti e diffuse erano i 1.9 l TDI EA188, disponibili in circa 30 varianti con diversi livelli di potenza. Un esempio di versione ad alta potenza è quella basata sul codice ARL. La differenza principale tra il propulsore con sistema pompa-iniettore e quello a pompa rotativa è che, in questo caso, ogni iniettore ha la sua pompa che provvede a mandare in pressione il gasolio.
Il gruppo VW era tuttavia l'unico a sviluppare questo tipo di motori, mentre gli altri costruttori, a partire dalla fine degli anni '90, utilizzavano il sistema common rail. La soluzione a iniettore-pompa era inizialmente avvantaggiata da una maggiore pressione di alimentazione (circa 2000 bar, mentre la prima generazione di common rail arrivava a una pressione di 1350 bar), la quale permetteva di raggiungere potenze specifiche superiori. Questo, tuttavia, avveniva a scapito di un'erogazione meno regolare e più ruvida: a differenza del sistema pompa-iniettore, che di fatto garantisce la pressione di alimentazione nominale solo ai regimi più alti, il common rail riesce a raggiungere la pressione di targa già a regimi medio-bassi.
Il sistema iniettore-pompa ha palesato tutti i propri limiti quando sono stati realizzati impianti common rail che, oltre a garantire pressioni di alimentazione pressoché equivalenti, hanno permesso di implementare le iniezioni multiple di combustibile, necessarie a rientrare nelle severe normative Euro 5.
L'Esperienza di Guida con il 1.9 TDI
Le esperienze degli utenti con il motore 1.9 TDI variano a seconda del veicolo su cui è montato e della specifica versione del motore. Chi ha avuto un Ducato Fiat del 2000 con il motore 1905 della Peugeot da 90 CV, spesso considerato migliore del 1.9 Fiat montato fino al 1999 che pare soffrisse di bruciature della testata, si è trovato bene. Un utente ha percorso 3500 km tra Monaco, Praga, Vienna e Budapest nel 2013 senza il minimo problema, accumulando 40000 km con solo la normale manutenzione.
Questo motore, sebbene affidabile, va "capito". In montagna, è consigliabile dare un colpetto di gas quando si cambia marcia in salita, così da tenere la turbina "allegra" e avere il motore in coppia anche con la nuova marcia. Se necessario, può raggiungere velocità di circa 115 km/h (anche su un mansardato), ma non è consigliabile mantenerle a lungo perché il motore lavora al limite. Vista la dimensione del motore, scordatevi riserve di potenza in salita o nei sorpassi autostradali; conviene prenderla con calma. Nonostante queste limitazioni, molti utenti non si lamentano delle prestazioni complessive.

Per quanto riguarda il mercato dell'usato, alcuni dicevano che il 1.9 fosse "invendibile" e i concessionari facevano proposte "assurde" per il ritiro. Tuttavia, è possibile venderlo privatamente a un prezzo onesto. Per chi lo acquista, trattando, si può spuntare un buon prezzo e prendere un mezzo valido.
Un'altra testimonianza riguarda un 1.9 TDI da 130 CV su un'Audi A4. L'auto ha percorso 240.000 km in 6 anni, e il motore è ancora "del tutto nuovo". Nonostante trattamenti severi, come aver camminato con poco olio e ritardato la distribuzione di 20.000 km, il motore non ha fatto una piega, andando "come una bomba". La cosa più incredibile è che in 240.000 km, su quella macchina e sul motore, non è stato speso "neanche un centesimo", solo manutenzione (e anche non puntuale). Tuttavia, ci sono state critiche riguardo a questo motore: la maggior parte dei motori di quel tipo ha il brutto vizio di "brasare" intorno ai 100.000 km o anche prima, un difetto di progettazione.
Passaggio al Common Rail nel Gruppo Volkswagen
La casa di Wolfsburg è passata al common rail gradualmente, iniziando con il 3.0 TDI, un V6 che ha debuttato per la prima volta sull'Audi A6 nel 2004 e sviluppava una potenza di 224 CV (poi diventati nel tempo, con varie evoluzioni, 233 e attualmente 245). Insieme è stato commercializzato anche il 2.7 TDI (un 3.0 TDI con la corsa accorciata) da 179 CV, poi portato a erogare 190 CV.
Il debutto vero e proprio del common rail sulle auto del gruppo VW è però avvenuto nel giugno dell'anno 2000 sull'A8, con il 3.3 TDI V8 da 224 CV Euro 3, questa costruita fino a settembre 2002 e, successivamente, sulla carrozzeria modificata, il 4.0 TDI V8 da 275 CV ancora Euro 3, continuando con il 4.2 TDI V8 Euro 4 con 326 CV e i 2.0 TDI da 110, 120, 140, 170, 184, 190, 204 e 240 CV (quest'ultima BiTDI, ovvero biturbo, montato sulla Volkswagen Passat e Arteon) montati su tutte le nuove auto del gruppo. Molti di questi motori sono rimasti invariati con l'entrata della normativa Euro 5, ricevendo un semplice aggiornamento di adattamento alle norme imposte dagli standard Euro 5.
Motore Alfa Romeo/FIAT 1.9 JTD - Storia e Tecnica
Il sistema common rail è molto più silenzioso rispetto agli altri e garantisce ottimi risultati in termini di potenza e consumi. Si tratta di un sistema molto semplice come costruzione, che consiste in una pompa ad alta pressione che invia il gasolio in un tubo (chiamato Rail) da cui partono gli iniettori che portano gasolio nei cilindri. Il top della gamma è però il 6.0 V12 TDI con 500 CV e 1000 Nm di coppia, nato successivamente all'utilizzo del propulsore che ha vinto la 24 Ore di Le Mans con l'Audi nel 2006, 2007 e 2008. Di recente, il 1.6 è stato aggiornato in tre varianti, rispettivamente 80, 95 e 115 CV, tutti dotati di turbina a geometria variabile o VGT. Nel 2009, il motore 1.6 l TDI EA189 è arrivato a sostituire il 1.9 l TDI EA188.
Un esempio di propulsore 1.6 TDI da 80 CV è stato montato su una SEAT Ibiza KJ a partire dal 2017. Le versioni di grossa cilindrata comprendono i 5.0 V10 TDI da 313 CV o da 350 CV montati sulle Phaeton e Touareg.
Consigli per l'Acquisto di un Veicolo Usato con Motore 1.9 TDI
Quando si valuta l'acquisto di un veicolo usato con motore 1.9 TDI, è fondamentale una verifica attenta delle condizioni generali dell'auto. È importante cercare di capire come sono state usate le macchine dagli interni, dallo stato di usura di freni e frizione, e delle gomme. Un consiglio spassionato è quello di aprire il cofano e, se il motore è troppo pulito (tipo lavato con prodotti specifici), essere un pochetto diffidenti, poiché potrebbe nascondere problemi.

Per quanto riguarda i motori TDI in generale, bisogna considerare che il problema più comune di questi motori sono le perdite dagli iniettori pompa. Tuttavia, con la giusta attenzione e manutenzione, il 1.9 TDI, nelle sue varie incarnazioni, può ancora offrire un'esperienza di guida affidabile e duratura.