La Fiat Panda di seconda generazione, nota internamente come Progetto 169, ha rappresentato un'evoluzione significativa per la superutilitaria italiana. Lanciata nel 2003 e prodotta fino al 2012, questa vettura ha segnato un distacco dall'approccio spartano della sua antenata, proponendosi come un'auto pratica, giovanile e di tendenza, ricca di accessori e optional impensabili per la versione del 1980. Tra le varie motorizzazioni disponibili, il modello 1.3 16V Multijet del 2004 si è distinto per le sue caratteristiche di efficienza e brio, specialmente nella versione a trazione integrale 4x4.

La Nascita e l'Evoluzione della Seconda Generazione
Inizialmente presentata al salone dell'automobile di Ginevra del 2003 con il nome di Fiat Gingo, la decisione di riprendere il nome "Panda" fu presa rapidamente, ad appena un mese dal debutto sui mercati. Questa scelta la designò ufficialmente come la seconda serie della vettura. Venduta in Italia a partire dall'autunno del 2003, la seconda generazione della Panda si distingueva dal modello originario principalmente per la carrozzeria. Pur mantenendo gli ingombri di una superutilitaria, la vettura passò da 3 a 5 porte, garantendo una maggiore flessibilità interna e assumendo un'architettura che la faceva assomigliare a una piccola monovolume. La linea, frutto della proposta di Giuliano Biasio di Bertone e supervisionata da Humberto Rodriguez del Centro Stile Fiat, si sviluppa su una lunghezza di 3,54 metri, ideale per affrontare le strade cittadine. Questo grazie anche al ridotto raggio di sterzata e all'aiuto del servosterzo elettrico, dotato della funzione City, che lo rende ancora più efficace e leggero durante le manovre più delicate.
La Panda di seconda generazione incorporava i più moderni e diffusi dispositivi di sicurezza, come ABS, airbag frontali, laterali e a tendina, controllo elettronico della stabilità ESP e servosterzo. A ciò si aggiungevano comfort come il climatizzatore manuale o automatico monozona con schermi LCD, il filtro antiparticolato abbinato alle motorizzazioni turbodiesel e il navigatore satellitare dotato di schermo a cristalli liquidi a colori. Questi optional la rendevano un veicolo decisamente più equipaggiato e moderno rispetto al suo predecessore.
I limiti della Panda si riscontravano nella ridotta autonomia del serbatoio, che varia dai 30 ai 35 litri di capienza, e nel bagagliaio di modesta capienza, con una capacità da 206 a 860 litri con il divano posteriore fisso, e da 176 a 786 litri con il divano posteriore scorrevole. Sottoposta ai crash test Euro NCAP, la Panda ha totalizzato un punteggio complessivo di 3 stelle.
La produzione della Panda 169 è iniziata il 5 maggio 2003 presso gli stabilimenti polacchi di Tychy di proprietà FIAT, dove venivano assemblate anche la 500 e la seconda generazione della Ford Ka, che sfruttano la stessa piattaforma della Panda, oltre alla Seicento. La produzione raggiunse 83.046 esemplari nel 2003, salendo a 206.638 esemplari nel 2004 e 214.478 autovetture nel 2005. L'apice del successo fu registrato nel 2006 con 262.178 Panda prodotte. Il 5 settembre 2007 è stato prodotto il milionesimo esemplare della seconda generazione di Panda, per concludere l'anno con 260.695 vetture. Durante il 2008, 247.131 vetture uscirono dagli stabilimenti, mentre il 21 luglio 2009 è stato prodotto l'esemplare numero 1.500.000, una 1.3 Emotion di colore blu con motore Multijet destinata a un cliente italiano.
Il Motore 1.3 Multijet e le sue Prestazioni
Il modello Fiat Panda II 4x4 1.3 16V Multijet (70 CV) del 2004 si caratterizza per un motore diesel da 70 CV, con una coppia di 180 Nm (132.76 lb.-ft.). La cilindrata del motore è di 1.3 litri (1251 cm3 o 76.34 cu. in.), configurato con 4 cilindri in linea. Questo propulsore, nella versione priva di DPF, erogava 70 CV e offriva un ottimo lavoro, risultando pronto e brillante in ogni situazione. La velocità massima dichiarata per questo modello è di 155 km/h (96.31 mph), con un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 16 secondi (0-60 mph in 15.2 secondi).
Fiat Panda 1.3 mjt: 160.000 KM e non sentirli.
Nonostante non fosse un'auto concepita per strappare tempi record, la sua dote principale rimaneva la versatilità d'impiego. Perfettamente a suo agio in città, consentiva di viaggiare bene anche sulle lunghe distanze. I consumi erano un punto di forza: con una guida attenta, era possibile percorrere fino a 730 km con un pieno (circa 30 litri di gasolio), equivalenti a circa 24.3 km/l. Anche guidando in modo più allegro, i consumi non scendevano mai sotto i 19 km/l.
Tuttavia, il piccolo Multijet 1.3 meritava di essere insonorizzato meglio. Fino a 140 km/h tachimetrici (130 km/h reali), i decibel restavano accettabili, ma oltre questa soglia il motore si faceva sentire con una certa forza, accompagnato da rumori aerodinamici. Una certa "rombosità" si avvertiva anche a freddo e nelle accelerazioni più vivaci.
La trasmissione, con i suoi rapporti ottimamente scalati, e la frizione erano nel complesso ben accoppiati, sebbene potesse capitare qualche volta di trovare gli innesti della seconda e terza marcia leggermente contrastati. Questo inconveniente, comunque, era quasi sempre risolvibile con la semplice registrazione della corsa della frizione.
Il Modello 4x4: Caratteristiche e Capacità Off-Road
La Panda 4x4 è stata presentata nel corso del 2004 e commercializzata dal 1º ottobre dello stesso anno. Utilizza un pianale rialzato e irrobustito rispetto alla Panda normale, caratterizzato dalla presenza della trazione integrale permanente con giunto viscoso. L'altezza da terra è di 160 mm per la 4x4 e 165 mm per la Climbing. Gli angoli di attacco sono di 26° (benzina) e 24° (diesel), l'angolo di dosso di 23° (benzina) e 24° (diesel), e l'angolo di fuga di 45° (benzina) e 42° (diesel). La pendenza massima superabile per il modello a benzina è del 50% (partenza dalla pendenza) e 60% (partenza dal piano), mentre per il modello diesel la pendenza superabile è maggiore, rispettivamente del 55% e 65%.

Grazie al giunto viscoso, completamente meccanico, in condizioni normali la trazione è distribuita quasi completamente sulle ruote anteriori (solo il 2% alle ruote posteriori), mentre in caso di perdita di aderenza di queste ultime, in pochi secondi e senza alcun intervento manuale si inserisce la trazione integrale. Il telaio è stato rivisto nella zona posteriore con sospensioni a ruote indipendenti configurate secondo lo schema a bracci tirati al fine di consentire l'alloggiamento della componentistica della trazione integrale.
La carrozzeria conserva le medesime forme del modello principale, ma è stata rivista nei paraurti, rinforzati e dotati di scudi paracolpi non verniciati, in grado di donare un tipico aspetto da fuoristrada. Tra gli optional risultano il tetto apribile panoramico in vetro Skydome e il controllo elettronico della stabilità e della trazione abbinato al sistema ELD di bloccaggio, tramite impianto frenante dei differenziali agli assi e attivazione del bloccaggio centrale (se presente l'Haldex). La Panda 4x4 è alta 1,63 metri, mentre le versioni Climbing sono leggermente più lunghe (3,57 metri contro i 3,54 originari). La Panda 4x4 è stata il fuoristrada più venduto in Italia durante gli anni 2006, 2007 e 2008.
Dimensioni e Spazio Interno
La Fiat Panda Hatchback del 2004 presenta una lunghezza di 3538 mm (139.29 in.) e una larghezza di 1578 mm (62.13 in.). La sua carrozzeria è di tipo Hatchback, a 5 porte e 5 posti. Sebbene le sue dimensioni esterne la rendano ideale per la città, lo spazio interno è stato ottimizzato per offrire una buona abitabilità.
Nonostante le dimensioni contenute, lo spazio in lunghezza è eccellente per un'auto di tre metri e mezzo. In larghezza, invece, si può soffrire un po', e non è raro che i gomiti dei passeggeri anteriori entrino in contatto. Tuttavia, la sfruttabilità dello spazio a bordo resta esemplare: complice la sagoma molto regolare della scocca, reclinando il divanetto posteriore, sulla Panda si riesce a caricare veramente di tutto, anche oggetti e scatoloni molto ingombranti che non entrerebbero mai neppure su auto sì più grandi, ma dalla forma meno regolare. Il bagagliaio ha una capienza variabile da 206 a 775 litri.

Gli interni, pur senza trattamenti soft-touch, sono robusti e ben assemblati. Anche dopo 220.000 km, non mostrano segni di usura, sia alla vista che all'udito: le superfici sono ancora pari al nuovo e gli interni sono completamente privi di vibrazioni e cigolii. L'unico appunto riguarda la tappezzeria: gradevole nei colori e al tatto, e resistente all'usura, ha il difetto di macchiarsi molto facilmente, anche al semplice contatto con l'acqua, rendendo quasi impossibile mantenerla senza aloni. Al di là di questo, volante, plancia, pomello del cambio, pannelli porta, moquette e la stessa tappezzeria si mantengono integri.
La versatilità degli interni è stata molto apprezzata. Anche persone alte come 1 metro e 90 cm potevano trovare una posizione di guida corretta e comoda, grazie anche alla larghezza e alla profilatura dei sedili (di cui quello guida regolabile in altezza). Il clima automatico è efficiente, di buona portata e in grado di raggiungere rapidamente e mantenere stabile la temperatura impostata, gestendo automaticamente anche la direzione dei flussi d'aria.
Allestimenti e Versioni Speciali
In Italia, la Panda è stata proposta in 4 livelli di rifinitura principali: Actual e Active, entrambi con motore 1108 cc a benzina da 54 CV, e Dynamic ed Emotion, entrambi con il motore 1242 da 60 CV a benzina ma anche con il 1.3 Multijet diesel. L'allestimento Dynamic, ad esempio, comprendeva servosterzo, chiusura centralizzata, ABS con EBD, vetri elettrici anteriori, doppio airbag e cerchi in acciaio da 155/13", poggiatesta schiumati anteriori.
Nel corso del tempo, si sono aggiunte varie versioni come le FreeRide, le Mamy o le Alessi, prodotte in numero limitato di esemplari. Le versioni 4x4, invece, erano disponibili in due livelli di allestimenti (base e Climbing) oltre a versioni speciali in edizione limitata.

Panda Cross: Presentata nel 2005 al Motor Show di Bologna, era un modello che anticipava la crescita del mercato degli Sport Utility Vehicle. Basata sul telaio della Panda 4x4, si caratterizzava per un frontale inedito con paraurti ridisegnati e nuovi fari circolari, oltre a una coda con protezioni non verniciate nei paraurti e nuove luci circolari. L'unico motore disponibile era il 1.3 Multijet da 69 cavalli, con trazione integrale.
Panda 100HP: A fine 2006 è stata presentata questa piccola sportiva che rievocava la tradizione italiana delle vetture piccole e performanti. Era una versione leggermente ribassata nell'assetto, modificata nella carrozzeria, nelle sospensioni, nella taratura dello sterzo e nell'aerodinamica. Esteticamente presentava una grande griglia anteriore a nido d'ape, codolini laterali, minigonne e un esclusivo paraurti posteriore. Era motorizzata con il 1.4 FIRE aspirato da 16 valvole, potenziato fino a erogare 100 cavalli. Equipaggiata con cerchi in lega da 15 pollici, accelerava da 0 a 100 km/h in 9,5 secondi e raggiungeva i 185 km/h.
Panda Van: Una versione furgonetta per trasporto di merci, introdotta pochi mesi dopo il lancio. Offriva una capacità di carico di 1.000 litri di volume e 505 kg di portata.
Panda Marrakech: Un prototipo del 2003 con meccanica a trazione integrale ma carrozzeria cabriolet, simile a una Dune Buggy. Non possedeva capote né portiere, sostituite da una tubatura in acciaio che fungeva anche da roll-bar.
Panda FreeRide: Per pochi mesi del 2006, la Panda è stata prodotta in questo allestimento, caratterizzato dalla presenza di serie del controllo di stabilità ESP, autoradio con lettore Cd e file MP3, climatizzatore manuale e fasce paracolpi laterali.
Panda Alessi: Realizzata in collaborazione con l'omonima azienda produttrice di utensili per la casa, è stata prodotta dal 2006 al 2009 in pochi esemplari. Spiccavano i paraurti e i fascioni laterali bianchi a contrasto con la tinta della carrozzeria (arancio narciso, verde tagliente o nero cattivo). L'abitacolo si caratterizzava per una specifica serigrafia della strumentazione e per i sedili in arancione o verde.
Panda Swiss: Un esercizio di stile del 2005, basato sulla Panda 4x4, caratterizzato dalla verniciatura rossa con una striscia bianca centrale ispirata alla bandiera della Svizzera.
Panda Jolly: Prodotta in numero limitato dal 2006, era una cabriolet senza sportelli destinata alle isole italiane per il trasporto di VIP, con interni in materiale Rope utilizzato dalle barche a vela.
Panda Mamy: Un allestimento del 2008 dedicato alle mamme, con attacchi Isofix per seggiolini, specchietto retrovisore per il controllo del divano posteriore, ESP di serie e sedili con pettorine sfilabili e lavabili.
Panda Terramare: Un prototipo di auto anfibia del 2006, con motore e carrozzeria della versione a trazione integrale, ma con l'aggiunta di un galleggiante gonfiabile e una turbina di propulsione waterjet.
Panda Mondiale: Serie speciale per il mercato tedesco nel 2006, con adesivi sul cofano con il tricolore e loghi ispirati alla nazionale italiana di calcio.
Panda Tanker: Realizzata in collaborazione con l'azienda di abbigliamento sportivo Dainese, con carrozzeria a 3 porte e telaio della 4x4, verniciatura grigio scuro e cerchi in acciaio.
Panda Monster: Versione basata sulla Cross, realizzata in collaborazione con Ducati, con 695 esemplari prodotti. Equipaggiata con il 1.3 Multijet da 70 CV, full optional e con una livrea nera distintiva.
Panda Luxury: Prototipo del 2006 per il Salone del Lusso, derivato dalla Panda 4x4, con verniciatura in bagno d'argento, finiture in metalli preziosi e brillanti, e selleria in alcantara Jewel e pelle.
Panda Rossignol: Presentata nel gennaio 2008, basata sulla piattaforma della 4x4, era la versione dedicata alla montagna e alle località sciistiche, nata dalla collaborazione con l'azienda leader nelle attrezzature da montagna.
Manutenzione e Affidabilità
La Panda Multijet del 2004 si è dimostrata un'auto di grande affidabilità. In molti casi, in 220.000 km, è entrata in officina solo per i tagliandi previsti dal piano di manutenzione periodica della Casa. Al di là della manutenzione ordinaria (olii, filtri, pastiglie freno, ecc.), gli unici pezzi cambiati sono stati i dischi freno anteriori e gli ammortizzatori posteriori a 120.000 km, i tamburi dei freni posteriori e la frizione a 160.000 km, e gli ammortizzatori anteriori a 200.000 km. Questa longevità e robustezza della componentistica esterna e interna, unita agli assemblaggi solidi, conferisce alla vettura la sensazione di essere un'auto con un chilometraggio molto inferiore.
Il volante, almeno con ruote 165/65 su cerchi da 14", si dimostra sempre adeguatamente pronto e preciso, dotato di buone doti di progressività anche nella guida autostradale. È uno sterzo di impostazione turistica, ma consente una marcia sicura e riposante. Le sospensioni sono morbide e dal temperamento turistico, assecondando l'indole di grande stradista dell'auto. Pur con un rollio piuttosto accentuato, la Panda con ruote da 14" resta sempre sicura e perfettamente prevedibile in tutte le sue reazioni, con una buona tenuta di strada e una stabilità mai critica, nonostante il baricentro alto.
Per quanto riguarda il comfort, è bene ricordare che la Panda ha un passo molto corto, e come in tutte le auto con passo corto, le asperità stradali si fanno sentire, soprattutto per chi siede dietro. Tuttavia, i passeggeri non si lamentano eccessivamente, e anche dopo tanti chilometri, non si arriva a destinazione con la schiena a pezzi.
La Seconda Generazione di fronte alla Concorrenza e al Futuro
La seconda generazione della Panda, con il suo motore 1.3 Multijet, si è posizionata sul mercato come un veicolo "multiruolo": pensata soprattutto per rendere più semplice la vita nelle grandi aree urbane e metropolitane, ha saputo farsi valere anche quando si trattava di affrontare lunghe percorrenze autostradali. Il confronto con la versione a benzina del 1.2 ha evidenziato le virtù del diesel, in particolare per quanto riguarda i consumi su tratti autostradali. Sebbene le differenze in termini di autonomia e consumo non fossero così marcate come ci si potrebbe aspettare, il prezzo più contenuto del gasolio rispetto alla benzina rendeva il Multijet un'opzione più vantaggiosa economicamente per chi percorreva molti chilometri.
Il leggero facelift del novembre 2006, in contemporanea all'uscita delle nuove versioni Natural Power e 100HP, e l'ulteriore facelift dell'ottobre 2009, con ritocchi alla carrozzeria e agli interni, hanno contribuito a mantenere la Panda al passo con i tempi. Le novità includevano nuovi colori per la carrozzeria, barre portapacchi con parte centrale argento satinata e specchi retrovisori di dimensioni maggiori. All'interno, modifiche alla grafica della strumentazione, nuovi tessuti e l'introduzione del sistema che segnala l'allacciamento della cintura di sicurezza.
La Panda ha ospitato sotto il suo cofano un buon numero di motori, ma è la varietà di alimentazioni a renderla quasi unica. Dalla prima generazione del 1980 con motori anteriori, all'introduzione della Panda 4x4 nel 1982, fino ai motori FIRE nel 1986 e al primo Diesel 1.3 aspirato. Nel 1990 è stata proposta una versione elettrica. La seconda generazione, con il 1.2 offerto anche con cambio robotizzato Dualogic o trazione integrale, ha visto il 1.2 passare a 69 CV tra il 2009 e il 2011, e l'introduzione della versione Natural Power con un 1.4 8V da 77 CV (62 a gas). La terza generazione, sviluppata sulla base della precedente ma con una carrozzeria più spaziosa, ha continuato a portare avanti l'eredità di questo modello iconico.