
Il Fiat Scudo rappresenta una soluzione versatile e collaudata nel segmento dei veicoli commerciali leggeri. Giunto alla sua terza generazione e nato sotto il cappello Stellantis, questo furgone compatto si basa sul telaio EMP2 del Gruppo PSA, sostituendo il Fiat Talento che per un periodo ne aveva preso il posto. La sua storia affonda le radici in una collaborazione di lunga data tra Fiat e il Gruppo PSA Peugeot Citroën, iniziata nel febbraio 1996 con la produzione nello stabilimento Sevel Nord di Valenciennes, in Francia.
Il successo del Fiat Scudo nel corso degli anni è attribuibile alla sua capacità di abbinare compattezza e dimensioni relativamente ridotte a una notevole capacità di carico, all'efficienza dei suoi motori e all'ampio spazio interno, tutte caratteristiche che hanno contribuito a consolidarne la posizione nel mercato dei veicoli commerciali medi.
Le origini e le prime generazioni
Il progetto che diede vita allo Scudo nel 1996 fu un'evoluzione di una precedente joint-venture tra il Gruppo Fiat e il Gruppo PSA. Da questa collaborazione erano nate, l'anno precedente, quattro monovolume di grossa taglia quasi identiche, prodotte con i marchi Peugeot, Citroën, FIAT e Lancia. Analogamente, si decise di utilizzare lo stesso pianale meccanico per realizzare tre veicoli commerciali, anch'essi pressoché identici tra loro, costruiti in Francia nello stabilimento Sevel di Hordain. L'unico marchio che non fu utilizzato per questi mezzi commerciali fu Lancia.
Il veicolo ebbe un buon successo commerciale, grazie alla capacità di offrire una buona capacità di carico, che arrivava fino a 900 kg di carico massimo in un vano posteriore di 4 metri cubi di volume. Fu prodotto e venduto in molte versioni, dimostrando fin da subito la sua vocazione alla personalizzazione. Tra queste versioni spiccavano una a telaio allungato per aumentare ulteriormente la capienza, una versione pulmino per trasporto passeggeri a sei o nove posti, denominata Scudo Combinato, e una versione, chiamata Scudo Lastrato, che prevedeva la sola cabina di guida già carrozzata e il resto del telaio a nudo. Quest'ultima configurazione permetteva di convertire il veicolo in altre versioni non ufficialmente a listino, e non era raro vedere versioni ambulanza o camperizzate dello Scudo.
In termini di equipaggiamento, la prima serie disponeva del servosterzo di serie e di un sistema frenante misto, con freni anteriori a disco e posteriori a tamburo. Tra gli optional a richiesta erano disponibili il sistema frenante con ABS, l'aria condizionata, gli alzacristalli elettrici, la chiusura centralizzata e i fendinebbia, elementi che, per l'epoca, contribuivano a migliorare comfort e sicurezza.
Lo Scudo prima serie fu oggetto di due ristilizzazioni. Il secondo aggiornamento, più profondo, risale al 2004 e si concentrò nel frontale, completamente ridisegnato, con una nuova mascherina più grande e corta che ospitava il nuovo logo Fiat, e fari anch'essi più grandi. Anche gli interni subirono lievi revisioni, con l'adozione di un nuovo volante a quattro razze.
L'evoluzione della seconda generazione
Completamente rinnovata nell'estetica, soprattutto nel frontale, e nelle motorizzazioni disponibili, la seconda generazione dello Scudo segnò un salto di qualità anche per quanto riguarda la portata, ora sui 1.000-1.200 kg, e il volume di carico, che variava da 5 a 7 metri cubi a seconda delle varianti.
La gamma motori di questa generazione era composta principalmente da propulsori diesel di produzione PSA. Tra questi, spiccava il nuovo 2.0 litri HDI della serie DW, un 4 cilindri common rail a 16 valvole con potenze da 120 e 136 CV, dotato di turbo a geometria variabile, intercooler, ricircolo dei gas di scarico e due catalizzatori ossidanti. Il 2.0 era disponibile anche con il filtro antiparticolato FAP. Oltre al 2.0, era disponibile anche il più piccolo 1.6 HDI diesel della serie DV6ATED4, anch'esso di produzione francese, che erogava 90 cavalli e si posizionava come motorizzazione d'accesso.
Nel 2012, il furgone Fiat Scudo fu aggiornato con motorizzazioni Euro 5. Questo passaggio comportò alcune piccole modifiche tecniche nei gruppi motore, sia quelli meno potenti che quelli più performanti. Durante un collaudo condotto dalla rivista “Trans Aktuell” nel 2012, il nuovo motore, più potente di 8 CV rispetto al suo predecessore, si rivelò pronto a lavorare sodo. Le accelerazioni potenti portarono gli esperti a chiedersi se il valore di coppia di 300 Nm indicato sul display non fosse frutto di un errore di calcolo. Una coppia così elevata rendeva confortevole anche la guida in autostrada, e una sesta marcia lunga assicurava il massimo comfort di guida anche nel traffico, permettendo persino sorpassi in piano. I valori di consumo rilevati durante il collaudo del 130 Multijet furono più che positivi; nonostante questo nuovo gruppo motore fosse più potente di 40 CV, il consumo medio non si discostava da quello del 90 Multijet.
Tuttavia, il collaudo evidenziò anche alcuni aspetti che potevano essere migliorati. Le curve in prima o seconda marcia richiedevano un po’ di attenzione, dato che la coppia bastava a far girare le ruote anteriori a folle in caso di scarsa aderenza al fondo stradale. Lo sterzo, stretto parente del Citroën Jumpy e del Peugeot Expert, avrebbe potuto essere più leggero, e di conseguenza, secondo i collaudatori di “Trans Aktuell”, a volte le manovre risultavano faticose. Ciò era imputabile anche a una certa durezza del cambio, con gli esperti che fecero presente come durante il collaudo non fosse quasi mai stato possibile cambiare marcia in modo fluido e veloce. I collaudatori rimasero sorpresi dagli specchietti: lo Scudo, infatti, era dotato di specchio retrovisore diviso in due parti, uno specchio normale regolabile e uno panoramico fisso. A seconda della corporatura del guidatore e della stazza del sedile, a causa della sovrapposizione dei due specchi, si veniva a creare un punto morto, rendendo necessario controllare attentamente la posizione del sedile. Un’alternativa per ovviare a questo inconveniente sarebbe stata rendere regolabile lo specchio retrovisore panoramico per avere una vista completa ai lati del veicolo.
Giunto a fine carriera nel 2016, dopo l’ultimo restyling consigliato del 2013, il Fiat Scudo per trasporto merci rimase un valido veicolo a scopi lavorativi, con più declinazioni. Per il trasporto merci, era disponibile in versione furgone oppure doppia cabina con due varianti di lunghezza (4,80 e 5,13 mt) e diverse altezze, per carichi dai 5 ai 7 metri cubi, con portate fino a 1.200 kg. I motori arrivavano però massimo all’Euro 5, prevalentemente a gasolio, di derivazione PSA. Si preferivano quindi i più recenti Multijet sino a 165 CV (in realtà definibili meglio come HDI, francesi) rispetto ai primi Jtd. Sostanzialmente diffuso in Italia solo con motori a gasolio, pur essendo esistito anche a benzina, lo Scudo era facilmente commerciabile ma non a quotazioni troppo premianti per il venditore. Veicolo figlio del connubio con PSA da parte di Fiat, lo Scudo sui mercati dal 1996 è stato prodotto dalla Sevel, insieme ai fratelli sostanzialmente gemelli a marchi PSA (Expert e Jumpy). Pensato per usi di trasporto sia materiali sia persone, solo nell’ultimo periodo si è arricchito in minima parte di sistemi più vicini alle vetture classiche per sicurezza e assistenza alla guida.
La terza generazione: un ritorno all'essenza e l'innovazione elettrica
La terza generazione del Fiat Scudo segna un significativo rinnovamento, tornando ad un nome storico nel panorama dei veicoli commerciali leggeri di Fiat Professional. Questo nuovo modello è profondamente integrato nella strategia di elettrificazione del marchio, offrendo una versione completamente elettrica che si affianca alle tradizionali motorizzazioni diesel.

Il veicolo è disponibile in quattro diverse configurazioni, che includono il Furgone, il Furgone a doppia cabina Crew Cab, il Cabinato con cassone, e il Combi con omologazione autovettura M1 per il trasporto passeggeri, fino a 9 posti. Questa versatilità lo rende adatto a una vasta gamma di esigenze professionali e di trasporto persone.
Per quanto riguarda le dimensioni, il Fiat Scudo viene proposto in tre lunghezze: “S” con 4,6 metri, “Base” con 4,9 metri, e “Maxi” con passo maggiorato e 5,3 metri. Queste diverse opzioni si traducono in volumi di carico di rispettivamente 4,6, 5,3 e 6,1 metri cubi. Un punto di forza notevole è il sistema “Moduwork”, che consente di incrementare la capacità di carico di ulteriori 500 dm³, offrendo maggiore flessibilità per il trasporto di oggetti lunghi o voluminosi.
Fiat scudo 2026 Review in 2 minutes #fiatscudo
Motorizzazioni e prestazioni
Il punto di forza del Fiat Scudo è la sua gamma di motorizzazioni, che offre una soluzione adatta a ogni tipo di utilizzo, combinando efficienza e prestazioni.La gamma di motori diesel Multijet comprende:
- 1.5 litri Multijet da 120 CV: Abbinato a un cambio manuale a 6 marce, questa motorizzazione offre un buon equilibrio tra prestazioni e consumi, ideale per un utilizzo quotidiano e urbano.
- 2.0 litri Multijet da 145 CV: Disponibile con cambio automatico a 8 marce o manuale a 6 rapporti, questo propulsore garantisce una maggiore potenza e flessibilità, adatta a carichi più pesanti e percorsi extraurbani.
- 2.0 litri Multijet da 180 CV: Sempre abbinato al cambio automatico a 8 marce, è la motorizzazione più potente della gamma, pensata per chi necessita di massime prestazioni e reattività, anche con carichi elevati.

La svolta elettrica: l'E-Scudo
Un'aggiunta fondamentale alla gamma è lo Scudo elettrico, che amplia l'offerta di veicoli commerciali a batteria di Fiat, affiancandosi al più grande E-Ducato. Questa versione è un chiaro segnale dell'impegno di Fiat Professional verso la mobilità sostenibile. Viene proposto con due tagli di batteria:
- 50 kWh: Una soluzione più compatta, ideale per un utilizzo urbano e per distanze medie.
- 75 kWh: Questa batteria offre un'autonomia maggiore, misurata nel ciclo combinato WLTP, di 330 km, rendendolo adatto anche a percorsi più lunghi e a un utilizzo professionale più intensivo.
La versione elettrica da 100 kW garantisce prestazioni adeguate per la maggior parte delle esigenze lavorative, con un'accelerazione pronta e una guida fluida tipica dei veicoli a zero emissioni.
Comfort, sicurezza e personalizzazione
Il furgone compatto torinese è equipaggiato con una serie di sistemi di assistenza alla guida (ADAS) che migliorano il comfort e, soprattutto, la sicurezza di marcia, rendendo l'esperienza di guida più rilassata e protetta. Questi sistemi riflettono l'evoluzione del segmento dei veicoli commerciali verso standard di sicurezza sempre più simili a quelli delle autovetture.Il Fiat Scudo di terza generazione è progettato per offrire un’esperienza di guida comoda come quella di un’automobile. Le opzioni per personalizzare gli interni sono ampie, permettendo agli utenti di adattare il veicolo alle proprie specifiche esigenze lavorative e di comfort. Le versioni Van e Crew Cab possono includere il Look Pack, che prevede paraurti verniciati ed esclusivi cerchi in lega Diamond Cut da 17”, conferendo al veicolo un tocco estetico più dinamico e raffinato.
Perfeziona le tue missioni con Fiat Professional. Il marchio offre un'ampia gamma di soluzioni innovative, dai prodotti eccezionali ai migliori servizi, per aiutare a ottenere il massimo dalla propria flotta. Il servizio clienti è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:00 e il sabato.

Consumi e valori WLTP
I valori di CO2 e consumo indicati per i veicoli nuovi a partire dal 1° settembre 2018 sono conformi alla procedura di prova WLTP (Worldwide Harmonized Light Vehicles Test Procedure). Questa procedura è stata introdotta per fornire dati più realistici sui consumi e sulle emissioni, basati su cicli di guida che riflettono meglio le condizioni reali di utilizzo. I valori di CO2 e consumo ottenuti in base a questa normativa sono indicati al fine di consentire la comparazione dei dati dei veicoli. È importante notare che i valori di CO2 e consumo del veicolo configurato non sono definitivi e possono evolvere a seguito di modifiche del ciclo produttivo. Ciò significa che, sebbene i dati WLTP siano un'ottima base per la comparazione, il consumo effettivo può variare a seconda di fattori come lo stile di guida, le condizioni del traffico, il carico del veicolo e gli optional installati.