La corolla del fiore, con la sua innegabile bellezza, è una delle componenti più affascinanti della flora, capace di catturare l'attenzione anche dei meno esperti. Oltre alla sua funzione estetica, caratteristica distintiva di ogni varietà di piante fiorite, essa riveste un'importanza cruciale per la sopravvivenza e la riproduzione del fiore stesso. Questa struttura, formata dai petali, può presentare diverse configurazioni e tipologie, ognuna con peculiarità uniche.

La Struttura e le Componenti della Corolla
La corolla è una parte fondamentale del fiore delle angiosperme, costituita dall'insieme dei petali. Insieme al calice, forma il perianzio, ovvero l'insieme delle foglie sterili trasformate (antofilli) che proteggono le foglie fertili (stami e carpelli) e, soprattutto, attirano gli impollinatori attraverso una funzione vessillare. I petali, che potremmo considerare come le "foglie" della corolla, si trovano a loro volta all'interno del calice e possono avere sembianze molto diverse. Anche la disposizione dei singoli petali all'interno della corolla non segue una regola universale, variando notevolmente tra le specie.
I petali stessi sono formati da tre parti principali: la lamina, l'unghia e il tubo. La lamina è la parte più evidente e riconoscibile del petalo, quella colorata che sporge, esibendo un'ampia varietà di colori, forme e margini. L'unghia, molto meno appariscente, è la base del petalo, che lo fissa al ricettacolo. Può essere lunga, corta o sessile, e costituisce l'equivalente del picciolo per una foglia.
Il numero dei petali può fornire informazioni sulla pianta. Ad esempio, le dicotiledoni presentano generalmente fiori con 4-5 petali, mentre le monocotiledoni ne contano 3 o multipli di 3. La corolla del fiore può essere classificata anche in base al numero di petali: dimera (2 petali), trimera (3 petali), tetramera (4 petali) o pentamera (5 petali).
Tipologie di Corolla e Simmetria
Esistono diversi tipi di corolla, classificabili in base alla fusione dei petali e alla loro simmetria.
- Corolla Dialipetala: In questo tipo, i petali sono liberi tra loro. Esempi di fiori con corolla dialipetala si trovano nelle specie appartenenti alle famiglie delle Solanaceae, Ericaceae, Convolvulaceae e Asteraceae. Un esempio classico è il garofano (famiglia Caryophyllaceae).
- Corolla Gamopetala: Quando i petali sono fusi tra loro, la corolla è detta gamopetala, come si osserva ad esempio nella campanula.
Per quanto riguarda i piani di simmetria, le corolle possono essere di tre tipi:
- Corolla Actinomorfa: I petali sono disposti secondo una simmetria raggiata, come nelle Rosaceae.
- Corolla Zigomorfa: La simmetria raggiata è persa a favore di una simmetria bilaterale, tipica ad esempio dell'orchidea. In alcune corolle zigomorfe, come quelle delle Labiatae, si distinguono un labbro superiore (formato da due petali saldati) e un labbro inferiore (con tre petali, di cui il centrale molto ampio e i due laterali più piccoli). Nelle leguminose, si distingue un petalo superiore detto "vessillo", due petali laterali detti "ali", e due petali inferiori saldati a doccia detti "carena".
- Corolla Irregolare: Mancanza di simmetria definita.
Quando petali e sepali non sono morfologicamente distinguibili, si parla di tepali, come nel caso del giglio.
Il Colore della Corolla: Funzione e Determinazione
Il colore della corolla è un elemento cruciale per la sua funzione vessillare, ovvero l'attrazione degli impollinatori, e dipende da vari fattori biochimici.
- Carotenoidi: Contenuti nei cromoplasti, sono responsabili delle colorazioni giallo-aranciate.
- Flavoni e Flavonoli: Questi pigmenti idrosolubili vacuolari conferiscono colorazioni dal bianco al giallo. Assorbendo la radiazione UV, la loro presenza è percepita in modo particolare da insetti come le api.
- Antociani: Anche questi sono pigmenti idrosolubili vacuolari e impartiscono colorazioni dal rosa all'azzurro, in funzione sia della loro struttura chimica che del pH del succo vacuolare. Ad esempio, un pH più basso, quindi acido, nel terreno favorirà colorazioni azzurre o blu, mentre un pH più alto porterà a tonalità rosa.
Il colore serve a richiamare insetti impollinatori che, attratti dalla bellezza del fiore, raggiungono le parti riproduttive, facilitando così la riproduzione della pianta.
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Esempi di Fiori con Grande Corolla: Bellezza e Adattabilità
Alcune piante si distinguono per la grandezza e l'appariscenza delle loro corolle, spesso utilizzate per abbellire giardini e balconi. Nonostante l'opinione diffusa che più luce equivalga a una maggiore fioritura, è importante notare che l'intensità della luce e le temperature sono fattori chiave che determinano l'adattabilità di una pianta. In Italia, grazie alla vicinanza al Tropico del Cancro, l'intensità della luce rimane ottima anche in balconi esposti a nord, e le temperature sono generalmente favorevoli, permettendo la coltivazione di diverse piante fiorite anche in queste condizioni. Per produrre un fiore, le piante necessitano di energia extra, derivante principalmente dalla fotosintesi e dal nutrimento assorbito dal terreno.
Vediamo alcuni esempi di piante con corolle significative che prosperano in diverse condizioni, anche in balconi esposti a nord.
Rododendro (Rhododendron)
Il Rododendro è un arbusto noto per i suoi fiori splendidi, caratterizzati da pistilli e screziature dei petali particolarissime. Sebbene molte varietà prosperino in pieno sole nel loro ambiente originario montano, in climi più caldi, come quelli del centro-sud Italia o delle città d'arte anche del nord, preferisce la mezz'ombra. Il sole caldo estivo, infatti, potrebbe indebolirlo eccessivamente. Nonostante ciò, un Rododendro coltivato in un balcone italiano esposto a nord, con l'ausilio di un buon concime liquido, produrrà comunque una fioritura degna di nota, magari meno abbondante rispetto alle zone di origine, ma comunque di grande impatto visivo.Allo stesso genere del Rhododendron appartiene anche l'Azalea, una pianta bellissima ma che presenta alcune sfide: è più difficile farla fiorire più anni di fila, sopporta meno il freddo rispetto al Rododendro comune e la maggior parte delle varietà è decidua. Inoltre, le sue dimensioni sono generalmente più contenute.

Camelia (Camellia Japonica)
La Camelia, in particolare la Camellia Japonica, è un arbusto che incarna l'eleganza. I suoi fiori, in grado di competere seriamente con le Rose per bellezza, presentano una forma che da lontano può apparire simile, ma da vicino la differenza è netta: i petali della Camellia Japonica si aprono quasi in orizzontale e sono sovrapposti gli uni sugli altri, conferendo al fiore un aspetto molto pieno e rotondo. Il colore del fiore di Camelia spazia dal bianco al rosa al rosso. Le foglie sono piuttosto carnose e, a differenza delle rose, non ci sono spine. Una Camelia in salute può crescere parecchio e richiede potature solo per regolarne l'espansione. La fioritura, che avviene tra marzo e maggio, a volte può essere talmente abbondante da indebolire la pianta. La Fuchsia, sebbene appartenga a un genere diverso, condivide con la Camelia una minore tolleranza al freddo.

Ortensia (Hydrangea)
L'Ortensia è forse la pianta più intrigante per il colore dei suoi fiori, che può cambiare nel tempo a causa del pH del terreno. Un pH basso (acido) e un terreno ricco di ferro porteranno a fiori azzurri più o meno intensi, mentre un pH più alto produrrà fiori rosa. Per mantenere il colore blu desiderato, è fondamentale garantire un terreno acido negli anni. L'Ortensia apprezzerebbe anche il sole, ma solo se la temperatura del balcone non superasse mai i 23 gradi, motivo per cui nelle Azzorre si trovano siepi di Ortensie in pieno sole. In Italia, spesso, proprio l'esposizione a nord garantisce l'equilibrio ideale tra temperatura e luce, rendendola congeniale per l'Ortensia.
Viburno (Viburnum)
Il Viburno è un arbusto la cui fioritura, sebbene forse meno esaltante rispetto ad altre piante trattate, presenta comunque delle peculiarità. Fiorisce una volta all'anno, all'inizio della primavera, con piccoli fiori bianchi raggruppati in grappoli appariscenti che durano diverse settimane. La sua particolarità, tuttavia, risiede nella fruttificazione: produce bacche rosse in autunno, molto adatte al periodo dell'anno in cui spuntano. A differenza di altre piante, il Viburno è piuttosto rustico e in Italia si adatta sia al pieno sole che alla mezz'ombra.
Fuchsia (Fucsia)
La Fuchsia è la pianta più delicata tra quelle menzionate, meno tollerante sia al freddo che al caldo. Il caldo intenso può arrestarne lo sviluppo, mentre il freddo può esserle fatale. Per questo motivo, almeno nelle regioni italiane, l'esposizione a nord è la migliore, a condizione che il vaso possa essere spostato in una zona più riparata durante l'inverno, evitando ambienti chiusi poiché la Fuchsia ama gli spazi ben arieggiati. Il fiore, particolarissimo, è il motivo principale per cui la si coltiva: un "calice" di un colore da cui spunta una corolla di petali, spesso di un altro colore. Le tonalità spaziano dal rosa all'arancio al malva, offrendo una vasta scelta a seconda della varietà.

La Posizione e l'Ambiente Ideale
È importante comprendere che non esistono piante che "preferiscono" guardare a nord o a sud in senso assoluto. Si tratta piuttosto di riprodurre le condizioni più simili possibili a quelle della loro zona di origine, tenendo conto delle stagioni. Alcune piante prosperano in pieno sole, mentre altre soffrirebbero troppo e si trovano meglio in mezz'ombra.
Per i balconi esposti a nord, dove il sole diretto scarseggia ma l'intensità della luce rimane ottima, soprattutto in Italia, è possibile far crescere una varietà di piante fiorite interessanti. Le temperature generalmente buone contribuiscono a creare un ambiente favorevole. Questo sfata la convinzione che nulla possa crescere in tali esposizioni, un'affermazione che potrebbe essere vera solo in latitudini molto più settentrionali, come Berlino e oltre. L'adattabilità delle piante è sorprendente e, con le giuste cure e la scelta appropriata delle specie, anche un balcone a nord può trasformarsi in un'esplosione di colori e forme.