Ford Capri: Un'Icona Ritorna, Tra Passato e Futuro Elettrico

Quasi quarant'anni dopo la sua ultima apparizione, il nome Ford Capri risuona nuovamente nel panorama automobilistico, sebbene in una veste completamente rinnovata. Stavolta, l'appellativo è impresso su un SUV elettrico che omaggia l'ex auto sportiva solo in alcuni dettagli, segnando un passaggio generazionale che riflette le mutate esigenze del mercato e le nuove direzioni tecnologiche. Il viaggio della Capri è una storia di evoluzione, dalle sue origini come coupé accessibile a icona da corsa, fino alla sua moderna reincarnazione a zero emissioni.

Ford Capri originale e il nuovo SUV elettrico

Le Radici di un Mito: La Ford Capri Originale

La presentazione della Capri fu preceduta da un forte battage pubblicitario sulla stampa internazionale, riprendendo la denominazione da un fortunato e lussuoso modello Lincoln dei primi anni Cinquanta e dalla versione coupé della Consul Classic dei primi anni Sessanta. All'apertura del Salone dell'automobile di Bruxelles, il 15 gennaio 1969, gli organizzatori, il pubblico e la stampa constatarono l'assenza della novità più attesa del salone, alimentando ulteriormente l'attesa. Dopo quasi dieci anni di studi e prototipi da parte delle due filiali europee Ford, quella tedesca e quella britannica, nel 1965 prevalse la proposta del centro stile di Dagenham; un progetto particolarmente ambizioso per la Ford europea che intendeva ripercorrere il successo internazionale ottenuto con la "Escort".

Le forme tese della prima Capri, le sue superfici chiare e i suoi contorni sono opera del designer americano Philip T. Clark, creatore dell'altrettanto iconica Ford Mustang. Questo legame stilistico non era casuale; la Capri fu concepita per portare in Europa lo spirito della "pony car" americana, offrendo un design accattivante e prestazioni dinamiche a un prezzo contenuto, rendendola accessibile a un vasto pubblico. Il cofano lungo e la carrozzeria elegante erano tratti distintivi che la rendevano immediatamente riconoscibile.

Disegno tecnico Ford Capri Mk1

La Prima Generazione (1969-1974): Varietà e Prestazioni

Al momento del lancio sul mercato, la Ford Capri offriva una gamma di motorizzazioni per tutte le tasche. Erano disponibili in totale cinque varianti di modello, con cilindrate da 1,3 a 1,7 litri con motori V4, e motori a sei cilindri per le versioni superiori. Le versioni tedesche presentavano cilindrate che variavano dai 1.300 ai 1.700 cm³, mentre quelle anglosassoni spaziavano dai 1.300 ai 1.600 cm³. Lo spettro di potenza associato variava da 50 a 108 CV, una cifra di tutto rispetto per l'epoca.

Tra i modelli più noti al lancio si annoverano la Capri 1300, Capri 1500, Capri 1700 GT, Capri 2000 e Capri 2300 GT. Alle versioni normali era affiancata anche una versione maggiormente sportiva equipaggiata da un motore a V da 2.000 cm³.

L'evoluzione successiva, nel 1971, vide la presentazione della versione RS2600, fornita di un V6 di 2637 cm³ capace di 150 CV per 210 km/h di velocità massima, grazie alla sostituzione dei carburatori con l'iniezione Kugelfischer. Da questa evoluzione venne tratta la versione destinata alle competizioni automobilistiche nella categoria Turismo, segnando l'inizio della straordinaria carriera sportiva della Capri.

Al momento del cambio di modello, alla fine del 1973, arrivarono delle novità. Le unità V4 furono sostituite da moderni motori a quattro cilindri in linea da 1,3 e 1,6 litri della gamma Ford Taunus, rispettivamente da 55 e 72 CV e 88 CV sotto il lungo cofano anteriore. Per molti appassionati, tifosi e amanti del motorsport, tuttavia, l'icona della famiglia Capri rimase la 2600 RS introdotta nel 1970, il modello più sportivo del marchio fino a quel momento. Con il suo cofano nero opaco e gli appariscenti doppi fari in configurazione motorsport, rivaleggiava con le Porsche, cementando la sua reputazione come vettura sportiva di razza.

I tanti, TANTI fallimenti nei riavvii della Ford Capri!

La Seconda Generazione (1974-1978): Praticità e Nuovi Orizzonti

Nel febbraio 1974, la Ford presentò la seconda generazione della Capri, nota anche come Capri II. Questa versione portò significative modifiche, in particolare l'introduzione del portellone posteriore, che la rese molto più pratica rispetto alla serie precedente. Le linee della Capri II erano assai più semplici e meno aggressive, riflettendo un cambiamento nelle preferenze del design e una maggiore attenzione alla funzionalità.

La gamma motori della seconda generazione di Capri corrispondeva in gran parte a quella precedente, ma con alcune revisioni. Il modello d'ingresso da 1,3 litri, inizialmente alimentato dal motore OHV da 55 CV già noto alla Ford Escort, fu seguito poco dopo da una versione a benzina da 54 CV. Arrivarono poi i 1,6 litri da 68, 72 e 88 CV, mentre la 2600 GT uscì di produzione.

L'ampia gamma di allestimenti disponibili (L, GL, S e Ghia) e l'estesa offerta di motorizzazioni costituivano uno dei punti di forza della Capri II. La gamma per l'Italia includeva le versioni 1.3 L (1.297 cm³, 60 CV), 1.3 GT (versione solo per l'Italia, stesso propulsore della L di pari cilindrata, ma con una potenza di 72 CV), 1.6 L (1.593 cm³, 72 CV), 1.6 Ghia (1.593 cm³, 88 CV), 1.6 S (1.593 cm³, 88 CV), 2.0 S (1.993 cm³, 98 CV) e 3.0 V6 Ghia (2.994 cm³, 138 CV).

Nonostante le innovazioni e l'incrementata praticità, la crisi petrolifera seguita alla guerra del Kippur (autunno 1973) ebbe un impatto significativo sulle vendite. Questa crisi cambiò radicalmente il modo di pensare della società europea; le coupé, da autovetture "alla moda", erano divenute simbolo di spreco e ostentazione fuori luogo. La minor piacevolezza della linea, rispetto alla prima serie, non consentì alla Capri II di ottenere lo stesso successo della sua antenata.

Ford Capri Mk2 in un contesto urbano

La Terza Generazione (1978-1986): Raffinamento e Addio alle Corse

Nel maggio 1976, Ford riorganizzò radicalmente la sua gamma di modelli. La terza e ultima generazione della Ford Capri venne presentata al pubblico nel marzo 1978. Il nome del progetto della Capri Mk3 fu "Project Carla". Il concept consistette in una Capri MkII, con un frontale simile alla Escort RS del periodo, e venne presentato nel 1976 al Salone di Ginevra. Questa generazione rappresentò un ulteriore affinamento del design e delle prestazioni.

Anche il telaio venne ritoccato e dotato di un assale anteriore a molle, guidato da bracci oscillanti e ulteriormente irrigidito da una barra stabilizzatrice. Le ruote posteriori erano guidate da un assale posteriore resistente alla convergenza e alla campanatura con ammortizzatori a pressione di gas. L'asse anteriore di tutti i modelli venne inoltre dotato di freni a disco servoassistiti, anteriori a disco e posteriori a tamburo; con comando idraulico, doppio circuito, servofreno a depressione e limitatore di frenata al retrotreno, migliorando significativamente la sicurezza e la guidabilità.

Ford iniziò a concentrarsi sul mercato inglese appena le vendite calarono, in quanto la Capri era un vero e proprio culto in Inghilterra. Venne così introdotto nel 1979 l'"X Pack" per le versioni sportive, con potenza fino a 175 CV per il 3.0 V6. Nel 1981, il 3.0 V6 venne pensionato, mentre un nuovo motore sportivo, il 2.8 Injection V6, venne presentato al Salone di Ginevra dello stesso anno. Come indicato dal nome stesso, il motore era caratterizzato dall'iniezione elettronica e aveva una potenza di 160 CV che garantiva una velocità massima di 210 km/h, anche se la trasmissione era ancora a quattro rapporti. La Capri 2.8 Injection portò nuova linfa alla gamma e permise al modello di rimanere in produzione per ben 3 anni in più rispetto a quanto programmato dalla Ford. Il cambio a quattro marce venne poi rimpiazzato da un'unità a 5 rapporti.

Un altro aggiornamento sostanziale venne effettuato nel 1984 con la Capri Injection Special e comprendeva sedili per metà in pelle e un differenziale a slittamento limitato. Dal novembre 1984, la Capri venne venduta solo in Gran Bretagna con guida a destra. Il 1.6 e il 2.0 vennero associati a un nuovo allestimento (Laser) con pomello del cambio e volante in pelle, finestrini elettrici, mascherina e specchietti retrovisori verniciati.

L'ultima versione limitata fu la Capri 280, prodotta in 280 esemplari con differenziale a slittamento limitato, interni Recaro completamente in pelle e cerchi a sette razze da 15". Questo modello rappresentò il canto del cigno per la Capri, un'auto che aveva segnato un'epoca.

Le Versioni Speciali e le Potenze Elevate

Nel 1981 arriva la Ford Capri 2.8 Injection, una creazione del team "Special Vehicle Engineering" (precursore della Ford Performance Division). Sostituisce la versione da tre litri e succede alla leggendaria 2600 RS. Questa versione era un chiaro esempio dell'impegno di Ford nel mantenere viva la sportività della Capri.

Il 1981 fu anche l'anno della Ford Capri Turbo, limitata a 200 esemplari. Sebbene la Capri non facesse più parte di alcuna competizione sportiva, Ford of Germany sviluppò nel 1982 un'edizione limitata, solo con guida a sinistra, dotata di turbo e di 190 CV con una velocità massima di 220 km/h. Questo modello fu un tentativo di infondere nuova vita alla gamma con prestazioni di alto livello.

Un'altra versione speciale, la Tickford Capri, utilizzò il 2.8 Injection potenziato a 206 CV (al contrario della versione RS che montava un motore a carburatore derivato dalla Granada). Questa edizione speciale era molto lussuosa grazie agli interni completamente in pelle e alla moquette Wilton. Esteriormente possedeva un largo alettone posteriore, griglia anteriore colorata e un bodykit disegnato da Simon Saunders, il quale divenne in seguito designer alla KAT Designs e poi disegnatore della Ariel Atom. I freni posteriori erano a disco. Questo modello venne modificato a mano dagli operai della Tickford con tempi di 200 ore di lavoro per vettura, evidenziando l'artigianalità e l'esclusività di questa versione. In particolare, il propulsore ha subito una rivisitazione e la potenza è stata aumentata da 156 a 210 kW. L'albero motore è tutto nuovo e di costruzione australiana. Il cambio è praticamente quello della Mustang a quattro rapporti mentre l'impianto sterzante sfrutta componenti studiati dalla Basil Green. Il radiatore ha dimensioni più grandi ed è di derivazione Basil, così come gli scarichi. Le prestazioni sono elevate: accelerazione da 0 a 100 km/h in 7 secondi e velocità massima che si aggira intorno ai 230 km/h.

Ford Capri 2.8 Injection

La Leggenda negli Sport Motoristici

La straordinaria carriera della Capri negli sport motoristici merita un capitolo a parte, evidenziando il suo spirito competitivo e le sue capacità prestazionali. Inizia nel 1970 con il modello di serie 2600 RS, il quale fornì la base per le versioni da competizione. Nel 1971, Ford iscrisse due vetture al Campionato Europeo Turismo e una al Campionato Tedesco Circuiti, dimostrando fin da subito l'ambizione di dominare le piste. La RS2600, con il suo V6 di 2637 cm³ e l'iniezione Kugelfischer, si rivelò una piattaforma eccellente per le gare, capace di erogare 150 CV e raggiungere i 210 km/h di velocità massima.

Dopo un periodo di transizione, nel 1978 si aprì l'era della Ford Capri Turbo da 400 CV nel campionato tedesco di corse. Con quattro vittorie nella divisione fino a due litri di cilindrata nel 1979, si rivelò un successo e nel 1980, come "Super Capri" da 580 CV nella grande divisione oltre i due litri di cilindrata, affrontò persino la dominante Porsche 935. Queste vetture, con le loro potenze esorbitanti e la loro aggressività in pista, divennero vere e proprie icone per gli appassionati.

Il 1981 fu l'ultimo anno di gloria per la Capri nelle competizioni di alto livello. Con dieci vittorie in 13 gare, Klaus Ludwig e la sua Turbo Capri si lanciarono alla conquista del campionato, mentre allo stesso tempo la Super Capri di Manfred Winkelhock otteneva sei vittorie. Questi successi finali cementarono il posto della Capri nella storia del motorsport, dimostrando la sua versatilità e la sua capacità di competere ai massimi livelli contro avversari temibili. La Capri non era solo un'auto sportiva per la strada, ma una vera e propria macchina da corsa, capace di emozionare e vincere.

Ford Capri da corsa Turbo

La Nuova Ford Capri: Un Futuro Elettrico

Dopo quasi 40 anni, c'è di nuovo una Ford Capri. Stavolta però il nome è impresso su un SUV elettrico, che cita l'ex auto sportiva solo in alcuni dettagli. Questo cambiamento radicale riflette la transizione dell'industria automobilistica verso l'elettrificazione e la crescente popolarità dei SUV. Mentre l'originale Capri era una coupé accessibile e sportiva, la nuova incarnazione è un veicolo che si allinea alle tendenze attuali del mercato, combinando l'estetica di un SUV con la propulsione elettrica.

Il nuovo Ford Capri elettrico si presenta con un'estetica moderna, pur mantenendo alcuni richiami stilistici al modello storico, come il cofano lungo e le linee dinamiche. L'attenzione è ora rivolta all'efficienza, all'autonomia e alle tecnologie avanzate, aspetti fondamentali nel segmento dei veicoli elettrici. Le varianti disponibili sul mercato automobilistico odierno includono, ad esempio, un modello con 250 kW (340 CV) di potenza, un significativo incremento rispetto alle motorizzazioni delle Capri del passato.

L'introduzione di un SUV elettrico con il nome Capri è un chiaro segnale della volontà di Ford di capitalizzare il prestigio del nome, proiettandolo nel futuro della mobilità sostenibile. Questo nuovo capitolo della storia della Capri è un ponte tra un passato glorioso e un futuro che promette innovazione, senza dimenticare le radici di un'icona automobilistica.

Ford Capri SUV elettrico

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