Ford Fiesta: Storia di un'Icona Automobilistica Europea

L’era del downsizing ha segnato un punto di svolta nel settore automobilistico a metà degli anni '70. La Ford Motor Company, uno dei più importanti gruppi industriali al mondo, si trovò ad affrontare un mercato in rapida evoluzione, spinto dalla crisi energetica e dalla necessità di una maggiore diversificazione dell'offerta. In Europa, in particolare, emerse l'esigenza di sviluppare un modello "subcompact" capace di consumare poco e competere con le dominanti utilitarie del segmento. Sebbene negli Stati Uniti ci fosse stato il precedente della Ford Pinto, i tempi non erano ancora maturi per un'affermazione della Casa di Dearborn nel settore delle auto di piccole dimensioni. Da questa esigenza nacque la Ford Fiesta.

Il progetto, identificato con il nome in codice "Bobcat", prese avvio alla fine degli anni '60. Questo ambizioso programma vide una competizione interna tra i centri stile inglesi, tedeschi e la Ghia di Torino, acquisita dalla Ford poco prima. La proposta vincente fu quella del brillante Tom Tjaarda, che all'epoca lavorava presso la Ghia. Il design del modello proposto non si discostava significativamente dalla "Blue Car", un prototipo ideato dal collega Paolo Martin, anch'egli collaboratore della Ghia nello stesso periodo.

Il nome "Fiesta" non era nuovo nel panorama automobilistico; era stato utilizzato per la prima volta dalla General Motors per la Oldsmobile Fiesta, una lussuosa convertibile degli anni '50. Tuttavia, il gruppo GM concesse alla Ford l'utilizzo di questa denominazione per la sua nuova supermini. Il dipartimento marketing della Ford inizialmente propose il nome "Bravo", ma Henry Ford II pose il veto a favore del nome Fiesta, annunciato ufficialmente nel dicembre del 1975. La parola "Fiesta" evocava allegria e dinamismo, consacrando inoltre la nuova alleanza europea tra Ford e la Spagna, siglata da Re Juan Carlos.

I Punti di Forza della Prima Generazione

La Ford Fiesta di prima serie (MK1) fu proposta inizialmente con una sola carrozzeria a tre porte. La sua meccanica era considerata "moderna" per l'epoca, caratterizzata dalla trazione anteriore, sospensioni anteriori a ruote indipendenti e posteriori a ponte rigido con barra Panhard, oltre a un impianto frenante misto. I principali punti di forza della Fiesta risiedevano nei consumi molto contenuti, supportati da un peso piuma di circa 700 kg, e da un volume di carico nettamente superiore alla concorrenza. A questi si aggiunse una progettazione accurata della scocca, ottimizzata per la visibilità e la sicurezza, realizzata grazie all'utilizzo dei primi programmi di simulazione virtuale. Anche sul fronte aerodinamico, il coefficiente di resistenza aerodinamica (Cx) di 0.42 ebbe ricadute positive sui consumi.

Ford Fiesta MK1 tre porte

Le Incerezze di Detroit

Nonostante il potenziale evidente del progetto, la Ford Fiesta incontrò inizialmente delle resistenze all'interno del management Ford negli Stati Uniti. Karel Willaert, uno dei progettisti del team di Colonia, in un'intervista a La Stampa nel 2016, raccontò delle perplessità del quartier generale americano, legato a una visione prettamente americana del "grande è meglio": "Al quartier generale della Ford, negli Usa, dicevano che le auto piccole non generavano profitti; solo quelle di grosse dimensioni e cilindrata lo permettevano. Noi siamo riusciti a dimostrare che non era così". La Fiesta è stata venduta in diversi mercati, ma il principale resta tutt'oggi quello europeo.

La Gamma Iniziale

La Ford Fiesta era disponibile inizialmente con i motori della famiglia "Valencia", nelle cilindrate di 957 e 1.117 cc, con potenze rispettivamente di 45 e 53 CV. Per tutte le versioni, il cambio era manuale a quattro rapporti. In Italia, la Fiesta venne commercializzata negli allestimenti base, L (intermedio), Ghia (più elegante, con cromature, cerchi in lega e inserti effetto legno) e S (più sportivo, con finiture in nero).

Tra il 1977 e il 1980, la Fiesta "Mark I" venne venduta anche sul mercato statunitense. Gli esemplari "US Spec." erano assemblati a Saarlouis e Colonia, con specifiche leggermente diverse per fanaleria, paraurti e finiture interne. Per il mercato americano erano disponibili gli allestimenti: Base, Decor, Sport e Ghia. Sotto il cofano era installato il più potente motore da 1,6 litri della vecchia famiglia Kent ad aste e bilancieri (1.596 cc), nella versione "Crossflow". Questo motore era dotato di convertitore catalitico, alimentazione specifica e di una pompa dell'aria diversa per soddisfare le severe norme californiane sulle emissioni. Inoltre, poteva contare sulla possibilità di montare l'impianto dell'aria condizionata opzionale, non disponibile in Europa.

Ford Fiesta MK1 interni Ghia

Gradisce lo Sport: Le Prime Versioni Performanti

Nel 1977, debuttava la grintosa Fiesta 1.3 S (1.297 cc) da 66 CV. La variante 1.3 del motore Crossflow fu un esperimento per tastare il terreno e aprire la strada alla più performante XR2 del 1981, spinta dal motore 1.6 (la stessa unità di base dei modelli americani). Con un'accelerazione 0-100 km/h coperta in circa 10 secondi e una velocità massima di 170 km/h, la XR2 divenne una "hot hatch" di culto nei primi anni '80. La Fiesta XR2 si distingueva per le finiture esterne in plastica nera, conferendole un'aria più corsaiola.

Per la versione "milletre" venne proposto anche un kit che aumentava la potenza a 75 CV, mediante l'uso di due carburatori Weber e di un nuovo impianto di scarico. Per migliorarne la maneggevolezza, il motore venne abbassato di 25 mm e anche l'impianto frenante venne adeguato per un uso più gravoso. Considerando l'interesse per le versioni sportive, nel 1980 venne presentata la Ford Fiesta "Supersport" con assetto ribassato, cerchi in lega leggera da 13", spoiler anteriore e posteriore, profili in plastica attorno ai passaruota e sedili avvolgenti con poggiatesta integrato.

Ford Fiesta XR2

Le Showcar e il Traguardo del Milione

Nel gennaio 1979, la Ford Fiesta raggiunse il traguardo del primo milione di esemplari prodotti, un successo celebrato con la serie speciale "Million Edition". Nello stesso anno, per la stagione dei saloni automobilistici, Ford in collaborazione con la Ghia Operations di Torino, produsse la Ford Fiesta Tuareg, una sorta di crossover ante litteram che venne propagandata come "veicolo progettato ed equipaggiato per l’uso pratico e ricreativo in fuoristrada”.

La Seconda Generazione (MK2) e l'Evoluzione

La seconda generazione della Ford Fiesta giunse sul mercato nel 1983. A confronto con l'edizione precedente, il nuovo modello era caratterizzato da forme meno squadrate e più aerodinamiche. A fianco delle motorizzazioni classiche, esordì un inedito motore 1.6 diesel con valvole in testa e iniezione elettronica. Nel 1984, tutta la gamma venne equipaggiata con un cambio a cinque marce. Due anni più tardi, un leggero restyling rinfrescò il look della vettura con paraurti parzialmente in tinta con la carrozzeria.

Ford Fiesta MK2

Nel 1987 debuttò la prima versione con il cambio automatico, una trasmissione a variazione continua di rapporto brevettata dalla stessa Ford e abbinata al motore 1.1. Fu inoltre introdotta una variante spinta da un motore alimentato a gasolio, una novità assoluta per una city-car.

50 anni di FORD FIESTA. Dalla prima serie all'ultima

La Terza Generazione (MK3): Modernità e Sicurezza

Nel 1989 vide la luce la Ford Fiesta di terza generazione, un'auto estremamente moderna per la sua epoca e che nulla aveva in comune con il modello precedente. La Ford investì ingenti risorse per lo sviluppo della Fiesta, che si preparava ad affrontare gli anni '90. Venne messo a punto un sistema di collaudi che vide la "piccola" di casa impegnata in pista e sulle strade di tutti i giorni per oltre tre milioni di chilometri. Per essere certa della qualità del prodotto finale, la casa di Detroit allestì e testò ben 250 modelli di pre-serie, compiendo uno sforzo senza precedenti nella sua storia.

Un mese dopo la presentazione ufficiale, la Fiesta conquistò la vetta della classifica delle vendite in sette paesi europei, battendo la concorrenza di rivali agguerrite come l'appena rinnovata Fiat Uno, l'Opel Corsa, la Peugeot 205 e la Seat Ibiza. La conferma di questa evoluzione è rappresentata dall'apparizione della versione a cinque porte, dei motori da 1.0 e da 1.1 litri "lean burn" e del sistema antibloccaggio, noto con la sigla ABS, in grado di evitare il completo arresto delle ruote in caso di frenata.

Visto l'incredibile successo raggiunto in passato dalla XR2, Ford optò per un restyling della versione sportiva che tanto fece sognare i giovani degli anni '80. La nuova XR2 mostrava un pedigree di tutto rispetto: cambio a 5 rapporti e un motore 1.6 bialbero all'interno; un look da sportiva di razza con passaruota allargati e un assetto corsaiolo all'esterno. Il risultato fu un altro importante miglioramento sul lato sicurezza.

Ford Fiesta MK3 cinque porte

La Quarta Generazione (MK4): Stile e Nuovi Motori

Lanciata nell'autunno del 1995, la Ford Fiesta di quarta generazione aveva dimensioni simili al modello da cui derivava e con il quale condivideva la piattaforma e parte della struttura della carrozzeria, compreso il giro porta. Lo stile, tuttavia, era più moderno. La novità più grande era nascosta "sotto la pelle": debuttò la nuova famiglia di motori a benzina Zetec-SE, disponibili con cilindrate di 1,1 e 1,4 litri, mentre ricevette solo lievi aggiornamenti il 1.8 diesel. Alla base della gamma rimanevano le versioni mosse dal vecchio motore Kent da 1,3 litri.

La Quinta Generazione (MK5): Innovazione e Internazionalizzazione

Equipaggiata praticamente con gli stessi propulsori della famiglia Zetec, ma ribattezzati Duratec, la Ford Fiesta di quinta generazione debuttò nell'aprile del 2002. Fu la prima a essere equipaggiata di serie con l'ABS e l'airbag per il passeggero. Realizzata partendo da un'architettura progettata da zero, era spinta da motori a benzina aspirati da 1,2, 1,3, 1,4, 1,6 e 2 litri di cilindrata, più un 1.4 e un 1.6 turbodiesel con tecnologia common-rail costruiti in joint-venture con il gruppo PSA.

Per la prima volta, la Fiesta varcò i confini dell'Europa, sbarcando in Asia e Australia, mercati in cui veniva commercializzata unicamente con il motore 1.6 a benzina per sostituire la Ford Festiva, un'utilitaria strettamente imparentata con la coreana Kia Pride. Alla fine del 2004, Ford allargò il bacino di vendita del suo best-seller al Brasile e all'Argentina, mentre nel 2005 fu il momento di un leggero restyling che l'accompagnò fino a fine carriera.

All'alba del nuovo millennio, nel palcoscenico offerto dal Salone di Francoforte, Ford mostrava in anteprima mondiale la quinta generazione di Fiesta. Nel 2005 giunse il momento della Fiesta ST: sviluppata in stretta collaborazione con il comparto Ford Team RS, questo modello, forte dei suoi 150 cavalli, rappresentava la Fiesta più potente mai entrata in circolazione. Nel 2006 comparvero i comandi vocali e la tecnologia Bluetooth. Il trentennale coincise con il lancio della Fiesta Zetec S 30th Anniversary. Le peculiarità? Non a Francoforte, ma stavolta a Ginevra. Il fulcro su cui poggiava la realizzazione del nuovo modello coincideva con l'abbattimento dei consumi e la drastica riduzione delle emissioni inquinanti.

Ford Fiesta MK5 interni

La Sesta Generazione (MK6): L'Era "Global" e i Motori EcoBoost

Anticipata nelle forme dal concept Verve presentato al salone di Francoforte nel 2007, la Ford Fiesta di sesta generazione debuttò nei principali mercati europei, in Australia e negli Stati Uniti l'anno seguente. L'auto poggiava sulla nuova piattaforma "global" che il colosso di Detroit aveva sviluppato per la sua nuova generazione di vetture compatte da città. Sempre sull'onda del risparmio energetico, qualche anno dopo fecero capolino sulla scena i motori EcoBoost, oltre a una serie di considerevoli innovazioni per quanto riguarda la sicurezza alla guida, il comfort e l'intrattenimento a bordo.

Ford Fiesta MK6

La Settima Generazione (MK7): L'Addio Imminente

La Ford Fiesta attualmente in commercio è arrivata sul mercato nel 2017. Nonostante i suoi cinque anni, e considerata la velocità crescente con cui "invecchia" la stragrande maggioranza delle auto moderne, ha una linea ancora attuale. Il look "indovinato" e una dotazione molto ampia in fatto di sicurezza (sono addirittura 15 i sistemi di assistenza alla guida disponibili, davvero tanti per una city-car), non sono tuttavia bastati a replicare il successo dei modelli che l'hanno preceduta. "Colpa" di un mercato che, negli ultimi anni, è mutato profondamente, con le care, vecchie utilitarie destinate a perdere sempre più posizioni nei confronti delle loro derivate ad assetto rialzato.

Il 16 settembre 2021, Ford ha svelato la versione 2022 di Fiesta. La vettura presentava moltissime novità. Le principali riguardavano il design, la tecnologia, gli allestimenti e, non da ultimo, le motorizzazioni. Il merito è della calandra anteriore con al centro il logo dell'Ovale Blu che ricorda da vicino quelle di Puma e Focus. Completano l'offerta la ST-Line X e Active X, le più complete in termini di dotazioni di serie. Tra i contenuti di serie figurano il cockpit digitale da 12.3 pollici, la telecamera posteriore e il modulo 4G del FordPass Connect, grazie al quale la vettura diventa un hotspot wifi. Insieme alla vettura, anche la gamma motori si è rinnovata. Rispetto al passato, prevedeva propulsori benzina-ibridi per ridurre consumi ed emissioni.

Ford Fiesta MK7 interni

La Fine di un'Era

Si avvicina il momento dell'addio per la Ford Fiesta. Che ha saputo conquistare anche i palati più fini grazie alle versioni pepate, come le XR2, turbo e ST. La storia, lunga quasi mezzo secolo, è stata scandita da numerosi e amati modelli. La settima generazione della Ford Fiesta, l'attuale, disponibile ormai solo a 5 porte, non avrà eredi. Non nella forma attuale, per lo meno. Per la gloriosa 2 volumi anglo-tedesca è ormai giunto il momento dell'addio, ma vale la pena ricordare la forte carica innovativa del modello e il suo ricco palmarès sportivo, senza dimenticare la lunga serie di varianti ad alte prestazioni.

"Dal 1976, Ford Fiesta ci ha accompagnato attraverso grandi e piccoli momenti ed è stata presente per tutte le nostre prime volte. Ora […] è il momento di dire grazie… e sogni d’oro. Fiesta ha svolto un ruolo fondamentale nella storia della Ford finora. Ma quando un capitolo finisce, un altro sta per iniziare”. Con questo breve messaggio a corredo di un altrettanto breve ma romantico video tributo, la Ford saluta la Fiesta.

Una "piccola" amata da tutti. Da un paio d'anni non più in cima alle classifiche delle vendite in Europa e nel Regno Unito, la Ford Fiesta è la prima vera vittima illustre dell’ascesa sempre più arrembante delle crossover compatte, ormai di gran lunga le preferite per spostarsi in città dalla maggioranza degli automobilisti del Vecchio Continente. Con il suo definitivo pensionamento si chiude un'era irripetibile non solo per la Ford, ma per l'intero comparto delle city-car: in 46 anni, l'utilitaria americana, nata nel 1976 dalla matita di Tom Tjaarda ed evolutasi nel corso di sette generazioni, è stata scelta da più di 15 milioni di automobilisti.

Nata per opporsi alla Fiat 127, il progetto Fiesta prese forma alla fine del 1969, quando il presidente della Ford Division Lee Iacocca decise di realizzare una vettura compatta, a basso costo, da vendere in Europa. La comparsa della Fiat 128 a trazione anteriore aveva infatti reso obsoleto il modello d’ingresso dell’Ovale blu sul vecchio continente, la Escort a trazione posteriore, e l’imminente lancio delle più piccole Fiat 127 e Renault 5 rischiava di togliere alla Ford altre quote significative sul mercato europeo. Il nome in codice del progetto fu "Bobcat", il quale prevedeva anche la costruzione di nuovi impianti di produzione e la progettazione di nuove tecnologie. Il primo passo fu cercare di costruire un nuovo impianto di assemblaggio ad Almussafes, nella zona di Valencia, con l’appoggio del Re Juan Carlos, appena incoronato sovrano.

La Fiesta di prima generazione è la prima Ford a trazione anteriore ad aver ottenuto dei validi riscontri commerciali, ma in realtà non è la prima autovettura del marchio a trazione anteriore: il primato spetta alla Ford Taunus 12M del 1962. Utilizzava all'anteriore lo schema MacPherson, brevettato nel 1949 dall'ingegnere, e successivamente vice presidente Ford, Earle S. MacPherson. Altre caratteristiche importanti erano i finestrini con pellicole anti-rottura, cinture di sicurezza autobloccanti, il lunotto posteriore riscaldato e il tetto apribile come optional.

La versione più sportiva della prima generazione, la Fiesta Supersport, nata nel 1980 e prodotta fino al 1983, è oggi un modello raro e ricercato. Con il suo motore Kent da 1.3 litri capace di erogare 74 cavalli, un peso contenuto e una taratura delle sospensioni specifica, garantiva prestazioni brillanti per l'epoca. Circa 3.000 unità hanno lasciato le linee di montaggio, ma il passare del tempo ha inevitabilmente ridotto il numero di vetture superstiti.

La saga della Ford Fiesta, amatissima da tanti italiani, si conclude con la fine della produzione nell'estate del 2023, dopo 47 lunghi anni.

Ford Fiesta ST 2023

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