La Ford Sierra, con particolare enfasi sulle sue versioni Cosworth, rappresenta un capitolo fondamentale nella storia automobilistica, incarnando un connubio di prestazioni, design e ingegneria che ha lasciato un segno indelebile nel cuore degli appassionati. Nata come una vettura familiare, la Sierra ha saputo evolversi, grazie soprattutto all'intervento di Cosworth, in un'icona di sportività, capace di competere ai massimi livelli nel motorsport e di offrire un'esperienza di guida emozionante anche su strada.
La Genesi di un Mito: L'Incontro con Cosworth
Il progetto della Ford Sierra Cosworth affonda le sue radici nel desiderio di Ford Motorsport Europe, sotto la guida di Stuart Turner, di creare un'auto capace di omologarsi nel Gruppo A delle competizioni. La collaborazione con Cosworth, un nome già sinonimo di potenza e prestazioni, fu cruciale. L'azienda, fondata nel 1958 a Londra, vantava un palmarès impressionante, con 176 vittorie in Formula 1, un risultato che la poneva subito dietro alla Ferrari.
La base di partenza fu il motore YAA, un bialbero a 16 valvole derivato dal blocco motore T88 della Ford Pinto. Questo prototipo, sviluppato su iniziativa di Cosworth stessa, divenne il punto di partenza per il motore che avrebbe equipaggiato la nuova vettura. Ford richiese una versione turbo, denominata Cosworth YBD, capace di erogare 180 CV nella versione stradale e ben 300 CV in quella da gara.

L'esperienza maturata nelle competizioni, in particolare con la Merkur XR4Ti di Jack Roush in America e le vittorie di Andy Rouse nel Campionato Britannico Turismo nel 1985, fu fondamentale per lo sviluppo della Sierra Cosworth. Gran parte delle migliorie apportate alle sospensioni e all'aerodinamica derivarono proprio da questa esperienza. Dopo intensi test in galleria del vento e sul circuito di Nardò, un prototipo basato su un corpo vettura XR4i, con modifiche in fibra di vetro e alluminio, prese forma. Per contenere i costi, l'auto fu inizialmente offerta in tre soli colori (nero, bianco e grigio) e con interni grigi.
Design e Aerodinamica: Linee che Parlano di Velocità
Esternamente, la Ford Sierra si distingueva per un design sportivo che raggiungeva il suo apice nelle versioni Cosworth. Il frontale, con il cofano chiuso e il logo Ford al centro al posto della griglia tradizionale, era caratterizzato da proiettori che richiamavano le linee tipiche degli anni '90. Gli indicatori di direzione laterali, ampi e distintivi, erano arancioni nelle versioni base.
La linea laterale della Sierra era pulita e semplice, con una cintura dei sedili bassa che massimizzava la luminosità dell'abitacolo grazie agli ampi vetri. Questo si estendeva anche alla versione station wagon. Il posteriore era altrettanto essenziale, dominato da un ampio lunotto rettangolare quasi dritto, che enfatizzava la coda squadrata. I fanali a sviluppo orizzontale lasciavano spazio a un generoso portellone per facilitare il carico.
Nelle versioni Cosworth, il design assumeva un'aggressività mirata. Lo spoiler posteriore non era solo un elemento estetico, ma contribuiva significativamente all'aerodinamica, generando una deportanza massima di 20 kgf a 150 mph. Il coefficiente di resistenza aerodinamica della RS Cosworth era di 0,345, un valore notevole per l'epoca, frutto di studi mirati anche tramite test in galleria del vento e sul circuito di Nardò. Le proporzioni della vettura furono accuratamente elaborate, specialmente per le versioni più sportive, per garantire stabilità anche a velocità elevate.

Propulsori e Prestazioni: Cuore Cosworth
Il cuore pulsante della Ford Sierra RS Cosworth era il motore Cosworth YBD. Si trattava di un 4 cilindri da 1993 cm³, bialbero a 16 valvole, alimentato da iniezione elettronica multipoint indiretta Weber con quattro iniettori e accensione elettronica Marelli. Equipaggiato con una turbina Garrett T3, questo propulsore erogava 204 cavalli.
Questi numeri si traducevano in prestazioni entusiasmanti: una velocità massima di circa 249 km/h (149 mph) e un'accelerazione da 0 a 100 km/h (0-60 mph) in circa 6,5 secondi. La vettura era dotata di un impianto frenante a quattro dischi autoventilanti con ABS. I freni anteriori presentavano dischi da 28,3 cm morsi da pinze a 4 pistoncini, mentre al posteriore c'erano dischi da 27,3 cm con pinze a doppio pompante. La Cosworth montava pneumatici 205/50 VRx15 su cerchi in lega BBS da 15 pollici.
La gamma motori della Ford Sierra, tuttavia, era più ampia e diversificata. Oltre al propulsore d'ingresso 1.6 da 73 CV, erano disponibili un 1.8 da 88 CV e un 2.0 litri Twin Cam. Quest'ultimo, nella sua versione base da 107 cavalli, fu portato a 113 CV con l'iniezione elettronica e successivamente a 122 CV con le nuove "Twin Cam". I motori a benzina si completavano con due propulsori V6 per la trazione integrale: un 2.8 da 147 CV e un 2.9 da 145 CV.
Sul fronte diesel, la Sierra offriva un 1.8 TD da 75 CV e un 2.3 diesel da 65 cavalli. Quest'ultimo prometteva consumi ridotti, circa 7 litri per 100 chilometri, e una buona capacità di traino.
Evoluzioni e Versioni Speciali: La RS500 e la 4x4
La Sierra Cosworth non rimase un modello statico. Mike Moreton, a capo del team di sviluppo, puntò a creare una versione aggiornata e più competitiva per i circuiti. Questa evoluzione, destinata a diventare la leggendaria RS500, presentava un motore potenziato e rinforzato, con un blocco cilindri dalle pareti più spesse per sopportare il maggiore carico dei pistoni. La cilindrata totale era sempre di 1993 cm³, ma con un secondo set di quattro iniettori Weber e un secondo flauto del rail per aumentare la potenza, oltre a un sistema di lubrificazione e raffreddamento potenziati.

Le differenze estetiche della RS500 includevano uno spoiler inferiore supplementare sul portellone posteriore, un alettone superiore più lungo, piccoli adesivi RS500 e uno splitter inferiore ridisegnato sul paraurti anteriore. La griglia del radiatore era più grande per migliorare il raffreddamento, e i fendinebbia furono sostituiti da griglie collegate a condotti per il raffreddamento dei freni. Furono prodotti solo 500 esemplari, tutti con guida a destra per il mercato del Regno Unito.
La seconda generazione della Sierra Cosworth si basava sulla Sapphire a quattro porte e veniva assemblata in Belgio, con il motore Cosworth YBD prodotto nel Regno Unito. Le sospensioni furono leggermente modificate per favorire la guidabilità.
Nel gennaio 1990, debuttò la terza generazione della Sierra RS Cosworth, equipaggiata di serie con la trazione integrale. Esteticamente, si distingueva per le feritoie sul cofano motore, un richiamo all'originale coupé tre porte. Il motore venne ulteriormente migliorato, siglato YBG (con catalizzatore) e YBJ (senza). La potenza raggiunse i 220 CV a 6250 giri/min, con una coppia di 29,5 kg a 3500 giri/min. La trazione integrale era gestita da un nuovo differenziale e cambio Ferguson MT75, con una ripartizione della coppia del 34% all'avantreno e 66% al retrotreno. L'accelerazione 0-100 km/h scendeva a 5,9 secondi, con una velocità massima di 242 km/h. La produzione continuò fino alla fine del 1992, quando la Sierra fu sostituita dalla Mondeo.
Genziano Racconta: La storia della COSWORTH
La Sierra Cosworth nelle Competizioni: Dominio e Vittorie
La Ford Sierra RS Cosworth fu progettata fin dall'inizio per competere in diverse discipline motoristiche, dai rally alle corse su circuito. Il suo debutto nel Campionato del Mondo Rally avvenne tra il 1986 e il 1992. La versione da gara, pur con modifiche significative per rispettare i regolamenti del Gruppo A, non si discostava radicalmente da quella stradale. La versione da gara pesava 1035 kg e il motore era potenziato a 370 CV, mentre la RS500, con un peso di 1040 kg, erogava 470 CV.
Nell'agosto 1987, la Sierra RS500 Cosworth fu omologata con un turbo più grande, un nuovo spoiler posteriore e un aumento di potenza di 100 cavalli. La Ford conquistò la pole position in sei eventi del Campionato Mondiale Turismo del 1987, vincendone quattro. Tuttavia, la vettura fu squalificata alla Bathurst 1000 del 1987 in Australia per irregolarità, privando Klaus Ludwig e Klaus Niedzwiedz della vittoria del campionato mondiale.
Nonostante ciò, la RS500 ebbe un notevole successo. Con il team Eggenberger Motorsport, vinse la 24 Ore di Spa del 1989. Nel DTM 1988, Klaus Ludwig vinse il campionato piloti e la Wolf Racing quello a squadre. Anche in Australia, con la Dick Johnson Racing, la Sierra dominò i campionati turismo del 1988 e 1989, con Dick Johnson e John Bowe che si classificarono primo e secondo in entrambi gli anni. La RS500 vinse per due volte la Bathurst 1000 (1988 e 1989) e la Sandown 500 (1988 e 1990).
La Sierra Cosworth trovò impiego anche nei rally, sostituendo la RS200 non più in linea con i nuovi regolamenti. Le versioni XR4x4 e successivamente Cosworth furono schierate. Sebbene la Cosworth avesse un vantaggio sull'asfalto grazie al suo motore più potente, la sola trazione posteriore la rendeva meno competitiva su sterrato o neve rispetto alle Lancia e Mazda a quattro ruote motrici. La Sierra XR4x4, pur dotata di trazione integrale, aveva un motore meno potente (circa 200 CV), con un deficit di circa 100 CV rispetto alle Lancia. Per la stagione 1987, Ford utilizzò entrambe, ma dal 1988 si concentrò sulla Cosworth. La Sierra Cosworth a trazione posteriore vinse un solo evento del Campionato del Mondo Rally, il Rally di Corsica del 1988, grazie a Didier Auriol. Altri piloti come Stig Blomqvist, Carlos Sainz e Ari Vatanen ottennero modesti piazzamenti.

Interni e Praticità: Funzionalità Senza Fronzoli
Gli interni della Ford Sierra erano concepiti per essere semplici e funzionali, con l'utilizzo di plastiche ricercate per l'epoca. La plancia centrale ospitava i comandi della radio e della ventola. Nella parte inferiore, vicino alla leva del cambio, si trovavano l'accendisigari e un piccolo vano portaoggetti.
I sedili erano semplici ma ben studiati, rivestiti in tessuti resistenti, con la possibilità di optional in pelle. Nonostante le prestazioni sportive delle versioni Cosworth, la Sierra mantenne una certa praticità, derivante dalla sua origine di vettura familiare. Le dimensioni tipiche di una vettura del segmento C e le proporzioni studiate per le versioni sportive, inclusi i test in galleria del vento, garantivano un equilibrio tra estetica e funzionalità.
Valore di Mercato: Un'Icona da Collezionare
Il valore di una Ford Sierra varia considerevolmente a seconda dell'anno, delle condizioni e, soprattutto, della versione. Le vetture con motori "normali" ed entry-level, in versione berlina, con qualche lavoro da fare, possono trovarsi sul mercato tra i 4.500 e i 7.000 euro. Le quotazioni per la prima serie, specialmente per la versione coupé, possono salire fino a 12.000 euro.
Le versioni speciali, come le Cosworth e le RS, rappresentano un capitolo a parte. La loro quotazione può oscillare intorno ai 35.000 euro per le versioni "normali" speciali, mentre per le Cosworth e le RS più ricercate, i prezzi partono da 43.000 euro e possono superare i 70.000 euro. Un'icona come la Sierra Cosworth, infatti, giustifica un investimento significativo per gli appassionati e i collezionisti.
L'Eredità della Sierra Cosworth
La Ford Sierra Cosworth non è stata solo un'auto, ma un fenomeno. Ha incarnato la sportività accessibile, l'ingegneria audace e la capacità di trasformare una vettura di serie in una leggenda delle competizioni. Le sue linee distintive, il rombo inconfondibile del motore Cosworth e le sue imprese sportive l'hanno resa un simbolo intramontabile degli anni '80 e '90, capace ancora oggi di scaldare i cuori degli appassionati e di evocare un'epoca d'oro dell'automobilismo. Le parole "Cosworth" e "Sierra" insieme evocano un'immagine di potenza, velocità e passione che continua a risuonare nel mondo delle auto d'epoca e sportive.