
Negli anni Sessanta, l'onda di successo della BMC Mini, la prima vera utilitaria inglese postbellica, spinse i competitor a orientarsi verso la produzione di automobili economiche. La Ford of Great Britain, inizialmente, ritenne troppo oneroso sviluppare una concorrente diretta. Tuttavia, quando Patrick Hennessey, il boss dell'Ovale Blu, scoprì l'accordo tra Ford USA e Ford Germania per sviluppare un'antagonista della Volkswagen (che sarebbe poi diventata la Ford Taunus), decise di reagire con una contromossa strategica. Così, nel 1959, nacque il "Progetto Archibishop", con l'obiettivo di creare una vettura che colmasse il divario tra la Ford Anglia e la Ford Consul. Le linee guida principali prevedevano un motore a 4 cilindri "Kent", portato da 997 cc a 1,2 litri, e un peso contenuto entro le 1700 libbre (circa 770 kg).
Il Battesimo di un Nome "Olimpionico"
Durante la fase di sviluppo, fu considerata l'idea di adottare una sospensione posteriore a ruote indipendenti, ma questa soluzione venne poi accantonata per ragioni di budget. Furono invece scelti fari posteriori con un distintivo design "Ban the bomb", richiamando il simbolo del disarmo nucleare. Il nome inizialmente proposto fu "Consul 225", ma in seguito venne modificato in "Cortina", un omaggio alla Perla delle Dolomiti che ospitò le Olimpiadi invernali del 1956, dove il leggendario Alfonso de Portago conquistò una medaglia di bronzo con il bob. Il 20 settembre 1962, la Ford Consul Cortina venne ufficialmente lanciata sul mercato, con l'intento di sottrarre clienti a modelli come la Morris Oxford e la Vauxhall Victor. La vettura sfoggiava uno stile moderno e accattivante, progettato per essere economico da produrre. Durante la presentazione alla stampa, Hennessey dichiarò: "Questo è il modello che mancava, che migliaia di famiglie ci hanno chiesto".
La Conquista del Mercato: Dalla Prima Serie al Successo Inarrestabile
L'esordio della Cortina avvenne con una versione a due porte e due allestimenti, "Standard" e "De Luxe". Tra i suoi maggiori punti di forza spiccavano un bagagliaio da quasi 600 litri e un cambio a 4 marce sincronizzato. Nel successivo ottobre, la gamma si arricchì con una versione a quattro porte, mentre nel gennaio 1963 fu introdotto il motore 1.5. In primavera, l'allestimento GT si aggiunse al listino, offrendo quasi 80 CV e un assetto sportivo. Il successo della Cortina fu immediato: nel solo primo anno furono venduti 300.000 esemplari, e nel 1964 un importante lifting ne incrementò ulteriormente le vendite. Una caratteristica rilevante, già presente nel primo modello, era l'adozione di una leva del cambio in basso tra i due sedili, anziché sul volante, posizione tipica di quasi tutte le vetture del periodo. Fino al modesto facelift del 1964, il suo nome fu Consul Cortina, per essere poi venduta semplicemente come Cortina. A parte le minime differenze tra queste due prime versioni, era facile distinguere tra i due modelli osservando semplicemente la scritta riportata in un lungo e basso rialzo posto trasversalmente sul cofano anteriore (che riportava: consul nella prima versione e cortina nella successiva).
La Cortina venne lanciata qualche settimana prima del Salone di Londra nell'ottobre 1962 con un motore da 1197 cm³, una versione ingrandita del 997 cm³ montato sulla Ford Anglia. Qualche mese dopo, nel gennaio 1963, venne annunciata la Cortina Super con un motore da 1499 cm³. Da questo propulsore ebbero origine altre varianti, inclusa la Cortina GT presentata nella primavera del 1963 con un assetto ribassato e il motore potenziato a 78 CV, invece dei 60 CV della Cortina 1500 Super. I motori della vettura appartenevano tutti alla stessa famiglia e si differenziavano solo per la cilindrata e la curva di erogazione. Lo schema adottato era il 4 cilindri con le porte d'aspirazione e di scarico collocate dalla stessa parte della testata. La versione più potente di questa famiglia di motori era quella montata dalla Cortina GT, ovvero il 1499 cm³ da 78 CV, ottenuti con un profilo delle camme diverso, una nuova testata e un carburatore Weber a doppio corpo. La vettura venne proposta nelle varianti due e quattro porte berlina e quattro porte station wagon. Gli allestimenti erano lo Standard, il Deluxe, il Super e il GT. Nel 1963 venne presentata la Cortina Lotus, versione alleggerita e potenziata della Cortina 2 porte. Il motore era un "1600" bialbero da 105 CV. Le Cortina Lotus erano disponibili solo di colore bianco con fascia verde laterale.
L'aggiornamento, mostrato al Salone di Londra nell'ottobre 1964, migliorò i flussi d'aria della vettura, soprattutto grazie all'introduzione di piccoli estrattori nel posteriore. La plancia, la strumentazione e i comandi vennero rivisti per la seconda volta, in quanto nell'ottobre 1963 il tachimetro a striscia orizzontale venne sostituito con uno tondeggiante.
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La Seconda Serie (1966-1970): Evoluzione e Miglioramenti
Nel 1966, dopo oltre un milione di auto vendute, Ford presentò la seconda serie della Cortina. Disegnata da Roy Haynes, il lancio fu accompagnato dallo slogan "La nuova Cortina è più Cortina". La vettura, lunga 4,27 m, si presentava leggermente più corta rispetto all'antenata. Tuttavia, la carreggiata venne allargata di 6 cm e le fiancate incurvate aumentarono l'abitabilità interna. Oltre ai cambiamenti estetici, i miglioramenti includevano sospensioni più morbide, freni autoregolanti, una frizione migliorata e motori di dimensioni più contenute. La versione da 1200 cm³ venne venduta solo in alcuni mercati. Il motore da 1500 cm³ fu inizialmente messo in pensione, ma nel 1967 ricevette una nuova testata, diventando più efficiente. Dal 1967, anche per la seconda generazione della Cortina, venne realizzata la versione con il motore Lotus bialbero, ma questa fu prodotta negli stabilimenti Ford di Dagenham e denominata Cortina Twin Cam.
La Cortina Mk2 venne offerta nelle versioni due e quattro porte berlina negli allestimenti base, Deluxe, Super, GT e in seguito 1600E. La Cortina 1600E fu concepita per rivolgersi alle fasce alte del mercato. Fu introdotta al Salone di Parigi nell'ottobre 1967, un anno dopo l'introduzione della nuova generazione. L'allestimento combinava l'assetto ribassato della Lotus Cortina con il potente motore 1600 Kent delle versioni GT e con interni più lussuosi. Questi ultimi presentavano una plancia e pannelli laterali in noce, volante sportivo e strumentazione completa. Un motore 3.0 cm³ Essex V6 venne sviluppato privatamente in Sudafrica da Basil Green e la versione che lo montava venne venduta tramite la rete di rivenditori Grosvenor Ford.
La Terza Serie (1970-1976): Design "Bottiglia di Coca-Cola" e Unificazione con la Taunus
Verso la fine degli anni Sessanta, Ford iniziò lo sviluppo della terza generazione della Cortina, destinata a essere prodotta in quantità ancora maggiori. La Mk III introdusse per la prima volta un design di ispirazione americana e rimpiazzò sia la Cortina Mark II sia la più costosa Ford Corsair, offrendo un'ampia gamma di allestimenti e motorizzazioni. Gli allestimenti disponibili erano: Base, L (Luxury), XL (Xtra Luxury), GT (Grand Touring) e GXL (Grand Xtra Luxury). Le motorizzazioni prevedevano un 1.3 cm³, un 1.6 cm³ e un 2.0 cm³. Il 1.6 cm³ fu offerto nella variante Kent per gli allestimenti fino al GT e in quella monoalbero Pinto per le versioni GT e GXL.
La terza serie della Cortina condivideva la meccanica con la "cugina" tedesca Ford Taunus, pur mantenendo una carrozzeria diversa. Il MacPherson anteriore venne sostituito con una sospensione a doppia A per offrire una guida più confortevole. Tuttavia, con i motori più grossi, si registrava un fenomeno di sottosterzo. Le versioni GT e GXL disponevano di quattro luci anteriori e cerchi Rostyle; la GXL aveva anche un tetto in vinile e un pannello di coda in metallo nero spazzolato, che invece era liscio nella GT. La Cortina Mk III fu introdotta dopo il Salone di Londra dell'ottobre 1970, ma le vendite partirono a rilento a causa di alcune difficoltà di produzione che culminarono con uno sciopero di dieci settimane nello stabilimento di Dagenham tra l'aprile e il giugno 1971. In quel periodo, Ford avrebbe potuto produrre ben 100.000 veicoli, l'equivalente di un quarto dell'intera produzione annuale.
Le versioni dal 1970 in poi sono unificate tecnicamente alla Ford Cortina venduta in Gran Bretagna. Nell'autunno 1972 venne offerta l'opzione "Superprestazioni", che assicurava alle berline 1.3 una velocità massima di 157 chilometri orari contro i 138 originari. Nel tardo 1973 la plancia venne completamente ridisegnata e la gamma dei modelli, corrispondente alla versione 1974, perse l'allestimento GT e guadagnò, alla pari delle consorelle Cortina '74, il motore 2.000 4 cilindri da 98 CV delle ammiraglie Consul/Granada. Tra le novità, sulle versioni base ed L i fari anteriori diventarono rettangolari mentre la GXL perse i due fari ausiliari di profondità. Esternamente venne modificata la calandra, vennero introdotti fanali rettangolari per gli allestimenti XL, GT e 2000E (la "E" significava "executive"), che sostituì la GXL. Internamente, la vettura ricevette una nuova plancia e nuovi allestimenti. Oltre che in Inghilterra la Cortina venne esportata anche in diversi paesi dell'Europa continentale e in Giappone.

La Quarta Serie (1976-1979): Linee più Convenzionali e Allestimenti Ghia
Nel 1976 venne presentata la Taunus TC2, totalmente ridisegnata nella carrozzeria. Dal 1976 l'unificazione è anche estetica, nel senso che le Cortina adottano anche la carrozzeria delle Taunus tedesche. La quarta generazione venne realizzata con una linea più convenzionale, simile a quella della Opel Rekord, e con un grande consenso da parte dei consumatori. Le versioni disponibili erano la due e quattro porte berlina e la cinque porte familiare. Gli allestimenti erano: base, L, GL, S (Sport) e Ghia. La Cortina Mk IV introdusse per la prima volta l'allestimento Ghia come il più alto della gamma, sostituendo il 2000E. Il 2.3 cm³ Cologne V6, già presente sulla Capri e sulla Granada, venne introdotto nel 1977 al di sopra del 2.0 cm³ Pinto. Il 2.0 cm³ Cologne V6, invece, continuò ad essere offerto sulla Taunus assieme all'unità Pinto. Il 2.3 cm³ V6 aveva un rapporto di compressione inferiore rispetto al Pinto e offriva minori prestazioni, necessitando addirittura di un secondo in più per raggiungere gli 80 km/h. Tuttavia, consumava il 12,5% in meno di carburante. La Ford Australia costruì la sua versione con il 2.0 cm³ I4. I pannelli delle porte e il piantone dello sterzo erano condivisi con la Falcon. L'aria condizionata e i paraurti più grandi potevano essere acquistati separatamente come optional.
Più squadrata, liscia ed “europea”, la TC2 è considerata da alcuni la Taunus più elegante mai prodotta, da altri la più anonima. Probabilmente erano vere entrambe le cose: la vettura non mancava d'eleganza, specie nelle versioni più ricche (la GL probabilmente raggiungeva il miglior equilibrio, mentre la versione top, la Ghia, era un po' troppo “carica” di elementi decorativi), ma era anche più anonima rispetto alla serie precedente. Della TC1, la nuova versione conservava anche l'intera meccanica e la plancia (introdotta nel 1973), mentre il resto degli interni era nuovo. Non variava neppure l'offerta di motori, composta da tre 4 cilindri monoalbero in testa di 1293 cm³ (55 CV), 1593 cm³ (72 CV) e 1993 cm³ (98 CV) e un V6 (con asse centrale nel basamento) di 2293 cm³ da 108 CV. Gli allestimenti rimanevano 5 (base, L, GL, Ghia e S), mentre le varianti di corpo vettura scendevano a 3 (berlina 2 porte, berlina 4 porte e Station Wagon 5 porte).
- Taunus 2p/4p/SW base: riconoscibile per l'assenza di protezione in gomma sui paraurti, l'allestimento semplificato e l'assenza di elementi decorativi.
- Taunus 2p/4pSW L: si distingueva dalla base per il filetto adesivo nero sulla parte bassa della fiancata, le protezioni in gomma sui paraurti, le cornici cromate su parabrezza e lunotto e l'interno più curato.
- Taunus 4p Ghia: si distingueva dalla GL per il tetto in vinile, i profili cromati più spessi, i piccoli rostri ai paraurti completi di lavafari anteriori, i cerchi in lega leggera, sedili anteriori con poggiatesta e i lussuosi interni, rifiniti con materiali pregiati: velluto, legno e moquette raffinata. Era disponibile con motori 1600, 2000 e a richiesta 2300 V6.
- Taunus 2p/4p S: si distingueva dalla GL per i paraurti neri con rostri, fari ausiliari di profondità circolari, i cerchi sportivi, la verniciatura in nero opaco della fascia tra i gruppi ottici posteriori, i sedili sportivi con poggiatesta anteriori.
Grazie alla classicità della sua linea la TC2 ebbe un buon successo. I consumi di certo non erano i migliori della categoria. In città si percorrevano 8/10 litri per 100 chilometri. Molti proprietari, data la capienza del portabagagli, installavano l'impianto GPL con relativa usura delle sedi delle valvole di scarico riportate in ghisa a differenza degli altri motori europei. Non vi furono novità fino al 1980, anno in cui la TC2 lasciò il posto alla TC3.
La Quinta Serie (1980-1982) e la Fine di un'Era
Annunciata nel settembre 1979, venne denominata ufficialmente Cortina 80, anche se il pubblico e la stampa l'accolsero come una nuova generazione (Mk V). In realtà questa Cortina fu un aggiornamento della versione venduta dal '76 al '79, dato che cambiarono solamente la fanaleria (quella anteriore ottenne delle frecce direzionali integrate più grandi), la forma della calandra, il tetto venne abbassato e la superficie vetrata venne ingrandita. Gli allestimenti erano: Base, L, GL e Ghia. Il pacchetto opzionale S era disponibile per vari allestimenti e varianti di carrozzeria. Di questa versione della Cortina vennero realizzate anche numerose serie speciali tra cui la Calypso e la Carousel. L'ultima fu la Crusader, venduta in grandi numeri e disponibile nelle motorizzazioni 1.3, 1.6 e 2.0 cm³ berlina o 1.6 e 2.0 cm³ familiare. In questo periodo la Cortina iniziò seriamente a subire la concorrenza della Vauxhall Cavalier (versione britannica della Opel Ascona), comunque, fino al 1981, la Cortina rimase l'auto più venduta in Gran Bretagna. Nel 1982 scese al secondo posto (surclassata dalla Escort), anche se rimase la macchina per la famiglia più popolare in tutta la Gran Bretagna. L'ultima Cortina (una Crusader color argento) venne costruita nel luglio 1982 nello stabilimento di Dagenham.
Nel 1980 un profondo restyling originò la serie TC3. A cambiare furono il frontale (con nuova mascherina, fari ampliati e cofano modificato), i paraurti (con parte centrale in metallo con inserto in gomma e cantonali in plastica nera), la coda (con gruppi ottici più ampi e ondulati), la fiancata (con nuovi profili paracolpi in plastica e griglia di sfogo dell'aria sul montante posteriore nera e ridisegnata) e gli interni (nuovi sedili, pannelli porta rivisti e vari ritocchi e ammodernamenti alla plancia e alle finiture). La vettura, senz'altro più moderna, aveva perso un po' dell'eleganza della precedente TC2. Rimaneva comunque gradevole e vantava soprattutto quell'aspetto di modello 'importante' che non dispiaceva ai suoi proprietari. Nella gamma italiana venne mantenuta la carrozzeria a 2 porte per le versioni base, LS e GLS mentre gli allestimenti si ridussero a 4: base, L, GL e Ghia. L'allestimento sportivo S divenne un pacchetto da aggiungere, come optional, alle versioni L e GL.
- Taunus 2300 V6: importata a richiesta, con motore V6 di 2293 cm³ da 108 CV, coppia max da 177 Nm.
I vari allestimenti della TC3 differivano soprattutto nel livello di finitura e dotazione degli interni e meno, rispetto alle serie precedenti, all'esterno. Non vi furono altre novità, a parte alcune serie speciali di "fine carriera" tra cui per l'Italia la Taunus Conquest, basata sulle versioni L (1300 o 1600) con vernice metallizzata, strip adesive laterali specifiche, cerchi modello GL e una dotazione di accessori arricchita, tra cui appoggiatesta anteriori (altrimenti di serie sulle LS, GLS e Ghia) e contagiri (non previsto sulle versioni base ed L e ottenibile a richiesta sulle GL).
Nel 1982 la Ford Taunus conclude il suo ciclo di vita dopo quasi 4.280.000 esemplari prodotti.
La Famiglia Ford Taunus: Una Panoramica Storica

La Ford Taunus è un'automobile prodotta in svariate serie dalla Casa automobilistica statunitense Ford dal 1939 al 1982. Erede diretta della Eifel, la Taunus (sigla interna G93A) si ispirava nelle sue linee alla Lincoln Zephyr. Mossa da un 4 cilindri di 1172 cm³ e 34 CV, era una berlina 2 porte che presentava l'innovazione del telaio monoscocca.
Passato il conflitto, la Ford ripresentò nel 1948 la Taunus, ora siglata G73A. Dal 1949 fu disponibile anche come autotelaio, per allestimenti speciali da parte dei carrozzieri (i quali l'allestiranno in versione berlina a 4 porte, familiare a 3 porte e cabriolet 2/4 porte). Nel 1950 venne lanciata la Taunus Spezial, con cambio 4 marce al volante, griglia del radiatore cromata, paraurti maggiorati e lunotto ingrandito. Il 1951 vide l'ingresso nella gamma della Taunus deLuxe, meglio accessoriata e con parabrezza in un pezzo unico.
Lanciata nel gennaio 1952, la 12M (sigla interna G13) si distingueva dal modello precedente per la linea decisamente più moderna, con parafanghi integrati nella carrozzeria ("Ponton"). Caratteristico il fregio sul frontale, raffigurante un mappamondo (da cui il nomignolo tedesco "Weltkugel"). Il motore era lo stesso del modello precedente, portato a 38 CV; il cambio ritornava alle 3 marce (dal 1953 il 4 marce sarà offerto con supplemento di prezzo). A fine '52 fu lanciata anche una versione più economica, la Taunus 12, oltre a una familiare.
Nel 1960 venne lanciato un restyling (sigla interna G13RL) delle Taunus 12M/15M, per differenziarle dalla Taunus 17M "Barock" lanciata nel 1957 e appartenente ad una classe più elevata. La "Streifentaunus" (il nome derivava dalla caratteristica striscia bianca sulla fiancata) era prodotta con il motore di 1,2 litri, per sfidare la Opel 1200; come optional era disponibile il "1500". Specie nelle colorazioni pastello bicolore tipiche della versione Deluxe, le 17m P2 non nascondevano affatto la volontà di richiamare le linee delle vetture prodotte oltreoceano in quegli anni. Per la motorizzazione era inizialmente previsto l'impiego del 4 cilindri 1500 già utilizzato sulla precedente Taunus 15m, ma poi venne sviluppato un nuovo motore di quasi 1,7 litri (1698 cm³) capace di sviluppare 59 hp. Le prestazioni sono modeste; nello studio del motore erano infatti state preferite qualità come l'elasticità di marcia e la silenziosità, rispetto allo spunto e la potenza; il peso dell'autovettura faceva il resto per tarpare le ali a qualunque velleità velocistica. Nel 1959 la P2 si giovò di un restyling che interessò in particolare l'abbassamento di 3 cm del tetto e la modifica di alcuni particolari cromati; il nuovo modello che sarebbe stato presentato l'anno successivo era già in avanzata fase di progettazione.
La Taunus 17m P3 è una vettura di classe media, costruita sia nella versione a 2 porte che in quella a 4 porte, fra il settembre 1960 e l'agosto 1964; le linee curve che caratterizzano tutta la vettura le fecero meritare il soprannome di "Badewanne" che in tedesco significa vasca da bagno. Tutte le P3 assumono la denominazione Taunus 17m, ma ciò non deve far pensare che fosse disponibile solo la motorizzazione di 1,7 litri; infatti inizialmente è possibile scegliere fra due motori a 4 cilindri, rispettivamente di 1498 e 1698 cm³. (per potenze variabili fra 54 e 59 hp), ai quali si aggiunse dal settembre 1961 una versione più potente, di 1758 cm³ e 69 hp che contraddistingue la versione 17mts.
La Taunus P4 venne prodotta dal 1962 al 1966 totalizzando 672.695 unità. La Taunus 12 M P4 era stata progettata in origine per il mercato nordamericano in cui avrebbe dovuto fare un'agguerrita concorrenza alla Volkswagen Maggiolino di cui era più grande e spaziosa. Tuttavia, la direzione della Ford ebbe in seguito un ripensamento e decise di far produrre la vettura alla Ford tedesca, diffondendo così il modello in Europa dove ricevette una positiva accoglienza come dimostrato dai circa 150.000 esemplari prodotti annualmente per quattro anni. La meccanica era piuttosto tradizionale ma in linea con il periodo, con motore anteriore con quattro cilindri a "V". La vera novità era la trazione anteriore; fu l'unica versione delle Taunus con tale caratteristica meccanica, mentre le altre mantennero l'impostazione tradizionale a trazione sull'asse posteriore. Le P4 era disponibile con carrozzeria berlina a 2 porte, a 4 porte e station wagon a tre porte, quest'ultima anche in versione furgonata. Venne prodotta anche in versione coupé a due porte. La vettura aveva dimensioni minori rispetto alla Taunus P3 (misurava infatti 425 × 159 cm) e si collocava in una fascia di mercato inferiore rispetto a questa con cui non entrava in concorrenza.
Tutte le Taunus P5 a quattro cilindri erano denominate 17M, mentre le sei cilindri erano prendevano il nome di 20M. I motori della P5 17M erano due 1,5 litri da 59 e 69 Cv (60 e 70 CV dichiarati) cui si aggiunse in un secondo tempo un 1,7 litri da 74 CV (75 dichiarati). La P5 venne prodotta con diverse carrozzerie. Oltre alla berlina a due e a quattro porte, vennero immesse sul mercato anche le station wagon a tre porte e successivamente, per la prima volta nella storia della Ford Europa, anche una versione station wagon a 5 porte.
La Taunus P6 venne prodotta dal 1966 al 1970 in sostituzione della P4 che venne "pensionata". La P6 si dimostrò un'auto di successo raggiungendo le 668.187 unità prodotte, una cifra quasi pari al modello che andava a sostituire. La vettura era disponibile in due versioni distinte: la 12M e la 15M che durante gli anni di produzione vennero sottoposte a diverse migliorie sia estetiche che meccaniche. La P6 era la naturale concorrente che Ford poneva di fronte a Volkswagen Maggiolino e Opel Kadett. Le 12M erano motorizzate con propulsori di 1.2 e 1.3 litri con potenze, rispettivamente, da 45, 50 o 53 cavalli a seconda del rapporto di compressione adottato e c'era anche la possibilità di avere su richiesta, come optional, il motore da 1.5 litri. La P6 venne prodotta sia in versione berlina a due e quattro porte che in versione station wagon a 3 porte. Venne proposta anche una coupé realizzata sulla base della due porte ma non venne mai realizzata una versione cabriolet. Le versioni 12M e 15M si distinguevano tra loro per una diversa fanaleria anteriore e posteriore e per una diversa calandra oltre che per altri dettagli.
La Ford P7 era una berlina di grandi dimensioni prodotta dal 1967 e il 1971 e commercializzata con i nomi Ford 17M, Ford 20M e Ford 26M. La P7 era stata introdotta per sostituire la P5 rispetto alla quale era dotata di una carrozzeria più grande e di motori di più elevata cilindrata e potenza. Questa vettura venne prodotta in due "sottoserie", P7a e P7b. La carrozzeria era come di consueto disponibile in diverse varianti e precisamente: Berlina a due e a quattro porte, station wagon a 3 e cinque porte, coupé su base due porte opportunamente modificata, cabriolet due porte e in versione furgonata su base station wagon tre porte con i finestrini posteriori laterali sostituiti da pannelli in lamiera.
Lanciata nel 1970 la TC1 è, rispetto alle precedenti Taunus M, un modello completamente nuovo, pur conservando uno schema meccanico classico. La trazione è sulle ruote posteriori ed il retrotreno, che conserva lo schema ad assale rigido, viene arricchito da molle elicoidali (al posto delle obsolete balestre a foglia delle serie precedenti) con bracci longitudinali e trasversali. Il quadro tecnico è completato dall'avantreno a ruote indipendenti (schema a quadrilateri deformabili), dal cambio manuale a 4 marce (tutte sincronizzate), dall'impianto frenante misto (dischi davanti, tamburi dietro) servoassistito e dalla disposizione anteriore longitudinale dei propulsori. Tra i motori i 4 cilindri in linea monoalbero in testa di 1,3 e 1,6 litri sono totalmente nuovi, mentre il V6 2 litri con albero nel basamento deriva da quello della precedente 20M. Le versioni importate in Italia sono una selezione, che tiene conto del fatto che gli allestimenti troppo poveri sono poco graditi, di questa enorme gamma. Oltre che per il livello di finitura, spartano sulla base (con pavimento in gomma, sedili in skai e strumentazione ridotta all'osso), lussuoso sulla GXL (con pavimento in moquette pregiata, inserti in legno su plancia e pannelli porta, sedili in velluto, strumentazione completa, lunotto termico), sportivo sulle GT e intermedio sulle L e XL, gli allestimenti differiscono per molti particolari esterni. Le versioni base e L hanno fari anteriori circolari e, dalla L in su ad esclusione delle GT, archetti passaruota cromati. Le XL hanno fari anteriori rettangolari e, dal 1974 (incluse le GXL), una fascia cromata tra i gruppi ottici posteriori. Le GXL hanno un frontale con 4 fari (due rettangolari e due circolari ausiliari di profondità integrati nella calandra), profilo laterale lucido, tetto rivestito in vinile e parte posteriore tra i gruppi ottici verniciata di nero opaco (fino al 1974).
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Una Ford Taunus 1,3 XL Tudor. Il successo sul nostro mercato, concentrato sulle versioni berlina 4 porte 1.3 XL e 1.6 GXL, è dovuto alla linea americaneggiante e alla possibilità di avere, a costi accettabili (sia in termini di listino che di cilindrata), una vettura dalle dimensioni importanti. La combinazione di 4 varianti di carrozzeria (berlina 2 porte, berlina 4 porte, Coupé Fastback, Station Wagon 5 porte), 5 allestimenti (base, L, XL, GXL e GT) e 4 motori origina una gamma sterminata di modelli. Il modello è uscito per la serie "Le Regine della strada" con numerazione 516 (anche se il modello sul fondino riporta il numero di serie originario) utilizzando un packaging in blister. marrone metallizzato (la versione in blister è per gentile concessione del Collezionista Maurizio Fontana).
Caratteristiche della Ford Taunus: Pregi e Difetti
La Ford Taunus, con il suo design classico e intramontabile, ha rappresentato un punto di riferimento per le berline medie degli anni '70 e '80.
Pregi
- Design classico e intramontabile: le linee eleganti e le proporzioni armoniose sono tipiche degli anni '70 e '80, conferendole un'estetica senza tempo. Il frontale presenta una calandra rettangolare, fari doppi e paraurti cromati. Nelle versioni coupé, la linea assume un tono più sportivo grazie al profilo basso e filante.
- Comfort di guida: grazie a sospensioni morbide e un abitacolo spazioso, la Taunus era ideale per i viaggi lunghi, garantendo una buona abitabilità per passeggeri e bagagli. Le dimensioni generose la rendevano ideale per l’uso quotidiano e i viaggi in famiglia, offrendo comfort e un vano bagagli ampio.
- Motori robusti: la meccanica semplice e affidabile rendeva la Taunus facile da mantenere e riparare. I motori a benzina, soprattutto i classici 1.3, 1.6 e 2.0, sono conosciuti per la loro longevità e robustezza.
Difetti
- Consumi elevati: i motori a benzina dell'epoca erano poco efficienti secondo gli standard moderni. In città, si percorrevano circa 8/10 litri per 100 chilometri. Molti proprietari, data la capienza del portabagagli, installavano l'impianto GPL con relativa usura delle sedi delle valvole di scarico riportate in ghisa a differenza degli altri motori europei.
- Tecnologia obsoleta: le dotazioni erano basiche rispetto alle auto contemporanee, con un abitacolo sobrio ma funzionale. I sedili in tessuto o similpelle offrivano una seduta comoda per l’epoca. La plancia ospitava una strumentazione analogica chiara e leggibile e il volante a due razze completava l’atmosfera vintage.
- Ricambi non sempre reperibili: specialmente per versioni rare o d'epoca, la reperibilità dei ricambi può essere una sfida.
- Corrosione della carrozzeria: il problema più diffuso, soprattutto sui modelli degli anni '70, era la tendenza alla ruggine su passaruota e telaio.
- Comfort limitato: sebbene considerata confortevole per l'epoca, rispetto agli standard attuali, le sospensioni potevano risultare rigide e gli interni spartani.
Specifiche Tecniche e Prestazioni
La Ford Taunus offriva diverse motorizzazioni e prestazioni, posizionandosi come una berlina media versatile.
Dati Tecnici Generali
- Lunghezza: circa 4,45 m
- Larghezza: circa 1,70 m
- Altezza: circa 1,41 m
- Passo: circa 2,55 m
- Bagagliaio: circa 500 litri
- Larghezza con specchietti chiusi: circa 1,75 m
- Larghezza con specchietti aperti: circa 1,85 m
- Porte: 2, 4 o 5
Prestazioni Dettagliate
- Motore: Benzina a 4 cilindri in linea o V6
- Potenza: da 55 a 114 CV
- Coppia: fino a 177 Nm
- Cambio: manuale a 4 marce o automatico
- Trazione: posteriore (con l'eccezione della P4 a trazione anteriore)
- Accelerazione (0-100 km/h): circa 12-15 s
- Velocità massima: circa 160-180 km/h
- Consumo medio (ciclo combinato): circa 8,0 - 12,0 l/100 km
- Emissioni di CO₂: N/D (modello storico)
- Classe ambientale: Pre-Euro
- Sicurezza: dotazioni basiche dell'epoca (cinture di sicurezza, freni a disco anteriori)
Manutenzione e Affidabilità
La Ford Taunus è generalmente considerata un’auto robusta e durevole, grazie a una meccanica semplice e facilmente riparabile. I motori a benzina, soprattutto i classici 1.3, 1.6 e 2.0, sono conosciuti per la loro longevità.
Manutenzione Programmata
- Ogni quanto fare il tagliando? Ogni 10.000-15.000 km o annualmente.
- Durata media del motore: può superare i 250.000 km.
- Quanto costa il cambio olio? Circa 80-150 €.
- Controlli consigliati: impianto frenante, sospensioni, ruggine su passaruota e telaio.
Versioni e Modelli Alternativi
La Ford Taunus è stata proposta in diverse versioni, pensate per soddisfare chi cercava una berlina media elegante e versatile.
- Ford Taunus base: versione standard, con motori a 4 cilindri da 1.3 a 1.6 litri.
- Ford Taunus GXL / Ghia: versioni più ricche, con dotazioni superiori e finiture cromate.
- Ford Taunus coupé: variante a due porte dal taglio sportivo, con linee più aggressive.
- Ford Taunus Turnier: la versione station wagon, spaziosa e versatile.
Tra i modelli simili alla Ford Taunus, considerata una delle berline più importanti di Ford in Europa, si annoverano le concorrenti dirette dell'epoca come la Opel Rekord, la Vauxhall Cavalier (versione britannica della Opel Ascona), la Morris Oxford e la Volkswagen Maggiolino (sebbene quest'ultima fosse di una categoria leggermente diversa ma con cui la Taunus P4 si proponeva di competere).
Prezzi sul Mercato dell'Usato
Sul mercato dell’usato attuale, i valori della Ford Taunus dipendono da anno, condizioni e rarità:
- Usato a partire da: circa 3.000-4.500 € per esemplari da restaurare.
- Prezzo medio usato: circa 6.000-8.000 € per vetture ben tenute.
- Versioni speciali o restaurate: oltre 10.000 €, specialmente per modelli rari o sportivi.
La Ford Taunus è oggi una delle berline storiche più amate nel panorama youngtimer, con quotazioni stabili.
A Chi è Adatta la Ford Taunus?
La Ford Taunus è perfetta per:
- Amanti delle auto d’epoca, affascinati dallo stile vintage.
- Collezionisti, che desiderano un modello iconico Ford anni '70/'80.
- Chi cerca un’auto semplice e robusta, con manutenzione fai-da-te.
- Appassionati di restauro, per progetti di ripristino e personalizzazione.