Francis Ford Coppola: Un Viaggio Tra Utopia, Epica Romana e la Rinascita del Cinema

Ritratto di Francis Ford Coppola

Francis Ford Coppola, figura leggendaria del cinema mondiale, si descrive oggi non come un maestro, ma come uno "studente Francis Ford Coppola". All'età di ottantacinque anni, il regista di Detroit, nato nel 1939, riflette sui piaceri della vita che si riducono, lasciando spazio all'apprendimento e all'ascolto della musica come unici godimenti illimitati e senza effetti collaterali. Con sei Oscar all'attivo e una carriera che ha attraversato cinquant'anni di alti e bassi, Coppola continua a spingersi oltre i confini del convenzionale, dimostrando una resilienza e una visione inarrestabili. La sua vita è un racconto di splendore, sfide finanziarie e un incessante desiderio di esplorare l'umanità attraverso l'arte cinematografica.

L'Utopia e "Megalopolis": Un Progetto di Una Vita

Il suo prossimo film, "Megalopolis", in uscita nei cinema, rappresenta il culmine di quasi trent'anni di lavoro e riflessioni. Coppola lo definisce un film ottimista, profondamente radicato nella sua convinzione che l'essere umano sia "geniale" e capace di risolvere qualsiasi problema se solo lavorasse unito come una grande famiglia. Il progetto è nato dalla domanda fondamentale: "Questa è davvero l'unica società possibile?" Una domanda che il regista desidera che il pubblico si ponga ogni anno, stimolando un dibattito sulla natura umana e sulla possibilità di un'utopia necessaria.

Locandina di Megalopolis

"Megalopolis" è un'epopea romana ambientata in un'America moderna, immaginaria e post-moderna, che il regista chiama "New Rome". L'ispirazione proviene dalla congiura di Catilina, narrata dallo storico Sallustio, che Coppola ha reinterpretato ponendosi la domanda: "e se Catilina, che ha perso, avesse portato invece una nuova prospettiva a Roma?" Questa riflessione si lega all'idea che la storia sia spesso scritta dai vincitori, deformando la verità dei vinti. Il regista ha iniziato a interessarsi al concetto dell'epica romana fin da bambino, affascinato dai gladiatori, dal Colosseo e dalle legioni romane. Ha notato come l'America dell'ultimo secolo somigli molto a Roma, sia per le guerre vinte e la tecnologia, sia per la sua fondazione su un'idea romana di repubblica, con senato e congresso, volendo evitare un re. Ironia della sorte, le tematiche di "Megalopolis" sono diventate sempre più attuali, con dibattiti negli Stati Uniti sulla fragilità della democrazia e della repubblica, che ricordano il destino di Roma antica. Come dice il detto, "quando cadrà Roma, cadrà anche il mondo", e Coppola si interroga sulle ripercussioni globali di un'eventuale caduta dell'America in mani "di qualche stupido dittatore".

Indipendenza Artistica e Sfide Produttive

Per realizzare "Megalopolis", Coppola ha scelto la via dell'autoproduzione e del finanziamento personale, attingendo al proprio patrimonio di 120 milioni di dollari, in parte vendendo i suoi vigneti. Questa decisione è dettata dalla sua profonda convinzione che oggi non sia possibile fare "qualunque film tu voglia", dato che l'industria è dominata da saghe come quelle della Marvel. Coppola non ha più pazienza per i "stupidi commenti dei finanziatori", desiderando un controllo artistico totale per un'opera così personale. Il regista ha spesso affermato che "una cosa è certa: quanto più Megalopolis risulterà personale, simile a un mio sogno, tanto più sarà difficile finanziarlo… e tanto più a lungo produrrà profitti, perché il pubblico passerà i prossimi cinquant’anni a interrogarsi: qual è la vera essenza di Megalopolis?".

Megalopolis (2024) Trailer ufficiale - Adam Driver, Giancarlo Esposito, Nathalie Emmanuel

Il cast di "Megalopolis" è composto da attori eccezionali, tra cui Adam Driver, Aubrey Plaza, Shia LaBeouf e Jon Voight, per i quali Coppola nutre un'ammirazione sincera. Nonostante alcune controversie legate ad alcuni membri del cast, il regista si dichiara disinteressato alle loro vicende personali o politiche, concentrandosi sulla loro straordinaria performance artistica che "arriva alle radici della condizione umana".

Il Metodo di Lavoro e l'Evoluzione Artistica

La metodologia di Coppola si basa sulla ricerca e sulla pazienza. Ha impiegato decenni per raccogliere saggi, vignette, fotografie e appunti storici che hanno costituito le fondamenta di "Megalopolis". Il film, sebbene concepito molto tempo fa, ha mantenuto la sua identità e la sua domanda centrale: "questa è davvero l'unica società possibile?". Solo gli attori sono cambiati, invecchiati o scomparsi, ma la visione è rimasta intatta.

Il regista ha sempre ricercato uno stile appropriato al tema del film. Nel "Padrino", dove il tema era la successione, ha adottato uno stile classico, quasi shakespeariano. In "Apocalypse Now", il cui tema era la moralità, ha esplorato concetti più complessi e a volte contraddittori. Solo più avanti nella vita, ispirato dal regista giapponese Ozu, ha iniziato a pensare a un film da dirigere quando sarebbe stato più vecchio, un progetto che gli avrebbe permesso di esplorare il proprio stile. Questo desiderio di sperimentazione e di autonomia artistica lo ha portato a fondare l'American Zoetrope a San Francisco negli anni '70, un laboratorio creativo con l'obiettivo di creare un sistema cinematografico più sensibile alle esigenze degli artisti, coinvolgendo figure come George Lucas, Walter Murch e John Milius.

Francis Ford Coppola al lavoro sul set

Coppola ha spesso dovuto affrontare incomprensioni iniziali da parte del pubblico e della critica. "Apocalypse Now", all'inizio, fu considerato "strano e poco ortodosso", ma col tempo è diventato un classico. "La Conversazione", uscito prima dello scandalo Watergate, anticipò tematiche di intercettazione che sarebbero diventate di dominio pubblico solo anni dopo. Questi esempi dimostrano la capacità di Coppola di essere lungimirante e di creare opere che maturano nel tempo, offrendo nuove letture e stimolando la riflessione. Egli crede fermamente che "il ruolo della nostra arte è proprio quello di far luce sulla vita contemporanea di modo che le persone possano vedere. Lo scopo dell’arte è quello di mostrare alle persone ciò che accade nelle loro vite e aiutarle a prendere decisioni."

La Vita al di Fuori del Set: Imprenditoria e Famiglia

Coppola non è solo un regista e un produttore, ma anche un imprenditore nel mondo del vino e dell'ospitalità. La sua residenza principale si trova nella Napa Valley, in California, sui terreni dei vigneti di Inglenook, che negli ultimi quarantasette anni si è impegnato a riportare agli antichi fasti. Qui, in un ambiente che trasuda bellezza e storia, si dedica alla lettura, alla riflessione e alla famiglia. La sua seconda fonte di reddito, la produzione di vini, gli permette di finanziare i suoi progetti personali, mantenendo l'indipendenza artistica.

Nonostante la sua vita intensa e i successi, Coppola si descrive come un "eremita" per natura, una tendenza che risale alla sua infanzia solitaria segnata dalla poliomielite e dai continui spostamenti dovuti al lavoro del padre musicista. Questa esperienza ha alimentato il suo "grande desiderio di far parte del gruppo", che a sua volta ha motivato la sua passione per il teatro. La sua famiglia, ricca di figure carismatiche, ha giocato un ruolo fondamentale nella sua formazione. Sua madre, Italia, descritta come una donna bellissima, e suo padre, un musicista che Coppola vedeva come un "mago", hanno influenzato il suo percorso. La sorella Talia Shire e il fratello August Floyd Coppola, che il regista venerava, completano il quadro di una famiglia con un profondo legame con l'arte e la creatività.

Coppola ha studiato teatro alla Hofstra University e poi cinema alla UCLA, ma ha presto capito che Hollywood non offriva l'ambiente collaborativo e le compagnie teatrali che sognava. Questo lo ha spinto a cercare modi di lavorare al di fuori del sistema, anticipando la sua futura indipendenza artistica.

La Scienza, la Tecnologia e l'Ottimismo per il Futuro

Francis Ford Coppola è profondamente ottimista riguardo al futuro dell'umanità. Crede che "scienza e tecnologia possano essere d'aiuto alla cultura e alla società", senza essere in contrasto. Sul set di "Megalopolis", come nei suoi film precedenti, ha promosso una perfetta collaborazione tra troupe tecnica e artistica, alimentato da una "fede nel gioco creativo del cinema" che gli toglie qualsiasi paura, anche quella della bancarotta.

Il regista è convinto che l'essere umano sia un "genio" capace di risolvere qualsiasi problema, ma che spesso venga "ingannato da coloro che vorrebbero controllarci e sminuiscono ciò che siamo". Questo lo porta a interrogarsi sull'utilità di molte attività e comportamenti umani odierni, suggerendo che dovremmo trattarci come un'unica famiglia umana, superando concetti obsoleti come i confini nazionali.

Coppola ha espresso il desiderio di realizzare altri due film: uno piccolo e divertente, da girare in Italia, e uno molto grande. Nonostante l'età, l'entusiasmo per il cinema e la volontà di continuare a creare sono immutati. "Il cinema mi fa dimenticare l'età che ho", afferma, e il confronto con gli studenti lo fa "tornare l'entusiasmo".

L'Amore per l'Italia e la Famiglia Coppola

Il legame di Francis Ford Coppola con l'Italia è profondo e radicato nelle sue origini. Ha ricordato con commozione il ritorno nella casa dei suoi antenati in Basilicata e la possibilità di riassaporare il cibo della Lucania. Un aneddoto significativo è quello con Nino Rota, che gli canticchiava il tema del "Padrino" in aeroporto. Coppola apprezza molto gli attori italiani, trovando nel loro modo di lavorare uno "scambio costruttivo", a differenza degli attori americani che, a suo dire, "vogliono che tu soffra con loro".

Il regista ha espresso grande stima per i giganti del cinema italiano come Rosi, Monicelli, Antonioni e Wertmüller, avendo avuto l'onore di conoscere Federico Fellini, che definisce "straordinario". Per lui, l'Italia è una "metafora perfetta" del mondo, un paese capace di produrre cose magnifiche, con scienziati e medici brillanti, ma che fatica a trovare una "costanza politica che possa contribuire alla gioia e alla felicità della gente".

Francis Ford Coppola con la sua famiglia

La famiglia Coppola è per Francis una fonte di grande orgoglio. I suoi figli, Roman e Sofia, entrambi filmmaker, e i suoi nipoti, inclusa Gia che ha vinto il Festival di San Sebastián, e Nicolas Cage, che considera un "vero artista", dimostrano il talento innato della stirpe. Coppola ricorda come la famiglia non sia nata ricca, ma abbia sempre dedicato tempo al "gioco, alla recitazione", imparando interi atti da recitare durante le vacanze estive. Questo "concetto di gioco" è, per lui, fondamentale e dovrebbe essere maggiormente praticato con i figli, lasciando ai robot "tutto il lavoro".

Megalopolis (2024) Trailer ufficiale - Adam Driver, Giancarlo Esposito, Nathalie Emmanuel

Critica al Sistema e Visione Futura del Cinema

Coppola è critico nei confronti dell'industria cinematografica odierna, dominata da un approccio che privilegia il "business" sull'"arte". La tendenza a rifare film classici, soprattutto quelli degli anni '70, è per lui uno "spreco di energie e di soldi". Egli paragona il cinema attuale a un "modello Coca-Cola", dove si ripropone "sempre la stessa idea che crea dipendenza propinata al pubblico", evitando rischi e sperimentazioni. Questo, a suo avviso, rende il pubblico "infelice" e "facilmente controllabile" da chi detiene il potere economico.

Nonostante queste osservazioni, Coppola guarda al futuro del cinema con grande speranza. Crede che le "istituzioni importanti seguano un processo di morte e rinascita", e che "il giornalismo e il sistema degli studios stiano morendo", ma che "dietro l’angolo c'è pronto un nuovo modo di fare sia giornalismo che cinema". Si augura che il cinema dei suoi nipoti sia "totalmente diverso", utilizzando strumenti che non possiamo nemmeno immaginare, e che la collaborazione tra persone da parti del mondo lontane diventi la norma.

Coppola ha avuto trenta apprendisti sul set di "Megalopolis", provenienti da diversi paesi, con cui ha condiviso le sue conoscenze e ascoltato le loro idee, creando un "bellissimo scambio". Questo approccio, crede, assicura che "il cinema non finirà mai", poiché le nuove generazioni continueranno a tramandare e sviluppare l'arte.

Cinecittà Studios

Durante la pre-apertura della Festa del Cinema di Roma, dove ha ricevuto le chiavi degli studi di Cinecittà e un viale a lui dedicato, Coppola ha ribadito la sua umiltà: "Non chiamatemi maestro, non sono Mr. Coppola. Non penso di essere importante, un pezzo da novanta. Chiamatemi zio Ciccio! Siamo tutti parte di un'unica famiglia". La sua più grande ricompensa non è un premio, ma che un altro regista di valore gli dica di aver iniziato a fare cinema grazie a uno dei suoi film.

Rimpianti e Desideri

Francis Ford Coppola ha due grandi rimpianti: non essere riuscito a girare "Un Sogno Lungo un Giorno" come avrebbe voluto, e "che non stiamo lasciando il cinema alle giovani generazioni come avremmo dovuto", offrendo loro meno possibilità di quante ne abbiano avute i cineasti della sua epoca.

Il suo desiderio più grande, tuttavia, è molto semplice: "vorrei che si possa lasciare ai nostri figli un mondo più bello più felice di quello che abbiamo ora". Questo desiderio, permeato da un profondo ottimismo e una fiducia incrollabile nelle capacità umane, continua a guidare la sua arte e la sua visione per il futuro.

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