Volvo: Storia e Modelli di un Marchio all'Avanguardia

Logo storico e attuale Volvo

Volvo, un nome che evoca immediatamente immagini di robustezza, sicurezza e design funzionale, affonda le sue radici nella Svezia del 1927. La sua fondazione risale a quell'anno come sussidiaria della fabbrica produttrice di cuscinetti a sfera SKF. Per le automobili, venne rispolverato il marchio Volvo, un termine che deriva dal latino "volvere", ovvero "scorrere", e che in origine era destinato a una serie di cuscinetti da esportare nel mercato statunitense.

Il simbolo di Volvo riprende l'antico simbolo chimico dell'acciaio, scelto per richiamare la resistenza dell'acciaio di ottima qualità utilizzato in Svezia per la produzione di auto. Questa scelta sottolineava fin dalle origini l'impronta produttiva del marchio, incentrata sulla robustezza e sulla resistenza alle avverse condizioni climatiche del Nord Europa. La linea diagonale, attraverso la griglia, fu adottata poco dopo per fissare il simbolo attuale al radiatore.

Storia della Volvo | Come è stata realizzata la Volvo

Gli Inizi e la Filosofia di Produzione

La prima autovettura Volvo, denominata ÖV 4, venne prodotta il 14 aprile 1927, uscendo dai cancelli dello stabilimento di Göteborg, sulla costa occidentale della Svezia. Questa vettura era un modello aperto da turismo con motore a quattro cilindri. La produzione continuò con automobili progettate per resistere alle dure condizioni climatiche e ambientali svedesi, una filosofia che ha permeato l'intera storia del marchio.

La leggendaria fondazione dell'azienda si deve ai due soci ex-dipendenti Assar Gabrielsson e Gustav Larsson, che in un ristorante di pesce di Stoccolma, durante una cena a base di gamberi di fiume, decisero di cambiare per sempre lo status dell'automobile svedese. Il marchio Volvo era stato registrato per la prima volta proprio dalla SKF l'11 maggio 1915 con l'intenzione di utilizzarlo per una serie speciale di cuscinetti a sfera da esportare nel mercato americano, ma non venne mai effettivamente utilizzato per tale scopo. Il nome Volvo venne scelto in quanto uno dei due soci fondatori aveva lavorato per la fabbrica di cuscinetti a sfera SKF, che divenne uno dei loro primi clienti.

Negli anni '30, i modelli Volvo inaugurarono una nuova era sul mercato. Le carrozzerie interamente in acciaio non avevano solo un'estetica moderna, ma stabilivano nuovi standard anche in materia di sicurezza. Il motto "For life" era già valido allora, non solo in termini di nuove misure di sicurezza, ma anche di longevità. I popolari taxi dell'anteguerra, infatti, sono stati utilizzati in Svezia fino agli anni '80, a testimonianza della durabilità intrinseca dei veicoli Volvo.

Volvo PV444 e PV544

L'Espansione e i Modelli Iconici

Tra le Volvo più rappresentative, vanno ricordate la OV4 (la prima Volvo), e la PV444/544. Quest'ultima, presentata nel settembre 1944 e svelata a Stoccolma, è stata la prima Volvo con carrozzeria autoportante ed è stata considerata una promessa di prosperità post-bellica in Svezia, raggiungendo i 200.000 esemplari fino al lancio del modello successivo, la Volvo PV544. Queste sono state le prime auto a scocca portante, prodotte dal 1947 al 1965, con la familiare Duett che resistette fino al 1969. La Volvo Duett venne lanciata come "due auto in una", ideale sia per il lavoro che per il tempo libero, segnando l'inizio di una lunga serie di station wagon che hanno reso Volvo sinonimo di questo tipo di automobile. Da allora, sono state realizzate oltre 6 milioni di station wagon Volvo.

Negli anni del miracolo economico, Volvo rinacque a nuova vita. L'ottimismo che si respirava nell'aria si rifletteva sui modelli del marchio, come la disinvolta coupé sportiva P1800 o l'iconica Amazon (Serie 120), che riscosse un grandissimo successo e divenne anche una gettonata vettura da corsa, impiegata con successo in pista e soprattutto nei rally. La P1800 fu costruita anche nella versione ES, che oggi definiremmo shooting brake.

A metà degli anni '60, Volvo rivoluzionò il suo stile e diede vita al primo modello dalle tipiche forme squadrate. Con la Volvo 144, nel 1966 fu presentato un modello con un design deciso che avrebbe caratterizzato i modelli del marchio fino agli anni '90. Gli anni '70, oltre a segnare grandi successi, fissarono nuovi standard, sia in termini di sicurezza che di sostenibilità. La crisi petrolifera spinse anche Volvo a lanciarsi sul mercato delle utilitarie. Con la Volvo 66, derivata dalla Daf 66 dopo l'acquisizione del comparto automobili del marchio olandese, la casa automobilistica creò quindi un nuovo segmento. Questa venne poi sostituita dalla Serie 300, che rimase a listino per 15 anni.

Con buona probabilità, la Volvo più rappresentativa di sempre è la 240, costruita in quasi tre milioni di esemplari dal 1974 al 1993. La 245 è la station wagon (la terza cifra rappresenta il numero delle porte: 2, 4 o 5) che, in particolare, riscosse un successo clamoroso, facendo diventare "di moda" una tipologia di auto considerata "da lavoro". Venne talmente richiesta sul mercato dell'usato da convincere la Volvo a introdurre una versione dagli allestimenti spartani (Polar) o ricchi (Super Polar) che regalò gli ultimi successi commerciali alla 240.

A questa seguirono poi la Volvo serie 740/760, l'auto più moderna dell'epoca. La Volvo 780 era una coupé a due porte con motori a 4 e 6 cilindri, mentre la 760 ebbe anche motori sovralimentati a 4 cilindri. Anche negli anni '80, però, i modelli più venduti continuavano a essere gli stessi degli anni '70, tanto che Volvo decise di portarne avanti la produzione in parallelo con la serie successiva.

Alla fine degli anni '80, Volvo Cars si trovò di fronte a un dilemma: come alzare ulteriormente il livello, dopo i modelli di enorme successo dei decenni precedenti? Come sempre, all'inizio degli anni '90 Volvo stupì per l'ennesima volta il mondo dell'auto con un nuovo cambio di paradigma: trazione anteriore, cinque cilindri e una shooting brake, come la Volvo 850, presentata con quattro novità mondiali: un motore a cinque cilindri trasversali, il sistema di protezione dagli impatti laterali, cinture a regolazione automatica per il sedile anteriore e sospensioni posteriori Delta-link. Fu anche il primo dei modelli più grandi con trazione anteriore.

Alle porte del terzo millennio, Volvo era ormai da tempo un marchio mondiale. Valori come qualità, sicurezza e funzionalità erano diventati sinonimo del marchio. A confermarlo arrivò la C70, il primo modello cabriolet di Volvo dopo decenni. Funzionalità e piacere di guida non sono inconciliabili: Volvo Cars con questo modello lo ha dimostrato.

Volvo 240 Station Wagon

Innovazione e Trazione Integrale (AWD)

Volvo Cars, la casa automobilistica produttrice di vetture di lusso, celebra i 20 anni della trazione integrale meccanica AWD (All-Wheel Drive) mettendo alla prova alcune delle sue automobili più capaci sui laghi ghiacciati attorno all’area sciistica di Åre, nel nord della Svezia. Da venti anni, cioè dal lancio della 850 Wagon T5 AWD nel maggio 1996, Volvo ha trasformato il concetto di "framkomlighet" - la capacità di arrivare dove si vuole andare indipendentemente dalle condizioni atmosferiche - in una realtà alla disposizione di tutti i suoi clienti.

Volvo su strada innevata

La casa automobilistica svedese ha organizzato una prova dinamica invernale che offre l’occasione di testare le versioni di maggior spicco della trazione AWD meccanica e della nuova trazione AWD elettrica su vetture adatte a ogni tipo di fondo e di condizioni climatiche quali la XC90, la V90 Cross Country e la V40 Cross Country. “Volvo Cars è conosciuta in tutto il mondo per quella che in svedese chiamiamo ‘framkomlighet’, ovvero la capacità di arrivare ovunque si desideri, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche. Questa è una parte importante del nostro retaggio, oltre che una chiara indicazione della nostra identità e delle nostre origini. Con la recente aggiunta della trazione integrale elettrica ai nostri prodotti top di gamma abbiamo affinato ulteriormente la nostra offerta prestazionale in quest’area importante,” ha commentato Henrik Green, Senior Vice President, Ricerca & Sviluppo di Volvo Cars.

I progressi realizzati nella tecnologia AWD fanno sì che a fronte di una maggiore maneggevolezza, stabilità e motricità si continui a garantire un’esperienza di guida sicura e divertente, riducendo al contempo il consumo di carburante. Con il progredire della tecnologia AWD, il peso dei sistemi meccanici si è ridotto e la loro efficienza è aumentata. L’introduzione dell’efficiente tecnologia ‘Active On Demand’ consente ora di mantenere sempre in trazione tutte e quattro le ruote per consentire un’immediata distribuzione della coppia motrice alle ruote posteriori, quando necessario. La coppia effettiva applicata viene controllata per garantire in modo costante e in qualsiasi momento livelli ottimali di maneggevolezza, stabilità e trazione. L’attuale sistema AWD meccanico di Volvo Cars è modulare e viene utilizzato su tutti i modelli Volvo.

“E con l’elettrificazione la trazione AWD diventerà ancora più flessibile. Un primo segnale di ciò lo si può già vedere sulla nostra XC90 T8 Twin Engine, dove la potenza viene trasferita alle ruote posteriori per mezzo di un’unità di trasmissione elettrica posta sull’asse posteriore. Con l’evoluzione verso veicoli elettrici alimentati esclusivamente da una batteria e lo sviluppo di altre applicazioni per i sistemi di propulsione, assisteremo a un aumento delle opportunità di controllare in maniera indipendente ciascun motore e ciascuna ruota a seconda delle condizioni del fondo stradale o dello stile di guida desiderato,” aggiunge Henrik Green.

Le varianti All-Wheel Drive rappresentano oltre il 50% degli ordini dei modelli della nuova Serie 90 di Volvo e superano il 40% degli ordini dell’intera gamma di modelli di Volvo Cars.

L'Era dei SUV e Crossover: La Linea Cross Country

Prima degli anni 2000, la situazione era molto diversa da oggi e solamente pochi costruttori avevano intuito il potenziale di SUV e crossover. Volvo, per esempio, può essere considerata senza dubbio una delle prime case automobilistiche che ha creduto fino in fondo in questo tipo di vetture. È così che nasce la linea di prodotti Volvo Cross Country.

Volvo V70 XC Cross Country

In occasione del Salone di Francoforte del 1997, il costruttore svedese svela al mondo un prodotto nuovo e per certi aspetti rivoluzionario, perché apre la strada ad un nuovo segmento di vetture. La Volvo V70 XC Cross Country viene lanciata con una doppia motorizzazione: un 2.5 litri turbo a bassa pressione di 193 CV abbinato a un cambio automatico o un 2.0 litri turbo ad alta pressione capace di sviluppare 225 CV con cambio manuale. Il successo del modello spinge i vertici della casa svedese a proseguire la produzione. Nel 1997, dopo la 850 Wagon T5, sono arrivate la Volvo V70 - in gran parte basata sulla 850 - e la prima variante XC Cross Country della V70, contribuendo a sviluppare una nuova tipologia di auto con design robusto e caratteristiche tali da permettere di uscire senza problemi dai sentieri battuti.

Il nome del modello cambia e viene semplificato, assumendo unicamente la denominazione XC70. Nel biennio 2003-2004, la XC70 riceve una serie di migliorie e di affinamenti tecnici che hanno l’obiettivo di renderla ancora più appetibile sul mercato. Con il tempo, la famiglia XC si è allargata con l’arrivo di modelli completamente nuovi, non più derivati da modelli già esistenti all’interno della gamma. All’inizio del nuovo millennio Volvo sorprese tutti con il primo SUV full size, il SUV Volvo XC90, un successo istantaneo in tutto il mondo che ha ridefinito il settore dei grandi SUV e in pochi anni è diventato il prodotto di esportazione più importante della Svezia. Fino a quel momento, questa classe di peso non era considerata molto sicura. Volvo rese possibile quello che per tanto tempo era sembrato impossibile realizzando le Volvo XC90 e XC60, che in breve tempo divennero i modelli più venduti.

Dopo averlo sostanzialmente abbandonato in favore della sigla XC, Volvo ha recentemente riproposto il marchio Cross Country. Volvo quindi oggi distingue in maniera abbastanza netta i modelli XC dai Cross Country. I primi, come XC40, XC60 e XC90, sono SUV e crossover nati come tali, mentre le Cross Country, come V40 Cross Country e V90 Cross Country, vogliono essere una derivazione ispirata al mondo off-road di vetture della famiglia delle Station Volvo stradali identificate con la lettera V. Era stato così per la prima V70 Cross Country ed è oggi così per V40 Cross Country.

Volvo XC90

La Sicurezza: Un Valore Fondamentale

Storicamente, Volvo ha dedicato una particolare attenzione alla sicurezza. L'ingegnere Volvo Nils Bohlin introdusse le cinture di sicurezza a tre punti nella produzione di serie della PV 544 nel 1959, e l'azienda decise di rinunciare ai diritti di brevetto affinché tutti potessero beneficiarne. A oggi, si stima che la cintura di sicurezza a tre punti abbia salvato oltre un milione di vite.

Nel 1976, la reputazione internazionale di Volvo per la sicurezza venne confermata quando il governo USA acquistò 24 auto di modello Volvo 240 per una serie completa di crash test. Dopo il risultato del test, Volvo venne allora ufficialmente scelta come riferimento per la definizione degli standard di sicurezza per tutte le auto nuove.

Oggi, la sicurezza è di tipo attivo/preventivo e passa attraverso una serie di raffinatissimi sistemi elettronici che aiutano il guidatore a evitare le situazioni di rischio. Le vetture Volvo possono essere dotate dell'Adaptive Cruise Control, del Collision Warning con Auto Brake o del Driver Alert oppure del City Safety che frena automaticamente l’auto a evitare il tamponamento. Anche sul piano dinamico, le XC/Cross Country hanno introdotto alcune delle soluzioni tecnologicamente più interessanti mostrate da Volvo negli ultimi anni, come la trazione integrale a controllo elettronico All-Wheel Drive con Instant Traction Control, per una ripartizione immediata e sempre ottimale della coppia motrice in tutte le situazioni, anche su fondo scivoloso.

L'Evoluzione delle Berline Volvo

Se c’è una tipologia di automobili con la quale si associa il marchio Volvo, quella è senza dubbio la categoria delle station wagon. Dalle mitiche 240 e 740, vendutissime in Italia in versione Polar, alle più moderne V60 e V90, la Casa di Goteborg ha legato il suo nome alle familiari spaziose e versatili. Nella storia del marchio svedese, però, ci sono state delle Volvo berlina che hanno saputo convincere pubblico e critica, rimanendo sempre una scelta “differente” sia rispetto alle classiche tedesche che alle più vendute Station Wagon a marchio Volvo.

Andando indietro nel tempo, una delle prime bestseller della storia Volvo è una berlina, la PV444/544, diventata nota in tutto il mondo per la sua robustezza e affidabilità anche in condizioni difficili. La sua sostituta, la Serie 120, è nota in tutto il mondo con il suo nome in patria, Amazon, e ottenne un successo ancora maggiore.

Con l’arrivo della sua sostituta, la 140, Volvo puntò maggiormente sulla versione Station Wagon, già sperimentata sia con la Amazon che con la precedente PV544 (nota in versione familiare come Duett), che diventò in Europa e negli Stati Uniti la carrozzeria preferita dal pubblico. Nonostante questo, alle sue Wagon Volvo ha sempre affiancato delle berline a tre volumi, caratterizzate solitamente da un look molto squadrato e rigoroso, estremamente riconoscibile. Questa tradizione è andata avanti fino alla V70 di prima generazione, proposta anche come S70, mentre le più “piccole” Volvo di derivazione DAF, come la 66 e le successive Serie 300 e 400, vennero offerte solamente in variante berlina o, in alternativa, con carrozzeria a due volumi e mezzo con portellone.

Con l’arrivo del Terzo Millennio, l’offerta delle berline Volvo diventò più moderna, con linee più morbide e tondeggianti, una tendenza portata avanti dalla prima ammiraglia di casa, la S80 del 1998. Con l’approdo di Volvo nel Gruppo Geely nel 2010, infine, le berline della Casa ottennero una seconda giovinezza, con la nuova S60 che conquistò diversi clienti e una gamma totalmente rinnovata arrivata a cavallo tra il 2016 e il 2018, con le nuove S60 ed S90.

Volvo S60 moderna

Oggi, sul mercato italiano è proposta unicamente la S60, berlina a tre volumi dallo stile sportivo che rivaleggia con BMW Serie 3, Audi A4 e Mercedes-Benz Classe C. Nonostante questo, negli anni Volvo ha prodotto diverse berline molto particolari, come la S80 con motore 4.4 V8 aspirato a benzina sviluppato da Yamaha, le sportive S60 R, S60 Polestar e 850 T5-R o la berlina rialzata S60 Cross Country, ispirata alla mitica XC70.

Dopo l’addio alla S90, grande berlina prodotta in Cina per il mercato europeo, la Casa di Goteborg ha concentrato le sue forze su una sola rappresentante dei suoi modelli di berlina Volvo, la S60 di terza generazione. Già dalla vista frontale, infatti, la seconda generazione della S60 è dotata del nuovo muso Volvo, con una calandra ottagonale stretta e allargata “tagliata” dalla classica barra obliqua con al centro il logo Volvo. Il lungo cofano porta poi alla vista laterale, che non nasconde le dimensioni di una berlina di taglia medio-grande (è lunga 4,78 metri). Spiccano le fiancate movimentate da una vistosa nervatura nella parte inferiore e i passaruota posteriori piuttosto bombati, mentre il lunotto molto inclinato della precedente S60 diventa ancora più accentuato sulla seconda generazione, con delle proporzioni quasi da berlina-coupé. Il posteriore, invece, è piuttosto originale, con un terzo volume decisamente accentuato e una coda dominata dai grandi gruppi ottici a E dotati di un elemento superiore che arriva quasi a toccare l’alloggiamento centrale della targa.

Salendo a bordo, invece, la Volvo S60 riprende l’impostazione minimale e tecnologica delle altre Volvo coeve. Realizzati con materiali di ottima qualità e con accoppiamenti cromatici molto eleganti, gli interni della S60 sono caratterizzati da una consolle centrale dominata da un grande schermo touch da 9 pollici, con sistema operativo basato su Android e dotato di un’interfaccia pulita, semplice e piuttosto chiara da utilizzare. Dotato di Apple CarPlay, il sistema è sorprendentemente privo di Android Auto, offrendo però tutte le app dell’ecosistema Google installate sul sistema Android Automotive di base. Il display integra anche i comandi del clima, mentre ai lati troviamo delle grandi bocchette d’aerazione e, più in basso, alcuni comandi fisici come il rotore per la gestione del volume. Sul generoso tunnel centrale trovano poi posto la leva del cambio, di tipo tradizionale, e il tasto d’accensione, mentre dietro al volante troviamo di serie un quadro strumenti digitale da 12,3 pollici. Per il resto, gli interni dell’attuale rappresentante dei modelli di berlina Volvo in Italia ha tanto spazio per i passeggeri anteriori, mentre dietro i più alti non hanno troppo spazio per la testa. Il bagagliaio, infine, ospita 442 litri di capacità, che diventano 390 per le versioni Plug-In Hybrid.

Motorizzazioni e Tecnologie Attuali

A livello di meccanica e motori, la berlina Volvo S60 è infatti proposta sul mercato italiano con una gamma interamente elettrificata, formata da propulsori Mild Hybrid e ibridi Plug-In. Facendo invece un passo indietro, la S60 è realizzata sul pianale modulare SPA (Scalable Product Architecture), introdotto con la XC90 di seconda generazione e utilizzata da tutti i modelli di grandi dimensioni della Casa svedese, proprio a partire dalla coppia S/V60 come vettura più compatta ad utilizzare questo pianale. Caratterizzata da un layout a motore anteriore trasversale e trazione anteriore o integrale, la S60 può contare su sospensioni piuttosto raffinate, con un anteriore a doppio braccio oscillante e un raffinato Multilink al posteriore.

Per quanto riguarda i motori, invece, la S60 è stata proposta sul mercato italiano solamente con motori a benzina “puri” ed elettrificati, lasciando i Diesel alla cugina V60. Nei primi anni, infatti, la S60 è stata proposta con motorizzazioni 2.0 turbobenzina benzina senza parte ibrida, nello specifico la T4 da 190 CV e la T5 da 250 CV, quest’ultima anche con trazione integrale AWD. Oggi, invece, la gamma della S60 è formata da due motorizzazioni Mild Hybrid, la B4 e la B5, e la top di gamma T8 Recharge ibrida Plug-In. Il motore d’accesso, il B4, è dotato di un singolo turbocompressore, per una potenza di 197 CV e 300 Nm di coppia. A dargli una mano ci pensa un piccolo motore elettrico da 14 CV e 40 Nm, mentre il cambio è automatico a 7 rapporti con convertitore di coppia. Le prestazioni sono piuttosto vivaci (0-100 km/h in 7,6 secondi), al netto di un peso a vuoto di poco meno di 1.600 kg.

Per chi cerca più spinta, invece, è disponibile la T5 AWD, dotata dello stesso motore 2.0 quattro cilindri turbo, in questo caso portato a 250 CV e 350 Nm. Il motore elettrico rimane da 14 CV, mentre il cambio guadagna un rapporto, diventando un 8 marce sempre con convertitore di coppia. Al top della gamma, infine, troviamo la T8 Recharge, l’ibrida Plug-In spinta dalla versione più raffinata del 2.0 quattro cilindri VEA. Sotto il cofano, infatti, il 2.0 litri ha una sovralimentazione di tipo TwinCharge: al turbocompressore, infatti, si affianca un compressore volumetrico per eliminare il classico turbo lag dei motori turbocompressi più spinti. Con questa configurazione, il 2.0 sale a 317 CV e 400 Nm, e spinge le ruote anteriori attraverso un cambio automatico a 8 marce. Dal 2022, poi, al posto del “vecchio” motore elettrico da 87 CV troviamo uno più potente, da 143 CV e 309 Nm, che porta la potenza totale a 455 CV, per prestazioni da sportiva (0-100 km/h in 4,6 secondi). Ad alimentare il motore elettrico ci pensa una batteria da 11,6 kWh, che garantisce un’autonomia a zero emissioni di ben 90 km nel ciclo misto WLTP. Tutte le Volvo S60, infine, sono autolimitate a 180 km/h.

Arriviamo così alle versioni della berlina Volvo, con la S60 che per il mercato italiano è proposta in tre allestimenti: Core, Plus e il top di gamma Ultimate. Di serie, infatti, troviamo il Cruise Control, il sistema di allerta di stanchezza del conducente, il mantenitore di corsia, l’accesso e l’accensione keyless, il riconoscimento dei segnali stradali e il sistema di sollevamento automatico del cofano in caso di investimento di un pedone. L’allestimento Plus, invece, aggiunge sedili in pelle, sensori di parcheggio anteriori, cerchi in lega da 18 pollici neri e finiture esterne nere. Non è più importata in Italia, invece, la versione Polestar Engineered, che aggiunge alla T8 Recharge una caratterizzazione tecnica, estetica e prestazionale curata dal brand gemello di Volvo, che fino agli anni ’10 rappresentava quello che la divisione M è per BMW.

La Trasformazione Azionaria e il Futuro Elettrico

In seguito, il gruppo Volvo si è espanso in altri settori, come gli autocarri (oggi Volvo è il secondo produttore al mondo di autocarri pesanti), autobus, macchine movimento terra, trattori agricoli, motori marini, ecc. Nel 1964, la Volvo aprì la fabbrica di Torslanda, ancora oggi uno dei suoi più importanti impianti di produzione, dove vengono assemblati i fuoristrada e le auto di classe elevata. Gli inizi degli anni settanta segnarono eventi importanti nella storia aziendale, con l'acquisto, nel 1975, del comparto costruzione automobili dell'olandese DAF e con la firma di una joint-venture con Peugeot e Renault per la progettazione e costruzione di un motore di successo, il PRV, adottato poi da molte altre auto, ad esempio l'italiana Lancia Thema. Nel 1989, venne aperto un nuovo impianto a Uddevalla, in cooperazione con la Pininfarina, dove vengono principalmente prodotte le auto di nicchia.

Nel 1999, la Volvo è stata acquistata dalla Ford. Dall'inizio del 2009 cominciarono a circolare voci sulla vendita da parte della Ford a una delle aziende cinesi del settore automobilistico. Nel dicembre 2009 è stata diffusa la notizia che Ford e la cinese Geely hanno trovato un accordo per la vendita stessa, da perfezionarsi nel primo trimestre del 2010. L'annuncio ufficiale della cessione è stato annunciato da Ford il 28 marzo 2010 e si è perfezionato entro il terzo trimestre 2010; l'accordo di cessione prevedeva il pagamento a Ford di 1,8 miliardi di dollari in contanti. La Commissione Europea e il ministero del commercio cinese approvano l'accordo in luglio 2010.

Dal 2010, Volvo è di proprietà della cinese Geely. Stefan Jacoby, ex amministratore delegato in Volkswagen America, diventa presidente e amministratore delegato di Volvo Car Corporation il 16 agosto 2010, sostituendo Stephen Odell, che era amministratore delegato di Ford Europe. Li Shufu diventa presidente del consiglio di amministrazione di Volvo Cars.

Stabilimento Volvo in Cina

Oggi, Volvo produce auto che si collocano nel cosiddetto segmento premium, in concorrenza con Alfa Romeo, Audi, BMW, Cadillac, Infiniti, Jaguar, Mercedes-Benz e Lexus. A partire dal 2013, Volvo ha gestito il suo primo stabilimento di produzione completo al di fuori dell'Europa, inaugurato nella città di Chengdu, dove inizialmente venivano prodotti i modelli Volvo S60L e XC60. Nel 2015, la seconda generazione di XC90 ha segnato l'inizio di un nuovo capitolo nella storia di Volvo, presentando un linguaggio di progettazione completamente nuovo, nuove tecnologie e la nuova piattaforma Scalable Product Architecture (SPA). Nel 2017, la Volvo EX40 è stato il primo modello basato sulla Compact Modular Vehicle Architecture (CMA), che segnava il nuovo standard di progettazione, connettività e sicurezza. Inoltre, è stato il primo modello di auto a cui era possibile accedere attraverso il servizio di abbonamento mensile a tariffa flat Care by Volvo. Nel 2018, Volvo ha inaugurato il suo primo stabilimento di produzione americano a Charleston, North Carolina, affermandosi come casa costruttrice di auto a livello globale, con stabilimenti in Europa, Asia e Nord America.

In occasione dei suoi 95 anni, compiuti il 14 aprile 2022, Volvo Cars ha sempre saputo reinventarsi. E ha fatto lo stesso con le Volvo S60/V60 e S90/V90, modelli che hanno rafforzato la reputazione della casa automobilistica del segmento premium e alzato l’asticella in termini di sicurezza, sostenibilità e affidabilità. Volvo Cars si impegna a diventare un’azienda climaticamente neutra entro il 2040. A partire dal 2030, saranno prodotti solo modelli completamente elettrici. Le basi per il futuro sono state gettate con largo anticipo, come dimostra la Volvo EX40, il primo SUV 100% elettrico del marchio, lanciato nel 2019. L'ultima parte della storia di Volvo riguarda la nuova generazione di modelli completamente elettrici e le prospettive future.

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