La Trento-Bondone è molto più di una semplice gara automobilistica in salita; è un'icona del motorsport italiano ed europeo, un evento che unisce sport, storia e territorio in un connubio indissolubile. La sua storia, che si avvicina al secolo di vita, è ricca di passione, sfide tecniche e imprese memorabili, rendendola una delle competizioni più antiche e affascinanti del panorama motoristico internazionale. Nel 2025, infatti, saranno trascorsi cento anni da quando venne organizzata la prima "gita cronometrata" verso l'Alpe di Trento, segnando l'inizio di una leggenda.

Le Origini: Una "Gita Cronometrata" verso l'Alpe di Trento
L’edizione inaugurale della «Trento - Bondone» venne disputata il 5 luglio 1925, ma si trattò, come ci riferisce la cronaca locale, di una "gita cronometrata per automobili e motociclette". Questo evento pionieristico vide la partecipazione di 16 moto, 2 biciclette a motore e 11 automobili. In quel periodo, Trento era diventata italiana da appena sette anni e l'automobile, inventata da Karl Benz solo 39 anni prima, era ancora un lusso per pochi fortunati.
Il vincitore di questa prima, storica edizione, nella categoria automobili, fu l'ingegner Ruggero Menestrina, che tagliò il traguardo in località Vaneze in 21'57", alla media di 35,352 km orari, al volante di una Fiat 501. Il successo di questa "escursione motorizzata" fu tale da indurre i dirigenti dell’Automobile Club Trento a organizzarla anche nell’anno seguente, modificando però il percorso e fissando il traguardo nel sobborgo di Sardagna.

Crescita e Consolidamento negli Anni Venti
Nella terza edizione del 1927, la partecipazione venne estesa a tutti i piloti nazionali e si disputarono addirittura due gare, una in giugno e l’altra in settembre. Nella prima, la palma della vittoria toccò al podestà di Trento, l’on. Prospero Gianferrari, su Alfa Romeo 6C 1500, alla media di 41,570 km orari. Gianferrari fu sempre un grande sostenitore della corsa automobilistica e dello sviluppo del Monte Bondone.
L'edizione di settembre, grazie anche all'apertura delle iscrizioni in campo nazionale, registrò un numero considerevole di partecipanti: ben 32 furono infatti le auto in gara, quasi il triplo di quelle presenti a giugno. La gara fu vinta dal marchese de Sterlich Aliprandi, che, alla guida di una Maserati, coprì i 18 chilometri del percorso in 22'32", stabilendo così il nuovo record assoluto.
La quarta edizione, del 1928, prima della grande pausa durata quasi dieci anni (la competizione fu sospesa dal 1929 al 1937), registrò un calo di iscrizioni: solo 20 furono infatti i partecipanti, dodici in meno rispetto all'anno precedente. Vinse il giovane mantovano Pastore su Maserati alla media di oltre 47 chilometri orari e con lo stesso tempo fissato da de Sterlich l'anno prima: 22’32". Già allora, per seguire la gara, occorreva pagare il biglietto, come accade oggi. È importante rilevare anche che la strada era molto stretta e non consentiva grandi sorpassi in corsa. Negli anni seguenti il vicepodestà Farina si preoccupò molto dell'aspetto viario del Monte Bondone, contribuendo a migliorare le infrastrutture che avrebbero ospitato le edizioni future.

Le Interruzioni e la Rinascita nel Dopoguerra
La competizione fu sospesa dal 1929 al 1937. L'Automobile Club Trento ci riprovò nel 1938 e 1939 con altre due edizioni, che fanno registrare le vittoriose prove della Fiat 1100 Sport di Monticello e Palmieri e di Lancia Aprilia di Cesare Granetto. Tuttavia, nel 1940, la gara fu nuovamente sospesa in seguito agli eventi bellici, segnando un'altra interruzione forzata.
Superato l'immediato e drammatico Dopoguerra, la «Trento Bondone» tornò a brillare in bellezza nel 1950, vinta da Salvatore Amendola con una Alfa Romeo Giulietta Sprint Speciale. Dal 1951 al 1955 la competizione venne nuovamente sdoppiata in edizione primaverile ed estiva, ultimo atto della «Stella Alpina», che nel 1955 concluse la sua vivace e breve esistenza, forzatamente cancellata dal "boom" dell'automobilismo turistico, che non poteva più permettere la chiusura dei favolosi itinerari dolomitici percorsi dalle vetture in gara. Va ricordato che nel 1953 la «Trento Bondone» si trasferì sul tratto di 12 chilometri Calliano - Folgaria, per indisponibilità tecnica della strada del Bondone.

L'Epoca d'Oro: L'Ingresso nel Campionato Europeo e l'Arrivo a Vason
Dopo la vittoria di Edoardo Lualdi nel 1956 e la sosta del 1957, ad iniziare dal 1958 la «Trento Bondone» entra nell'Olimpo delle classiche corse internazionali, assumendo l'ambita etichetta di prova valida per il Campionato d'Europa della Montagna. Questa gara è da tutti, tecnici e piloti partecipanti, definita la più bella e impegnativa delle corse europee in salita. Ne fanno fede l'immediato e rilevante numero di partecipazioni straniere, in aggiunta a quelle di piloti nazionali, e la qualificata presenza ufficiale delle case costruttrici, quali Porsche, Ferrari, Bogward, Abarth, March Bmw, Lola Bmw, tanto per citare le più famose.
Nel 1958 Wolfgang von Trips è stato l'ultimo pilota a vincere sul traguardo di Vaneze. In seguito, in un crescendo di primati migliorati, finalmente sul percorso di 17,300 km con arrivo a Vason, annotiamo la vittoriosa tripletta di Barth nel 1959, 1963 e 1964, le affermazioni di Govoni su Maserati nel 1960 e Greger su Porsche l'anno seguente, di Ludovico Scarfiotti su Ferrari nel 1962 e 1965, di Mitter su Porsche nel 1966 e 1967, di Federhofer su Abarth nel 1968 e del ferrarista elvetico Peter Schetty nel 1969, primo a scendere al di sotto degli 11 minuti di corsa con la sua Ferrari 212 E: 10'58"61. All'epoca Schetty, che successivamente divenne direttore tecnico della casa di Maranello, dominava su tutti i circuiti europei e in Bondone riuscì in un'impresa davvero eccezionale.
Nel 1970, un roveretano salì sul podio più alto della «Trento - Bondone», Antonio Zadra, che in quegli anni raggiunse il culmine della propria carriera di corridore: vinse con il tempo di 11'43"47 e questa rimase l'ultima vittoria di un pilota di casa fino al 2018, quando il lunghissimo digiuno fu interrotto da Christian Merli. L'anno successivo (1971) toccò a Carlo Faccetti su Chevron, e nel 1972 si aprì alle vetture “formula”. Molto più leggere delle sport e delle corsa biposto, contribuirono a restituire slancio alle corse in salita, ma più per la novità che per ragioni tecniche, dal momento che sono più adatte ai circuiti che alle strade di montagna. Infatti quell'anno la pioggia rovinò la festa al favorito della vigilia, Xavier Perrot, favorendo le macchine chiuse.

Per migliorare il record di Schetty bisogna attendere l'arrivo del toscano Mauro Nesti nel 1973, che alla guida della sua March Bmw fissò quello nuovo a 10'50"43 a poco meno di 96 chilometri orari di media. In quegli anni si fa notare anche la Guardia di Finanza, che garantisce il servizio radiocorsa con ben diciotto postazioni, alle quali si affiancheranno in epoca più recente i radioamatori.
La Pausa Forzata e la Rinascita degli Anni Ottanta
Nuovi problemi di sicurezza e ordine pubblico imposero alla «Trento Bondone» una sosta forzata. Ci vollero sette anni affinché l'interessamento, l'entusiasmo e la carica dei dirigenti dell'Automobile Club Trento e della Scuderia Trentina (in particolare dei due presidenti Mario Marangoni e Giorgio Sala) potessero riportare le vetture da competizione su quel tracciato. È il 1988 e la concomitanza con un'altra gara di campionato italiano impedisce ai migliori piloti nazionali di partecipare alla salita. Sono comunque presenti driver famosi a caccia del titolo triveneto: per due anni consecutivi la vittoria va a Romano Cassola, friulano corridore per hobby e detentore di due nuovi record.
La rinascita della manifestazione segna il primo passo verso il ritorno nel Campionato Italiano della Montagna, avvenuto dall'edizione del 1990, quando riappaiono i "maestri" del volante, tra i quali anche Mauro Nesti, detentore del titolo di Campione, nonché del nuovo record assoluto, 10'15"34, fatto registrare con la sua Osella Cebora PA/9 alla media di 101,037 km/h.
Per due anni consecutivi la «Trento Bondone» non ha luogo. Nel 1993 torna alla ribalta Mauro Nesti, stabilendo quindi una continuità al vertice della classifica. La sua Osella Cebora BMW, però, non vola abbastanza per migliorare il record, fermando il cronometro a 10'24"41, alla media di 99.7 km/h.
L'Era di Irlando e il Muro dei Dieci Minuti
Dal 1994 al 1996 il dominatore è il pugliese Pasquale Irlando, che nel 1995 riesce anche ad abbassare il primato di Nesti: con la sua Osella PA 20/S il pilota corre sul fondo umido e insidioso segnando il tempo di 10'05"62. L'anno successivo, il trentaduenne di Locorotondo riesce, primo assoluto, ad abbattere il fatidico muro dei dieci minuti, con il tempo eccezionale di 9'53"80: nuovo limite per la manifestazione trentina.
La soglia dei dieci minuti è varcata nel 1998 anche dall'altoatesino Franz Tschager, alla sua seconda vittoria consecutiva alla «Trento - Bondone», ma senza record. Ad abbassarlo è invece lo stesso Irlando, che primeggia nell'edizione del 1999 e quella del 2000, quando stabilisce il nuovo record della gara: 9'46"23. Nel 2000 si festeggia la 50ª edizione con una pubblicazione dedicata all'evento, così come nel 2010 per la 60ª edizione.

Il Ritorno nel Campionato Europeo e il Dominio di Faggioli
Dall'edizione 2006 la «Trento Bondone» rientra finalmente nel calendario del Campionato Europeo, un salto di qualità che le permette di raggiungere numeri record in fatto di iscrizioni. Quell'edizione va a Simone Faggioli, la prima del pilota fiorentino sul tracciato trentino, che poi dovrà attendere quattro anni per ripetersi.
Nel 2010 il Bondone incoronò nuovamente Faggioli, che nella circostanza abbatte il limite (9'32"65 alla media di quasi 109 km/h) di Lionel Regal. Il francese, purtroppo, non ebbe più alcuna possibilità di "rilanciare", dato che morì nel 2009 in un incidente, solo qualche settimana dopo la competizione trentina. Nello stesso anno, a dicembre, la Scuderia Trentina ospitò la premiazione ufficiale del Campionato Europeo, diventando per tre giorni la capitale continentale del motorismo.

Nel 2011 Simone Faggioli, ancora lui, trionfò sul Monte Bondone per la terza volta con un nuovo record assoluto (9'23"19), abbattendo il muro dei 110 km/h di media. Nel 2013 il toscano si aggiudicò per la quinta volta la gara, stabilendo il nuovo primato con il tempo di 9'20"48, secondo, con il suo miglior crono di sempre (9’28”51), Christian Merli, seguito dal ceco Milan Svoboda (Lola 99).
Nel 2014 la gara trentina confermò la leadership di Faggioli, che si impose con la nuova Norma M20 Fc, mentre Christian Merli (Osella PA 2000) si accontentò ancora una volta del secondo posto, stavolta a soli 3 secondi dal fiorentino, con il giovane Domenico Scola (Osella PA 2000) terzo. L'appuntamento del driver toscano con il record è rinviato di un anno, perché nel 2015, sotto un sole cocente, polverizza il proprio primato per la quarta volta, "decapitandolo" di 11 secondi e mezzo (9'10"68). Grossi problemi tecnici non impedirono a Scola e a Merli di salire comunque sul podio. Tempo un anno e nel 2016 il toscano fissa un 9'07"66, che lima altri tre secondi al limite precedente, ma la notizia più importante sta forse nel fatto che per la prima volta ben cinque piloti scendono sotto il muro dei dieci minuti.
Il botto arriva nel 2017, quando Faggioli raggiunge due grandi risultati in un colpo solo: vincendo la 68ª edizione, agguanta il mito Mauro Nesti in vetta alla graduatoria che tiene conto del numero di successi assoluti (sono nove) e batte nuovamente il record, fissandolo a 9'00"52. Questo tempo, alla media di 115,2 km/h, è ancora oggi il record assoluto della competizione. Il resto del podio è tutto trentino, grazie a Christian Merli (9'19"64) e Diego Degasperi, raggiante per un terzo posto assoluto in 9'43"13.
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L'incantesimo che impediva ad un pilota trentino di vincere a Vason viene finalmente rotto nel 2018, quando, complice l'assenza di Faggioli reduce da una spedizione negli Usa per prendere parte alla «Pikes Peak», Christian Merli batte tutti con il tempo di 9'21”53, precedendo Michele Fattorini e Diego Degasperi, nuovamente sul podio.
L'anno successivo, flagellato dal Covid-19, nonostante i tentativi di organizzare comunque la competizione a porte chiuse compiuti dalla Scuderia Trentina, la «Trento Bondone» viene annullata e la 70ª edizione viene così rinviata a malincuore al 2021, quando, con mille precauzioni per rispettare tutti i protocolli sanitari imposti dalla pandemia, i piloti sono tornati in azione fra Montevideo e Vason. Come era accaduto nel 2019, anche questa edizione venne condizionata dalla pioggia, che stavolta cominciò a cadere prima del termine del gruppo A, dando vita ad una top ten davvero impronosticabile, nella quale sono stati catapultati ben sei driver alla guida di vetture dei gruppi A o RsPlus. Simone Faggioli riuscì comunque a spuntarla sfoderando una prova super anche sotto la pioggia battente, chiusa con il tempo di 10’45”22, migliore di 38”02 rispetto a quello fissato dall’eterno rivale Christian Merli, piazzatosi al secondo posto.
L’edizione 2022 non ha fatto altro che confermare per l’ennesima volta le gerarchie: Simone Faggioli si è imposto con il tempo di 9’04”65, il secondo di sempre dopo il suo per ora irraggiungibile 9’00”52 del 2017. Si tratta del dodicesimo successo del driver fiorentino, il settimo alla guida della Norma M20 Fc. Christian Merli ha provato a rispondere con i mezzi di cui dispone, sicuramente meno performanti su questo terreno, e ha portato l’Osella Fa 30 al traguardo di Vason con il tempo di 9’24”63, anche per lui il secondo di sempre in questa gara.
Il Percorso e le Caratteristiche Tecniche
La Trento-Bondone è la più vecchia e lunga gara automobilistica e motociclistica in salita con partenza a Trento e arrivo in località Vason, ultimo paese sulla cima del Monte Bondone. Si tratta di una gara lunga circa 17 chilometri (precisamente 17,3 km) ed ha una percentuale di salita media del 9%, che in alcuni tratti supera anche il 12%. La partenza è situata in località Montevideo, alle porte della città di Trento, su un tratto iniziale di circa 100 metri con una pendenza del 9%.
Dopo questi primi tratti, la gara prosegue con due sezioni veloci intervallate da un tornante e alcune curve strette, raggiungendo l’abitato di Sardagna dopo circa 3 chilometri e circa 550 metri di dislivello. Dopo Sardagna il percorso rimane veloce fino a raggiungere la zona dei "sette tornanti", una serie ravvicinata di curve strette. Segue un tratto molto rapido di circa 1,5 chilometri, rallentato intorno al sesto chilometro da due curve consecutive a 90°, arrivando al tredicesimo tornante. L'accesso a Candriai, situato a circa 7,8 chilometri dalla partenza, avviene attraverso un tratto veloce tra il tredicesimo e il quattordicesimo tornante, caratterizzato da curve veloci alternate a una curva a gomito posizionata circa 300 metri prima del quattordicesimo tornante. Candriai presenta circa quattro tornanti e numerose curve strette. La tappa prevede una strada molto tortuosa e spettacolare, mettendo alla prova l'abilità dei piloti e la potenza delle vetture. Il record assoluto, come detto, è di 9’00”52, ottenuto da Simone Faggioli il 2 luglio 2017 a bordo di una Norma M20 FC.
La strada era, già nelle prime edizioni, molto stretta e non consentiva grandi sorpassi in corsa, una caratteristica che in parte persiste, rendendo la cronoscalata una prova di precisione e controllo piuttosto che di sorpassi aggressivi.

Programma e Organizzazione dell'Evento
Le iscrizioni si aprono nella primavera dello stesso anno della manifestazione, mentre l’elenco ufficiale dei partecipanti viene solitamente pubblicato pochi giorni prima della gara. Al termine della competizione, le vetture sostano presso il parco chiuso allestito in località Rocce Rosse, prima di effettuare la discesa. I paddock e le verifiche tecniche si tengono invece presso il parcheggio ex Zuffo, nella zona sud della città, da cui i concorrenti si muovono verso la partenza grazie a brevi chiusure temporanee del traffico.
Oggi la competizione è valida per diverse categorie e campionati: EHC (European Hill Climb Championship), HHC (Historic Hill Climb Championship), CAMPIONATO SUPERSALITA, e CIVM NORD (Campionato Italiano Velocità Montagna). Questo garantisce un parterre di partecipanti di altissimo livello, attratti dal prestigio e dalla sfida tecnica che la Trento-Bondone offre.
Il programma della 74ª edizione ha visto il via il 5 giugno con le verifiche sportive, proseguite con quelle tecniche e la presentazione dei piloti a Vela. Il sabato è stato riservato alle due sessioni di prove, mentre la domenica, alle ore 10, ha preso il via la gara in manche unica.

I Protagonisti Attuali: Un Duello tra Campioni
Nell’elenco dei partecipanti compare tutto il meglio della specialità in ambito europeo ed italiano, con una concentrazione di big e di vetture top da fare invidia a qualsiasi gara in salita. Al più importante e storico evento automobilistico regionale, ci sono quasi tutti i primattori del campionato europeo, del quale la Trento-Bondone è la 6ª tappa, a partire da quelli in gara nella categoria 2 (prototipi), che annovera il leader, nonché padrone di casa, Christian Merli e gli inseguitori Kevin Petit e Joseba Iraola Lanzagorta. Lo stesso per la categoria 1, ossia quella delle vetture coperte, rappresentata dal leader O’Play.
Per quanto riguarda il campionato Supersalita, giunto alla seconda tappa, è presente anche Simone Faggioli, capace di imporsi per ben 13 volte sul traguardo di Vason. Proverà a dargli battaglia Luigi Fazzino, il talento siciliano che nel 2024 riuscì ad imporsi a sorpresa. Nel gruppo E2 SC-SS presenti anche i compagni di squadra di Faggioli, Franco Caruso e Diego Degasperi, rispettivamente primo e secondo alla Levico Vetriolo Panarotta del mese scorso. Ricco parterre anche sia nel gruppo GT, con 26 vetture tra Ferrari, Lamborghini e Porsche, sia in quello Rally, con ben 32 piloti. Ad aprire le danze della manifestazione sono le 68 vetture storiche, un omaggio alla lunga e gloriosa storia della competizione.
Le ricognizioni della 69ª edizione hanno già delineato un duello serrato tra Christian Merli e Simone Faggioli. Il driver di Fiavè, vincitore nel 2018, sul tracciato di casa ha testato attentamente le regolazioni della Osella FA 30 EVO Zytek Ufficiale di gruppo E2SS, acquisendo dati importanti per la scelta di gomme Avon e ottenendo il miglior riscontro nella prima salita in 9’27”49. Simone Faggioli, nove volte vittorioso a Trento, ha preso l’ideale pole position ed il miglior riscontro di giornata con il 9’19”68 della seconda salita, complice il ritrovato crescente feeling con le efficaci regolazioni della Norma M20 FC Zytek ufficiale e di gruppo E2SC, sulla quale il fiorentino di Best Lap è coadiuvato dalle gomme Pirelli. Degasperi, Zardo, Fattorini e altri talenti sono pronti ad affrontare il "loro" Bondone, cercando di insidiare i due favoriti.
In gruppo GT, il leader Lucio Peruggini ha usato la prima salita per acquisire dati utili a migliorare l’agilità della Lamborghini Huracan GT3, con cui dovrà respingere gli attacchi della concorrenza. Giuseppe Ghezzi, presidente della Scuderia Trentina e pilota locale sulla Porsche 997 GT3, potrebbe essere un ago della bilancia.

La Celebrazione del Centenario
Nel 2025, la Trento-Bondone celebrerà i suoi cento anni. Non sarà però un anno come gli altri visto che la corsa celebrerà il secolo di vita. Sebbene non sia infatti la centesima edizione, si deve tornare al lontano 5 luglio 1925 per ritrovare la prima gara organizzata da 29 pionieri che vi presero parte alcuni in sella a una motocicletta e altri al volante di un’automobile. Per celebrare i 100 anni della competizione, dal 31 maggio al 5 giugno 2025 si è tenuta una grande fiera presso il Trento Expo, con la partecipazione di aziende come Rigotti, che ha allestito uno stand dedicato ed esposto quattro auto d’epoca dalla propria collezione privata. La Trento-Bondone non è solo una gara: è un’esperienza che unisce generazioni, un simbolo di innovazione, memoria e territorio. La sua leggenda continua, alimentata dalla passione di piloti, organizzatori e di un pubblico fedele che ogni anno affolla i tornanti del Monte Bondone per assistere a uno spettacolo unico nel suo genere.
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