Il platano, albero iconico che da secoli impreziosisce i viali urbani e i paesaggi italiani, è oggi minacciato da un avversario insidioso: il Ceratocystis platani, comunemente noto come cancro colorato del platano. Questa pericolosa malattia fungina, causata da un fungo ascomicete, sta mettendo a repentaglio la sopravvivenza di queste maestose piante, portandole inesorabilmente alla morte. La gravità della situazione ha reso necessario l'adozione di rigorose misure fitosanitarie a livello nazionale ed europeo, volte a contenere e, ove possibile, eradicare questo patogeno.

L'Identikit del Patogeno: Ceratocystis platani
Il Ceratocystis platani è un organismo nocivo da quarantena, la cui presenza è soggetta a obbligo di notifica e lotta. Originario del Nord America, questo fungo è stato segnalato per la prima volta in Europa nel 1945 e ha fatto la sua comparsa in Italia nel 1954, con i primi sintomi riscontrati nei viali della Reggia di Caserta. Da allora, la sua diffusione è stata inarrestabile, colpendo gravemente diverse regioni italiane e rappresentando una minaccia costante per il genere Platanus, che include specie come P. orientalis, P. occidentalis, P. acerifolia (il più diffuso per le alberature stradali) e i loro incroci.
Il fungo penetra nell'ospite attraverso lesioni della corteccia, anche minime, che mettono a nudo il legno. Una volta all'interno, colonizza i vasi linfatici e il legno, provocando una tracheomicosi che compromette il trasporto di acqua e sali minerali verso le foglie. La sua virulenza è tale da poter portare alla morte alberi secolari nell'arco di 3-4 anni.

Riconoscere i Sintomi: Un Allarme Precoce
La diagnosi precoce del cancro colorato è fondamentale per tentare di arginare la diffusione della malattia. I sintomi possono manifestarsi in modi diversi, ma alcuni segnali sono particolarmente indicativi:
- Lesioni sulla corteccia: Si presentano come forme che ricordano delle «fiamme blu» o violacee sul tronco e sui rami. In caso di fruttificazione del fungo, si aggiungono macchie grigio-nere sulle aree decolorate. A livello del tronco, soprattutto se l'attacco è grave, si notano lesioni canceriformi e necrosi dei tessuti più o meno estese, ellittiche o triangolari; la corteccia si presenta liscia, sottile e di colore grigio con caratteristiche venature bluastre a chiazze.
- Deperimento progressivo dell’albero: Si manifesta con ingiallimento e diradamento del fogliame, ritardo vegetativo, sviluppo stentato e, nei casi più gravi, fino al disseccamento completo. La corteccia decolorata si fessura. A livello della chioma, invece, si osserva un progressivo deperimento della vegetazione caratterizzato da ingiallimenti fogliari, ritardo vegetativo e sviluppo stentato. Esiste anche una sintomatologia acuta che consiste in un improvviso disseccamento di alcune branche o dell’intera chioma.
- Colorazione caratteristica del legno: L'esame del legno necrotico rivela una colorazione tipica, dovuta alla progressione del fungo nei vasi xilematici. In caso di positività, il legno appare maculato da imbrunimenti tipici a "macchie di leopardo", di colore dal bruno al violaceo.
È importante sottolineare che i sintomi di appassimento possono essere confusi con altre patologie, come l'antracnosi del platano (Apiognomonia veneta), o con fattori abiotici quali carenza idrica, sali sulle strade o erbicidi. Tuttavia, la combinazione di più sintomi, in particolare le lesioni caratteristiche sulla corteccia e la colorazione del legno, dovrebbe destare un forte sospetto di infezione da Ceratocystis platani.
Rimozione resti di platani affetti da Cancro colorato
Modalità di Diffusione: Un Nemico che si Muove
La diffusione del Ceratocystis platani avviene sia a lunga distanza che a livello locale, rendendo la lotta un'impresa complessa.
- Diffusione a lunga distanza: Il fungo può propagarsi tramite giovani piante infette, legname contaminato e suolo. Questo sottolinea l'importanza del controllo fitosanitario sui materiali vegetali scambiati a livello commerciale.
- Diffusione locale: A livello locale, la propagazione avviene principalmente attraverso:
- Anastomosi radicali: Il contatto tra le radici di piante vicine infette e sane permette al fungo di trasferirsi da un albero all'altro.
- Uso di utensili contaminati: Attrezzi da taglio, attrezzature per il movimento terra e qualsiasi strumento utilizzato per lavori su platani infetti possono trasportare spore fungine e innescare nuove infezioni.
- Attività animale: Sebbene meno documentato, il contatto con animali che si muovono tra piante infette e sane può contribuire alla dispersione.
- Acqua: Le spore fungine possono essere trasportate dall'acqua.
- Vento: Il vento può contribuire alla dispersione delle spore.
La piantagione di materiale infetto, anche se apparentemente sano, gioca un ruolo cruciale nella diffusione dell'organismo nocivo, introducendolo in nuove aree.
Normativa e Misure di Contenimento: Un Quadro Europeo e Nazionale
La gravità del Ceratocystis platani ha portato all'adozione di un quadro normativo stringente a livello europeo e nazionale, volto a definire le aree di contenimento e le misure fitosanitarie da adottare.
- Regolamenti Europei: Il Regolamento di Esecuzione (UE) 2022/1629 della Commissione del 21 settembre 2022 stabilisce misure per il contenimento del Ceratocystis platani. Questo regolamento è stato successivamente modificato dal Regolamento di Esecuzione (UE) 2024/594 della Commissione del 20 febbraio 2024, che aggiorna l'elenco delle aree delimitate per il contenimento del patogeno.
- Decreti Ministeriali Italiani: A livello nazionale, il Decreto Ministeriale 29 febbraio 2012 ("Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l'eradicazione del cancro colorato del platano causato da Ceratocystis platani") rappresenta ancora oggi un riferimento normativo fondamentale, seppur con modifiche e integrazioni successive. Questo decreto impone l'obbligatorietà della lotta e definisce le modalità di intervento.
- Disposizioni Regionali (Lombardia): La Regione Lombardia ha emesso diverse disposizioni per l'applicazione delle misure fitosanitarie, tra cui spiccano:
- D.d.s. 5 aprile 2023, n. 5153: Definisce le modalità di applicazione in Regione Lombardia delle misure fitosanitarie di lotta al cancro colorato del platano.
- D.d.s. 7 novembre 2023, n. 17338: Sostituisce l'allegato del precedente d.d.s., aggiornando le disposizioni.
- D.d.s. 16 febbraio 2024, n. 2760: Nuova delimitazione del territorio della Lombardia in applicazione dei regolamenti europei e del decreto ministeriale.
- D.d.s. 24 febbraio 2025, n. 2401: Ulteriore aggiornamento della delimitazione territoriale.
- D.d.s. 22 gennaio 2026, n. 641: Nuova delimitazione del territorio della Lombardia.

La Lotta Obbligatoria: Interventi e Sanzioni
La lotta al cancro colorato del platano è obbligatoria in Italia dal 1987. Non esistono metodi di cura efficaci per eradicare la malattia una volta che un albero è stato colpito; la pianta colpita è destinata alla morte. Pertanto, le strategie si concentrano sulla prevenzione, sul contenimento della diffusione e sull'eliminazione tempestiva degli alberi infetti.
- Comunicazione degli Interventi: Qualsiasi intervento su platani (potature, abbattimenti, recisioni radicali, scavi sotto chioma) deve essere preventivamente comunicato al Servizio Fitosanitario Regionale (SFR) dal proprietario, anche nelle zone indenni. Questa comunicazione è fondamentale per permettere un monitoraggio efficace e pianificare interventi mirati.
- Zone Focolaio: Nelle zone dichiarate focolaio, le piante con sintomi di Ceratocystis e quelle adiacenti devono essere abbattute e eliminate tempestivamente. L'abbattimento è l'unica possibilità per ridurre la diffusione della malattia e salvaguardare gli altri alberi. Nelle zone focolaio vige il divieto di potatura e abbattimento delle piante di platano fino alla completa eliminazione delle piante malate.
- Zone di Contenimento: In queste aree, vige il principio del silenzio-assenso dopo la comunicazione preventiva degli interventi al SFR.
- Zone Indenni: Anche nelle zone non ancora colpite, la comunicazione preventiva è obbligatoria per monitorare la situazione e intervenire rapidamente in caso di comparsa del patogeno.
- Divieto di Nuove Messa a Dimora: Nelle zone focolaio è generalmente vietata la messa a dimora di nuove piante di platano, con la parziale eccezione della varietà Platanor Vallis Clausa, che ha mostrato una certa resistenza alla Ceratocystis.
- Procedure di Intervento: Gli interventi su platani infetti devono essere effettuati in periodi specifici, seguendo procedure rigorose che prevedono precauzioni per limitare la dispersione di materiale infetto e ridurre il rischio di contagio. Queste procedure includono l'uso di teli per la raccolta della segatura, un numero ridotto di tagli, la disinfezione degli attrezzi, l'irrorazione con prodotti fungicidi, e la copertura delle ferite con mastici fungicidi.
- Sanzioni: La trasgressione delle disposizioni normative comporta l'applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie, come previsto dall'art. 54 o 55 del D.Lgs. 19/2021 (a seconda della normativa specifica applicabile).
Il Settore Fitosanitario è la struttura competente per il procedimento autorizzativo, come stabilito dall'art. 50 del D. Lgs 214/2005. La modulistica per le procedure amministrative relative alla lotta obbligatoria al cancro colorato del platano è disponibile presso i Servizi Fitosanitari Regionali.
Il Ruolo della Ricerca e della Sorveglianza
La sorveglianza attiva e la ricerca scientifica giocano un ruolo cruciale nella gestione del cancro colorato. In Svizzera, ad esempio, il patogeno è oggetto di sorveglianza intensiva e di misure di lotta specifiche, con monitoraggi visivi dei popolamenti di platani da parte dei servizi cantonali competenti e controlli da parte del Servizio fitosanitario federale sui passaporti delle piante. Nel 2025, sono stati monitorati 192 siti in Svizzera, portando alla rilevazione del cancro colorato in due campioni provenienti dal distretto di Lugano.
La ricerca si concentra sullo studio della biologia del fungo, sulla sua diffusione, sulla resistenza di alcune varietà di platano e sullo sviluppo di strategie di lotta più efficaci, pur riconoscendo la difficoltà intrinseca nel combattere un patogeno così aggressivo e pervasivo.
La salvaguardia dei platani, alberi di inestimabile valore paesaggistico ed ecologico, richiede uno sforzo congiunto da parte delle istituzioni, dei professionisti del settore e dei cittadini, attraverso una costante attenzione e il rispetto scrupoloso delle normative vigenti.