Il Turbocompressore Elettronico (E-Turbo): Un Salto Rivoluzionario nella Sovralimentazione

L'industria automobilistica è in costante evoluzione, spinta dalla necessità di migliorare le prestazioni, ridurre i consumi e minimizzare l'impatto ambientale. In questo contesto, il turbocompressore elettronico, o E-Turbo, emerge come una soluzione tecnologica all'avanguardia, promettendo di rivoluzionare il concetto di sovralimentazione nei motori a combustione interna e di giocare un ruolo chiave nelle future normative sulle emissioni, come la Euro 7. Questo dispositivo, simile a quello impiegato nelle moderne Power Unit di Formula 1, rappresenta un'ibridizzazione del turbocompressore tradizionale, integrando una macchina elettrica reversibile tra la turbina a gas di scarico e il compressore centrifugo.

Turbocompressore elettronico in sezione

Principi Fondamentali del Turbocompressore Tradizionale

Per comprendere appieno l'innovazione dell'E-Turbo, è essenziale ripassare i principi di funzionamento di un turbocompressore convenzionale. Come suggerisce il nome stesso, il turbocompressore è composto principalmente da due componenti: la turbina e il compressore. Entrambi hanno la forma di giranti, sono dotati di palette e sono collegati tra loro da un alberino. La turbina, posizionata sul lato "caldo" o di scarico, raccoglie l'energia (sotto forma di energia cinetica ed entalpia) dei gas di scarico ad alta temperatura che fuoriescono dalla camera di combustione. Questa energia viene trasformata in energia meccanica, mettendo in rotazione il compressore.

La girante del compressore, situata sul lato "freddo" o di aspirazione e spesso costruita in lega di titanio o alluminio, viene trascinata in rotazione dalla turbina. Il compressore risucchia aria dall'ambiente esterno, la comprime e la immette nel collettore d'aspirazione, fornendo ai cilindri del motore un volume d'aria maggiore di quanto ne potrebbero aspirare nell'unità di tempo se tale motore fosse semplicemente un aspirato. L'aria compressa, prima di confluire nei condotti di aspirazione, passa tipicamente attraverso un radiatore chiamato intercooler, che provvede a raffreddarla, aumentandone la densità a parità di volume. Questa maggiore quantità d'aria che raggiunge i cilindri, abbinata a un proporzionale incremento del combustibile iniettato, garantisce un aumento della coppia motrice e della potenza rispetto al motore aspirato di pari cilindrata. In confronto al compressore volumetrico, che ha la medesima funzione ma è azionato dal motore attraverso una cinghia, il turbo ha il vantaggio del maggior rendimento, dato che non assorbe potenza dal propulsore e, anzi, sfrutta l'energia dei gas di scarico che altrimenti andrebbe sprecata.

Tuttavia, il principale difetto del turbo tradizionale è il "turbo-lag", ovvero il ritardo che si registra fra la pressione dell'acceleratore e l'aumento di coppia del motore, avvertibile soprattutto ai regimi più bassi, quando il flusso dei gas di scarico è più debole. La portata dei gas di scarico non è la stessa a tutti i regimi di rotazione del motore e questo fa sì che la turbina non possa lavorare sempre a regime, ma sia soggetta a continue accelerazioni (quando i giri motore salgono) e decelerazioni (in rilascio). Questo fenomeno, unito all'inerzia delle giranti, fa sì che il turbocompressore risponda con un certo ritardo agli input del pedale dell'acceleratore.

Schema di un turbocompressore tradizionale

L'Innovazione del Turbocompressore a Geometria Variabile e Twin Scroll

Per rendere più rapida la risposta e mitigare il turbo-lag, sono state studiate diverse soluzioni. Una di queste è la turbina a geometria variabile. Concettualmente identico al turbocompressore classico, la differenza più grande risiede nella girante motrice o di scarico. Nel caso del turbo a geometria variabile, la girante della turbina è circondata da un anello di palette statoriche che sono a incidenza variabile. Il movimento di tali palette statoriche, controllato dalla centralina elettronica o tramite un depressore, consiste nella variazione del loro angolo d'incidenza rispetto alle palette rotanti della girante motrice. In funzione del regime di rotazione, queste vengono chiuse o aperte per favorire la velocità o la portata dei gas esausti, a seconda dei regimi di funzionamento del motore. Ciò porta a una maggiore flessibilità e adattabilità di comportamento rispetto al turbocompressore a geometria fissa, dato che, sfruttando l'incidenza variabile delle palette statoriche sul lato caldo di scarico, un turbo a geometria variabile consente di ottenere la stessa bassa inerzia di un turbo di piccole dimensioni e una portata d'aria di alimentazione elevata (e, quindi, potenza elevata del motore) di un turbo di grandi dimensioni.

Un'altra evoluzione è il Twin Scroll Turbo, o semplicemente Twin Scroll. È un sistema in cui un singolo turbocompressore funziona con due canali di gas di ingresso, anziché uno solo come nei normali turbo o "monoturbo". Il turbocompressore ha due ingressi per i gas di scarico e due ugelli, uno più piccolo e più angolato per una risposta più rapida e uno più grande meno angolato per massimizzare le prestazioni. Ciò permette di migliorare l'ingresso dei gas di scarico nella turbina e di aumentarne al contempo pressione e potenza. Il carter di ingresso è sdoppiato, pertanto i collettori di scarico dei cilindri confluiscono a coppie e questo fa sì che il flusso d'ingresso dei gas sia più efficiente. Quindi i gas di scarico, dovendo attraversare un condotto a sezione dimezzata nella stessa unità temporale, si muovono più velocemente e con maggiore forza, facendo sì che ai bassi giri si abbia una minore inerzia.

La Gestione Elettronica della Pressione del Turbo: La Wastegate e la Valvola BPC

Indipendentemente dal tipo di turbocompressore, la gestione della pressione di sovralimentazione è cruciale. In un motore turbo "normale", senza una gestione elettronica per il turbo, c'è un tubo che collega direttamente la mandata del compressore con l'attuatore della wastegate. L'attuatore della wastegate è un pistone pneumatico a molla, dove la pressione spinge contro una membrana, che a sua volta è spinta indietro da una molla. Alla membrana è collegata un'asta. La wastegate è semplicemente una valvola che, quando si apre, fa in modo che i gas di scarico vadano direttamente allo scarico senza passare dalla turbina. Al crescere della pressione, la wastegate (tramite il suo attuatore) si apre e lascia sfogare gas di scarico, per cui la turbina rallenta, il compressore (che è sullo stesso albero) anche e quindi cala la pressione e la wastegate tende a richiudersi. Uno dei limiti di questo sistema è che la wastegate può tendere a "perdere" dei gas di scarico anche prima della sua completa apertura, al massimo boost, perché la pressione dei gas di scarico a monte del turbo è molto alta e può spingere la wastegate ad aprirsi.

Il sistema a controllo elettronico, invece, prevede una valvola a 3 vie interposta tra il compressore e l'attuatore della wastegate (cosiddetta valvola BPC, boost pressure control). Quando nell'attuatore della wastegate c'è depressione, la wastegate stessa è tenuta chiusa, con più forza rispetto al normale perché la depressione aiuta la molla a tenere la wastegate ben chiusa, per cui nessuna quantità di gas di scarico può evitare di passare dalla turbina. Quando il boost raggiunge la pressione desiderata dalla centralina (a seconda del regime di giri, della marcia inserita, della pressione sul pedale del gas, non ultima la rilevazione di battito in testa), la BPC commuta e in questo modo la wastegate si apre improvvisamente e il boost può scendere. La centralina allora comincia a far pulsare la BPC tra le due posizioni, tenendo un tubo più o meno in comunicazione, per cui nell'attuatore wastegate ci sarà una pressione intermedia e questa pressione può essere perfettamente definita al volere della centralina, che quindi ha il controllo totale sulla wastegate e quindi sul boost.

L'Avvento dell'E-Turbo: Un Turbocompressore Ibrido

L'ibridizzazione del turbocompressore, cioè l'introduzione di una macchina elettrica reversibile tra la turbina a gas di scarico e il compressore centrifugo, è stata introdotta in Formula 1 a partire dal 2014. Questo concetto è ora ripreso e perfezionato con il nuovo dispositivo E-Turbo dello specialista Garrett, che promette di portare questa tecnologia avanzata sulle vetture di serie, anche come retrofit. Il turbo elettronico della Garrett prevede un motore elettrico montato direttamente sull'asse della turbina, in modo tale da ridurre l'ingombro all'interno del motore. Questo sistema lavora insieme ad un sistema a 48 V ed aiuta ad eliminare il fastidioso turbo lag dei motori turbo tradizionali.

Elettrificare il turbocompressore rimuove la necessità di avere una piccola turbina per avere una grande efficienza alle basse portate, permettendo di dimensionare la turbina per la marcia ai regimi più elevati. Un turbocompressore elettrico ben dimensionato permette la diminuzione delle emissioni di CO₂ perché, a parità di potenza erogata, consente di adottare una cilindrata inferiore (downsizing) e di girare a regimi inferiori rispetto a un classico turbodiesel. Il compressore spinto dal motore elettrico lo porta a operare nel suo campo di massima efficienza anche ai bassi regimi, ai quali la portata dei gas di scarico nella turbina sarebbe insufficiente.

Il Turbocompressore: Come Funziona il Motore Turbo!

Il turbo-lag viene completamente azzerato in quanto il compressore non viene più azionato per via di un vincolo cinematico con la turbina, ma tramite un controllo elettronico: ciò significa che è possibile far girare il compressore al massimo quando la turbina è ancora ferma. Questo è un punto di forza decisivo dei motori elettrici, le cui curve di coppia li rendono decisamente più sfruttabili rispetto a uno a combustione con uguali picchi di coppia e potenza, eliminando la necessità di scendere a compromessi su entrambi i fronti.

Vantaggi e Applicazioni dell'E-Turbo

Secondo le prime stime, questo turbo incrementa la potenza di un'auto del 16% e la coppia del 10,5%, con una ripresa più grintosa. Le performance longitudinali sono decisamente un punto forte dei motori elettrici. Il turbocompressore raggiunge velocità fino a 170.000 giri/min, il che consente una portata d'aria molto elevata e può essere azionato tramite l'impianto elettrico di bordo da 48 volt. Il turbocompressore, il motore elettrico e l'elettronica sono collegati anche al circuito di raffreddamento del motore a combustione per creare sempre un ambiente con una temperatura ottimale.

Secondo le prime indiscrezioni, il turbo elettronico è stato provato sul motore 2.0 litri Volkswagen TSI EA888 di un'Audi Q7. Il guadagno è stato di 40 CV di potenza e di 40 Nm di coppia, che ha permesso al SUV di migliorare la ripresa 60-100 km/h da 11 a 8,8 secondi e di essere più scattante in salita, con una coppia quattro volte superiore al regime di rotazione di 1.500 giri. Questa è una dimostrazione tangibile dei benefici prestazionali offerti dall'E-Turbo.

Esempio di applicazione dell'E-Turbo su un motore

Oltre alle prestazioni, l'E-Turbo ha una funzione chiave per un'auto ibrida: gestisce l'energia del powertrain, utilizzando quella in eccesso per caricare le batterie di bordo. Infatti, nella guida urbana è possibile recuperare energia in rilascio, nelle fasi di cambio marcia e frenata. Recuperare energia dai gas di scarico, attraverso una turbina, per poi utilizzarla per comprimere l'aria in aspirazione con un compressore rotativo, è un'efficienza notevole. Una pressione maggiore in aspirazione, infatti, significa che a parità di volume (la cilindrata del motore) ci sarà più ossigeno e questo permetterà di bruciare più carburante per ogni singolo scoppio. La turbina è collegata direttamente ad un alternatore e recupera energia dai gas di scarico al solo scopo di generare corrente per caricare una batteria.

L'E-Turbo e l'Ibrido: Una Sinergia per il Futuro

L'E-turbo è indispensabile per ridurre le emissioni inquinanti nella futura norma Euro 7. Il turbocompressore elettrificato, a parità di prestazioni, permette il downsizing: il costruttore potrebbe abbassare la cilindrata da due litri a un litro e mezzo oppure ridurre il numero dei cilindri da 4 a 3. Questo è cruciale per la riduzione delle emissioni di CO₂.

Ma cosa significa "ibrido" nel contesto automobilistico? Ibrido, per definizione, significa a metà tra due nature. Nel caso dell'automobile, si parla di un'auto ibrida riferendosi a un veicolo che utilizza, come sistema propulsivo, un motore termico affiancato da uno o più motori elettrici. Una definizione piuttosto vaga, in quanto ci sono diversi modi di affiancare le due tecnologie. È chiaro, infatti, che se si aggiunge l'energia della rete elettrica al carburante, a parità di tragitto e di performance/efficienza dei motori termico ed elettrici, sarà possibile consumare la stessa energia complessiva bruciando meno carburante e generando meno CO₂.

Componenti di un sistema ibrido

La maggior parte del parco auto ibrido circolante è caratterizzata da una tecnologia di ibrido in parallelo, ovvero veicoli in cui entrambi i sistemi propulsivi, sia i motori elettrici che quello termico, contribuiscono al moto del veicolo applicando direttamente una coppia sulle ruote motrici. In altri casi, l'ibrido si realizza in due powertrain del tutto distinti che vanno ad agire su diversi assali. Quello termico è interamente posizionato al posteriore dove troviamo il motore centrale longitudinale con annessi trasmissione e impianto di raffreddamento, sull'assale anteriore invece troviamo i motori elettrici in-board, uno per ruota per ottenere un efficace effetto di torque vectoring. Le batterie sono posizionate dietro i sedili.

L'E-Turbo si inserisce perfettamente in questo panorama, consentendo di sfruttare i vantaggi dell'elettrico su un'auto, indipendentemente dalla configurazione ibrida specifica. Le performance longitudinali sono decisamente un punto forte dei motori elettrici, le loro curve di coppia li rendono decisamente più sfruttabili rispetto a uno a combustione con uguali picchi di coppia e potenza.

Considerazioni Finali sull'E-Turbo

In sintesi, il turbocompressore elettronico rappresenta un passo significativo nell'evoluzione dei motori a combustione interna. Eliminando il turbo-lag, migliorando l'efficienza a bassi regimi, consentendo il downsizing e fornendo capacità di recupero energetico, l'E-Turbo contribuisce in modo sostanziale alla riduzione delle emissioni e all'ottimizzazione delle prestazioni. La sua adozione su larga scala, anche come retrofit, potrebbe accelerare la transizione verso veicoli più puliti e performanti, in linea con le crescenti esigenze ambientali e le future normative. Questo sistema, sviluppato in collaborazione con specialisti come Garrett Motion e testato su veicoli di serie, dimostra la sua maturità tecnologica e il suo potenziale per definire un nuovo standard nella sovralimentazione.

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