Landwind: Storia, Controversie e L'Importazione di SUV Cinesi

La Landwind, un costruttore automobilistico cinese, ha una storia intrisa di ambizione, controversie e un percorso altalenante nel tentativo di affermarsi sia nel mercato domestico che, in alcune occasioni, su quello europeo. Nata da una collaborazione e successivamente divenuta un marchio indipendente, la sua traiettoria è stata spesso segnata da sfide legate alla sicurezza e alla proprietà intellettuale.

Logo Landwind e una Range Rover Evoque per evidenziare la somiglianza stilistica

Le Origini e i Primi Passi di Landwind

Le radici della Landwind risalgono al 1998, quando l'allora presidente del Jiangling Motors Corporation Group (JMCG), Sun Min, fondò la Lufeng (Landwind) Automobile. L'intenzione primaria era quella di creare un marchio indipendente, con l'obiettivo di rafforzare lo sviluppo tecnico della JMCG e ridurre la dipendenza da partner internazionali come Ford e Isuzu. Inizialmente, le automobili sarebbero state progettate dalla Lufeng, mentre la produzione avrebbe utilizzato le linee di assemblaggio di Isuzu.

Nel novembre 2004, la casa cinese nasce formalmente da un accordo tra due importanti costruttori: la Changan Auto e la JMC (Jiangling Motors Corporation). Questa alleanza ha gettato le basi per l'espansione del marchio. I primi modelli lanciati sul mercato sono stati vetture tradizionali: la berlina CV7 e la monovolume CV9. Entrambe queste vetture sono uscite di produzione nel 2011. La monovolume CV9 è rimasta particolarmente "celebre" per aver ottenuto solamente due stelle nei crash-test Euro NCAP del 2010, un risultato considerato deludente e che ha sollevato le prime preoccupazioni sulla sicurezza dei veicoli Landwind.

L'Espansione nel Segmento SUV e le Prime Controversie Europee

Presto, comunque, l'azienda si è specializzata nel segmento dei SUV, un settore che avrebbe definito gran parte della sua successiva identità. La Landwind X9, ad esempio, era una vera fuoristrada derivata dalla Isuzu MU (conosciuta in Europa come Opel Frontera), evidenziando una strategia iniziale di basarsi su piattaforme consolidate.

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Uno dei primi veicoli cinesi ad essere importato in Europa è stato il Landwind X6, che ha debuttato nel novembre 2004 ed era originariamente chiamato JMC Landwind X6 in Cina. La produzione è iniziata nella primavera del 2005, e il nome è cambiato diventando semplicemente Landwind X6 in quanto Landwind è divenuto un marchio indipendente di proprietà della JMC. Questo SUV ha debuttato in Europa alla fine del 2005, segnando un momento significativo per l'ingresso dei veicoli cinesi nel mercato occidentale. In Cina, il SUV è stato venduto anche con il nome Jiangling Baowei ed era disponibile anche come pick-up chiamato Jiangling Baodian. Il JMC Baodian utilizzava il motore JX493ZLQ4F con una potenza massima di 109 CV e una coppia massima di 245 Nm.

Tuttavia, l'ingresso in Europa non è stato privo di ostacoli. Un episodio saliente è legato proprio al Landwind X6. Nel settembre 2005, i risultati dei crash-test del SUV cinese Landwind X6 condotti dall'ADAC (l'Automobile Club tedesco) hanno rivelato un esito disastroso, con zero stelle e gravi preoccupazioni per la sicurezza dei passeggeri. Questo ha portato a un'ampia copertura mediatica, come evidenziato da articoli che titolavano "Zero stelle nel crashtest per il SUV cinese LandWind" su autoblog.it il 19 settembre 2005, e "Landwind in crash-test controversy" su autonews.com il 17 ottobre 2005.

A seguito di questa polemica, l'importatore olandese della Landwind ha richiesto un test da parte dell'agenzia tedesca di monitoraggio della sicurezza TÜV per dimostrare che l'auto fosse in effetti abbastanza sicura per gli standard europei. Questi test sono simili ai test EuroNCAP, ma la velocità di collisione frontale è ridotta a 56 km/h. La controversia non si è spenta qui, poiché la stampa ha affermato che il test TÜV non era sufficiente per garantire la sicurezza dei veicoli odierni, sostenendo che la normativa R94 era obsoleta e garantiva solo che il guidatore sarebbe rimasto in vita dopo un incidente, senza tenere conto di lesioni gravi come lo schiacciamento delle gambe. La casa cinese, che anni fa aveva ritirato dal mercato un SUV dopo aver fallito un crash test, ha poi tentato un ritorno in Europa con una monovolume, ma anche questa iniziativa ha portato a un risultato deludente.

Diagramma comparativo delle velocità dei crash test Euro NCAP vs TÜV

La Landwind X7 e la Disputa con Land Rover

È con la Landwind X7, presentata a fine 2014, che il marchio Landwind si fa conoscere su scala internazionale per ragioni controverse. La vettura, infatti, è apparsa molto simile alla Land Rover Range Rover Evoque, tanto da sollevare proteste ufficiali da parte della casa inglese. Tutto ebbe inizio al Salone di Guangzhou del 2014, quando la Jingling Motor presentò la Landwind X7. Subito emersero critiche riguardo al design, palesemente simile a quello della Range Rover Evoque, presentata tre anni prima.

Il Ceo di JLR, Ralf Speth, ha espresso pubblicamente il suo disappunto in occasione del Salone di Shanghai, dove la X7 era stata esposta dopo il lancio avvenuto nello scorso novembre al Guangzhou Motor Show. Negli ultimi sei mesi, i legali di JLR hanno evidentemente verificato tutte le possibilità di bloccare le vendite del "clone" della Evoque, giungendo però alla conclusione che la legislazione sulla proprietà intellettuale in vigore in Cina non permetteva alcuna azione immediata. Come sottolineato da Automotive News China, la somiglianza con la Evoque era indiscutibile, sia nella forma della carrozzeria sia nei dettagli che ne determinano il carattere.

Confronto fotografico tra Landwind X7 e Range Rover Evoque

Parallelamente, nel 2005, quando la Jiangling Motor Holding registrò il nome in lingua inglese del marchio come Landwind, la Jaguar Land Rover (JLR) presentò una denuncia all'Unione Europea, sostenendo che il nome era troppo simile a Land Rover. Successivamente, nel 2016, JLR citò in giudizio la Jiangling Motor Holding presso il tribunale distrettuale di Chaoyang di Pechino per concorrenza sleale e violazione del diritto d'autore, in quanto il design della Landwind X7 era una copia della Land Rover Evoque.

Dettagli della Somiglianza e Differenze Tecniche

La Landwind X7 è una SUV compatta a 5 porte che ricalca anche le dimensioni della Range Rover Evoque. Misura in lunghezza 442 cm (5 cm in più della Range Rover), 191 cm in larghezza (1 cm in più) e 163 cm in altezza (come la Evoque). L'aspetto è pressoché identico: la X7 ha una sottile mascherina, fari rastremati che si inseriscono nei generosi passaruota e i vetri laterali che si restringono verso il lunotto avvolgente, per effetto dei montanti posteriori verniciati di nero. Lo stile della Landwind X7 è diventato più spigoloso con l'aggiornamento del 2017, ma la somiglianza con la Evoque è rimasta evidente.

Nonostante la somiglianza estetica, le differenze tecniche e di prezzo erano significative. Il prezzo di vendita nel mercato interno della X7 era pari a un terzo rispetto a quello della Evoque in Cina, circa 150.000 yuan contro 480.000. Sotto il cofano, la X7 montava un motore 2.0 turbo meno potente (188 CV contro 237) rispetto al propulsore della versione cinese della Evoque, costruita dallo scorso ottobre nel nuovo stabilimento che JLR ha aperto assieme al partner Chery vicino a Shanghai. Anche il cambio era diverso, un automatico a 8 rapporti mentre la Evoque disponeva della modernissima unità a 9 marce. La qualità delle finiture e delle dotazioni era decisamente inferiore rispetto al modello della Land Rover, ma, come faceva notare Autocar, il touchscreen della X7 «è molto più grande rispetto a quello della Evoque». La nuova Landwind X7 era proposta sul mercato cinese con un prezzo di circa 13 mila euro contro i 50 mila necessari per acquistare una Evoque. I clienti della SUV asiatica avevano a disposizione un 2.0 turbo benzina da 190 CV che presto sarebbe stato affiancato da un 1.5 Turbo da 150 CV: entrambi i motori, di derivazione Mitsubishi, si abbinavano alla trazione anteriore.

Infografica comparativa Landwind X7 vs Range Rover Evoque: dimensioni, prezzo, motore

La Battaglia Legale e la Storica Sentenza

La battaglia legale tra JLR e Landwind è stata lunga e complessa. Lo scorso anno, i tribunali cinesi non avevano riconosciuto l'effettiva validità dei brevetti della Land Rover perché registrati successivamente al debutto sul mercato del modello. Parallelamente, anche i brevetti della Landwind X7 erano stati respinti in quanto il design dell'auto era ritenuto troppo simile a quello della SUV inglese. Nel 2019, la Corte ha inizialmente archiviato il caso di violazione del diritto d'autore, poiché sia le istanze della Jiangling Holding che della JLR sulle rivendicazioni della proprietà intellettuale per il veicolo erano state presentate in modo improprio e non erano valide secondo l'ordinamento cinese.

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Tuttavia, il "caso chiuso" non era affatto tale. Una corte distrettuale di Pechino ha successivamente condannato la casa automobilistica cinese Landwind a interrompere la produzione, fermare le pubblicità e ritirare dal mercato la SUV Landwind X7, considerata talmente simile alla Range Rover Evoque prima serie da confondere i consumatori. Il procedimento giudiziario era stato intentato nel 2015 dalla Range Rover, marchio di lusso della Land Rover, dopo che la Landwind presentò la X7 al salone dell’automobile di Guangzhou 2015, "giocando" con la somiglianza con la Evoque (in vendita dal 2011) per farsi conoscere anche al di fuori della Cina. Questa sentenza è stata accolta con grande soddisfazione dalla Land Rover, poiché ha rappresentato un precedente significativo in Cina.

Documento della sentenza del tribunale cinese contro Landwind

Altri Precedenti di Copia e Concorrenza Sleale in Cina

Stando alle fonti giornalistiche, i giudici della corte hanno scritto nella sentenza che la Evoque aveva 5 tratti di stile unici che la Landwind aveva deliberatamente copiato. Da qui la condanna per concorrenza sleale. Questa vittoria legale è stata particolarmente importante per Land Rover, perché in passato era già capitato che la giustizia cinese fosse "tenera" con costruttori locali accusati di aver tratto ispirazione da prodotti europei. Celebre è stato il caso della Great Wall Peri, un'utilitaria molto simile alla Fiat Panda, ma in quel caso il ricorso venne respinto perché le auto non erano considerate "abbastanza simili da confondere i consumatori". La sentenza contro la Landwind X7 ha quindi segnato un cambiamento di rotta nella tutela della proprietà intellettuale in Cina, stabilendo un precedente per i marchi internazionali che operano nel paese. Il sito ufficiale di Landwind, landwind.com, non mostra più la X7, un segno della conformità alla sentenza del tribunale.

L'Aggiornamento della Landwind X7 e il Futuro

La Landwind X7, il clone cinese della Range Rover Evoque, era stata di recente aggiornata con un facelift prima della sentenza finale. Queste immagini mostravano i dettagli rinnovati del frontale e della coda che, tuttavia, si abbinavano a un design che rimaneva comunque estremamente simile a quello della SUV inglese. L'aggiornamento del 2017 aveva reso lo stile della Landwind X7 più spigoloso, ma la somiglianza con la Evoque persisteva. Questo aggiornamento, unito ai tentativi di Landwind di affermarsi con un'offerta a basso costo, ha mostrato la persistenza dell'azienda nel mercato, nonostante le sfide legali e di reputazione.

Tuttavia, la sentenza del 2019 ha messo fine a questa fase di produzione e vendita della X7 nella sua forma controversa, costringendo Landwind a rivedere le proprie strategie di design e di mercato. La storia della Landwind e della sua X7 è emblematica delle sfide e delle complessità che emergono nell'interazione tra i mercati automobilistici emergenti e quelli consolidati, specialmente per quanto riguarda la protezione della proprietà intellettuale e l'affermazione di un'identità di marca unica.

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