Una serata che doveva essere spensierata si è trasformata in un incubo nella notte di giovedì a Vittoria, nel Ragusano, con un tragico incidente che ha scosso profondamente la comunità locale e l'opinione pubblica. Un SUV di grossa cilindrata, condotto da un uomo con precedenti penali, Rosario Greco, ha investito due giovanissimi cuginetti, Alessio D’Antonio di 11 anni e il suo coetaneo, mentre si trovavano sul marciapiede davanti alla loro abitazione. L'impatto è stato devastante: Alessio è deceduto poco dopo il ricovero, mentre l'altro bambino, gravissimo, ha subito l'amputazione delle gambe e lotta ancora tra la vita e la morte.

La dinamica dell'orrore: sorpasso azzardato e velocità folle
La tragedia si è consumata in pochi, terribili istanti in via IV Aprile. Secondo le prime ricostruzioni e le testimonianze raccolte, il SUV, guidato da Rosario Greco, 37 anni, stava percorrendo la strada a velocità elevata. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza, visionate dalle forze dell'ordine, hanno confermato che l'auto ha effettuato un sorpasso azzardato in una stradina, perdendo poi il controllo e finendo per travolgere i due bambini.
Il conducente, noto alle forze dell'ordine per precedenti legati al porto abusivo di armi e al traffico di sostanze stupefacenti, è risultato positivo all'assunzione di alcol e cocaina. Durante gli accertamenti, ha inizialmente dichiarato di aver bevuto solo una birra, ma i controlli hanno rivelato un tasso alcolemico quattro volte superiore al limite consentito. L'esito dell'esame tossicologico per la cocaina ha confermato l'assunzione di droga prima dell'incidente.
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Le vittime: due cuginetti inseparabili, una vita spezzata e un futuro compromesso
Alessio D’Antonio, 11 anni, era un bambino vivace con una grande passione per i go-kart. Insieme al suo cuginetto, con cui condivideva tutto, frequentava la quinta elementare presso l'istituto "Portella della Ginestra". Erano inseparabili, spesso visti giocare insieme con lo skateboard, come ricordano i vicini ancora sotto shock. La loro giovane vita è stata brutalmente interrotta da un atto di incoscienza.
Il cuginetto di Alessio, trasportato d'urgenza con l'elisoccorso all'ospedale di Messina, è stato sottoposto a un lungo intervento chirurgico. Purtroppo, i medici non sono riusciti a salvargli le gambe, tranciate dall'impatto. Le sue condizioni rimangono gravissime e lotta ancora per la vita, con i medici che mantengono la prognosi riservata. La comunità scolastica e le parrocchie, che frequentavano durante il Grest estivo, hanno sospeso le attività per lutto, esprimendo un dolore immane per la perdita di Alessio e la grave condizione dell'altro bambino.
Il pirata della strada e i suoi complici: fuga e omissione di soccorso
Dopo l'impatto, Rosario Greco non si è fermato. Si è allontanato dalla scena dell'incidente insieme ai tre amici che erano a bordo del SUV con lui. Questa fuga ha ulteriormente aggravato la sua posizione. I passeggeri, rintracciati dalle forze dell'ordine, hanno spiegato di essere scappati per timore di essere linciati. Sono stati denunciati per omissione di soccorso e favoreggiamento. Tra loro figurano Angelo Ventura, figlio di un noto capomafia locale, e Alfredo Sortino, anch'egli con precedenti penali. Inizialmente, i passeggeri avrebbero tentato di coprire le responsabilità del conducente, ma successivamente hanno fornito agli inquirenti una ricostruzione dettagliata degli eventi, addossando ogni colpa a Greco.

Le accuse e il passato oscuro del conducente
Rosario Greco è accusato di omicidio stradale aggravato, anche per essersi dato alla fuga. Il suo passato è costellato di precedenti penali, tra cui porto abusivo di armi e traffico di sostanze stupefacenti. L'anno precedente era già stato arrestato per guida con patente revocata mentre era sorvegliato speciale.
Il padre di Rosario Greco, Elio Greco, è un imprenditore locale con legami con la criminalità organizzata, arrestato in passato per associazione mafiosa e destinatario di un ingente sequestro di beni. Questa connessione familiare solleva ulteriori interrogativi sulla gravità della situazione e sulle possibili implicazioni. All'interno del veicolo, oltre ai passeggeri, le forze dell'ordine hanno rinvenuto un manganello telescopico e una mazza da baseball, elementi che potrebbero suggerire ulteriori indagini.
La reazione della comunità e le richieste di giustizia
La tragedia ha scosso profondamente la città di Vittoria e l'intera provincia di Ragusa. I genitori di Alessio, devastati dal dolore, hanno espresso la loro disperazione e la rabbia per la perdita del figlio, chiedendo pene severe e certe per l'investitore. "Ora deve marcire in galera, non due-tre anni", ha dichiarato il padre, esprimendo il sentimento di molti cittadini.
La comunità si è stretta attorno alle famiglie colpite, organizzando veglie di preghiera e manifestazioni per salutare Alessio e sostenere la famiglia dell'altro bambino ferito. Le autorità locali e i politici hanno espresso cordoglio e hanno chiesto un inasprimento delle pene per i reati di omicidio stradale, soprattutto quando commessi in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, e in presenza di fughe dalla scena del crimine.
L'episodio solleva interrogativi cruciali sulla sicurezza stradale, sulla tolleranza zero verso la guida in stato di alterazione, e sulla necessità di pene esemplari che fungano da deterrente contro simili atti di irresponsabilità che spezzano vite e distruggono famiglie. La vicenda di Vittoria è un monito drammatico delle conseguenze devastanti che un singolo gesto di incoscienza può provocare.