Il jukebox, conosciuto anche come sinfonola o rockola, è un dispositivo parzialmente automatico che riproduce musica a pagamento, un vero e proprio "distributore" di melodie che ha segnato intere generazioni. Questo oggetto, protagonista dell'intrattenimento, ha radici profonde che affondano nel XIX secolo, evolvendosi da semplici macchine parlanti a gettone a complesse icone di design e tecnologia.

Le Origini del Jukebox: Dal Fonografo a Moneta alle Prime Macchine Musicali
Le origini del jukebox sono strettamente legate all'utilizzo pubblico del fonografo. Considerata la grande novità futuristica realizzabile dall'incisione sonora, si avvertiva la mancanza di un mercato al quale vendere questo apparecchio. Subito dopo le prime manifestazioni pubbliche, durante le quali il fonografo dimostrava le sue potenzialità, si pensò di rendere questo intrattenimento lucrativo oltre che divulgativo. Apparvero così le prime "macchine parlanti a gettone" (coin-up).
Tra i primi imprenditori operanti nel settore del suono inciso, decisi a realizzare questo "jukebox ante litteram", Louis Glass, manager della Pacific Edison Phonograph Company, fu quello di maggiore successo. Il 23 novembre del 1889, Glass installò nel Palais Royal Saloon di San Francisco una macchina fonografica con quattro meccanismi azionabili a moneta e altrettante cuffie per l'ascolto. L'apparecchio fu capace di incassare 1000$ in meno di sei mesi. Questo congegno, il primo esemplare appartenente alla Edison Class M Electric Phonograph, venne brevettato con il nome Coin Actuated Attachment for Phonograph ed era formato da quattro tubi simili a uno stetoscopio attaccati a un fonografo elettrico inserito all’interno di un armadio di quercia. Le valvole funzionavano in maniera individuale, ciascuna attivata all’inserimento di una moneta, permettendo a quattro ascoltatori diversi di essere collegati contemporaneamente alla stessa canzone. Louis Glass lo definì originariamente “nickel in the slot player”.
Grazie a questo e ad altri exploit dei fonografi "pubblici", questi iniziarono ad apparire nelle stazioni ferroviarie, nei parchi di divertimento, nei centri commerciali, in alberghi e ristoranti, ad opera di altre aziende che col tempo sarebbero diventate brand tra i più potenti e conosciuti nel mondo dei jukebox: AMI, Seeburg, Wurlitzer e Rock-Ola.

L'Evoluzione Tecnologica e la Nascita del Jukebox Moderno
Prima di poter vedere il jukebox come lo conosciamo oggi, furono però necessari diversi sviluppi tecnologici legati all'incisione sonora. Tra questi, l'amplificatore elettronico a valvole, realizzato nei Bell Labs nel 1916, e il primo "altoparlante", sistemi capaci di sonorizzare ambienti grandi e affollati, furono fondamentali. Altri progressi inclusero i dischi a 78 giri stampati partendo da registrazioni elettriche, che iniziarono a sostituire i dischi acustici intorno al 1925/26. Anche il design del fonografo a moneta e il meccanismo di selezione furono migliorati, grazie ai quali il fonografo coin-up poteva offrire un numero sempre maggiore di brani (selezione automatica di dischi) e metodi di pagamento più sofisticati (gettoniera meccanica capace di "memorizzare" il numero di brani pagati).
Fu solo nel 1937 che i fonografi a gettone iniziarono ad essere chiamati jukebox, un nome che probabilmente ebbe origine dall'espressione "juke joint", ovvero luoghi in cui gli schiavi africani si recavano per divertirsi e ballare dopo il duro lavoro nei campi. Un'altra corrente di pensiero sostiene che "jook" significasse sesso e che il "jook box" fosse il sistema musicale usato nei bordelli, mentre altri fanno risalire il termine a "jute joints", i locali in cui i braccianti che raccoglievano la iuta si riposavano. Oltre che per il riferimento alle case chiuse, la parola ebbe una connotazione negativa perché aveva caratterizzato gli "speakeasy", i locali clandestini in cui si vendevano gli alcolici. Tuttavia, l'ascesa del jukebox fu inarrestabile, sospinta dalla crescente consapevolezza musicale del pubblico grazie alla radio e ai dischi.
Il primo jukebox vero e proprio fu venduto dall'azienda Ami nel 1927, una mossa commerciale seguita da altre compagnie che ebbero la meglio sul mercato, come Wurlitzer, Seeburg e Rock-Ola. I primi modelli erano in legno e potevano contenere al loro interno un numero massimo di dodici dischi a settantotto giri, disposti in pila verticale.
Il Periodo d'Oro del Jukebox: Design, Materiali e Popolarità
Nonostante alcune battute d'arresto negli anni '20, a seguito dell'arrivo dell'intrattenimento "gratuito" offerto dalla radio e a causa dei danni economici portati dalla Grande Depressione, e dal 1942 al 1946, anni della Seconda Guerra Mondiale che costrinse a riversare risorse e manodopera nello sforzo bellico, il jukebox ebbe una costante crescita sia in termini di diffusione sia di popolarità. Parallelamente a ciò, anche il suo aspetto divenne sempre più sofisticato e accattivante. Dagli anni '30 in poi, il jukebox smise di essere una scatola di legno buia e poco attraente, montando parti fuse in metallo, parti in plastica, tubi luminosi, scritte e loghi colorati e ben visibili. Il materiale plastico e i LED furono introdotti dalla Seeburg nel 1938, una scelta che fu rapidamente copiata dalle altre aziende, dato che rendeva l'aspetto dei modelli più accattivante.
La storia del JUKE BOX - Come funziona un Jukebox breve storia e breve illustrazione del Jukebox
I modelli degli anni '40 sono spesso considerati l'"età dell'oro" per il loro design stilizzato con una marcata influenza gotica, quasi un "arcobaleno gotico di una cattedrale", e per il predominante uso della plastica in color oro. Quelli degli anni '50 risalgono all'età dell'argento per i motivi o le modanature in prevalenza cromate.
La produzione si interruppe per via della Seconda Guerra Mondiale, con le aziende riconvertite per la produzione bellica. Nel 1943, il Wurlitzer 950 tornò all'uso del legno, va notato che poiché i meccanismi erano in metallo, non furono prodotte molte parti in questo periodo. Piuttosto, è stato utilizzato un nuovo tipo di armadio, poiché molti dei meccanismi sono stati assemblati a mano, molti dei pezzi così costruiti generalmente necessitavano di adattamenti o modifiche per essere restaurati. Il cabinet Victory passò dalla plastica al vetro per il cruscotto e le luci.
Tornata la pace, con l'entusiasmo del dopoguerra ci fu un vero e proprio boom nelle vendite, con la gran parte dei locali che si munivano di jukebox per soddisfare le richieste dei clienti. Il modello che più esibiva queste caratteristiche, divenuto forse il più iconico di tutti i tempi, prodotto e distribuito nel 1946 dalla Rudolph Wurlitzer Company, fu il Wurlitzer 1015 alias "Bubbler", che divenne presto fonte di ispirazione per il design di tutti gli altri brand di jukebox. Il Wurlitzer 1015 fu protagonista della più grande campagna pubblicitaria mai dedicata a una macchina a moneta e rivolta al grande pubblico. Questa versione innescò un imponente processo di marketing, invadendo pubblicità, riviste e locali. Simbolo per eccellenza del divertimento dei giovani degli anni '50/'60, ne furono costruiti ben 50.000 esemplari e questo modello, a differenza degli altri, non subì colpi dall'evoluzione del mercato perché, invece di essere ritirate, le nuove versioni del 1015 furono riadattate e perfezionate, passando dal 78 giri al 45.
Nel 1948 la Seeburg, sempre all'avanguardia per la tecnologia, presentò il modello M100A, che consentiva la scelta tra 100 dischi contro i 24 dei jukebox convenzionali. Fu un duro colpo per la Wurlitzer e per le altre marche concorrenti, che faticarono non poco per realizzare un prodotto competitivo. Come se non bastasse, in pochi mesi la Seeburg produsse l'M100B che utilizzava 50 dischi da 45 giri incisi su entrambi i lati.

Come Funzionava un Jukebox Tradizionale
Il cuore del jukebox era il sistema di cambio per mezzo del quale i dischi venivano accatastati, estratti per essere suonati sul piatto e poi riposti. Il funzionamento è molto semplice: all'inserimento di una moneta valida o di un gettone, come da impostazione, che cade nella cassaforte, la macchina abilita la tastiera per la selezione dei brani. Alla selezione di una canzone, solitamente tramite la digitazione di un codice alfanumerico, il meccanismo a margherita contenente i dischi (posto nella parte superiore) si muove finché il disco selezionato si trova sotto al braccetto meccanico che lo sposta nel piatto del giradischi. A questo punto viene abbassata la puntina e inizia la riproduzione.
Ognuna delle maggiori case produttrici sviluppò un suo particolare sistema di cambio. La Wurlitzer fece del cambiadischi in mostra la sua caratteristica, seguita per alcuni periodi anche dalle altre industrie. Utilizzava il sistema “Simplex”, con il quale i dischi erano tenuti in ripiani; quando uno di questi veniva selezionato ruotava sopra il piatto che si alzava, prendeva il disco e lo portava fino al braccio della puntina che si spostava sopra il disco facendolo suonare. La Rock-Ola aveva un sistema “Multi-selector” molto simile a quello della Wurlitzer, mentre la Seeburg usava un meccanismo “Freborg”, che permetteva di far scivolare i dischi fuori dal portadischi fino al piatto. Infine, la Ami, il cui cambiadischi si rivelò talmente efficiente che durò fino alla seconda metà degli anni '50: i dischi venivano accatastati in un portadischi fisso, a rastrelliera, e venivano estratti da un braccio meccanico che li posizionava sul piatto.
Nei decenni, gli apparecchi furono modificati per far girare i dischi a quarantacinque giri, ovvero il nascente vinile. Grazie al microsolco, il vinile fornì una carica di efficienza e di fedeltà di suono ai jukebox. I modelli degli anni '60, con l'aumento delle aziende di fast food, divennero meno decorativi, riflettendo la volontà dei ristoranti di incentivare un rapido consumo e ricambio dei clienti.
L'Impatto Sociale, Culturale ed Economico del Jukebox
L'imponente diffusione del jukebox fu direttamente proporzionale alla portata rivoluzionaria che ebbe dal punto di vista sociale ma anche musicale. Per la prima volta si potevano scegliere e ascoltare brani in ogni luogo, per di più ballandoci intorno. Una nuova modalità di socializzazione, dunque, tramite un nuovo modo di fruizione musicale. Attorno a quell'accessorio nascevano amicizie e amori, simbolo di aggregazione e di divertimento, trasformandolo in un vero fenomeno di costume.

Importante anche l'impatto che questa storica invenzione ebbe sul mercato discografico, divenendo spesso canale privilegiato di nuovi singoli che arrivavano ai giovani magari in un bar in riva al mare in un assolato pomeriggio d'estate. Gli antenati dei CD e dello streaming crearono un immaginario intramontabile, di atmosfere festose e fluorescenti, come i tubi che caratterizzavano certi modelli e che contribuirono a creare uno dei pezzi di modernariato ancora oggi più ambiti.
Wurlitzer, Seeburg, Rock-Ola e, in misura minore, Ami furono le grandi case produttrici che dal 1930 al 1960 immisero nel mercato americano numerosi esemplari. Nel 1936, le maggiori case produttrici immisero nel mercato americano ben 40.000 esemplari. I bar e i "diners" dell'America degli anni '50 e '60 non potevano non avere quella spettacolare scatola sonora e la musica al prezzo di un nichelino divenne uno dei passatempi preferiti della vita americana dell'epoca.
Il jukebox sopravvisse al suo declino negli ultimi anni '40 grazie a una spinta decisiva di nuova tecnologia e stile. Insieme al flipper, ha segnato un'era, rappresentando l'icona dell'intrattenimento pubblico nei bar.
La storia del JUKE BOX - Come funziona un Jukebox breve storia e breve illustrazione del Jukebox
Il Declino e la Rinascita Digitale
Nei decenni, i jukebox raggiunsero il picco negli anni '80, per poi calare fino quasi a sparire con l'arrivo del nuovo millennio. Con la comparsa dei Compact Disc all'inizio degli anni '80, questi divennero il supporto principale per i moderni jukebox. Verso la fine del secolo, un gran numero di aziende iniziò a introdurre jukebox completamente digitali. Ciò implicava il non utilizzare più alcun CD e il download sicuro delle melodie da Internet o tramite un protocollo proprietario di trasmissione via telefono.
Oggi, la produzione di queste macchine è in aumento negli ultimi anni, grazie all'introduzione di programmi in grado di emulare il funzionamento di un jukebox classico su un jukebox digitale su un PC. La modalità di funzionamento è molto simile ai classici jukebox, tuttavia, allo stato attuale queste moderne attrezzature hanno la capacità di immagazzinare più musica e riprodurre video o per karaoke, in base alla squadra e al programma del computer da utilizzare. È possibile variare il costo di ciascuna selezione se l'operatore decide. L'uso di queste macchine digitali può essere più attraente di un classico jukebox a causa dei vantaggi che offrono.
Sound Leisure è un'azienda britannica fondata nel 1994, specializzata nella progettazione, produzione e fornitura di jukebox e altre apparecchiature per l'intrattenimento. I loro prodotti sono progettati per essere facili da usare, con funzionalità come touch screen, sistemi audio di alta qualità e un'ampia libreria musicale, e vengono utilizzati in una varietà di ambienti tra cui bar, ristoranti, hotel e parchi divertimento.
Il Jukebox Oggi: Un Oggetto da Collezione e un Pezzo di Design
C'è qualcosa di nostalgico e di estremamente affascinante nel jukebox, una macchina meravigliosa per ascoltare i dischi di gran moda negli anni '50. Per gli amanti di questi apparecchi, i jukebox sono dei veri oggetti di design e possedere un vecchio apparecchio funzionante è un'autentica fortuna! Molti credono che i modelli degli anni '40 siano l'"età dell'oro" per il loro design stilizzato e l'influenza gotica, mentre quelli degli anni '50 sono considerati l'"età d'argento" per i loro motivi cromati.
Se siete alla ricerca di un jukebox d'epoca, magari per dare un tocco vintage alla vostra casa, non crediate di cavarvela con una piccola spesa, soprattutto se siete interessati a un apparecchio perfettamente funzionante. Ad esempio, il Wurlitzer 1015 del 1946, di cui parlavamo prima, può costare anche quindicimila euro, essendo uno dei modelli più iconici. Cambiando la tipologia, si può scendere a diecimila euro o meno, come il Wurlitzer 1100, caratterizzato dalla puntina in diamante all'estremità del braccio che ai tempi aumentò molto la qualità del suono e faceva sì che i dischi si rovinassero meno. Se siete interessati più alla sostanza che all'estetica, sempre con l'intenzione di non spendere eccessivamente, il modello Seeburg AQ 160 può fare al caso vostro.
Sono in vendita jukebox moderni con linee che richiamano gli anni '50, che possono essere vostri per una spesa di circa cinquecento euro, pur non funzionando tramite giradischi ma come lettore CD e di MP3, oltre che con la possibilità di ascoltarci la radio. Se invece non avete molto spazio per prendere un jukebox, ci sono anche delle versioni ridotte che possono essere collocate su tavoli o cassettiere, essendo alti tra i quaranta e i cinquanta centimetri per un peso tra i due chili e mezzo e i cinque chili.
Se invece volete cercare nel mercato dell'usato da privati, ecco qualche avvertenza da tenere a mente. Se l'oggetto è segnato come non funzionante, non crediate che una volta preso sarà semplice sistemarlo. Questo non solo perché i meccanismi e componenti elettrici interni sono spesso complessi, ma soprattutto perché in caso di necessità di sostituire un pezzo potreste avere serie difficoltà nel reperirlo. Controllate inoltre la superficie, che le parti cromate e metalliche siano in buona condizione, perché è uno dei fattori che può giustificare o meno il prezzo che viene richiesto. Il restauro da parte vostra può essere lungo e se vi affidate a esterni pure costoso. Se non vi siete scoraggiati dai precedenti consigli e avete acquistato un jukebox usato, ecco un'ulteriore raccomandazione: utilizzatelo spesso. I vecchi apparecchi erano realizzati in prospettiva di un utilizzo costante, se lasciati prendere polvere c'è il rischio che alcune parti mobili si irrigidiscano.

Jukebox Celebri e Curiosità
Il jukebox ha poi fatto la sua comparsa in tantissimi film e telefilm: da ricordare ad esempio il meccanico e latin lover Fonzie che, in Happy Days, lo azionava con un pugno ben assestato. Il museo del disco possiede un bellissimo Wurlitzer modello 500 del 1938, dotato di gettoniera originale americana, amplificato a valvole e capace di suonare 24 dischi a 78 giri, perfettamente conservato e funzionante.
L'intrattenimento musicale a gettone ebbe modo negli anni di assumere tante forme diverse; tra queste, il Museo del Disco ne possiede una decisamente bizzarra e simpatica. Si tratta di un box musicale che ospita una coppia di marionette musiciste che si mettono all'opera, suonando mambo e cha cha cha, non appena ricevono un soldo.
Il nome Rockola è una variante del nome del dispositivo Rock-Ola, dall'invenzione del fondatore del costruttore di macchine David Cullen Rockola, e non è un acronimo per la parola Rock e Victrola come molti pensano. È uno dei nomi più comuni con cui viene solitamente designato il dispositivo, l'altro è Sinfonola. La parola è anche associata agli anni '50 e '60 durante l'era del rock and roll.
Esempi di Modelli Iconici
Di seguito alcuni modelli storici che hanno contribuito a fare la storia del jukebox:
- Wurlitzer 1015 "Bubbler" (1946): Forse il più iconico di tutti i tempi, celebre per il suo design con bolle d'acqua e luci colorate. Ha segnato un record di vendite mai più eguagliato.
- Wurlitzer 500 (1938): Un esempio classico di jukebox a valvole, capace di suonare 24 dischi a 78 giri.
- Seeburg M100A (1948): Innovativo per la sua capacità di selezionare fino a 100 dischi, un notevole aumento rispetto ai modelli precedenti.
- Seeburg M100B (1949): Ulteriore evoluzione, utilizzava 50 dischi da 45 giri incisi su entrambi i lati.
- Wurlitzer 1100: Caratterizzato dalla puntina in diamante all'estremità del braccio, che aumentava la qualità del suono e riduceva l'usura dei dischi.
- Seeburg AQ 160: Un modello apprezzato da chi cerca la sostanza piuttosto che l'estetica, con un buon rapporto qualità-prezzo.
- Rock-Ola Comet (1955): Un jukebox iconico degli anni '50, noto per le sue luci e il design accattivante.
- Rock-Ola 1455 "Tempo 1" (1958): Successore del Comet, uno dei modelli più belli della produzione Rock-Ola.
- Seeburg V200 (1955): Con il suo sistema Select-O-Matic, poteva contenere 100 dischi da 45 giri.
- AMI Continental 2 stereofonico: Jukebox futuristico degli anni '60 con un design a cupola e visibilità totale del meccanismo.
- Rock-Ola 434 "Princess" (1966): Un modello compatto e versatile, adatto anche a spazi più ridotti.
- Seeburg STD160 "Disco" (1974): Rappresenta il design tipico dei jukebox degli anni '70, con uno stile moderno e vivace.
- Microtecnica (TO) su licenza Wurlitzer: Mod. 2300 (1959): Jukebox stereofonico con due amplificatori separati per canali destro e sinistro.
- Rock-Ola 444 (1967): Un jukebox stereofonico con un design che ricorda il Continental.
- Seeburg LPC480 "The Trash Can" (1970): Un modello particolare per la sua forma insolita.
- Seeburg SMC1 (1978): Jukebox elettronico che segna l'inizio dell'era digitale.
Il jukebox, come abbiamo visto, non è stato solo un'invenzione o una novità, ma un vero e proprio uragano di innovazione. La produzione e la fruizione massicce hanno avuto un impatto dalla forte eco sociale, culturale, musicale ed economica, trasformando per sempre il modo in cui le persone interagivano con la musica e tra di loro.