La Kia Stinger rappresenta un momento di svolta fondamentale per il marchio coreano. Con questa vettura, Kia, a tutti gli effetti un costruttore generalista, si è per la prima volta avventurata nel mondo delle ammiraglie premium. La Stinger non si accontenta di sembrare sportiva e su strada sfoggia un comportamento impeccabile, sicuro e divertente. Le linee tese che partono dal cofano lungo e piatto per poi avvilupparsi in un posteriore che è tutto fuorché banale, i volumi e le proporzioni da vera gran turismo affascinano subito: stiamo parlando della Kia Stinger, una gran bella automobile, non c'è che dire, con tanto carattere e una forte personalità.

Dimensioni e design esterno
Lunga 483 cm e dotata di un passo di 291 cm, questa vettura sfoggia una sagoma bassa e filante che esprime dinamismo e sportività. Non si può non notarla. Le dimensioni sono importanti: il passo lungo ha permesso ai tecnici di disegnare un abitacolo molto grande e sviluppato in senso longitudinale. Dal punto di vista della personalizzazione, la Kia punta su una verniciatura Federation Premium Orange abbinata alla finitura in carbonio della griglia anteriore, degli sfoghi sui parafanghi, delle calotte degli specchietti e del logo Stinger al centro del portellone posteriore. In rapporto agli ingombri esterni, il bagagliaio ha una capacità solo discreta, di 406 litri, ma il portellone e la forma regolare lo rendono ben sfruttabile.
L'abitacolo: ergonomia da Gran Turismo
Anche il posto di guida è sportivo, ispirato alle Gran Turismo, con la seduta a soli 45 cm dal suolo, le gambe semi-distese e il piccolo volante quasi verticale. Il volante è quasi perfettamente verticale ed è tagliato in basso per non interferire con le gambe. Il sedile, da parte sua, è avvolgente quanto basta per sostenere e trattenere adeguatamente il corpo senza essere di ostacolo quando si tratta di mettersi al volante. Le ampie regolazioni elettriche permettono poi a tutti di accomodarsi al meglio. La strumentazione è di tipo analogico, integrata da uno schermo digitale, mentre il display dell’infotainment troneggia in mezzo a una plancia dal design essenziale. In sostanza si ha un ambiente raffinato, moderno e dove tutto appare fatto bene, pur se senza vere concessioni al lusso.
Kia Stinger 2.2 CRDi | Il diesel coreano che fa concorrenza alle gran turismo tedesche
A bordo ci sono quattro comodi posti e un quinto sfruttabile solo per tragitti brevi, a causa più che altro dell’ingombro del tunnel della trasmissione. Lo spazio abbonda in senso longitudinale, ma non in altezza: dietro, in particolare, qualche centimetro in più sopra la testa non avrebbe guastato. Anche salire e scendere non è così agevole e occorre prestare attenzione a non urtare il bordo del tetto con la testa. L'ambiente a bordo è particolare, ricercato ma senza eccessi e quasi minimalista in alcuni particolari. Ma c’è tutto quel che serve e tutto sa di ben fatto e curato.
Motorizzazioni e tecnica
In realtà la Stinger è assai più europea di quanto si possa credere. Dietro a questo progetto c’è Albert Biermann, rubato qualche anno fa alla divisione M della BMW e l’auto è stata messa a punto nel centro tecnico che la Casa coreana ha da qualche anno al Nürburgring. La Kia Stinger più sfiziosa è senza dubbio la GT. Nel cofano monta un motore a benzina V6 3.3 biturbo con 370 CV e una coppia massima che si attesta a 510 Nm tra i 1.300 e i 4.500 giri. La trazione integrale le garantisce un’ottima motricità, utile anche nell’accelerazione da fermo: il tempo nello scatto 0-100 è di 5,5 secondi.
La scelta più razionale resta la Stinger 2.2 CRDi, una turbodiesel da 200 CV e 440 Nm disponibile sia a trazione posteriore sia a trazione integrale. Tutti gli esemplari montano un cambio automatico a otto rapporti, con le prime sette marce ravvicinate e l’ultima di riposo, utile a ridurre rumore e consumi in autostrada. Il tasto Start dà vita al quattro cilindri turbodiesel che non è silenziosissimo, ma vibra davvero poco, anche durante la fase di avviamento. Risponde con prontezza fin dai regimi più bassi, con un turbo-lag praticamente inesistente, e allunga con decisione fino al regime di potenza massima.

Dinamica di guida e trazione D-AWD
La notevole lunghezza costituisce un limite solo nelle manovre, nelle quali la ridotta visibilità posteriore costringe ad affidarsi ai sensori e alla telecamera. Tra le curve, si muove invece agile e precisa, docile ai comandi di uno sterzo veloce e ben calibrato, che permette di tracciare le traiettorie con grande precisione. Il motore longitudinale, sistemato quasi dietro l'assale anteriore, la trazione integrale e le sospensioni multilink garantiscono alla Stinger un bilanciamento dinamico ottimale.
Per la versione più spinta, i tecnici hanno sviluppato un sistema di trazione integrale più raffinato denominato D-AWD. La vettura è dotata di uno specifico differenziale posteriore autobloccante e attraverso tre modalità di guida è possibile modificare la ripartizione della coppia. In Comfort il 60% della coppia viene inviato all'asse posteriore, percentuale che sale all'80% in Sport; ma con la inedita variante Drift è possibile guidare la Stinger V6 come una pura trazione posteriore, con un'ulteriore modifica al cambio automatico, che mantiene il rapporto anche al massimo dei giri.
Comfort e dotazioni di serie
Le sospensioni offrono un giusto compromesso tra le esigenze dell'handling e quelle del confort. Sono sufficientemente sostenute, in modo da garantire una buona guidabilità, ma anche capaci d'isolare adeguatamente l'abitacolo dal mondo esterno. La Stinger si fa apprezzare anche alle andature tranquille: le sospensioni, per quanto non siano particolarmente soffici, filtrano bene le asperità e la rumorosità meccanica è avvertibile solo agli alti regimi.

Un plauso, infine, alla dotazione di serie, che comprende tra le altre cose i sedili climatizzati rivestiti di pelle, uno stereo Harman-Kardon da 720W e uno stuolo di sistemi di assistenza alla guida di ultima generazione. I freni assicurano spazi d’arresto contenuti sull’asciutto, ma si rivelano meno efficaci quando l’aderenza varia o si fa precaria. Con le premesse giuste, la Stinger si conferma una vettura che non ha nulla da invidiare ai nomi più blasonati del segmento, offrendo un'esperienza di guida che unisce la razionalità coreana con l'impostazione tecnica delle migliori scuole europee.
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