Prima conosciuta più comunemente come "giardinetta", oggi viene definita auto familiare o station wagon. Questa tipologia di vettura è quasi sempre derivata da una berlina e si distingue per un profilo piuttosto allungato, dettato da un vano porta-bagagli più ampio e spazioso. L'auto familiare o "station wagon" è caratterizzata da due volumi di carico ben precisi: l'abitacolo e il cofano posteriore. L'idea di un'automobile spaziosa e capiente nacque in tempi relativamente recenti, o meglio, nel corso del secondo conflitto mondiale, anche se le sue radici affondano nei primi del '900.

Le Origini Oltreoceano: Dalle Carrozzerie in Legno alla Chevrolet Suburban
Le case europee, comprese quelle italiane, hanno esaltato il valore dell'auto familiare, soprattutto dal punto di vista stilistico, ma non si può togliere a quelle americane il valore della primogenitura assoluta quando si parla di auto "familiari". Esiste un concetto secolare nell'industria automobilistica d'oltreoceano che definisce questa tipologia di vetture: «Wagons are just regular sedans with an extended roof and interior». Tradotto, significa «le station wagon sono semplicemente delle normali berline con un tetto e interni estesi». In realtà, la storia non è così basilare: l'origine si deve a esigenze commerciali con i primi esemplari realizzati intorno al 1910 negli Stati Uniti, da costruttori indipendenti che producevano carrozzerie in legno per il telaio della Ford Model T.
Questi veicoli vennero soprannominati anche "carryall", letteralmente "carica tutto", in quanto offrivano un vano di carico molto più grande e spazioso rispetto alla tradizionale carrozzeria torpedo. Nel 1923, il costruttore americano Star (divisione della Durant Motors) divenne il primo ad offrire una station wagon assemblata sulla sua linea di produzione utilizzando uno scheletro in legno imbullonato alla carrozzeria della vettura. Questi corpi in legno richiedevano una manutenzione costante: a causa dell'espansione e della contrazione del legno, tutti i bulloni e le viti richiedevano periodicamente un nuovo serraggio. Successivamente l'Essex Closed Coach divenne la prima vettura prodotta in serie ad utilizzare un corpo carrozzeria chiuso completamente in acciaio.
Nel 1929 Ford iniziò a produrre ufficialmente le Model T destinate per l'allestimento wagon e nel 1935 la General Motors lanciò la sua prima station wagon destinata esclusivamente al trasporto passeggeri: la Chevrolet Suburban. Successivamente iniziò un vero e proprio boom, le wagon vennero viste dal mercato come auto spaziose e capienti destinate non solo al trasporto merci ma anche all'utilizzo familiare. Un esempio fu la Chrysler Town & Country, lanciata nel 1941, la prima station di lusso della storia nonché il modello posizionato all'apice della gamma di Chrysler. Sul tema, oltre alle Big Three che dominavano il campo, si sarebbero cimentati anche brand scomparsi come Nash, Studebaker e Packard con modelli interessanti nel secondo dopoguerra. Gli anni Cinquanta e Sessanta segnarono il momento d'oro delle wagon d'oltreoceano, con auto iconiche quali la Chevrolet Bel Air, la Ford Ranch Wagon e la Rambler Cross Country. Negli USA le vetture station wagon conobbero un grande successo nel secondo dopoguerra, declinando a partire dagli anni settanta in favore dei cosiddetti minivan.
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L'Arrivo in Europa e in Italia: Dalla Traction Avant Familiale alla Fiat 1100 Viotti Giardinetta
Passando nella cara vecchia Europa, negli Anni '30 ci fu qualche tentativo come la Citroën Traction Avant Familiale (che in francese vuol dire "familiare") nel 1935, una versione allungata della Traction Avant con tre finestrini e una terza fila di sedili (nove posti totali) disponibile anche in versione commerciale. Due anni più tardi venne messa in commercio in Inghilterra la Commer, basata sulla Hillman Minx Magnificent.
L'Italia portò un mattone al tema negli anni successivi al secondo conflitto mondiale: la Fiat 1100 Viotti Giardinetta (altro termine andato tecnicamente in disuso ma storico), venne presentata nel 1946. Ideata da Mario Revelli e realizzata nella fabbrica di Vittorino Viotti a Torino, su autotelaio Fiat 1100, vide la luce il primo modello di station wagon italiana. Subito replicata da altri carrozzieri come Fissore e dalla stessa Fiat che, due anni più tardi mise in vendita la Topolino "Giardiniera". La denominazione era stata scelta in assonanza con la Giardinetta inventata da Mauro Revelli - designer della Carrozzeria Viotti - ma non utilizzabile in quanto depositata. In Italia questo nuovo tipo di vettura ebbe inizialmente un'accoglienza tiepida da parte del pubblico, anche in ragione della visibile somiglianza estetica con l'autoambulanza, dalla quale era scaturita, e con il carro funebre. Per buona parte della nostra vita, la berlina ci ha visto vivere serate con gli amici, con la dolce metà, sposarci e mettere su famiglia, magari avere anche il primo figlio. Ma poi arriva il momento di abbandonarla per un'auto che meglio si adatti alle nuove esigenze: ecco allora il momento di comprare una famosa giardinetta, l'auto perfetta per le esigenze, spaziosa e accogliente per i passeggeri, comoda e grande più che a sufficienza per tutti i bagagli.

Nel corso degli anni sono state prodotte moltissime vetture con carrozzeria familiare, nella quasi totalità dei casi derivate da berline. L'immagine della Giardinetta che negli anni '50 “sfrecciava” sulle strade appena riemerse dalla guerra rimarrà nella storia. Ma mettere a confronto una Giardinetta di allora con un’auto familiare di oggi farà sicuramente sorridere.
In Europa invece, fino agli anni settanta le familiari avevano coperto un settore commerciale limitato, dato che il grande pubblico vedeva in questa tipologia di auto dei mezzi adatti solo per necessità particolari (grandi carichi familiari o lavorativi), con un carattere troppo vicino a quello commerciale.
Il Boom e la Moderna Evoluzione delle Station Wagon Europee
A partire dalla fine degli anni settanta, con l'introduzione sul mercato delle versioni station wagon di modelli esclusivi quali Volvo Serie 200 e Mercedes-Benz W123, comincia a formarsi in Europa l'immagine delle familiari come reale alternativa alle normali berline. Ma è negli anni ottanta che si afferma definitivamente il settore delle station wagon; nel 1983 la Audi presenta la nuova 100 Avant, il cui portellone posteriore con il lunotto molto inclinato dona all'auto un carattere dinamico (e aerodinamico) fino ad allora mai associato alle familiari; nel 1985 Mercedes-Benz e Volvo rinnovano le loro familiari con la versione T della serie W124 e la versione station wagon della Serie 700; nel settore delle ammiraglie di immagine esclusiva si aggiunge nel 1986 l'italiana Lancia Thema, la cui versione station wagon viene disegnata da Pininfarina e prodotta nei suoi stabilimenti.
Nel frattempo altri costruttori presentano numerose versioni familiari di molti modelli in segmenti fondamentali del mercato: Fiat con Regata e Duna, Alfa Romeo con Alfa 33, Opel con Kadett E e Omega, Renault con la 21 Nevada. Non è un caso che a metà degli Anni '90, il mercato italiano regala alle familiari le vendite maggiori della storia, arrivando a oltre 241mila nel 1994: in parecchi casi, le station wagon vengono preferite alle berline da cui derivano.
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La Nomenclatura e le Varianti della Station Wagon
Una peculiarità delle familiari è la grande fantasia delle case nel trovare denominazioni per marcare il territorio. Abbiamo già citato Avant per Audi, Variant per Volkswagen e Touring per Bmw. Ma l'elenco è lungo, in parte di nomi sopravvissuti e in parte di nomi scomparsi. Citiamo: Caravan e Kadett (Opel che oggi utilizza Tourer), Vario e Sportstourer (Seat), Combi (Skoda), Clubman (Mini), Sportwagon (Alfa Romeo), Tourer (Honda), SporTour e Sporter (Renault), Sportswagon (Kia), Estate (Ford), SportHatch (Saab), Touring Sports (Toyota), Sportbrake (Jaguar), Levorg (Subaru) e via così. Va detto che i pochi modelli attualmente sul mercato stanno virando serenamente sull'acronimo SW o sul termine Wagon.
A partire dalla fine degli anni ottanta, quando in Europa occidentale le station wagon cominciarono ad essere di moda, l'Alfa Romeo dette inizio ad un fenomeno di mercatistica di caratterizzare in senso sportivo le versioni familiari, a cominciare dalla denominazione. Nel 1988 le versioni station wagon della Alfa 33, precedentemente chiamate Giardinetta, divennero Sport Wagon, nome abbandonato nel 2011 con l'uscita di produzione dell'Alfa Romeo 159. Progressivamente seguirono altre marche, tra le prime la Subaru che per la versione giardinetta della sua prima Impreza del 1992 utilizzò la stessa denominazione. Il termine station wagon, ma non gli altri equivalenti, viene utilizzato anche nell'ambito dei fuoristrada, per identificare le versioni con la carrozzeria chiusa, il cui tipico aspetto con coda subverticale è associabile a quello delle vetture familiari.
Da sottolineare l'arrivo di due variazioni sul tema. La prima è rappresentata dai modelli "all terrain", caratterizzati da un assetto lievemente rialzato, da protezioni sottoscocca sia all’avantreno sia al retrotreno e dalla trazione integrale - o quantomeno da sistemi elettronici che avvicinano le prestazioni delle 4WD. Anche qui spazio alla fantasia: Cross Country (Volvo), allroad (Audi), All Terrain (Mercedes-Benz).
La seconda è la shooting brake, come la Mercedes-Benz Cla: definibile come una wagon dal forte accento sportivo, più nella forma - quasi da coupé - che nella potenza. Per decenni sono state esclusiva della produzione inglese sino a essere "sdoganate" da un modello della Stella, lanciato nel 2012, quale la Cls: una wagon con 5 porte, abbandonando quindi le 2 porte tipiche delle altre familiari sportive, e con un posteriore da vera coupé. Curiosità: shooting brake significa letteralmente "carrozze dedicate alla caccia". Dotate di molto spazio interno, tanti vani dove riporre le proprie armi e estremamente versatili, erano la risposta britannica alle carrozze berlina di fine XIX secolo.

Auto Familiari a Confronto: Station Wagon e Monovolume
Quando si valuta l'acquisto di un'auto familiare, è fondamentale considerare la capacità di carico del bagagliaio ponendosi la domanda "di quanto spazio ho bisogno?". Non è facile dire quale station wagon scegliere perché il mercato offre una vasta scelta e tutto è legato ai gusti personali, al budget che si vuole investire e alle esigenze di spazio. L'argomento diventa spinoso perché per definizione non può esistere un'auto familiare monovolume. Tuttavia, in analogia alle station wagon, anche la monovolume è dotata (quasi sempre) di quattro portiere. La lunghezza della monovolume è fortemente influenzata dalla capacità di carico del suo bagagliaio, ma si differenzia dalla station wagon a due volumi per l'assetto rialzato. In commercio troviamo un gran numero di monovolume molto alte, un'altezza tanto pronunciata che può essere paragonata alla categoria dei SUV.
Tra le monovolume a "vocazione familiare" si segnalano modelli come la Fiat 500L, disponibile con l’alimentazione a metano con la sua motorizzazione da 80 cv con propulsore 0.9 bi-fuel benzina e metano. È l'unica domanda vera da porsi quando si acquista un'auto familiare, perché oggi la scelta è davvero ampia e variegata. E non è detto che sia una scelta più impegnativa economicamente. Ormai le case produttrici hanno preferito "alzare" un po’ i volumi per offrire maggiore comfort nella guida e non necessariamente un aspetto da off road urbano.
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Esempi di Auto Familiari Attuali e Storiche
Tra le auto familiari moderne e ben piazzate, la Toyota Auris con motore 1.6 D-4D e allestimento Active si compra al prezzo di 25.250 euro. La sua dotazione è generosa ed è adatta a chi ama veicoli sportivi, infatti le forme e le linee richiamano uno stile coupé, smentito poi dagli spazi. L’unico inconveniente è che le forme sportiveggianti penalizzano leggermente la visibilità e la capacità di carico del bagagliaio.
Se tra i criteri di scelta vi è il prezzo, tra le auto familiari più economiche si segnala la Fiat Tipo Station Wagon, che si compra con circa 22 mila euro, mentre la Peugeot 308 SW Allure con motore 1.2 e-THP da 130 CV si compra al prezzo di 23.600 euro. Se il prezzo d’acquisto incide molto sulla scelta della vettura, si può considerare di comprare un’auto familiare usata.
La Mercedes CLA Shooting Brake è segnalata tra le auto familiari che consumano poco, ma ormai i bassi consumi si ottengono dando una sbirciata alla classe di omologazione dei motori nell'ambito della normativa europea antinquinamento.
Le station wagon Volvo, da oltre un trentennio, riescono a imporsi sui mercati mondiali, persino quelli americani, grazie alla loro eleganza e versatilità. Adatte alle famiglie numerose e ben viste persino ai posti di blocco, dove gli agenti sono certi di avere a che fare con bravi automobilisti. Oggi, la gamma Volvo è composta da due modelli appartenenti a questo segmento. Si è alla seconda generazione della V90, la variante station dell’ammiraglia S90, in produzione dal 2016 e disponibile sia a trazione anteriore che integrale, in cinque diverse motorizzazioni 2.0 sovralimentati: due a benzina da 254 e 320 CV e tre diesel da 150, 190 e 235 CV.
Tra i modelli storici di Volvo si ricordano la Volvo 760 S.W., nata nel 1985 e prima station wagon realizzata dalla casa svedese, a trazione posteriore, con motore 2.4 turbodiesel da 111 CV (nel 1986 arriva la variante da 116 CV). La Volvo 960 S.W., nata nel 1990, è il frutto del restyling estetico della 760 S.W. con tre motori: due a benzina (2.0 turbo 190 CV e 2.9 da 204 CV) e il 2.4 a gasolio da 116 CV. La Volvo V90 nasce nel 1996: è la 960 S.W. con un nuovo nome e un impianto di climatizzazione più efficace.

Addio Giardinette Italiane: La Fine di un'Epoca
Chiusura con le wagon Fiat che hanno segnato la storia italiana: l’ultima generazione della Tipo Station Wagon, costruita in Turchia, è pronta a salutare il mercato dopo un decennio. È la fine di un'epoca dove si sono succeduti modelli, più o meno azzeccati, anche qui con denominazioni originali: Stilo Multi Wagon, Marea Weekend, Tempra SW, Regata Weekend, 131 Panorama, 124 Familiare.
Forse non si proverà la nostalgia che oltreoceano continuano a manifestare per le "woodie", le wagon Anni '60 dove la carrozzeria presenta pannelli e modanature di legno, perfetto per le più strane decorazioni. Non è un caso che viaggino su quotazioni elevate sul mercato dell'auto d'epoca. Ma le "giardinette" italiane - a noi piace chiamarle ancora così - un po' ci mancheranno.
Il legno, molto prima che la station wagon diventasse di moda e poi passasse di moda, era componente essenziale delle prime quattroruote. Con il veloce progresso dell’industria, il legno rimase come decorazione. La Chrysler produsse le “Town and Country” che rimasero woodie fino al 1951, per poi diventare delle semplici familiari metalliche. Ford si cimentò con le “Country Squire” e la Buick con Roadmaster wagon, dove le modanature però, erano in finto legno e vera plastica.
In Italia, tra le utilitarie, la Topolino di Dante Giacosa offriva le fiancate ai tarli, mentre la 130 familiare “Villa d’Este” era stata concepita e fabbricata esclusivamente per l’Avvocato Agnelli che la usava personalmente per andare a sciare d’inverno a St. Moritz. La gloriosa Topolino aveva le fiancate con listelli in frassino e masonite e poteva avvalersi dei colori metallizzati.
Alla fine degli anni cinquanta del secolo scorso, quando iniziano ad apparire sulla stampa specializzata le prime foto della Familiare con meccanica della Fiat Nuova 500, si può dire che i maggiori difetti di gioventù di questo «progetto 110» fossero stati superati. I posti da due erano già diventati quattro, i cristalli erano discendenti, la chiave di avviamento non andava più bene per tutte ed il bicilindrico che la muoveva era stato ringalluzzito dagli iniziali insufficienti 13 CV fino a 16,5; tuttavia la piccolina di casa Fiat ancora soffriva nelle vendite posizionandosi dietro non solo alla pigliatutto 600, ma anche alla ben più impegnativa economicamente 1100/103.
Non è stata ancora citata la 600 Multipla, solo per rispetto alla sua storia: un’auto sbagliata sotto troppi profili, dall’estetica all’accoglienza della cabina di guida; dal consumo elevato alla palpabile mancanza di un sia pur minimo spazio di sopravvivenza davanti ai piedi in caso di urto; non a caso, quindi, per questo modello il successo rimase una chimera. In estrema sintesi accadeva quindi che coloro che non riuscivano ad arrivare alla 600 ripiegavano sulla vecchia 500 Topolino soprattutto nella rimpiantissima versione Belvedere che offriva oltre ai quattro posti un discreto piano di carico posteriore adatto anche alle esigenze di chi svolgeva attività artigianali. Molto successo suscitarono le utilitarie familiari, per il prezzo contenuto e perché non turbavano la sensibilità dei superstiziosi.

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