L'estate è da sempre celebrata come la stagione più piacevole dell'anno, portando con sé giornate lunghe, calore e la promessa di vacanze e relax. Tuttavia, questa stessa stagione, con la sua intensa calura, presenta sfide uniche e talvolta insidiose non solo per le persone, ma anche per le automobili che ci accompagnano nella vita quotidiana e nei viaggi. La combinazione di alte temperature ambientali e l'esposizione diretta alla luce solare può innescare una serie di reazioni e fenomeni nei componenti del veicolo, uno dei quali riguarda la benzina stessa. Se fuori fa molto caldo, il condizionatore della vostra vettura sarà costretto a lavorare di più e a fare più fatica rischiando dei guasti più o meno gravi. Spesso, dopo essere rimasta per ore sotto al sole cocente, la temperatura interna della vostra auto raggiunge dei livelli altissimi, assomigliando a una vera e propria fornace. Anche la temperatura dell’asfalto in estate cresce vertiginosamente, portando le gomme dell’auto a sgonfiarsi molto più facilmente.

Questi disagi legati al caldo non sono da sottovalutare. La batteria dell’auto, un insieme di elettrodi immersi in una soluzione di acido solforico e acqua, è uno dei primi componenti a risentirne. Con il caldo eccessivo, questi fluidi tendono a evaporare, causando notevoli danni interni e all'impianto elettrico. È bene ricordare che la batteria dell’auto, in genere, ha una durata di circa cinque anni; trascorso questo periodo, è fondamentale prestare attenzione a ogni piccola avvisaglia, come una difficoltà nell’accensione, e correre preventivamente ai ripari.
Per mitigare il surriscaldamento dell'abitacolo, un buon parasole, di qualità, potrà esservi senz’altro d’aiuto, ma è cruciale assicurarsi che garantisca una copertura adeguata. Un accorgimento pratico per gestire il calore è quello di parcheggiare l'auto in modo che a essere esposta al sole sia la parte posteriore piuttosto che il muso. Si eviterà così un eccessivo surriscaldamento dell’autovettura, vista la minore "porzione vetrata" esposta alla calura. Inoltre, sottoponete la vostra auto a lavaggi più frequenti, per eliminare resina e salsedine che, con il sole, tendono a diventare più appiccicose e complesse da rimuovere. È importante, però, non lavare l'autovettura con la carrozzeria ancora calda, poiché si asciugherebbe troppo in fretta lasciando degli antiestetici aloni. Un altro aspetto da non trascurare riguarda i vetri: badate alle schegge, seppur minuscole, presenti sui vetri; con il caldo possono “spaccarsi” e frantumarsi con maggiore facilità.
Le Proprietà Chimiche della Benzina e il Fenomeno dell'Evaporazione
Il tema dell'evaporazione della benzina, specialmente in condizioni di caldo intenso e luce solare diretta, assume un'importanza critica quando si considerano la sicurezza e il comportamento del carburante. La benzina, in particolare la "benzina verde" prodotta in sostituzione della vecchia "super" con l'obiettivo di migliorare efficienza e sicurezza, possiede caratteristiche intrinseche che la rendono suscettibile a questi fenomeni. Molte campagne informative hanno in passato offerto illusioni sul miglioramento della qualità della vita, ma raramente le notizie sono state sottoposte a un rigoroso vaglio scientifico attento ai risvolti a 360 gradi che ogni novità porta con sé. È altresì importante premettere che l'aspetto sanitario non è sempre così vantaggioso come reclamizzato. Se il piombo si è dimostrato certamente un potente agente nei fenomeni dell'apoptosi cellulare, è altrettanto vero che gli anelli benzenici presenti nella "verde" non sono così ininfluenti nella degenerazione dei tessuti biologici verso le formazioni tumorali. Tuttavia, l'intento primario qui è valutare l'aspetto più macroscopico legato alla sicurezza antincendio.
La benzina è tra i liquidi più facilmente evaporabili. Non è che evaporerà tutta, ma una parte si trasformerà in vapore. Certo, evapora di più al sole, magari con un tappo chiuso male. La velocità di evaporazione è connessa a diverse proprietà chimico-fisiche del carburante. Una di queste è la volatilità. La benzina ha delle componenti estremamente volatili, che tendono quindi a evaporare con una certa facilità. Questa volatilità è fondamentale per il funzionamento del motore: la benzina deve evaporare all'interno del motore per miscelarsi con l'aria e accendersi. Se questo non accade, come quando il motore è molto freddo, l'auto non parte. La volatilità, però, ha anche i suoi contro. A meno di non conservare la benzina in un contenitore a chiusura ermetica, le componenti volatili cominceranno a evaporare subito. Quanto peggio è chiuso il contenitore, tanto più rapido sarà il processo. Questo comporta già di per sé un problema, dato che modifica la struttura stessa del carburante.

Mentre le componenti più volatili evaporano, quelle più pesanti tendono a separarsi dal resto e a decadere, creando uno strato di sedimenti sul fondo. Questo fenomeno non solo modifica ulteriormente la struttura del carburante, ma può diventare un problema nel momento in cui si cerca di usarla. In più, eventuali additivi si slegano dalle molecole di benzina. Alla fine, ci si ritrova con meno benzina, più ricca di sedimenti, con un numero di ottani più basso e, praticamente, senza additivi.
I Rischi Legati all'Evaporazione e alle Alte Temperature
Il rischio principale associato all'evaporazione della benzina in condizioni di caldo estremo e, in particolare, sotto l'effetto diretto del sole, riguarda la formazione di miscele infiammabili. La pericolosità è connessa con la percentuale di presenza dei vapori di benzina in un determinato volume. Più elevata sarà la velocità di combustione e maggiore sarà la potenza della reazione che, oltre un certo limite di velocità, può generare effetti esplosivi fornendo tutta la sua energia potenziale in un tempo brevissimo.
Un parametro cruciale in questo contesto è il punto di infiammabilità (o flash point). Questo valore rappresenta la temperatura minima alla quale un liquido produce vapori in quantità sufficiente a formare una miscela infiammabile con l'aria in prossimità della sua superficie. La letteratura scientifica indica questo intervallo tra -11 °C e -45 °C. La scheda tecnica della benzina verde, invece, può indicare valori diversi a seconda delle normative di riferimento. Il limite legale, secondo il D.M. 31 luglio 1934, Titolo II (classificazione), può essere indicato a 21 °C, ma il valore sperimentale esatto è di circa -40 °C. Questo limite rappresenta la temperatura oltre la quale la benzina verde genera spontaneamente condizioni di evaporazione in aria capaci di realizzare miscele infiammabili. Pertanto, la benzina verde, con il suo "pelo libero" (cioè, i suoi vapori), è dimostratamente pericolosa a temperature superiori a questo limite, specialmente se posta in ambienti chiusi e circoscritti come un garage.
La combustione
Un secondo valore di allarme è la tensione di vapore. Questo dato indica la capacità di evaporare della benzina, fornendo la pressione parziale che i suoi vapori occupano in atmosfera corrente. Sostanzialmente, indica quanta benzina riesce a evaporare nelle condizioni di pressione e temperatura normali (100 kPa e 37,8 °C). L'effetto pratico è sperimentabile tenendo tra le mani un piccolo bicchiere di metallo riempito di benzina verde: si avverte immediatamente una sensazione di freddo nelle dita che lo sostengono. Tendendo a evaporare rapidamente, la benzina assorbe calore per passare dallo stato liquido a quello gassoso, sottraendo così calore a se stessa e al bicchiere, generando l'immediata sensazione di freddo.
Un'altra verifica sperimentale si osserva aprendo il tappo del serbatoio della benzina delle autovetture durante il periodo estivo e nelle giornate di caldo eccessivo. L'operazione è spesso accompagnata da un leggero, ma sensibile, soffio del vapore della benzina che ha superato il valore della pressione atmosferica. È quindi palesemente dimostrato che un alto valore della tensione di vapore comporta la rapida trasformazione del prodotto in un gas. Essendo questo gas più pesante dell'aria, tende a ristagnare in basso.
Il considerevole potenziale termico del gas di benzina comporta un aumento di pressione al momento della sua combustione in un locale confinato, a causa della rapida propagazione del fronte di fiamma, che è dell'ordine delle decine di metri al secondo. Facendo calcoli approssimativi, è possibile affermare che 5 litri di benzina verde vaporizzati all'interno di una autorimessa di 400 m² possono determinare una sovrappressione limite di ben 5 kPa, corrispondenti a una spinta di 500 kg/m². Questa pressione è sufficiente a spallare pareti e lesionare anche i solai di copertura.
Casi Specifici e Normative di Sicurezza
Le perdite di benzina non sarebbero sempre palesi durante l'azione propulsiva del motore, perché il consumo della benzina esige il rimpiazzo del volume del liquido sottratto, quindi l'evaporazione andrebbe a compensare, grossomodo, la diminuzione. Ma al momento dell'arresto, magari in un box dove l'accumulo termico del veicolo (motore caldo, acque di raffreddamento calde, carrozzeria soleggiata, ecc.) può determinare l'innalzamento della temperatura ambientale, un rialzo di temperatura del serbatoio lesionato è sempre possibile. La benzina, per le sue caratteristiche di tensione di vapore, può comportare aumenti della pressione nel serbatoio stesso senza dare un immediato avviso al conducente. Questo rappresenta un'ipotesi assolutamente credibile e possibile di perdite di liquido da autoveicoli alimentati a benzina.

Recentemente, a Roma, è avvenuto un tragico incidente tra una berlina investita lateralmente da un SUV. Nonostante la presenza di persone che hanno immediatamente dato l'allarme e la relativa vicinanza dei Vigili del Fuoco intervenuti nel tempo di 5 minuti, gli occupanti dell'autovettura sono deceduti per l'immediato e totale incendio della loro vettura. A questo punto occorre comprendere come possa avvenire una fiammata così potente e immediata che avvolga totalmente il mezzo e impedisca qualsiasi soccorso. L'accettazione di una qualsiasi ipotesi di sversamenti di "verde" avrebbe dovuto da tempo allarmare la società e le sue strutture direzionali tese alla garanzia della sicurezza.
Il problema posto è reale e la normativa attuale per la realizzazione delle autorimesse ha ignorato del tutto questo aspetto, limitandosi a richiedere genericamente aperture di ventilazione per 1/25 della superficie in pianta, limitando la distanza massima tra una luce e l'altra a 40 metri e questo indipendentemente dalla quota rispetto al piano esterno al quale si determina la possibile evacuazione dei gas. Nulla è stato detto o suggerito sulla posizione delle aperture, se debbano essere in alto o in basso. Oggi, con tecnologie avanzate e sistemi di rilevazione affidabili, si continua a essere ingannati da normative di sicurezza che si dimostrano sempre più fallaci e sono assunte per mero spirito di conformità, che determina l'automatica concessione dell'agibilità, costituendo il valore commerciale del manufatto.
Qualora, poi, per una eventuale inadempienza strutturale documentata fosse richiesta una piccola deroga alle imposizioni della norma in un'autorimessa, sarebbe prescritto un impianto sprinkler. Questo, tuttavia, è un normale innaffiatoio più o meno potente che non determina certo lo spegnimento delle autovetture né soffoca le perdite di carburante che galleggiano e si spargono con maggiore velocità sul bagnato. Al momento, lo Stato, che si è assunto l'intero onere della conoscenza e della ratifica delle condizioni necessarie e indifferibili per la conduzione dell'attività, non appare in grado di realizzare test basati su prove reali e speculazione scientifica, demandando alle sole direttive burocratiche, immutabili da tempo, la certificazione della sicurezza, senza fornire all'utenza consigli utili alla riduzione dei possibili incidenti. Per puro esempio, l'utilizzo dei sistemi di allagamento a schiuma per le autorimesse sarebbe già un effettivo miglioramento, senza un reale aumento dei costi rispetto a uno sprinkler la cui installazione esige più manodopera e più tubazione. L'uso di rilevatori di idrocarburi (HC) potrebbe indurre allarmi tempestivi.
Conservazione della Benzina e Gestione nel Tempo
L'uso di benzina vecchia può creare problemi. Anche se la benzina non "scade" nel senso proprio del termine, si modifica nel corso del tempo e perde parte delle sue funzionalità. Ciò peggiora le prestazioni del motore e, qualche volta, provoca anche la rottura della pompa.
Quanto dura la benzina?La benzina dura circa 6 mesi, se ben conservata. Dopodiché, non è detto che sia ancora utilizzabile.
Cosa succede nel tempo?Come accennato, le componenti volatili della benzina tendono a evaporare. A meno di non conservarla in un contenitore a chiusura ermetica, questo processo inizia subito, modificando la struttura del carburante. Mentre le componenti volatili evaporano, quelle più pesanti si separano, creando sedimenti. Inoltre, eventuali additivi si slegano dalle molecole di benzina. Il risultato finale è una benzina con meno volume, più ricca di sedimenti, con un numero di ottani più basso e priva di additivi.
Quali problemi dà la benzina vecchia?Se la benzina rimane in un serbatoio per molti mesi, è facile che inizi a sviluppare condensa e umidità. Nelle auto vecchie o nei motorini, questo può far arrugginire il serbatoio e persino bucarlo. Nelle auto più nuove, l'umidità può provocare l'ossidazione delle componenti metalliche del sistema di alimentazione, come la pompa del carburante. I sedimenti sul fondo possono inquinare la benzina e rovinare il sistema di alimentazione, finendo nel filtro e negli iniettori. Nei casi peggiori, rendono il lavoro della pompa di benzina più difficile e ne accelerano l'usura. Infine, un numero di ottani basso aumenta il rischio che la benzina inizi la combustione nel momento sbagliato, provocando il cosiddetto "colpo di testa" con conseguenze negative per il motore.

Come conservare la benzina:La benzina va conservata in contenitori omologati, come taniche di plastica o di acciaio. Assicurati che le taniche siano integre e riempile bene per evitare la formazione di condensa. Metti le taniche in un luogo fresco e lontano dalla luce diretta del sole, per ridurre l'evaporazione delle sue componenti volatili. Esistono additivi che allungano la durata della benzina, ma non è comunque consigliabile farla invecchiare troppo.
Se la benzina è all'interno di un'automobile, è meglio non conservarla per lunghi periodi e adottare alcune buone pratiche:
- Usare l'auto almeno una volta alla settimana, anche solo per qualche minuto.
- Fare benzina almeno una volta al mese, così da "rinfrescare" la benzina vecchia.
- Riempire il serbatoio se si prevede di non poter usare l'auto per un mese o due, per evitare la formazione di condensa.
- Scegliere benzina di qualità, che non sia già vecchia al momento dell'acquisto, rivolgendosi a rivenditori di indubbia serietà.