Ferrari S.p.A. è una casa automobilistica italiana fondata da Enzo Ferrari il 12 marzo 1947, con sede a Maranello, un comune in provincia di Modena. Controllata dalla Ferrari N.V. dal 2013, questa azienda è rinomata per la produzione di automobili sportive di fascia alta e da competizione, ed è profondamente impegnata nell'automobilismo sportivo. Il marchio Ferrari è un simbolo di bellezza, velocità, lusso e potenza, amato e riconosciuto in tutto il mondo, incarnando l'eccellenza del "Made in Italy". Maranello, la città che ospita questa leggendaria casa automobilistica, è diventata sinonimo di Ferrari, un vero paradiso per gli appassionati di motori e per gli amanti del Cavallino Rampante.

Le Origini Sportive e la Nascita della Scuderia Ferrari
Le origini sportive della Ferrari risalgono al 16 novembre 1929, quando Enzo Ferrari, che diverrà noto come il Drake, diede origine a Modena alla Scuderia Ferrari. Questa società sportiva era inizialmente volta a permettere ai soci di partecipare al maggior numero possibile di corse. Fino al 1932, la Scuderia ricoprì il ruolo di filiale tecnico-agonistica dell'Alfa Romeo, per poi diventarne a tutti gli effetti il reparto corse semiufficiale a partire dal 1933. In questo periodo, la Scuderia Ferrari iniziò a occuparsi non solo della gestione delle vetture da competizione, ma anche della loro progettazione, una collaborazione che durò fino a tutto il 1937.
Alla fine del 1937, la Scuderia Ferrari fu sciolta, in quanto nel 1938 l'Alfa Romeo diede vita a un nuovo reparto corse chiamato Alfa Corse, con a capo Enzo Ferrari. Egli portò avanti tale incarico fino al 1939, anno in cui decise di dare le dimissioni. Dopo aver lasciato questo incarico, il 13 settembre dello stesso anno, Ferrari fondò a Modena una casa automobilistica, l'Auto Avio Costruzioni, nello stesso luogo dove fino a due anni prima aveva sede la Scuderia Ferrari. La denominazione Ferrari non fu utilizzata a causa di clausole contrattuali che legavano Enzo all'Alfa Romeo, impedendogli di usare il proprio cognome sulle automobili da lui prodotte. Queste clausole furono valide fino a tutto il 1944. Con l'avvento della seconda guerra mondiale, tuttavia, l'attività automobilistica venne sospesa e le commesse dell'azienda divennero principalmente la costruzione di componenti per velivoli militari.
La Fondazione Ufficiale e i Primi Successi
Ferrari S.p.A. fu ufficialmente fondata da Enzo Ferrari il 12 marzo 1947, con sede a Maranello. La Scuderia Ferrari riprese a operare al termine della seconda guerra mondiale a Maranello, quando nel 1947 il Drake fondò la sua omonima casa automobilistica. La prima vettura a portare il nome Ferrari fu la 125 S, che debuttò in gara a Piacenza l'11 maggio dello stesso anno, guidata da Franco Cortese, primo pilota e collaudatore della Casa. L'esordio si concluse con un ritiro, ma già alla seconda gara, disputatasi a Roma due settimane dopo, Cortese ottenne la prima storica vittoria Ferrari. Quante cose sono cambiate da quel magico 1947!
La prima monoposto da gran premio della Casa venne progettata nel 1948. Entrambe le carrozzerie furono disegnate da Touring Superleggera, che interpretò così bene l'identità stilistica del marchio da condizionare anche gli altri carrozzieri, come Ghia, Allemano, Vignale, chiamati a vestire i modelli successivi.
Il Cavallino Rampante: Simbolo di Prestigio e Fortuna
Il simbolo ufficiale della Ferrari è il "cavallino rampante", un emblema nero su campo giallo con in basso le lettere "S F" per Scuderia Ferrari e tre strisce - una verde, una bianca e una rossa - in alto. Questo logo viene applicato su tutte le auto da competizione direttamente supportate dalla scuderia.
Le origini del cavallino rampante risalgono alla Prima Guerra Mondiale. Era l'emblema personale del maggiore Francesco Baracca, aviatore italiano, che lo faceva dipingere sulle fiancate dei suoi velivoli ai tempi della 91ª Squadriglia aeroplani da caccia. Nel 1923, quando Enzo Ferrari vinse il primo circuito del Savio a Ravenna, conobbe il Conte Enrico Baracca e in seguito la Contessa Paolina, genitori dell'eroe. Fu la Contessa che un giorno gli disse: "Ferrari, perché non mette sulle sue macchine il Cavallino Rampante di mio figlio? Le porterà fortuna". Enzo Ferrari ha sempre conservato la fotografia dell'aviatore con la dedica dei genitori che gli affidavano l'emblema del Cavallino.
Nei primi due anni di attività, le vetture della Scuderia Ferrari non ebbero un proprio logo e continuarono a mostrare il Quadrifoglio Alfa Romeo, molto ben visto dai piloti per ragioni scaramantiche. Allo scadere dell'atto costitutivo originario, che vide ritirarsi i finanziatori Alfredo Caniato e Mario Tadini, su consiglio di Piero Taruffi, Enzo Ferrari decise di estendere l'attività della scuderia anche alle gare motociclistiche. Per evidenziare maggiormente l'appartenenza alla Scuderia Ferrari dei mezzi in gara, si decise di dotarli del celeberrimo cavallino rampante.
Nel 1945, Ferrari fece ridisegnare un nuovo cavallino rampante da Eligio Gerosa, giovane incisore milanese. Nel progetto, ampiamente modificato rispetto al disegno originario (soprattutto nella coda, che nel cavallino di Baracca puntava verso il basso), venne aggiunto lo sfondo giallo canarino, uno dei colori di Modena. Fu sempre Eligio Gerosa che nel 1947 disegnò il logo ufficiale della scuderia con un cavallino più snello e riproporzionato nelle dimensioni, con lo zoccolo che sovrasta la barretta allungata della «F».
È interessante notare che il cavallino rampante non è stato utilizzato unicamente dal marchio Ferrari: l'ingegnere Fabio Taglioni, concittadino di Baracca, lo applicò sulle motociclette Ducati tra la fine degli anni cinquanta e l'inizio degli anni sessanta.
L'Ascesa nel Motorsport: Formula 1 e Sport Prototipi
La Scuderia Ferrari si è concentrata, a seconda guerra mondiale terminata, sul neo costituito campionato mondiale di Formula 1. La Ferrari è diventata la squadra automobilistica più vincente della storia di questa categoria, avendo conquistato sedici campionati mondiali costruttori di Formula 1, a cui si aggiunsero quindici campionati mondiali piloti.
Il debutto della Scuderia Ferrari nel Campionato mondiale di Formula 1 risale al 1950, al Gran Premio di Monaco, la seconda prova stagionale, dove giunse seconda grazie ad Alberto Ascari. Nella stessa stagione, arrivò seconda anche nel Gran Premio d'Italia, sempre grazie ad Alberto Ascari. Il primo campionato del mondo piloti conquistato dalla Ferrari (quello costruttori, all'epoca, non esisteva ancora) fu nella stagione 1952, quando Alberto Ascari si laureò campione del mondo su una Ferrari 500 F2. Alberto Ascari replicò la vittoria nel campionato anche nel 1953.
Nelle stagioni 1954 e 1955, la Scuderia Ferrari non si ripeté a causa dell'agguerrita concorrenza delle Mercedes che conquistò, in entrambi gli anni, il titolo iridato piloti. La Ferrari tornò a conquistare il mondiale piloti nel 1956 grazie alla vittoria di Juan Manuel Fangio su una Lancia D50, vettura venduta al Cavallino dall'omonima casa automobilistica italiana per via del ritiro dalle corse di quest'ultima, causato dalla morte del suo pilota di punta, Alberto Ascari, nel frattempo passato alla Lancia.
Dopo qualche stagione di digiuno, il successo tornò nel 1961 con la conquista del mondiale piloti, grazie a Phil Hill, e del mondiale costruttori. Con la 156 a motore posteriore Phil Hill ottenne nel 1961 il titolo del Mondiale Piloti. Nella stessa stagione morì in un incidente avvenuto al Gran Premio d'Italia Wolfgang von Trips: all'autodromo di Monza persero la vita, oltre al pilota, anche 15 spettatori. Questa sciagura è, a tutt'oggi, il più grave incidente nella storia del Campionato mondiale di Formula 1, ed è stato il primo ad essere trasmesso in televisione. Arrivò anche il titolo del Mondiale per vetture sport, e nuovamente il Mondiale di F1 (nel 1964, con John Surtees).
Dopo 11 anni di vittorie nei gran premi, che non portarono però alla conquista di nessun titolo mondiale, arrivò il successo, nel 1975, grazie a Niki Lauda, sia nel campionato piloti che in quello costruttori. Il 1976 fu caratterizzato da un evento tragico: lo spaventoso incidente a Niki Lauda sul circuito del Nürburgring. Nello stesso anno la Ferrari vinse il mondiale costruttori ma non quello piloti. La doppietta venne conquistata nel 1977, con la vittoria in entrambi i campionati, con quello piloti che fu ad appannaggio di Niki Lauda. Nel 1979 fu invece la volta di Jody Scheckter, che vinse il mondiale piloti, a cui si aggiunse, per la Ferrari, quello costruttori.
Nel 1982, un altro evento luttuoso: la morte di Gilles Villeneuve sul circuito di Zolder. Sempre nello stesso anno avvenne anche lo spaventoso incidente a Didier Pironi, che costò al pilota la fine della carriera. Nel 1982, la Ferrari riuscì comunque a conquistare il mondiale costruttori anche grazie a Patrick Tambay e Mario Andretti, che sostituirono Villeneuve e Pironi. Nel 1983, il titolo costruttori fu di nuovo ad appannaggio della Ferrari.
Dopo un digiuno durato quasi vent'anni, la Ferrari tornò a vincere il mondiale costruttori nel 1999 grazie a Michael Schumacher e a Eddie Irvine. Dal 2000, e fino al 2004, il mondiale piloti fu ad appannaggio di Michael Schumacher, vincitore del Campionato Mondiale Piloti di F1 per cinque anni consecutivi. Questi titoli iridati furono tutti affiancati anche dalla conquista del mondiale costruttori. Il lungo digiuno di vittorie nelle competizioni terminò con l'arrivo del pilota tedesco Michael Schumacher. Kimi Raikkonen è stato campione mondiale nel 2007.
Dal 1953 al 1973, la Scuderia Ferrari prese parte al campionato del mondo sportprototipi, la massima competizione riservata a vetture Sport, Prototipo, Sport Prototipo e Gran Turismo. In totale la Ferrari ha conquistato tredici titoli costruttori: nel 1953, 1954, 1956, 1957, 1958, 1960, 1961, 1962, 1963, 1964, 1965, 1967 e nel 1972. Nessuna casa automobilistica ha saputo eguagliare tale risultato; Porsche ha vinto, infatti, il campionato prototipi 9 volte prima del declassamento della competizione a campionato teams nel 1985. Durante i ventuno anni di permanenza della Ferrari nel campionato del mondo Sportprototipi, la classifica costruttori è sempre stata l'unica a garantire l'attribuzione del titolo mondiale da parte della FIA e anche dopo l'istituzione di una graduatoria piloti nel 1981, quella costruttori ha continuato a rimanere la più importante. Successivamente, per volere di Enzo Ferrari, si ritirò per concentrarsi esclusivamente sulla Formula 1.
Dal 2012, la Ferrari compete nel Campionato del mondo endurance con le vetture gran turismo, dove ha raccolto sei titoli costruttori e quattro piloti. È una delle più vincenti nelle competizioni per vetture Sport Prototipo e Gran Turismo come il campionato del mondo Sport-prototipi, con tredici titoli costruttori ottenuti e il campionato del mondo Endurance FIA, dove detiene sei titoli costruttori GT e quattro titoli piloti GT.
L'Influenza del Gruppo Fiat e l'Evoluzione Aziendale
Il Gruppo Fiat intervenne in favore della Ferrari già nel 1955, finanziando per un quinquennio lo sviluppo della Scuderia. Tale decisione, nata per arginare lo strapotere tecnico-economico della Mercedes che aveva conquistato i campionati di Formula 1 del 1954 e del 1955, oltre alla Mille Miglia del 1955, contribuì a far vincere alla Ferrari i campionati del 1956 e del 1958, oltre alle Mille Miglia del 1956 e del 1957.
Nonostante i grandi successi sportivi, la Ferrari cadde in una grave crisi in seguito all'abolizione delle corse su strada, decretato in buona parte del mondo dopo il disastro di Le Mans del 1955 e, anche in Italia, dopo la tragedia di Guidizzolo del 1957. In tale quadro economico, Henry Ford II provò ad acquistare la Ferrari, in modo da fruire del suo prestigio con un prevedibile ritorno d'immagine per l'azienda da lui posseduta. Condotta da Lee Iacocca, nel maggio 1963 la trattativa sembrava avviata a una rapida conclusione, quando si arenò sulla conditio sine qua non posta da Enzo Ferrari in merito all'intoccabilità della sua autonomia circa le decisioni da prendere nell'ambito del reparto corse; al rifiuto di Iacocca seguì l'immediata e definitiva rottura del negoziato.
La FIAT intervenne nel 1965 annunciando la collaborazione tra le due aziende, allo scopo di attuare un comune programma per la costruzione di propulsori sportivi, che decretò la nascita del marchio Dino. «In seguito all'incontro del presidente della Fiat dott. Giovanni Agnelli con l'ing. Enzo Ferrari, le due Case hanno deciso di attuare un comune programma per la costruzione di propulsori sportivi da impiegare in vetture prodotte dalla Fiat con il marchio Dino, ed in vetture Sport prodotte dalla Ferrari stessa. Questa collaborazione, che consentirà alla Ferrari di dedicarsi sempre più alla progettazione ed alla costruzione di vetture da competizione, è una nuova e significativa manifestazione dell'interesse della Fiat per l'automobilismo sportivo di alta classe.»
Nel frattempo, l'organizzazione aziendale mutò: nel 1967 venne nominato Direttore Generale in prestito da Fiat l'ing. Pier Ugo Gobbato. È il primo passo verso una partecipazione paritetica con Fiat, siglata a giugno del 1969: da una parte Fiat si impegna a sviluppare la produttività della Casa di Maranello, dall'altra Enzo Ferrari, ormai tranquillo sulla sorte della sua azienda, mantiene dominio assoluto della gestione sportiva.
Alla scomparsa di Enzo Ferrari nel 1988, il pacchetto azionario divenne per il 90% del Gruppo Fiat, mentre la parte restante andò al figlio Piero Lardi Ferrari. Il 23 dicembre 1988, l'azienda cambiò denominazione diventando Ferrari SpA. Lardi Ferrari è rimasto all'interno dell'azienda come vicepresidente. Nel novembre 1991, Luca Cordero di Montezemolo, in precedenza direttore sportivo della Scuderia Ferrari dal 1974 al 1977, fu nominato presidente dell'azienda.
Nel 1997, Fiat cedette a Ferrari il 50% delle azioni Maserati, che diventarono il 100% nel 1999: le due case, una volta rivali, si ritrovarono riunite.
Nel 2006, il 5% delle azioni fu acquisito da una società finanziaria degli Emirati Arabi Uniti, la Mubadala, che nella capitale di Abu Dhabi promosse anche la costruzione del Ferrari World, il più grande parco a tema al mondo. Il 24 maggio 2013, la Ferrari SpA. è stata incorporata nella società di diritto olandese New Business Netherlands N.V., rinominata Ferrari N.V., e nell'ottobre 2015, una parte delle azioni fu quotata alla Borsa di New York. Nel gennaio 2016, la Ferrari N.V. è stata scorporata da Fiat Chrysler Automobiles, il gruppo automobilistico nato dalla fusione tra Fiat S.p.A. e Chrysler Group LLC.
Dal 1º settembre 2021, l'azienda, come la controllante Ferrari N.V., è guidata da Benedetto Vigna in qualità di amministratore delegato, ruolo ereditato da Louis Camilleri, e da John Elkann in qualità di presidente, mentre il vicepresidente è Piero Ferrari, figlio del fondatore Enzo.
Le Vetture Stradali: Esclusività e Design Iconico
Le autovetture Ferrari sono celebri anche per la loro esclusività, tant'è che l'azienda ha deciso di limitare la produzione per mantenere questa caratteristica. Tra i progettisti e le carrozzerie che hanno collaborato con la Ferrari, ci sono anche Bertone, Ghia, Michelotti, Pininfarina, Scaglietti, Touring, Vignale. I motori impiegati nelle autovetture Ferrari sono prevalentemente dei V8 e V12.
Relativamente al colore, fin dagli anni venti le automobili da corsa italiane erano verniciate di rosso. Questo era il colore consueto per le vetture italiane che gareggiavano in campionati automobilistici in base a un provvedimento preso negli anni tra le due guerre mondiali dall'associazione che in seguito venne chiamata FIA. Nello schema della federazione, tra le altre, le auto francesi erano blu, le tedesche bianche e le inglesi verdi. La tonalità del rosso è gradualmente passata dal rosso scuro (famoso come «rosso Alfa») a una tinta notevolmente più accesa, nota come «rosso corsa». Tale colorazione è rimasta immutata per le Ferrari di serie.

Nasce nel 1954 la 250GT, prodotta fino al 1964 e modello senza tempo, icona delle granturismo anni Cinquanta e Sessanta. Il motore da tre litri viene applicato su due linee di prodotto: da un lato le granturismo realizzate da Pinin Farina, dall'altro le auto da competizione, il cui sviluppo è a cura di Scaglietti. Nel 1996, per il cinquantennale dell'azienda, debutta la F50, definita “una formula 1 vestita in abito da sera”.
Nel settore “Sport e Sperimentazione” le ricerche sono orientate su due importanti linee di prodotto, la Dino 206S (la linea Dino rappresenta un marchio a sé stante che contraddistingue vetture con propulsori a 6 cilindri e poi a 8) e la 330P3, dove P sta per Prototipo. Tutte le Ferrari stradali, da oltre 75 anni, nascono a Maranello. Ogni vettura è realizzata attraverso un percorso produttivo che unisce tecnologia e maestria artigianale. Maranello non può essere considerata una fabbrica come le altre. Qui vige il principio fondamentale che la tecnologia è al servizio dell’uomo, non il contrario. Nonostante negli anni il numero delle vetture prodotte sia aumentato molto, specie dopo l’uscita della prima suv Purosangue, la Ferrari non produce in massa.
Maranello: Il Cuore Pulsante della Ferrari
Maranello è sinonimo di Ferrari, è la città della Ferrari. Maranello è un comune dell'Emilia Romagna in provincia di Modena, noto in tutto il mondo in quanto sede della casa automobilistica Ferrari. Maranello è un paradiso per gli appassionati di motori e per gli amanti del leggendario Cavallino Rampante. Girando per le strade del paese, non c'è da stupirsi a vedere passare una Ferrari dietro l'altra; il rombo del loro motore sarà musica per le vostre orecchie. Maranello è la casa "delle rosse" Ferrari, un luogo emblematico per la storia della grande industria italiana.
Il cuore pulsante di Maranello è sicuramente Piazza Libertà che accoglie il Municipio, imponente fuori e fiammante all'interno grazie alla splendida Ferrari 575M Maranello del 2002 rosso fuoco ospitata nella sala di ingresso e donata al Comune dal Presidente di Ferrari Spa Luca Cordero di Montezemolo nel novembre del 2003. La vita di Enzo Ferrari ha ispirato molti artisti; sparse per la città ci sono diverse opere a lui dedicate. Proprio in Piazza Libertà c'è un maxi pannello con la riproduzione della sua firma, mentre a lato del Municipio vi è una colonna realizzata dall'artista Marino Quartieri che racconta le tappe più significative della vita di Enzo.
Imboccando via Vittorio Veneto si incontra la Biblioteca di Maranello chiamata MABIC: un edificio moderno dal design unico con ampie vetrate sagomate che seguono le linee curve dell'edificio. Se invece dalla piazza ci si dirige verso Via Nazionale si incontra la rotatoria del Cavallino Rampante, un simbolo imponente del mondo Ferrari, una scultura in lamiera battuta che offre il benvenuto ai visitatori. Lasciandovi alle spalle la rotatoria del Cavallino Rampante e procedendo lungo Via Nazionale, poco prima di Piazza Unità d'Italia sulla sinistra si incontra un'aiuola perfetta per una foto ricordo: i giardinieri del Comune di Maranello hanno infatti creato un curato angolo verde con una vera scocca Ferrari di colore rosso.

Per chi visita Maranello, è possibile salire alla guida di una Ferrari per fare un test drive. Una delle aziende che si occupa di organizzare test drive alla guida di una Ferrari è "I Love Maranello" che si trova proprio in Via Dino Ferrari.
Lo Stabilimento e la Cittadella Ferrari
La fabbrica della Ferrari venne creata nello stesso anno in cui Enzo Ferrari fondò il marchio automobilistico Ferrari: un tempo era sulla strada Nazionale Giardini, oggi via Abetone Inferiore. La fabbrica conta quasi 5000 dipendenti a Maranello e si estende su una superficie di 250.000 m²: si tratta di una vera e propria cittadella composta da 46 edifici interni con tanto di vie e quartieri. In questo stabilimento vengono progettate, costruite, assemblate e testate tutte le auto a marchio Ferrari che siano esse da corsa, da collezione e per uso privato. Questo è infatti l'unico stabilimento Ferrari al mondo! Per questo motivo, se avete intenzione di comprare una Ferrari, magari anche con una serie di personalizzazioni, affrettatevi ad ordinarla con largo anticipo perché ci vogliono almeno 2 anni affinché l'ordine venga ultimato. Tutto viene fatto a Maranello: entrano semplici lamiere ed escono meravigliose auto di lusso!
La prima sede di Modena viene abbandonata per diverse ragioni. È tempo di guerra e la legge sul decentramento delle imprese spinge Ferrari a cercare una sede alternativa alla città. Per Maranello, Enzo Ferrari non è uno sconosciuto. Qui possiede già una casa colonica e un appezzamento di terra. Nel 1942 viene sottoscritto il rogito e a dicembre arriva il sì del podestà di Maranello, Giuseppe Ferrari Amorotti: Enzo Ferrari può costruire il suo stabilimento. L'inizio è difficile, la guerra continua e la nuova struttura viene anche bombardata. La sua posizione è ancora la medesima: quel terreno acquistato nel 1942. La Casa Ferrari non ha mai trasferito altrove la sua storica sede facendo di Maranello e del Cavallino Rampante un'unica anima.

In un ampliamento della fabbrica, unito alla razionalizzazione della catena di montaggio, si permise una produzione annua di 500 unità nel 1960. Nel 1970 la superficie della fabbrica è raddoppiata, portando la produzione a quasi 1000 vetture l’anno. L’integrazione dell’edificio che ospita l’e-Building nel contesto urbano è stata perfezionata attraverso una riqualificazione urbana di oltre 100.000 mq e una riprogettazione delle infrastrutture viarie. Nello stabilimento sono state progettate diverse soluzioni per migliorare il benessere delle persone nell’ambiente di lavoro. Come postazioni ergonomiche, aree verdi e relax, comfort acustico e visivo. Lo stabilimento è stato più volte premiato per la sua capacità di coniugare estetica architettonica, funzionalità produttiva e rispetto per l’ambiente. Alcuni edifici - come quello dei motori, firmato da Jean Nouvel, o il Centro Stile progettato da Flavio Manzoni - sono veri e propri manifesti di design industriale. Il Polo è diventato anche una meta da visitare. I turisti, oltre al Museo Ferrari, amano molto anche dare un’occhiata al Villaggio Ferrari. Un esempio in tal senso è la galleria del vento, disegnata da Renzo Piano, le officine meccaniche, il padiglione verniciatura, la mensa aziendale - tutti progetti di Marco Visconti - e il nuovo edificio dedicato alla logistica sportiva, progettato da Luigi Sturchio.
La vicenda della costruzione della cittadella Ferrari a Maranello rappresenta un'eccezionalità non solo nel panorama locale, tanto se analizzata dal punto di vista prettamente architettonico, quanto se la si considera in relazione al ruolo che l'architettura riveste nei confronti della comunicazione dell'immagine aziendale; aspetto questo non secondario data l'importanza del marchio automobilistico nel panorama mondiale. Seppur dettato da ragioni essenzialmente di opportunità, lo spostamento della produzione da Modena a Maranello consente allo stabilimento Ferrari di costituirsi come luogo della produzione isolato e autonomo rispetto alla città, per certi versi riconducibile alle esperienze della città-fabbrica sorte all'inizio dell'era industriale. Tutto sembra rivolto, piuttosto, a mettere l'architettura al servizio della produzione. L'immagine architettonica non contribuisce a consolidare quella del “marchio di fabbrica”, in quanto quest'ultimo, è già dotato di una sua forte riconoscibilità. Le architetture della cittadella Ferrari sembrano mostrare, piuttosto, la volontà di costruire un luogo tecnologico, coincidente con il contenuto tecnologico del prodotto. Come l'innovazione è nascosta all'interno dell'automobile, anche gli impianti industriali Ferrari non si mostrano spesso alla città, né sui cataloghi. Coerentemente con queste considerazioni, relative all'immagine dell'industria, nelle architetture che compongono la cittadella Ferrari, in particolare quelle degli ultimi quindici anni, si manifesta un generale effetto di smaterializzazione, questa volta in analogia con altri importanti casi come per esempio la “Fabrica” di Benetton, coincidente con l'espressione della condizione immateriale del sapere necessario alla realizzazione di un prodotto e della delocalizzazione dell'economia globale.

La Pista di Fiorano e la Galleria del Vento
Non lontano dalla fabbrica Ferrari si trova la Pista di Fiorano: all'inizio degli anni '60, infatti, il forte impegno della squadra di Maranello nelle competizioni aprì la necessità di una pista di prova con un coefficiente di difficoltà simile ai vari circuiti di gara. Dopo una serie di trattative avviate con il sindaco del Comune di Maranello, Enzo Ferrari vide approvato il suo progetto nel 1971 sui terreni di proprietà. La pista venne inaugurata nel 1972 con un tracciato di 2948 metri lineari e di 8,40 metri di larghezza, con 14 curve. Accanto alla pista è presente persino un piccolo appartamento dove i piloti potevano fermarsi a dormire quando avevano terminato l'allenamento su pista a qualsiasi ora. La Pista di Fiorano oggi non è più utilizzata per gli allenamenti dei piloti di F1 (il regolamento lo vieta), ma ancora oggi è usata come tracciato di sperimentazione per Ferrari sportive e gran turismo.

Sempre dedicata alla Formula 1 è la Galleria del Vento, progettata dall'architetto Renzo Piano ed inaugurata nel 1997. È stata realizzata per studiare lo sviluppo aerodinamico delle monoposto di Formula 1.
Per i visitatori del Museo Ferrari è disponibile un tour panoramico guidato alla fabbrica Ferrari e alla Pista di Fiorano. Il tour avviene a bordo di un bus navetta dal quale non è consentito scendere né fare foto o riprese. La guida presente sul bus, in italiano ed in inglese, racconta la storia della Fabbrica Ferrari, descrive le diverse sezioni della Cittadella Ferrari ed infine presenta le caratteristiche del circuito Ferrari di Fiorano.
I Musei Ferrari: Un Viaggio nella Storia del Mito
Per essere precisi, sono due i musei dedicati al mondo Ferrari: non lontano dal centro di Modena si trova il Museo Enzo Ferrari, dedicato alla vita e al lavoro di Enzo Ferrari, fondatore della casa automobilistica Ferrari, mentre a Maranello si trova il Museo Ferrari, che racconta la storia dell'azienda Ferrari. I due musei distano circa 26 km l'uno dall'altro (30 minuti di strada in auto), possono essere visitati entrambi in un'unica giornata e rientrano nello stesso circuito: per questo motivo sono disponibili dei biglietti combinati ad una tariffa agevolata tramite l'acquisto del "Musei Ferrari Pass". Entrambi i musei sono aperti dalle 9.30 alle 19.00 con chiusura anticipata alle 18.00 da novembre a marzo. Difficile scegliere quale sia meglio visitare tra i due perché ognuno si focalizza su un aspetto diverso della storia del mondo Ferrari; si completano l'un l'altro. Senza contare che sia a Maranello che a Modena si trovano esposti degli straordinari modelli di auto Ferrari davvero introvabili.

Il Museo Ferrari di Maranello è stato aperto nel febbraio del 1990 ed è strutturato in quattro aree tematiche: la Formula Uno, le vetture Sport e Sport-Prototipo, il mondo Granturismo. Il museo espone le auto, le fotografie ed i trofei che hanno scritto la storia della Scuderia del Cavallino Rampante e che hanno raccolto tanti successi commerciali e sportivi sui mercati e sui circuiti di tutto il mondo. Il Museo espone circa 40 modelli, scelti a rotazione tra tutte le vetture della storia Ferrari, grazie al patrimonio dell'Azienda e alla collaborazione con i più importanti musei d'auto e con i collezionisti di tutto il mondo.
Nella prima sezione è possibile ammirare una ricostruzione del primo ufficio modenese di Enzo Ferrari dove nel 1929 diede inizio al grande mito! C'è una spettacolare fotografia aerea in bianco e nero del 1947 che mostra il primo insediamento della Fabbrica a Maranello sulla strada Nazionale Giardini, oggi Via Abetone Inferiore. Proprio nel 1947 dall'Officina Ferrari di Maranello uscì la prima vettura Ferrari: una Ferrari 125 Sport, barchetta 12 cilindri a V di 1500 cm³. A maggio questa stessa auto risultò subito vittoriosa al Gran Premio di Roma sul circuito delle Terme di Caracalla.
Nell'ultima sezione realizzata a partire dal 2004 è ospitata la Sala delle Vittorie che celebra i successi più recenti della Scuderia Ferrari attraverso una panoramica delle monoposto Campioni del Mondo nel Campionato di F1 dal 1999 al 2008, insieme agli oltre 110 trofei ed ai caschi originali dei 9 Piloti Campioni del Mondo nella storia della Scuderia. Sempre all'interno del Museo Ferrari Maranello è presente un simulatore semiprofessionale di F1 per provare l'emozione di guidare una Ferrari senza spendere troppo lungo i circuiti più famosi: Monza, Barcellona, Silverstone, Imola, Zandvoort.
A Maranello inizia fin dagli anni Settanta, quando, su progetto dell’architetto modenese Tiziano Lugli, la casa automobilistica decide di realizzare un centro culturale aperto anche alla città, da affiancare ai luoghi della produzione dell’automobile. L’edificio si compone di un traliccio metallico tridimensionale, che sostiene la copertura in alluminio realizzato mediante tubi “Mero”. La struttura comunica un effetto di forte astrazione, quasi a definire solamente uno “spazio” primario, in cui il tamponamento svanisce in favore del prevalere dell’immagine del giunto e dell’elemento componibile, abbandonando la facciata, come luogo di rappresentazione simbolica. All’interno di questo si rende visibile il volume cilindrico, in pannelli d’acciaio, che ospita la sala a gradoni destinata gli eventi culturali, anticipato dalla parete d’ingresso anch’essa curvilinea in vetrocemento.
Il legame tra città e fabbrica, fin dagli anni Sessanta, si istituisce anche attraverso altri canali che rinsaldano il rapporto tra produzione e territorio, in particolare attraverso lo spostamento dell’IPSIA Ferrari (Istituto Professionale Statale per l’Industria e l’Artigianato) in un edificio non distante dagli stabilimenti. La fondazione della scuola risale a circa due decenni prima quando, per volere di Enzo Ferrari, si decide la creazione di un istituto per sopperire alla mancanza di operai specializzati. Nel 1965 diventa statale costituendo un importante lascito, tuttora in attività, per la formazione e la specializzazione dei lavoratori dell’intera provincia.
La progressiva determinazione di un carattere pubblico dello stabilimento industriale prosegue, a partire dal 1984, con l’idea di un museo per iniziativa dello stesso Enzo Ferrari. Inizialmente il progetto, di cui viene incaricato nuovamente Tiziano Lugli, s’innesta sul precedente centro civico e ricreativo con un volume aggiunto, collegato al preesistente da un atrio comune con ingresso triangolare, realizzato secondo la stessa logica costruttiva del precedente. Al piano terra doveva trovare spazio l’esposizione delle auto, collegata visivamente con la biblioteca, posta al primo piano. In seguito, nel corso della realizzazione, lo spazio del museo viene esteso fino a occupare l’intero edificio, che assume la valenza di una “galleria”, luogo di messa in mostra di tutto il mondo Ferrari, dalle vetture, al ciclo della produzione, dai personaggi della storia della casa automobilistica a una serie di cimeli messi a disposizione da Enzo Ferrari, che scompare a lavori quasi ultimati. Il cantiere subisce un naturale arresto, per poi essere inaugurato nel 1990.
Riconoscimenti del Marchio
Nel 2013 e nel 2014 il marchio Ferrari è stato riconosciuto come il marchio più influente al mondo in assoluto secondo l'annuale classifica di Brand Finance con la seguente motivazione: «Il cavallino rampante su sfondo giallo è immediatamente riconoscibile in tutto il mondo anche dove non ci sono ancora le strade.» Nel 2015 è stato posizionato al 295º nella classifica "The most valuable brands of 2015" (MVB2015) del sito web della Brand Finance con un valore di 4,8 miliardi di dollari. La Ferrari, marca internazionale da sempre, da gennaio 2016 non fa più parte della holding FCA. Vende direttamente in 46 mercati mondiali ed esporta quasi il 90 per cento della sua produzione. I suoi principali mercati sono gli Stati Uniti, la Germania, la Gran Bretagna, l’Italia, la Svizzera, il Giappone, gli Emirati Arabi.
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