Lancia Flavia Coupé Iniezione: Numeri di Produzione e L'Eredità di un Modello Rivoluzionario

La Lancia Flavia, presentata nel 1960, rappresenta un capitolo fondamentale nella storia automobilistica italiana e nell'evoluzione tecnologica del marchio Lancia. Nata per colmare il vuoto tra l'imponente Flaminia di alta gamma e la più piccola Appia, la Flavia incarna la tradizione della Casa torinese di coniugare concetti tecnici moderni, prestazioni eccellenti e un elevato livello di comfort. Il nome stesso, Flavia, evoca un legame profondo con la storia nazionale, richiamando la Via Flavia, una delle celebri strade dell'antica Roma.

Lancia Flavia Berlina prima serie

Il progetto della Flavia fu affidato all'Ingegnere Antonio Fessia, una figura di spicco nel panorama automobilistico italiano, che aveva precedentemente lavorato in Fiat e poi collaborato alla concezione del prototipo CEMSA Caproni F11 nel 1947. Fessia era un convinto sostenitore della trazione anteriore, una soluzione all'epoca poco diffusa ma che egli riteneva decisamente superiore per sicurezza e prestazioni. La Flavia divenne così la prima vettura italiana di serie ad adottare questo schema meccanico, segnando un punto di svolta: da questo modello in poi, tutte le vetture prodotte da Lancia avrebbero adottato la trazione anteriore. L'intera struttura meccanica - motore, cambio, differenziale, sospensioni e sterzo - era saldamente fissata a un piccolo telaio ancorato alla carrozzeria attraverso supporti elastici. Questa soluzione non solo isolava l'abitacolo dalle vibrazioni meccaniche, migliorando il comfort, ma razionalizzava anche la catena di montaggio, abbattendo tempi e costi di produzione.

Il primo motore della Flavia era un quadricilindrico boxer (opposto) da 1.500 cm³, capace di erogare 78 CV. Questa architettura motrice, il primo motore boxer Lancia, rimarrà invariata fino alla fine della produzione del modello, pur subendo una serie di miglioramenti significativi nel corso degli anni.

L'Evoluzione Tecnica e le Prime Versioni

La berlina, il cui design era opera di Piero Castagnero, si distingueva per una linea poco convenzionale che destò anche non poche perplessità sulle riviste dell'epoca. Il muso era importante, con fari sdoppiati e una calandra prominente a forma di trapezio che si ripeteva anche sui gruppi ottici, incorporando gli indicatori di direzione e le luci di posizione. Le grandi superfici vetrate contribuivano a rendere l'abitacolo molto luminoso e spazioso, ospitando comodamente fino a sei persone grazie alle due panchette anteriori e posteriori.

La commercializzazione della berlina iniziò nel luglio 1960. Il successo commerciale arrise subito alla neonata Flavia, e neppure i tempi di consegna che nel 1961 raggiungevano i quattro mesi scoraggiarono i potenziali acquirenti. La capacità produttiva iniziale, concentrata nella fabbrica di Borgo san Paolo a Torino, non superò le quaranta unità al giorno per tutto il 1961. Con l'entrata in funzione del nuovo stabilimento di Chivasso, i ritmi produttivi sarebbero notevolmente cresciuti.

La prima motorizzazione da 1.500 cm³ da 78 CV, sebbene tecnologicamente avanzata, si rivelò sottodimensionata rispetto alle notevoli doti stradali della Flavia. Per ovviare a ciò, nell'autunno 1963 fu introdotto un propulsore da 1.800 cm³ che erogava 92 CV. Questo motore fu poi arricchito nel 1965 dall'impianto di iniezione meccanica Bosch Kugelfischer, una novità assoluta per un'auto di serie italiana, che innalzò la potenza a 102 CV.

La Lancia Flavia Coupé: Stile Pininfarina e Prestazioni

Se la berlina poteva essere criticata per il design, la versione coupé, opera di Pininfarina, ricevette sin dal suo esordio molti apprezzamenti. Commissionata a Pininfarina nel 1962, la prima Lancia Flavia Coupé si basava sul successo del precedente design creato per la Ferrari 250 GTE 2+2. Presentata al Salone dell'Auto di Torino del 1961, la coupé raccolse un ampio e meritato consenso.

Lancia Flavia Coupé Pininfarina

Il design della coupé era tipicamente italiano, a tre volumi, con un padiglione spiovente associato a una linea bassa e filante, che coniugava sapientemente eleganza e sportività. A differenza della berlina, il pianale della coupé fu accorciato di 17 cm, conferendole un aspetto più dinamico e un baricentro ulteriormente ribassato. Il prezzo di listino nel dicembre 1961 era di 2.145.000 lire, con la radio e altri accessori disponibili come optional.

La meccanica della coupé era strettamente derivata da quella della berlina, ma con alcune differenziazioni di potenza. Ad esempio, la prima versione 1.500 cm³ montava due doppi carburatori verticali Solex, anziché il singolo carburatore doppio corpo della berlina, permettendo di erogare 90 CV CUNA anziché 78 CV, con una coppia motrice più elevata a regime superiore e una velocità massima di 166 km/h.

La commercializzazione della prima serie della Flavia Coupé (1.5) iniziò nel luglio 1962 e cessò nel 1964, dopo la produzione di soli 3.725 esemplari. Alcuni clienti criticavano la carburazione "difficile da mettere a punto" e una curva di coppia troppo orientata verso gli alti regimi. Per ovviare a queste critiche, la casa torinese introdusse la cosiddetta "variante 1005", con un motore portato a 1.727 cm³ e 92 CV CUNA, che offriva maggiore coppia, elasticità e regolarità di funzionamento, realizzato in collaborazione con Nardi e montato anche su alcune berline.

Al Salone di Francoforte del 1963 fu presentata la Flavia Coupé 1.800. Questa versione, con un motore da 1,8 litri a carburatore singolo, erogava sempre 92 CV CUNA e, secondo i test dell'epoca, raggiungeva i 173 km/h, con una curva di coppia più omogenea e quindi maggiore elasticità.

Due anni dopo, nel 1965, debuttò la versione ad iniezione tedesca Kugelfischer del motore "1800". Questa opzione, che rappresentava un importante incremento tecnologico e prestazionale, portava la potenza a 102 CV DIN e la velocità massima a 180 km/h. Contemporaneamente, avvenne un leggero aggiornamento degli interni.

Lancia Flavia Coupé. La Storia, La Tecnica, il Design. ENGLISH SUB

Nell'autunno 1969, al Salone dell'automobile di Ginevra, la Lancia Flavia Coupé venne presentata in una nuova veste, parzialmente ridisegnata con linee più tese e moderne e un abitacolo rinnovato. Nuovo anche il motore, maggiorato a 2 litri, capace di erogare 115 CV DIN, per una velocità massima di 185 km/h. Sei mesi dopo, seguì la "2000i", dotata di iniezione meccanica Kugelfischer, che sviluppava 124 CV DIN e raggiungeva i 190 km/h.

Infine, dal 1971, grazie a una revisione delle camme di distribuzione e dell'alimentazione, che elevò la coppia massima ottenuta anche a regimi inferiori, e all'adozione del cambio a 5 marce, le prestazioni migliorarono ulteriormente. L'ultima versione della Flavia coupé, ora denominata semplicemente Lancia 2000 coupé, deve essere considerata quasi un modello a sé stante. Era disponibile sia in versione a carburatore che con l'allora avanzatissima iniezione elettronica Bosch D-jetronic per la versione 2000 HF, che sfiorava i 200 km/h. Queste ultime versioni ricevettero un profondo restyling degli interni, con un ampio utilizzo di legno al posto della plastica nera, e includevano importanti accessori di serie come l'idroguida ZF, i poggiatesta e i cerchi in lega, con optional quali il condizionatore e i vetri atermici.

Le Varianti Speciali: Zagato e Vignale

La Flavia non fu solo berlina e coupé Pininfarina. La tradizione Lancia prevedeva la collaborazione con prestigiosi carrozzieri per creare varianti esclusive.

La versione Sport, disegnata da Zagato, fu presentata come prototipo al Salone di Ginevra del 1962 e in versione definitiva al Salone di Torino dello stesso anno. Rispetto alla berlina e alla coupé di Pininfarina, sfoggiava una linea decisamente meno elegante ma più votata ai canoni della sportività, con un frontale contraddistinto da una mascherina cromata priva di eccessivi ornamenti e grossi fari circolari incassati. Le fiancate erano dominate da ampie superfici vetrate e terminavano con finestrini a sbalzo nella parte posteriore del tetto. La Lancia Flavia Sport Zagato, con struttura in acciaio e rivestimento in alluminio, pesava solamente 1060 kg e poteva raggiungere i 188 km/h con il motore 1,8 a iniezione.

Lancia Flavia Sport Zagato

Complessivamente, la carrozzeria Zagato costruì 727 esemplari della Flavia Sport (98 "1500", 626 "1800" - di cui 32 a iniezione - e 3 prototipi). A questi si aggiungono 4 esemplari da competizione alleggeriti e potenziati per la Squadra Corse HF Lancia. Nella seconda metà degli anni sessanta, Zagato realizzò a partire dalla Sport la Flavia Supersport, con un diverso disegno della carrozzeria (opera di Ercole Spada), della quale però furono costruiti solo 3 esemplari a causa dei mutati piani industriali Lancia in concomitanza con il passaggio di proprietà alla Fiat. Le inedite Flavia Supersport avevano un design accattivante e avveniristico, con una mascherina frontale e gruppi ottici rettangolari, oltre a una coda filante in stile fastback.

Al Salone dell'automobile di Torino del 1962, in contemporanea alla presentazione della Sport Zagato, venne mostrata la variante convertibile della Flavia, disegnata da Giovanni Michelotti sulla base del pianale accorciato della coupé di Pininfarina. Prodotta dalla carrozzeria Vignale, misurava 434 cm in lunghezza e riprendeva nel frontale lo stile della berlina, ma con tratti più filanti e aggressivi. La configurazione interna era a quattro posti 2+2, con comode poltrone anteriori. La plancia comandi, derivata dalla berlina, era dominata da un inserto in mogano e da un volante in legno a tre razze. La capote in tela era disponibile in varie tonalità, e come optional era possibile montare un hardtop. A livello di meccanica, il modello riprendeva lo schema della coupé, inizialmente con il motore boxer 1.500 cm³ da 90 CV, abbinato a un potente impianto frenante con quattro freni a disco.

I Numeri di Produzione: Un Bilancio Complessivo

La Lancia Flavia, nella sua interezza (comprendendo quindi berlina, coupé, spider e versioni speciali), è stata prodotta in un numero totale di 108.175 unità tra il 1960 e il 1974. Analizzando le singole varianti, emergono cifre significative ma anche la rarità di alcune versioni:

  • Berline: 79.764 unità (periodo 1960-1974). La berlina, pur essendo il modello principale, ha visto una significativa evoluzione stilistica e tecnica, culminando nel modello "2000" post-acquisizione Fiat.
  • Coupé: 26.810 unità (periodo 1962-1973). La coupé Pininfarina, pur essendo stata prodotta in un numero inferiore rispetto alla berlina, rappresenta un successo di stile e un modello iconico.
    • All'interno del conteggio delle coupé, si distinguono ulteriormente:
      • Coupé Sportive Zagato: 726 esemplari (periodo 1963-1967). Queste versioni sono oggi tra le più ricercate e rare.
      • Coupé 2000i (iniezione): Prodotta in soli 705 esemplari (contro i 3.458 della "2000" a carburatori), questa versione ad iniezione meccanica Kugelfischer è particolarmente rara.
  • Cabriolet: 1.601 unità (periodo 1963-1967). La versione cabriolet di Vignale, pur avendo avuto un discreto successo, è anch'essa una variante relativamente rara.

È importante notare che i registri di produzione dettagliati per molti modelli Lancia d'epoca, incluse diverse serie della Flavia, non sono più disponibili, rendendo complessa la ricostruzione esatta di ogni singola unità o opzione. L'attribuzione del motore "originale" a un telaio specifico, per esempio, è spesso basata su approssimazioni e confronti numerici, in quanto i numeri di motore non hanno sempre seguito una sequenza logica progressiva e indipendente da quella dei telai, specialmente per le versioni a iniezione.

Schema tecnico della trazione anteriore Lancia Flavia

Furono prodotte anche alcune carrozzerie esclusive, come la station wagon Touring del 1963 e la limousine costruita da Francis Lombardi. Inoltre, 72 esemplari della berlina 1500 e 240 della berlina 1800 con guida a destra furono prodotti in Sudafrica su licenza.

La Flavia Coupé Pininfarina non fu mai considerata una sportiva purosangue, ma piuttosto una veloce granturismo da lunghe trasferte, apprezzata per il suo particolare piacere di guida, frutto di un mix tra motore boxer e baricentro ribassato. Fu la prima Lancia ad essere utilizzata nella neonata Squadra Corse HF di Cesare Fiorio nell'ambito delle competizioni ufficiali della casa, fino all'arrivo delle più leggere Fulvia HF. La vittoria al Rally dei Fiori nel 1963, con le prime sei posizioni occupate dalle Flavia della HF Squadra Corse, segnò un benaugurante inizio per la grande era sportiva Lancia nei rally.

L'innovativa architettura tecnica della Lancia Flavia, in particolare la trazione anteriore e il motore boxer, influenzò profondamente la produzione automobilistica mondiale degli anni successivi. Molti costruttori, visti i benefici, seguirono l'esempio di Fessia, diffondendo questa soluzione tecnica in quasi tutte le categorie di autoveicoli. Attualmente, le vetture a trazione anteriore costituiscono la stragrande maggioranza tra quelle prodotte in tutto il mondo, testimoniando la lungimiranza del progetto Flavia.

tags: #lancia #flavia #coupe #iniezione #numero #esemplari