Automobili: Un Viaggio Metaforico nella Società Moderna attraverso la Lente di Lucio Dalla

Il sesto album in studio del cantautore italiano Lucio Dalla, intitolato "Automobili" e pubblicato il 14 marzo 1976 per l'etichetta discografica RCA Italiana, rappresenta un capitolo cruciale nella sua discografia. Quest'opera, concepita in stretta collaborazione con il poeta e paroliere Roberto Roversi, è molto più di una semplice raccolta di canzoni; si configura come un vero e proprio concept-album, un'indagine profonda e sfaccettata sul rapporto tra l'uomo e il progresso tecnologico, con la civiltà dell'automobile a fare da filo conduttore tematico.

Copertina album Automobili di Lucio Dalla

La Genesi Travagliata di un Concept-Album Rivoluzionario

"Automobili" è stato definito "forse il più travagliato" degli album di Dalla, e le ragioni di questa affermazione affondano nelle dinamiche creative e discografiche che ne hanno segnato la realizzazione. Dopo due album precedenti scritti interamente a quattro mani, la coppia Dalla-Roversi nel 1976 concepì uno spettacolo teatrale, intitolato "Il futuro dell'automobile e altre storie", che fu poi adattato per la televisione e trasmesso dalla Rai, riscuotendo un notevole successo. Dalla, spinto dall'entusiasmo per questo progetto, decise di incidere alcune delle canzoni dello spettacolo in un album. Questa scelta, tuttavia, andò contro il volere di Roversi, il quale avrebbe preferito che il disco includesse l'intero spettacolo, nella sua integrità.

Di fronte a questa divergenza artistica e a quella che percepiva come una "specie di censura della casa discografica" che aveva imposto l'esclusione di due brani ("Automobili" e "Il futuro dell'automobile"), Roversi maturò una decisione drastica: non firmare le canzoni. Le depositò quindi alla SIAE sotto lo pseudonimo di Norisso, un nome che evocava un aristocratico veneto del Settecento. Questa vicenda segnò di fatto la conclusione della proficua collaborazione tra Dalla e Roversi, sancendo la fine di un sodalizio artistico di rara intensità e originalità.

Nonostante le difficoltà nella sua concezione, "Automobili", nella sua programmatica monotematicità, si rivela il più eterogeneo dei tre dischi realizzati in collaborazione con Roversi. La sua forza risiede proprio nell'approccio concettuale, che trasforma l'automobile da mero mezzo di trasporto a potente metafora della società moderna, dei suoi miti, delle sue contraddizioni e delle sue inquietudini.

L'Automobile come Specchio della Società: Temi e Metafore

Il soggetto centrale dell'album emerge con chiarezza fin dal titolo. L'automobile non è trattata come un semplice oggetto, ma come un elemento di indagine profonda da parte di Dalla e Roversi, una lente attraverso cui osservare e interpretare la moderna società. L'auto diventa simbolo del progresso tecnologico, ma anche del mito del progresso stesso, della velocità, del successo e, in ultima analisi, della condizione umana nell'era industriale.

La figura di Tazio Nuvolari, leggendario pilota automobilistico, incarna perfettamente questa transizione. La sua epopea rappresenta il passaggio dalla civiltà contadina, legata alla terra e ai ritmi naturali, a quella industriale, proiettata verso la velocità, la competizione e il trionfo della macchina. La canzone "Nuvolari", in particolare, divenne un successo di vendite, dimostrando come il pubblico fosse pronto ad accogliere e a farsi coinvolgere da queste riflessioni metaforiche.

Foto d'epoca di Tazio Nuvolari al volante

Brani Iconici e Riflessioni Profonde

L'album è costellato di brani che, pur legati al tema centrale, esplorano diverse sfaccettature del rapporto uomo-macchina e delle implicazioni sociali, economiche e filosofiche che ne derivano.

"Intervista con l'Avvocato": Questo brano, considerato un vero e proprio "apripista" del disco, è un atto d'accusa nei confronti della "terribile realtà del mercato dei motori". Dalla, con la sua consueta genialità, fa recitare a Gianni Agnelli, figura emblematica dell'industria automobilistica italiana, un grammelot pseudo-inglese, accompagnato da un uso magistrale dello "scat" (tecnica vocale che utilizza suoni e sillabe senza significato letterale) e da uno "stupefacente assolo finale". La canzone mette in luce, con ironia e critica pungente, le dinamiche del potere e del profitto legate al mondo automobilistico, in un'epoca di grande espansione industriale.

"Mille Miglia": Questa composizione è in realtà una suite che nella prima edizione in vinile era divisa in due parti: "Mille miglia prima" e "Mille Miglia seconda". Nelle successive edizioni in CD, i due brani sono stati uniti in un'unica traccia. La suite si addentra tra le "rovine di un'Italia contadina distrutta dalla guerra", un'immagine potente che evoca un passato in trasformazione. In questo scenario, le imprese dei piloti, visti come "nuovi eroi dell'era moderna", vengono vissute con "straordinario interesse". La canzone cattura l'essenza della transizione, dove il fascino della velocità e della competizione si innesta su un tessuto sociale ancora segnato dalle ferite del passato.

"Il Motore del 2000": Questo brano rappresenta, secondo molti, il culmine emotivo e concettuale dell'album. Qui, il "futuro affascinante" si scontra con il "mistero del cammino della civiltà umana", generando una riflessione che oscilla tra la perplessità e una sottile inquietudine. La canzone suona quasi come una "sospensione", un momento di pausa in cui Dalla medita sul futuro, sulle tecniche e sulla perenne ricerca di un equilibrio tra i "vizi e le virtù" che caratterizzano l'esistenza umana. È un brano che invita all'introspezione, ponendo interrogativi fondamentali sul senso del progresso e sulla direzione che sta prendendo l'umanità.

"Due Ragazzi": L'album si chiude con questo brano, che offre una prospettiva più intima e personale. Due giovani scelgono un'auto "rottamata" come luogo d'incontro per il loro amore. Attraverso la riscoperta della propria intimità in uno spazio apparentemente dismesso, l'individuo riesce finalmente a "riappropriarsi di sé stesso". È un messaggio di speranza e di riscatto, che suggerisce come anche negli oggetti dismessi o nelle realtà marginali si possano trovare spazi autentici per l'amore e per la riconquista della propria identità, in contrapposizione alla frenesia e alla superficialità del mondo esterno.

L'Impatto e l'Eredità di "Automobili"

"Automobili" ottenne un "ottimo riscontro di pubblico e critica", un successo amplificato da un'intensa attività dal vivo. Lucio Dalla allestì numerosi spettacoli basati sul tema dell'album, caratterizzati da "diverse invenzioni sul tema dell'automobile e suggestive scenografie", che contribuirono a creare un'esperienza immersiva e a rafforzare il legame tra la musica e il suo significato concettuale.

L'album è stato premiato dalle vendite, sostenute in particolare dal successo di "Nuvolari". Altri brani molto noti includono "Il motore del 2000" (che Dalla reinciderà anche in un disco realizzato con Gianni Morandi) e la già citata "Intervista con l'Avvocato". La sua influenza si estende ben oltre la sua epoca, rappresentando un esempio luminoso di come la musica popolare possa affrontare temi complessi e universali con originalità, profondità e un'inconfondibile vena artistica. "Automobili" rimane un'opera fondamentale nel percorso di Lucio Dalla, un manifesto sonoro che continua a stimolare riflessioni sul nostro rapporto con la tecnologia e con la società che essa contribuisce a plasmare.

La struttura dell'album, con la sua coerenza tematica e la varietà stilistica dei brani, ne fa un'opera completa e affascinante, capace di parlare a diverse generazioni di ascoltatori. La sua capacità di utilizzare l'automobile come metafora per esplorare le dinamiche umane e sociali è un tratto distintivo che ne consolida il valore artistico e culturale.

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